Approvata la risoluzione sulle zone franche. Adesso serve coesione e forza sociale per suggellarla con il voto consiliare

31 ottobre 2012 19:5314 commentiViews: 22

La Prima Commissione permanente del Consiglio regionale,

VISTI l’articolo 12 dello Statuto speciale per la Sardegna il quale prevede l’istituzione dei punti franchi in Sardegna e il decreto legislativo n. 75/98 recante le relative norme di attuazione;

CONSIDERATO che l’articolo 1 del sopraccitato decreto legislativo dispone, in coerenza con la normativa comunitaria, l’istituzione di zone franche nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili demandando la delimitazione territoriale delle zone franche e la determinazione di ogni altra disposizione necessaria per la loro operatività all’emanazione di separati decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su proposta della Regione;

VISTO il d.p.c.m. 7 giugno 2001 che, nel delimitare la zona franca di Cagliari, autorizza lo svolgimento all’interno della stessa di “qualsiasi attività di natura industriale o commerciale o di prestazione di servizi così come previsto dalle disposizioni del Codice doganale comunitario e dalle relative norme di applicazione, dalle quali restano disciplinate le operazioni di introduzioni, deposito, manipolazione, esportazione e riesportazione delle merci.”;

CONSTATATO che, al momento, risulta delimitata la sola zona franca di Cagliari;

RITENUTO che l’attuazione delle zone franche, ove ricomprendente anche le aree industriali funzionalmente collegate o collegabili, sarebbe idonea a produrre indubbi vantaggi alle attività di natura industriale, commerciale e di prestazione di servizi con evidenti ricadute sul piano sociale e occupazionale;

CONSIDERATO, tuttavia, che al fine di imprimere una svolta nello sviluppo economico e sociale dell’Isola, alle esenzioni doganali, oggi limitate ai soli scambi con i paesi extraeuropei, dovrebbe accompagnarsi anche la previsione di misure di agevolazione fiscale sì da favorire la nascita di nuove imprese e lo sviluppo di quelle esistenti;

TENUTO CONTO che la legge 5 maggio 2009, n. 42, recante «Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione», art. 7, nel dettare i principi e i criteri direttivi relativi ai tributi delle regioni e alle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali, riconosce alle regioni ordinarie, in relazione ai tributi propri derivati istituiti e regolati da leggi statali il cui gettito è attribuito alle regioni, la possibilità di modificare le aliquote e disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti e secondo criteri fissati dalla legislazione statale e nel rispetto della normativa comunitaria; che precisamente il decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario), attribuisce alle Regioni ordinarie la potestà di aumentare o diminuire l’aliquota dell’addizionale regionale IRPEF nonché di ridurre le aliquote IRAP fino ad azzerarle concedendo la possibilità di disporre deduzioni dalla base imponibile;

CONSIDERATE inoltre le recenti modifiche apportate ai regimi finanziari del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, le quali attribuiscono a tali enti territoriali la potestà, relativamente ai tributi erariali per i quali lo Stato ne prevede la possibilità, di modificare aliquote e prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni purché nei limiti delle aliquote superiori definite dalla normativa statale;

RITENUTO pertanto che occorra ampliare l’autonomia tributaria della Regione verso lo Stato assicurando alla Sardegna la potestà di modificare aliquote e prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni su tutti i tributi statali il cui gettito sia devoluto alla Regione;

CONSIDERATI inoltre i presupposti normativi (art. 174 del Trattato di Lisbona) e gli orientamenti giurisprudenziali elaborati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (per tutte, Corte di giustizia C – 88/03 del 6 settembre 2006, “Azzorre”) in tema di fiscalità territoriale agevolata;

RILEVATA a tale riguardo la necessità di negoziare con la Commissione europea un pacchetto di misure volte a compensare gli svantaggi legati all’insularità che preveda condizioni specifiche per l’applicazione delle disposizioni europee in materia di fiscalità agevolata, aiuti di Stato e accesso ai fondi strutturali;

La Prima Commissione permanente

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

1) A formulare senza indugio al Governo, in attuazione dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 75/98, una proposta di delimitazione delle zone franche di Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax, valutando l’opportunità che, in sede di perimetrazione, si ricomprendano anche le zone e aree industriali  interne ricomprese nel raggio di 120 chilometri dai porti stessi;

2) A formulare senza indugio al Governo, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione e del Titolo III dello Statuto speciale per la Sardegna, una proposta di attribuzione alla Regione della potestà di modificare aliquote e prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni su tutti i tributi erariali il cui gettito sia devoluto alla Regione e agli enti locali;

3) A formulare senza indugio al Governo, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione e del Titolo III dello Statuto speciale per la Sardegna, un pacchetto di misure, da notificare alla Commissione europea, volte a compensare gli svantaggi legati all’insularità che preveda condizioni specifiche per l’applicazione delle disposizioni europee in materia di fiscalità agevolata, aiuti di Stato e accesso ai fondi strutturali.

