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Arst: microtirannidi di linea

Posted on 27 Luglio 202627 Luglio 2026 By Paolo Maninchedda 17 commenti su Arst: microtirannidi di linea

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Gentile Redazione,

scrivo questa lettera per denunciare pubblicamente un episodio di profonda ingiustizia e di rigida applicazione burocratica verificatosi sabato mattina 25 luglio 2026, a bordo di un autobus della linea ARST Macomer-Bosa, che ritengo specchio di una gestione del trasporto pubblico sardo ormai lontana dalle esigenze dei cittadini e dei giovani.

Mia figlia, una studentessa di 17 anni che viaggia regolarmente e ha sempre pagato l’abbonamento scolastico, si stava recando al mare con le amiche. Salita a bordo, ha tentato immediatamente di validare il biglietto digitale acquistato regolarmente tramite l’applicazione dello smartphone. A causa di problemi di connessione o di un malfunzionamento tecnico dell’app, sul display continuava a girare l’icona della clessidra, impedendo il completamento dell’operazione.

Con senso civico e la massima correttezza, mia figlia ha immediatamente segnalato il problema all’autista, il quale, preso atto della situazione, le ha detto di accomodarsi a bordo. È del tutto naturale che una ragazza di 17 anni abbia ritenuto che quella autorizzazione fosse sufficiente e che il problema fosse stato preso in carico dal personale dell’azienda. Per questo non ha più verificato lo stato dell’applicazione.

Poco dopo è salito il controllore. Di fronte alla schermata ancora bloccata sulla clessidra e nonostante la spiegazione della ragazza – corroborata dal fatto che lo stesso verificatore la conoscesse come viaggiatrice abituale – il personale è stato irremovibile. Ancora più sorprendente è che l’autista, che aveva autorizzato la ragazza a proseguire il viaggio pur conoscendo il malfunzionamento, non sia evidentemente intervenuto a confermare quanto accaduto o, se lo ha fatto, il suo intervento sia risultato del tutto privo di effetto.

L’esito? Una sanzione da 55,10 euro comminata a una minorenne in totale buona fede. Di fronte alla costernazione di mia figlia, che ha chiamato la madre al telefono, il controllore ha rifiutato qualsiasi barlume di buon senso, trincerandosi dietro un algido «le norme sono queste» e giustificando la rigidità con il fatto che i colleghi alla fermata di arrivo di Bosa avrebbero potuto contestargli il mancato verbale.

La sanzione è stata pagata immediatamente per evitare ulteriori aggravi economici, ma restano aperti interrogativi profondi che spero la vostra testata voglia sollevare:

  1. Formazione del personale: è accettabile che chi gestisce un servizio pubblico non sia minimamente istruito a valutare la buona fede dell’utente, specialmente di fronte a palesi e noti malfunzionamenti tecnici delle piattaforme aziendali? E, soprattutto, è normale che il personale non agisca in modo coerente, prima autorizzando il viaggio e poi lasciando che quella stessa autorizzazione non abbia alcun valore?
  2. Responsabilità tecnologica: se un’azienda impone la digitalizzazione dei titoli di viaggio, non dovrebbe garantire il perfetto funzionamento delle proprie infrastrutture prima di colpire le tasche dei cittadini?
  3. Parità di trattamento: come può la stessa azienda dimostrarsi inflessibile fino all’accanimento nei confronti di un’utente che ha subito le conseguenze di un proprio malfunzionamento tecnologico e, nello stesso tempo, non assumersi alcuna responsabilità quando il disservizio è interamente imputabile a essa? Proprio nella stessa giornata, infatti, la corsa delle ore 14.50 è letteralmente saltata: l’autobus non è mai passato, lasciando i passeggeri a terra, senza che risultino sanzioni per i responsabili, rimborsi per gli utenti o altre forme di ristoro.

