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Il professor Pulina ha scritto: “Caro Rettore, non dire che non si può fare ciò che fanno tutti i tuoi colleghi e muoviti a indire le elezioni”.
Risposta: silenzio tombale!
Se un sindaco si comportasse allo stesso modo succederebbe, nell’ordine: diffida ad adempiere e commissariamento da parte della Regione, indagine della magistratura per omissione di atti d’ufficio, sequestro di atti da parte della Guardia di Finanza e sicuro linciaggio pubblico mediatico sempre connesso (…)


Chi ha chiesto a Umberto, il povero Umberto appassionato di ben altre cose, di scolpirsi tra le gambe due capitelli corinzi sulla pesca sportiva? Mistero!
Fatto è che The dark side of the Power s’è girato di motore, trasmissione e elica, ha chiamato Silvia e le ha dato licenza sado-maso….

(…) Semplice? No, sbagliato. Perché quando si comincia a parlare di pareri orali, quando non si verbalizzano le riunioni, quando ci si dichiara responsabili ma fino a un certo punto, si stanno preparando le carte e la politica per dire che ciò che è accaduto nel tale ospedale è responsabilità del Direttore di quell’ospedale, che il mancato contrasto dell’epidemia è colpa dei Dg sanitari, che l’utilizzo errato del personale è colpa dei Dg sanitari, che la politica delle case di cura è colpa dei sindaci, che le infezioni nei reparti sono state colpa dei primari, e così di seguito: perché in Italia la responsabilità è sempre scaricata e il potere oscurato, la responsabilità è sempre scritta, il potere è sempre orale (…)

Dire che tutto “andrà bene” non è ottimismo, è retorica dell’esagerazione. La Regione è precipitata in uno stato di torpore comatoso, priva di idee e impacciata nei movimenti, subalterna nella volontà, senza capacità organizzativa e operativa […]

Ieri, e solo ieri, gli organi di stampa sassaresi hanno scoperto, dopo più di un mese di proprie pagine e pagine di annunci funebri, che il numero dei morti di marzo 2020 a Sassari è importante e che va ben oltre i numeri ufficiali Covid. Questa agnizione demografica, questo stupore per l’evidente, si è accompagnata […]

Non ordinanze ma strategie

Se la compagnia di ventura che ha vinto le elezioni pensava di svernare e gozzovigliare per cinque anni semplicemente non facendo nulla ma occupando tutto, bene, è ora che si svegli perché il sogno di pigrizia pasciuta è già finito. È iniziato l’incubo.

Torniamo oggi sulla questione dell’albergo a Monte Turnu di Castiadas, ascritta con dolo alla responsabilità della Giunta Pigliaru (tanto dolosamente che anche l’opposizione sulla questione ha taciuto), mentre sulla questione la Giunta Pigliaru non ha alcuna responsabilità.
Ci torniamo per scandagliarne il percorso amministrativo che sembra veramente una prova generale di ciò che sta accadendo in questi mesi in Regione…

Ovviamente, ben vengano gli investimenti in informazione, ma quelli che sono connessi in qualche modo con le finanze pubbliche regionali puzzano.
Puzzano, in primo luogo, di ‘favore’, perché la sanità privata in Sardegna vive del budget a lei dedicato nel bilancio regionale, e dunque per questi imprenditori investire in informazione ha tanto il sapore di investire in ‘strumenti di pressione’.
Puzzano, in secondo luogo, di ‘reciprocità’, ossia di quello che in sardo sibillinamente viene chiamato ‘piaghere torradu’, sia per le cortesie ricevute e rese che per i torti patiti e restituiti (ma qui ricorrerebbe solo il primo caso).

Conosco Oppus da molto tempo. È un cattolico, non un fascista. Il post mi ha stupito molto. Non perché non sia vero che Mussolini e la Petacci sono stati giustiziati senza processo e poi oltraggiati, ma perché l’argomento vero non è l’oggetto del ricordo (…)

È apparso su un sito specializzato il confronto tra l’App Immuni e l’App Neuroni. È possibile dunque verificare quale delle due è più adatta alla situazione sarda e, in particolare, quale ai livelli istituzionali e alle alte funzioni che essi devono garantire. È un’ottima attività per Sa Die de sa Sardigna, perché il futuro della Sardegna ha un disperato bisogno di intelligenza (…)

Quindi il capolavoro in agricoltura di questi giorni epidemici è il seguente:
– la Regione paga i CAA per farsi certificare dai CAA che l’impresa ha presentato la domanda alla Regione;
– i CAA sono già pagati da Agea per tenere il fascicolo da cui attingono i dati per le domande presentate alla Regione e già in possesso della Regione, ma volentieri si fanno pagare dalla regione altri 12 euro a domanda presentata alla Regione stessa (che ha già tutte le domande) (…)