14 Commenti

  • Il gasolio agricolo agevolato costa oltre un euro,
    mentre nella zona franca un litro di benzina costa
    80 centesimi il litro.
    aaha.haah.hhàhàh!
    ahah.ahha…
    Dove finita l’agevolazione del gasolio agricolo ?
    quando il gasolio agricolo costa oltre
    1 euro al litro …

    Il sindacato della coltivatori diretti,
    unione coltivatori,
    non fanno un ca**o per gli agricoltori,
    eppure si paga la tessera per diffendere gli agricoltori,
    mentre loro si gratttano solo le palle,
    abbandonando l’agricoltura.

  • Sardegna svegliatevi,
    altrimenti alla Sardegna non arriverà mai la zona franca.

  • Andrea, le tue parole mi fanno pensare a questo passo di Gandhi:

    Nulla si ottiene senza sacrificio e senza coraggio. Se si fa una cosa apertamente, si può anche soffrire di più, ma alla fine l’azione sarà più efficace. Chi ha ragione ed è capace di soffrire alla fine vince.

    Sul fatto che c’è chi ignora deliberatamente il lavoro del psd’az, è questione ormai datata. Scherzosamente mi viene da pensare che il motivo sta nel fatto che come qualcuno ha già detto, c’è chi da più retta a persona baffuta….
    Vediamo se la tua domanda è spunto di dibattito tra i sardisti.

    Allego inoltre un recente articolo di Mario Carboni, sulla ZF, una delle poche persone a mio avviso, del panorama culturale sardo che si è da sempre speso seriamente e in maniera esaustiva dell’argomento.

    Come salvare Meridiana, aumentare l’occupazione e dare ai sardi la vera continuità territoriale a basso prezzo..
    pubblicata da Mario Carboni il giorno Venerdì 7 dicembre 2012 alle ore 20.12 ·
    Meridiana sta chiudendo? Si vuol succhiare altro latte dalla mammella della Regione sarda? O si vuole rinchiudere ancora i sardi nel loro malandato ovile di colonizzati?

    In questi giorni il Governo Monti si apprestava a sterilizzare i vantaggi ai consumatori delle linee aeree low cost che tanti meriti hanno avuto per aprire i cieli della Sardegna e smascherare il monopolio delle compagnie tradizionali che facevano cartello mungendo le casse dello Stato e sopratutto della Regione.

    Anche il regime di continuità territoriale ha mostrato il suo contenuto ricattatorio e non impedisce le crisi delle compagnie tradizionali italiane di cui la vicenda Meridiana ne è l’ultimo esempio.

    Messa a terra di aerei, centinaia di dipendenti in pericolo di perdere il posto di lavoro, l’indotto sardo concentrato ad Olbia rischia di essere cancellato.

    Il dito è puntato contro le compagnie irlandesi e il sistema politico fiscale che ha permesso loro di far volare a pochissimo costo in tutta Europa i sardi e non solo i sardi.

    Si dimentica che hanno anche inventato appunto il low cost che non è solo un abbattimento dei prezzi dei biglietti ma un nuovo sistema razionalizzato di impiegare i mezzi ed il personale massimizzando le economie tecniche e il rendimento del lavoro con una politica di marketing all’altezza dei tempi moderni e della fiscalità di vantaggio permessa dalle leggi europee.

    Invece di perseguitare questo metodo e criminalizzarlo, cosa comunque fuori dal mondo perché quella è la tendenza mondiale nel settore, bisognerebbe invece seguire quella strada per dare almeno ai sardi una vera continuità territoriale.

    A questo proposito si ricorda che il porto marittimo e l’aeroporto di Shannon in Irlanda, sono stati la prima zona franca europea che deve il suo successo, replicabile in Sardegna, alla fiscalità di vantaggio .

    Anche Olbia, con la sua Zona franca, comprensiva delle aree portuali, industriali ed aeroportuali indicate, potrà ben divenire la Shannon del Mediterraneo abbattendo le diseconomie insulari e dando giusti vantaggi competitivi per superare la crisi del porto ma sopratutto dell’aeroporto e di Meridiana, attirando anche altre imprese in settori trainanti della tecnologia, dei servizi, commerci e dell’imprenditoria innovativa, dando occupazione e sviluppo non solo all’intera Gallura ma in tutta la Sardegna;

    L’elemento posseduto dalla Sardegna per realizzare quel tipo di sistema di trasporto aereo, ma che potrebbe essere utile anche per quello marittimo, è la fiscalità di vantaggio ( come in Irlanda http://www.shannonireland.com/FreezoneSectors/Aviation/ ) attuabile con l’applicazione dell’Art.12 del nostro Statuto di Autonomia speciale, l’articolo che permette la zona franca in Sardegna.