Trovo doloroso constatare come il trasporto pubblico in Sardegna si dimostri forte con i deboli e indulgente con se stesso, preferendo fare cassa su una studentessa onesta piuttosto che investire sull’efficienza, sulla cortesia, sull’affidabilità del servizio e sulla capacità di distinguere chi tenta di eludere le regole da chi, invece, ne è rimasto vittima. Colpisce che una ragazza venga sanzionata senza alcuna possibilità di valutare la sua buona fede per un malfunzionamento dell’azienda, mentre la stessa azienda, quando è essa a non erogare il servizio per il quale i cittadini pagano, non subisca alcuna conseguenza e non riconosca alcun ristoro agli utenti rimasti a piedi.

Sperando che questa denuncia possa contribuire a una riflessione pubblica e a una maggiore tutela dei diritti dei viaggiatori, vi ringrazio per lo spazio che vorrete concedermi.

Cordiali saluti,

(Lettera firmata)

Trasporti, Vetrina

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Comments (17) on “Arst: microtirannidi di linea”

  1. Fermaglio ha detto:
    28 Luglio 2026 alle 16:05

    ARST ha torto marcio e la ragazza ha perso fiducia nel sistema.
    Ma ARST è in Sardegna, che purtroppo è in Italia.
    Ricordate la vicenda del ragazzino 11enne lasciato dall’autista in mezzo alla neve nel civilissimo Bellunese per avere scordato l’abbonamento? Ebbene: nessuno pagò per tanta stupida inflessibilità.
    Tutto il mondo è paese.

  2. Idda ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 22:46

    ARST è una piaga.
    Vergognoso è dire poco.
    E comunque, i vertici sono gli stessi. Da una ventina d’anni. Alla faccia della rotazione e dell’anticorruzione. Evidentemente i risultati ottenuti sono stati giudicati talmente eccellenti che destra e sinistra confermano il loro operato.

  3. Mariangela Piludu ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 22:00

    Un fatto simile è successo anche a mia figlia diversi anni fà quando era studentessa.La macchina per obliterare i biglietti non funzionava correttamente perciò nonostante avesse inserito il biglietto non è stato obliterato.L’autista era a conoscenza del fatto ma quando è salito il controllore è stata comunque multata.Mi sono recata personalmente alla sede ARST di Macomer, ho scritto una lettera a Cagliari ma non è servito a niente!Ho dovuto pagare. Abbiamo sempre pagato regolarmente gli abbonamenti nonostante i disservizi che dipendevano da loro come ritardi o anticipi delle partenze,viaggi in piedi degli studenti o sui sedili bagnati…..

  4. Lidia ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 14:59

    Purtroppo condivido il problema del padre della ragazza e aggiungo che spesso l’ARST non rispetta neanche gli orari di partenza prevista, o per via di enormi ritardi (anche 20′ che per chi ha coincidenze o poche corse sono prezioso, soprattutto se si hanno impegni lavorativi e non) oppure, peggio, poiché passano in anticipo anche di molti minuti dalla fermata e invece di attendere l’orario di partenza ripartono con grande anticipo non rispettando quanto dichiarato sulle tabelle di marcia e quindi lasciando a terra chi invece, con fiducia, si avvicina in attesa del mezzo ormai, ahimè, già partito.

  5. Franca ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 14:26

    Sono basita

  6. Gianni ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 13:42

    Caro Palmieri, Dove vivi? Hai letto l’articolo? Hai capito che il biglietto era già in possesso della ragazza? Hai capito che andava solo validato? Hai capito che era a Macomer dove c’è un ottima connessione essendo una cittadina di 10 mila abitanti? No, non hai capito una cippa mi sa! Hai capito che al ritorno hanno lasciato a terra 50/60 persone? Ti sei chiesto quante di queste potevano essere minori? Ti sei messo al posto dei genitori che sono dovuti andare a recuperare i figli a Bosa ? Genitori che erano tranquilli pensando ad un servizio pubblico efficiente ed efficace. Giù Palmieri caro, sei per caso parente del controllore interggerimo? Di quel campione che fa piangere le ragazzine e poi si scusa coi genitori? Io vorrei proprio conoscerti sai… Buona giornata Palmieri…

