Il bellissimo evento dell’America’s Cup è stato venduto dall’assessore al Turismo come un successo delle politiche del turismo.
Non sono d’accordo.
È stata una grandissima manifestazione sportiva, un grande spettacolo, ma non un risultato positivo delle politiche del turismo, anzi direi che, da questo punto di vista, è stato un fallimento.
Basta leggere i dati degli arrivi all’aeroporto di Cagliari nella settimana dell’evento.
Nel 2026 gli arrivi sono stati 60.577: 3.943 in più del 2025, che si fermava a 56.634, ma appena 2.546 in più rispetto al 2024, quando erano già 58.031. Il vero balzo, semmai, era avvenuto prima: tra il 2023 e il 2024, quando gli arrivi crebbero di 7.925 unità, senza America’s Cup.
Dunque il punto è semplice: l’evento non ha prodotto una rottura, non ha cambiato scala, non ha generato l’esplosione turistica che si è voluta raccontare. Ha accompagnato una crescita modesta rispetto all’anno precedente e persino inferiore, come salto, a quella già registrata due anni prima.
Questo significa che l’America’s Cup ha funzionato come grande spettacolo sportivo, ma non come moltiplicatore turistico. Cuccureddu parla di un ritorno di 50 milioni di euro, ma, come al solito, non spiega come li calcoli: sembrano cifre alla viva il parroco.
Ci si attende un grande ritorno di immagine? Vedremo. A valutare gli effetti un centro universitario di freschissima costituzione di cui non si trova in rete un solo documento che consenta di capire quali competenze mette in campo.
Resta un fatto: si era detto che l’America’s Cup avrebbe dovuto riempire alberghi, allungare permanenze, creare pacchetti, itinerari, connessioni col territorio.
Invece ha portato un incremento contenuto, non un cambio di passo.
Non è una colpa della vela.
La vela ha fatto il suo mestiere.
È la politica del turismo che non è generabile da una serie di spot o di eventi, richiede una visione e una disciplina che non appartengono alle politiche dell’attuale Giunta. E lo dimostra anche il fatto che dinanzi alle critiche procedurali rivolte all’Assessore questi abbia reagito dicendo: «Io sono laureato in Giurisprudenza». Quando alle ragioni si contrappongono i titoli, si conferma che si vive più di apparenza che di sostanza. Non è politica, è esibizionismo.


Come erano belli i tempi in cui la manifestazione velica andó in Arabia e un assessore fece una conferenza stampa per dire che un volo avrebbe collegato la Sardegna con Dubai indicando Cagliari con l’aeroporto sardo collegato quando invece era Olbia. Erano tempi stupendi di cui si sente la mancanza. Quelli si che erano dei professionisti!!!
Per quanto riguarda la valutazione degli effetti legati agli eventi organizzati, in attesa di dotarci di sistemi adeguati che supportino anche la comunicazione istituzionale, proporrei di fare le stesse domande a chi ha organizzato fiere nautiche, concerti natalizi, sagre e arrosti in piazza vari. Magari mi sbaglio ma al netto delle notizie a pagamento e blogger pagati (nel senso sotto contratto), si scoprirebbe una semplice verità: soldi destinati al sollazzo di qualcuno, agli affari di qualcun altro e finanziato con i soldi di tutti.
Quest’evento, per quanto interessante sotto il profilo tecnologico e spettacolare, simile alla kermesse del circus di F1, ha ulteriormente evidenziato il divario e la disparità tra abbienti e non abbienti. Difatti Luna Rossa si è presa 27.000 mq nella colmata del porto canale + 7.000 in acqua. Insieme ad altri tra cui i Cantieri di Olbia. La piccola cantieristica, quella per il diporto nautico per persone normali, è stata letteralmente spazzata via. Insomma: sarà sempre più difficile – per lo squattrinato giovane o il pensionato oreri – poter fare un’uscita in mare su un guscio di noce o lavorare sul proprio gozzo.
Lo stesso esibizionismo autoreferenziale e stucchevole visto a New York da parte del medesimo addetto alla propaganda.
Egregio Murtas, la soluzione migliore alla sua irritazione è non leggermi. Costa nulla, si fa in fretta e si vive felici.
Anche i dati sugli arrivi delle navi da crociera nell’ultimo weekend di maggio di quest’ anno, periodo dell’America’s Cup, non si discostano da quelli dell’anno scorso: 2 nel 2025 e 2 nel 2026.
Mamma mia,ma questo maninchedda,è veramente pesante. Ma perché non va in pensione, sembra una vecchia zitella inabilità,con argomenti del cavolo. Uffff
L’avvocato Zuddas ha impartito una lezione di fioretto alla mongolfiera Cuccureddu.
Zittito l’assessore grandi eventi e zittito il governo della RAS.
È stata una manifestazione di grandissimo livello, dobbiamo dire grazie all’ assessore Cuccureddu per averla voluta. Pur non essendo politicamente di parte, dico bravo assessore.
Ancora una volta Cagliari e la Sardegna sbaraglia il campo per l’assegnazione della “America’s Cup…..
siamo i più belli?
siamo i più bravi?
…o semplicemente gli unici disposti a spendere tanti soldi per una manifestazione che nulla ha a che vedere con la Coppa America?
Un po ignoranti, un po sciocchi finanziamo una manifestazione sicuramente ben riuscita.
