Ancora sull’energia: i parlamentari sardi si sveglino, l’Italia ci frega. In Sardegna bisogna organizzare un tavolo con la Giunta

16 aprile 2012 22:334 commentiViews: 11

soleLart.4, comma 20 della Finanziaria 2012 recita:
“20. Per l’espletamento nell’anno 2012 di un bando finalizzato alla diffusione della produzione di energia da fonti rinnovabili mediante la concessione di contributi a favore dei nuclei familiari per l’installazione nella prima casa di impianti per il riscaldamento-raffreddamento degli ambienti, per la produzione di acqua calda sanitaria e per altri sistemi innovativi, è autorizzata una spesa complessiva di euro 4.500.000 in ragione di euro 1.500.000 per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 (UPB S04.01.003)”.
Se non capisco male la lettera della legge, la Finanziaria regionale ha previsto di rifare uno dei bandi della precedente legislatura sulle energie rinnovabili, limitatamente al solare termico, giacché il solare fotovoltaico mi pare inibito dalla finalità esplicita del riscaldamento dell’acqua (a meno che non si intenda che qualsiasi energia prodotta serve in ultima analisi ad alimentare anche un sistema di riscaldamento.
Aggiungo un tassello. Il Governo, se ho capito bene, ha varato il decreto sul 5° Conto energia, prevedendo l’obbligo, anche per i piccoli impianti fino a 200 Kw, dell’iscrizione al registro delle prenotazioni. In buona sostanza, la dichiarazione di principio del decreto di non volere favorire solo i grandi impianti, si rivela un’ipocrisia nelal previsione di quest’obbligo per i piccoli. Tutti coloro che si stavano preparando a realizzare gli impianti previsti dalla 15/2010, molti dei quali sono pastori, rischiano di trovarsi in grandissima difficoltà. Occorre che i parlamentari sardi in Parlamento abroghino l’obbligo di iscrizione dei piccoli impianti in sede di conversione in legge.
Terzo tassello: gli impianti nelle abitazioni dei centri storici sono fortemente difficoltosi in molti comuni, impossibili in altri; e per quanto nei centri storici sia sempre opportuno vigilare, è altrettanto vero che questo è un esempio degli effetti distorsivi  del Piano Paesaggistico e dell’incapacità conclamata di questa legislatura di correggerne gli errori.
Come uscirne? Mi pare che le strade, al netto della necessità di un intervento in Parlamento per difendere i piccoli impianti sardi dalle follie nazionali italiane, sia più amministrativa che legislativa, a differenza di quanto pensavo qualche settimana fa. Bisogna indurre la Giunta (e ci si riesce solo se si è numerosi) ad attivare atti amministrativi semplificativi della procedura, nonché a strutturare il bando prossimo in modo da estenderlo anche al fotovoltaico. Bisogna ricostituire il comitato che si organizzò al tempo dei divieti imposti dopo la vicenda giudiziaria sull’eolico. Bisogna dare rappresentanza collettiva ad un interesse diffuso: non basto io.

4 Commenti

  • Colpo Grosso

    Se e quando avrà tempo, potrebbe illuminarmi su come l’amministrazione (comunale, provinciale, regionale) potrebbe agire a posteriori riguardo all’impianto fotovoltaico, “il più grande al mondo”, di Su scioffu, per renderlo fruttuoso per il territorio?
    In questo video il sindaco di Villasor fa mea culpa, si dice truffato e traccia la somma dell’arricchimento di cui ha goduto il territorio: 15 giorni lavoro per 40 persone.

    http://www.youtube.com/watch?v=aBU_M48KH_M&feature=youtu.be

  • Daniele Cocco

    Gent.mo On. Maninchedda,

    seguo frequentemente attraverso questo sito la sua attività, con particolare riguardo alle problematiche energetiche, delle quali mi occupo nella mia attività didattica e di ricerca presso l’Università di Cagliari.
    A tal proposito le vorrei segnalare una proposta che arriva da un mio ex studente (attualmente impegnato in un Master sull’energia eolica in Danimarca) e che io condivido pienamente.
    Si tratta in sostanza di una proposta che mira a favorire la partecipazione diretta dei cittadini alla realizzazione di impianti per l’utilizzo delle risorse energetiche presenti sul proprio territorio attraverso l’obbligo per le società che realizzano gli impianti di proporre agli stessi cittadini l’acquisto di una quota dell’impianto. Ciò darebbe modo ai cittadini di partecipare ad un investimento spesso molto remunerativo sul proprio territorio e contribuirebbe anche a superare, almeno in parte, la sindrome NIMBY.
    A mio avviso si tratta di una proposta che meriterrebbe un approfondimento circa le effettive possibilità di applicazione nella nostra regione. A questo link si possono reperire maggiori informazioni e un contatto con il diretto proponente: http://www.ingdemurtas.it/eolico/pubblico/index.php

    Cordialità,

    Daniele Cocco

  • Francesco Angioi

    Ho l’impressione che pochi, anche tra gli operatori agricoli, abbiano capito l’importanza della LR 15/2010 che da la possibilità di montare un impianto di energia alternativa in una azienda, con una procedura molto semplice.
    Oggi i pastori hanno la possibilità di montare ,anche prendendola a prestito,con investimento pari a zero, una pala minieolica o un impianto fotovoltaico da 200kw.
    L’incasso è superiore ai 10000 (diecimila euro).
    Per una azienda con 150 pecore corrisponde a circa 50 cent/euro per un litro di latte prodotto,praticamente raddoppiando il prezzo .
    Il governo con il 5° conto energia vuole togliere questa possibilità
    alle nostre piccole aziende.
    Paolo Maninchedda sta sollevando il problema, speriamo che anche altri politici in Sardegna abbia la stessa sensibilità.

    Francesco

  • Mario Pudhu

    A parte sas cosas chi narat s’On. Maninchedda, a mie mi benit de fàghere unu cufrontu. Isco chi (ca l’apo intesu a su Presidente de sa Província CI) chi pro sa rete de distribbutzione de unu fantomàticu gas-Galsi pro una assurda e fantomàtica metanizatzione de sa Sardigna (cucagna de sas impresas made in Emília Romagna) solu pro sa “rete cittadina” de Carbónia, Santu Giuanni Suérgiu e Sant’Antiogu bi at unu finantziamentu de 20.000.000 éuros (e fintzas si no isco chie los daet osservo solu comente pessant de ispèndhere (alias incamerare) sos milliones. E invetze, e custu cun seguresa de parte de chie nos tiat dèpere guvernare, si so cumprendhindhe bene, in sa finantziària RAS at postu (pro s’energia chi abberu podet èssere alternativa e istratégica) 13.500.000 prot totu sa Sardigna. No naro meda: robba de macos cussa de sa metanizatzione (montes de milliones e àteru devastu e dipendhéntzia malepeus po un’irvilupu macu) e cussa de s’alternativa de fàghere cun duos sodhitos.

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