  7. Antonio ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 13:39

    signor Roberto Palmieri è Arst che deve verificare la copertura Internet ed il funzionamento dell’applicazione altrimenti il biglietto digitale non serve a nulla poi dare la colpa alla ragazza e genitori non è commentabile

  8. Rita Milia ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 13:32

    Non dovevate pagare nessuna multa, io non avrei pagato visto che è stato un loro disservizio

  9. Manuela Congiu ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 11:44

    Sono 20 o 30 anni che segnalo tutte le problematiche che hanno a che fare con l’arst. Compreso lo sgarbo del personale, compreso il fatto che molto spesso non passano e non si fermano alle fermate anche se c’è la gente che li aspetta. Pensavo fosse leggenda e invece è successo anche a me ferma alla fermata seduta nella fermata, il bus è passato dritto, d’altronde una persona perché è seduta alla fermata del bus? Per non parlare poi del fatto che guidano mentre parlano al cellulare fanno quasi tutta la corsa così e io vi parlo della corsa cagliari-sarrabus che è un’ora di viaggio tutto il cellulare quando siamo fortunati usano il microfono e le cuffiette altrimenti tutto il viaggio col cellulare in mano. Poi un periodo c’era questo autista sgarbatissimo che trattava male i ragazzi e le ragazze a priori li rimproverava come salivano nel bus senza neanche conoscerli li prendeva urla solo perché esistevano. E poi guidano male io soffro sempre il viaggio, corrono come dei matti, Non ho mai capito come abbiano calcolato i tempi dei viaggi perché corrono troppo soprattutto nella campuomu intendo in proporzione a come si dovrebbe guidare con un mezzo pieno di persone, non stanno trasportando pacchi come i corrieri di Amazon hanno persone che possono soffrire il viaggio e che sono costretti a usare il mezzo pubblico.
    La questione è biglietti è un incubo perché molto spesso le obliteratrici erano guaste anche quelle meccaniche. L’arst è un colabrodo. Comunque la cosa buona è che rispondono alle segnalazioni forse ne dovremmo fare di più questa lettera andrebbe scritta a loro però è anche vero che è difficilissimo compilare il formato per le lamentele che c’è direttamente nel sito quindi io quando devo comunicargli qualcosa Faccio quello del sito ma poi prendo gli scrivo una pec a parte, bisogna dirgli queste cose per far sì che migliori in servizio.
    Qui in Sardegna le segnalazioni non vengono prese volentieri eppure in realtà servono solo a migliorare l’azienda

  10. emanuele cogoni ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 11:27

    A proposito di trasporti pubblici.
    La finestra aperta sull’Arts porta allo stesso modo ad entrare dentro il caos e la gestione del CTM, E non solo all’interno dell’ente, ma anche in chi ha un ruolo (per nomina, non per meriti) di rappresentanza dei Comuni (essendo il CTM, come in tanti ancora non capiscono, un consorzio intercomunale).
    E allora, capita di assistere a casi molto gravi, come ad esempio quello di oltre un anno fa, dove gli autisti restano impunti per comportamenti violenti del tutto fuori da ogni logica.
    Questo, pur a distanza di tempo, resta un episodio sul quale noi comuni cittadini e utenti, non abbiamo saputo più nulla. Anche nonostante le richieste di chiarimento e ammonimento avanzate a chi, per Quartu, rappresenta il Comune nel Cda CTM. Totalmente silente. Totalmente indiffferente.
    Perché contano solo gli incarichi.
    E allora, per non dimenticare (considerato che nel terzo Comune della Sardegna ormai, negli ultimi cinque anni, l’andazzo è insabbiare o distorcere) merita di essere riportata la notizia;