    Si tratta di realizzare le zone franche sarde già identificate nel D.Lgs. 10 marzo 1998, n.75. “Norme di attuazione dello Statuto speciale della regione Sardegna concernenti l’istituzione di zone franche” e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 aprile 1998, n. 81 che così recita :

    Articolo 1.

    1. In attuazione dell’articolo 12 dello statuto speciale per la regione Sardegna approvato con

    legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, sono istituite nella

    regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913/1992

    (Consiglio) e n. 2454/1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto

    Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente

    collegate o collegabili.

    Come proposta esemplare (realizzabile in tutti i porti ed aeroporti dell’Isola in Zona franca ), nello spirito dell’Art.12 dello Statuto e delle prescrizioni del decreto attuativo è possibile ricomprendere nella Zona franca di Olbia, nella delimitazione territoriale della Regione ( ancora inadempiente ) da inviare al Consiglio dei Ministri non solo il porto di Olbia comprensivo delle sue tre aree, porto interno, Isola bianca e porto Cocciani, l’area industriale gestita dal CINES ma e sopratutto l’area aeroportuale Olbia Costa Smeralda e le zone adiacenti necessarie per lo sviluppo delle attività in zona franca a vocazione aeronautica.

    Con la Zona franca ad Olbia il costo del carburante delle navi e degli aerei verrebbe abbattuto così’ come l’IVA , assieme ai costi generali energetici , dei servizi, del lavoro, di produzione, fiscali e contributivi.

    La Regione quindi potrebbe ad esempio non solo rafforzare la Flotta Sarda ma entrare se volesse in una nuova società aerea o in Meridiana, sicura dell’abbattimento dei costi e della creazione di una zona di manutenzione, ricerca e servizi per aerei al centro del Mediterraneo e che potrebbe operare creando una vera continuità territoriale mare-cielo per i sardi e per chi vuole venire in Sardegna eliminando i pesi dell’insularità veramente concorrenziale nel mercato dei trasporti europei, massimizzando la posizione geografica cerniera fra Europa e Africa. Sono certo che nella Zona franca aeroportuale di Olbia, non solo non sarebbe licenziato nessuno ma in breve tempo la flotta sarebbe rinnovata e sarebbero fatte molte nuove assunzioni, magari riprendendo il nome di Alisarda con i quattro mori nella livrea.

  • Quello che voglio dire è che tutto il gran fracasso che si sta sentendo in queste settimane sul tema zf, sta deliberatamente ignorando il lavoro del Psd’Az a riguardo. Chiediamoci il perchè.