Bravi gli organizzatori a spillarci tanti soldi del bilancio Regione Sarda senza un euro da parte dello Stato ….esattamente il contrario di Napoli
Signor Angelo Rosanio non ha letto l’articolo il prof non critica la manifestazione critica i dati dell’ assessore
Chiedo lumi all’ AI e AI mi risponde: “Il costo di sponsorizzazione e promozione dell’America’s Cup in Sardegna ammonta a 7 milioni di euro. Questo è l’investimento ufficiale stanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna per ospitare e promuovere la Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta nel Golfo degli Angeli a Cagliari.
– I costi e i valori chiave legati all’evento si articolano su più fronti:
L’evento in Sardegna: I 7 milioni investiti dalla Regione sono stati destinati agli accordi istituzionali, alla logistica per le regate preliminari e alle campagne di marketing territoriale. Seguono quello dei privati (omissis)
Ritorno economico: A fronte dell’investimento iniziale, si stima che la tappa sarda preliminare abbia generato un impatto economico sul territorio di circa 50 milioni di euro.” Leggendo i proclami sarebbero circa 17 milioni di euri al giorno (per tre giorni) di impatto economico sul territorio). Quindi nel territorio, non si sa bene quale (tutta la Sardegna, solo Cagliari e interland o quant’altro) si sarebbero riversati carriolate di euri….e nessuno li ha visti arrivare💸💸💸💰💰💰🫣 Sarei curioso di vedere i consuntivi reali di fine manifestazione e non i desiderata del CampoNonSoPiùCosaDreamTeam!
Egregio Rosanio, lei riesce a cogliere che ho scritto che è stato un evento bellissimo? Io non ho il rovello dell’opposizione, anche se rivendico il diritto a farla, ma mi pare che lei abbia l’urgenza di dire che va tutto bene. Lo dica pure, le farà bene.
oggi sull’unione cartaccia l’Assessore al Turismo dichiara che l’introito economico è più di9 50 milioni mi pare un pò troppo 12,5 milioni al giorno di entrate l’assessore sicuramente avrà dei dati
Vorrei precisare che Cagliari è stata la sede di un semplice preliminare, praticamente un allenamento della durata di tre giorni. Quindi un po’ poco per alimentare varie speranze di risanamento, riqualificazione etc etc da parte di chi organizza ma anche da parte della popolazione. Magari associandole ad altre iniziate e sul lungo periodo tutto ciò potrebbe avverarsi.
Prof. L’unico evento sportivo che ha un ritorno economico per tutta la Sardegna è il rally mondiale.
Ad ottobre, dopo più di venti anni, ci sarà l ultima edizione in Sardegna.
La famiglia La Russa è riuscita a fotterci (letteralmente) il rally, dal 2027 si svolgerà a Roma, non si capisce dove.
Cuccureddu sveglia…….l organizzazione del rally costa il 20% rispetto all allenamento della america Cup svoltasi a Cagliari.
Il governo del dire
Sempre tutti a polemizzare per partito preso. É stato un ottimo evento che ha fatto da vetrina per Cagliari che ha ben fugurato e per l’immobilismo isolano é giá un risultato.
Nessun incidente o effetto collaterale né in mare né in città, altra nota positiva di questi tempi.
Sará che si é a corto di argomenti di critica piú sostanziali e si vuole attaccare l’attuale giunta per obbligo di opposizione?!
Vediamo di proporre invece di demolire. Nell’interesse della Sardegna.
Ormai il mondo intero conosce le menzogne della sinistra.
Egregio, una new entry tra le influencers che caratterizzano l’attuale governance regionale (peraltro già in evidenza con la nuova rotta aerea Olbia – New York). Mentre i commercianti cagliaritani segnalano che l’incremento degli incassi si sarebbe visto solo in zona via Roma (segno di un turismo straccione) pare che sia stata la marea di personalità e tecnici legati e non ai team dell’evento a fare incetta di alloggi più o meno prestigiosi. Resta l’immagine dell’entusiasmo degli appassionati e la speranza di un ritorno di immagine. Sempre che il secondo servizio della trasmissione di domenica Fuori dal Coro, che ha portato alla ribalta nazionale il traffico dei puscher a due passi dal municipio (dopo le incantevoli riprese sull’uso di piazza del Carmine quale cesso a cielo aperto ad opera dei “sofferenti”), non abbia la meglio sull’attività di promozione. Domanda: ma è così difficile dotare una città turistica come Cagliari di bagni pubblici? Quanti se ne sarebbero potuti realizzare con gli oltre 7mln di euro spesi dalla RAS per l’occasione (il comune di Cagliari dell’ineffabile Zedda non si sa quanto abbia speso)? Saluti.
….è bene che Qualche Uno spieghi che la America Cup la ha vinta Luna Rossa …e non il Campo Largo Dream Team ….
I dati non mentono mai. Avevo già fatto una riflessione sulla ‘presunta’ capacità di un evento di pochi giorni di cambiare le sorti di una città o di un’isola. Se è vero che è stato un grande spettacolo, e lo è stato, la stessa cosa non può essere detta per i dati sull’incremento delle presenze, sugli arrivi e, ultimo ma non ultimo, sulle ricadute economiche. Ma se per i tanto desiderati turisti (non impariamo niente, non sono oro per tutti ma solo per alcuni) i numeri volano manco fossero fenicotteri nei pressi degli stagni sardi, per l’impatto sui fatturati, PIL, nuove entrate e distribuzione dei benefici la faccenda si complica. E quindi la domanda: qualcuno conosce la metodologia, gli studi, i modelli utilizzati per stimare in 50 milioni di euro il ritorno dell’investimento? Vorrei solo sapere dove trovarli per poi leggerli e magari convincermi della bontà della stima.