    Cagliari, scontro sul bus: «Non si usa il cellulare alla guida». L’autista lo attacca: «Comprati una macchina»
    Minacce e insulti al passeggero che ha filmato la scena, poi finita sul web. Ctm: «Ci scusiamo con i viaggiatori»
    «Ma di dove sei? Mi stai riprendendo? Comprati una macchina se non vuoi usare il pullman». Inizia così un video registrato da un passeggero a bordo della linea 1Q del Ctm, a Quartu. Le parole sono quelle di un autista della compagnia di trasporti pubblici che, da quanto si apprende dal filmato, avrebbe usato il telefono mentre era alla guida. Una situazione evidentemente non gradita dal passeggero, che si è lamentato, scatenando la reazione dell’autista: il conducente ha fermato il bus e si è avvicinato al cliente con fare minaccioso. Il video è stato condiviso online dal deputato Francesco Emilio Borrelli e, in breve tempo, ha fatto il giro di chat e piattaforme social.

    Quella che inizialmente sembrava una discussione accesa si è rapidamente trasformata in uno scontro diretto tra i due. «Quando io lavoro non uso il cellulare», afferma il passeggero, che – dopo le continue domande «di dove sei?» – ha risposto: «Sono di Napoli». Da lì, sono partite ulteriori offese. Il botta e risposta è avvenuto sotto gli occhi degli altri passeggeri che, inizialmente rimasti in silenzio, sono poi intervenuti quando la situazione ha rischiato di degenerare. «Non è normale», ha commentato una signora, con voce incredula ma ferma.

  11. Paolo Maninchedda ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 10:19

    Vede Palmieri, lei vuole proprio ignorare che la ragazza non si è autoassolta, ma si è rivolta all’autista in modo da verificare se il problema fosse suo o dell’Azienda. Se poi lei considera che la stessa azienda ha lasciato a terra cinquanta persone non facendo la corsa delle 14:50, forse può ricredersi sul fatto che il problema non fosse dell’Arst ma della ragazza. perché poi si dovrebbero lasciare dei contanti di sicurezza in tasca quando tutti i comunicati governativi raccomandano le transazioni digitali? Francamente, non capisco il suo giustificazionismo aprioristico.

  12. Andrea Ghisu ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 10:06

    Ricordo a tutti che il biglietto arst costa 1,30 euro per i primi 10 km e poi, 0,60 euro per i 10km successivi. Non è tutto negativo.

  13. Carla ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 10:02

    Non scrivo mai un commento partendo da un intervento di un’altra persona ma stavolta non posso farne a meno..Per il signor Roberto Palmieri il disguido sarebbe colpa dell’ utente e ancora di più dei genitori che non mettono in tasca dei soldini ai figli. Cioè una giovane di 17 anni dovrebbe andare in giro con “almeno” 50 euro ( soldini….)per pagare eventuali multe…Sono basita!!!!

  14. Massimiliano De Luca ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 09:50

    Mi riferisco al commento del signor Roberto Palmieri che dovrebbe leggere con più attenzione.le ricordo che la ragazza il biglietto lo aveva già acquistato doveva solo validarlo cosa fattibile all’ arrivo .per quanto riguarda i quattro spiccioli probabilmente le servivano per un gelato e non per pagarsi un biglietto già pagato

  15. Roberto Palmieri ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 09:20

    Bisogna però verificare se il problema è dovuto alla connessione del cellulare della ragazza oppure è un problema di sistema dell’applicazione della azienda arst, presumo che se si tratta di problemi di connessione del cellulare questa lettera non ha ragione di esistere. È in ogni caso bisogna mettere in tasca ai figli qualche moneta per sicurezza.

  16. Elia Demuro ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 09:04

    l’ARST è un carrozzone mangiasoldi che va smantellato. Gestito in modo arrogante.

  17. Luigi ha detto:
    27 Luglio 2026 alle 08:02

    Siamo allo sfascio più totale. Un fatto del genere a Verona o a Milano, sarebbe saltata la testa di qualche dirigente. Ragazzi minorenni lasciati in un piazzale in balia degli eventi. Famiglie che devono andare a recuperarli. La Todde nel mentre annuncia in pompa magna i bus navetta Nuoro abbassanta, Passeranno??? Siamo peggio del Burundi

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