  • Andrea, in questi termini ti do ragione. Purtroppo la maggior parte delle persone preferiscono ascoltare il rumore che il più delle volte crea confusione e quando c’è da leggere e imparare, scappa e cerca distrazioni.Vedi l’esempio del gruppo “oristano la cità che vorrei” in Fb,la dificoltà di far passare il dibattito sull’argomento della ZF. Poi c’è da dire che il tema della politica, ha una curva aimè ancora a scendere, visto anche le ultime vicende sia sarde che italiane. E lo si vedrà ancor di più a marzo con l’astensionismo a crescere che si sta preannunciando per le prossime politiche italiane Non solo, l’argomento della ZF non è di dominio pubblico nonostante il rumore, ma tutta l’attività in genere del consiglio, della giunta, del presidente etc. etc., tolto ciò che i giornali pubblicano e pilotano… e a parte la pubblicità fatta dalla stessa Ras attraverso il sito web, ma credo poco frequentata. Gioverebbe anche un dibattito mediatico, a cura di intellettuali, esperti economisti,con il coinvolgimento del mondo universitario locale, un battage capillare a cura di tutte le amministrazioni comunali con il supporto della Ras, e la partecipazione di tutte le associazioni di categoria e imprenditoriali. Purtroppo il tema è caro solo al Psd’az e ora, ai movimenti indipendentisti, non è di dominio nemmeno tra il resto dei partiti. Spero che dopo la trattazione in consiglio regionale, diventi questione trasversale, per essere sdoganato quale strumento indispensabile alla nostra economia, che se adeguatamente normata in relazione alle esigenze e peculiarità e risorse del nostro territorio, la realizzazione della ZF potrebbe rappresentare la giusta leva per fare ripartire tutto il sistema Sardegna, sia nel comparto pubblico che il quello privato. Se seguisse lo stesso percorso che ha preso nel recente passato sia il tema sulla sovranità che quello sull’’indipendentismo del popolo sardo, sarebbe cosa buona e giusta. Mi chiedo, che fine avrebbe fatto la questione della ZF e tanti altri temi/problemi, portati avanti dentro le istituzioni, con grande sacrificio dal Psd’az, se non avesse deciso di “turarsi il naso” per certi versi, e fare l’accordo di programma con il Pdl? Alla fine, non tutti i mali vengono per nuocere… e questo è il pensiero di una donna che non paga e non ha mai pagato tessera a nessun partito. Non intendo santificare nessuna classe dirigente e tanto meno alcun partito, ma sai, purtroppo sovente si fa di ogni erba un fascio e il comune pensare, sia degli avversari che della gente in genere, è quello di credere che si vuole andare in maggioranza esclusivamente per arraffare un piattino di lenticchie e una poltroncina a tempo determinato. Io penso che se questo delle volte corrispondere alla realtà, è altrettanto vero che gli obiettivi altre volte sono quelli di lavorare e credere di poter costruire un vivere più equo per tutti. Certo, lo si può fare anche stando fuori dalle istituzioni, un esempio illuminante è quello del Fioco Verde, ma io penso con qualche sacrificio in più, relativo a tempistica, costi e impegno civile. Comunque sia, un percorso non esclude di sicuro l’altro.

  • Rosella ho letto e riletto lo speciale ma questo post politicamente è molto più importante; purtroppo la gente non conosce ciò che sta avvenendo in consiglio

  • A quando la discussione in consiglio regionale? Fate sapere la data a tutti!

  • Non sarà una guerra tra poveri se qualche paese resterà fuori. È facile fare qualche km per il pieno e beneficiare della valanga di richieste e di denari portati nelle aree franche. Ma sicuramente sarebbe meglio se tutta l’Isola fosse ZF.
    I benefici sono incredibili, a valere sia sugli investimenti (capitali, imprese e occupati), sia sui consumi (risparmi e aumento della domanda dovuto a maggiori occupati e turisti) e sulle bollette.
    Se a Cagliari non firmano occupiamo il palazzo, se a Roma non firmano occupiamo Montecitorio. E non sono un eversivo ma se ti impediscono di vivere allora facciamo morire (politicamente parlando) la casta.

  • Antonio Ortu

    Credo che questo sia l’ultimo treno che passa, dopo di che…….. Addio zona franca, addio sviluppo, addio probabilita’ di crescita in Sardegna!!!

  • per Andrea Nonne:
    non per essere puntigliosa, ma non so se hai visto Andrea, c’è anche un’altro articolo bello corposo sulla ZF, con 22 comenti….
    https://www.sardegnaeliberta.it/?p=4680

  • Con tutto il rumore che si sente in questi giorni sul tema zf notare che questo post ha solo 3 commenti è sconcertante. Faccio girare.

  • circola una delibera demenziale dove si parla di zone franche proclamate dal comune, e istituite ai sensi della 241 del 1990 (la legge sul provvedimento amministrativo. possibile che qualcuno adotti una delibera cosi demenziale?

  • Nanni Terrosu

    Sono Capogruppo di minoranza al Comune di Ozieri e condivido in pieno l’iniziativa sulla costituzione delle zone franche. Avevamo inserito nel nostro programma elettorale l’iniziativa per creare aree di defiscalizzazione nelle zone industriali e artigianali del nostro territorio collegate ai porti di Olbia e Porto Torres. Condividiamo pertanto l’iniziativa della regione e stiamo già presentando una mozione in Consiglio Comunale tesa a sostenere la risoluzione della commissione e a risvegliare il dibattito su questo importante argomento nella nostra Città. Credo che se si riuscisse nell’intento sarebbe davvero una svolta per lòa Sardegna. Insieme si può vincere questa battaglia.
    FORZA PARIS!!!!!

  • Con questo strumento di politica economica meno povertà è possibile. Piccolo particolare: deve passare in Consiglio, in Italia, in Europa.
    La chiave sta tutta nel compasso che se aperto 120 Km. da ognuno dei sei porti copre l’intera isola. Questo quindi deve essere un punto irrinunciabile, pena lo scatenarsi di una guerra tra poveri con la riedizione pei poli di sviluppo di infausta memoria le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
    CUSTA POPULU EST S’ORA DE SI ACCALZONARE!

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