Allarme

17 marzo 2010 07:0113 commentiViews: 8

368Qualche fatto.
La Finanziaria 2010, per esplicita ammissione degli stessi funzionari dell’Assessorato del Bilancio, andrà pressoché interamente a residui, per effetto del Patto di stabilità, dicono loro.
Questo significa che a fine anno i residui ammonteranno a circa 9 miliardi di euro, mentre la finanziaria 2011 sarà di circa 7 miliardi. Situazione ingestibile.
Non sta arrivando una lira ai cittadini. C’ è una lentezza nella spesa atavica e una confusione nella gerarchia degli obiettivi strategici e delle relative politiche di spesa. Senza modificare la legge 31, non è in alcun modo possibile legare gli obiettivi di spesa alla responsabilità dei responsabili dei centri di spesa. Ma tutti hanno paura di toccare la 31.
Metà del bilancio regionale è ingessato nelle compartecipazioni Por, che hanno tempi di spesa mediamente di 16 mesi.
Situazione ingestibile.
La legge di contabilità è stata negli anni modificata per proteggere le spalle alle manovre che producono residui. Lo ripeto da un anno, nessuno ritiene di darmi ragione.
O nel collegato si scrivono norme severe o la situazione finanziaria della Regione diventa veramente insostenibile. È preferibile azzerare in un anno il disavanzo, o addirittura andare ad avanzo di amministrazione, piuttosto che continuare a fare bilanci fasulli e di carta. È preferibile revocare gli impegni delle somme non spese, che continuare a tenere ferme le risorse in un momento di gravissima difficoltà. Nel Nuorese la situazione è insostenibile.
La questione fiscale, che è l’unica, vera questione di questa legislatura, non è colta nella sua importanza da nessuna forza politica. Tanto meno è colto il tema dell’indipendenza che, se valorizzato, ci darebbe con lo Stato italiano un grande potere negoziale.
Sul federalismo fiscale, la Regione è terribilmente in ritardo, non ha né idee né numeri.
Sulla scuola, non si coglie quale desertificazione produrranno le nuove norme della Gelmini nella fascia centrale del Nuorese e dell’Oristanese.
Abbanoa, i Consorzi di Bonifica e la Sanità stanno mangiando dall’interno la massa manovrabile della finanza regionale.
La politica politicante parla di schieramenti per le amministrative, ergendo vecchie e nuove frontiere ideologiche, tanto esibite quanto inutili. Questo è il vero tradimento dei chierici-politici: non occuparsi delle cose vere e dedicarsi, invece, a rappresentare le posizioni e non a risolvere i problemi.

13 Commenti

  • Posso? Caro Marcello, ti invito ad ascoltare le interviste degli ultimi giorni ad alcuni politici sull’aspetto morale e legale che ha investito il centrosinistra a proposito delle questione capitata al Signor Graziano Milia. Proprio quelli che hanno un codice etico molto “duro e puro” così dicono, hanno parlato di sostegno e chiesto chiaramente in cambio “generosità” (peraltro accordata), secondo te che significa? Lo chiedono prima, figurati dopo nell’eventualità di un ballottaggio cosa molto verosimile, visto che voltando l’occhio a destra, si nota che Berlusconi lo sta pian piano affossando, basti vedere la scarsissima partecipazione alla manifestazione di ieri, oltre al caos che ha investito i preparativi per le ultime elezioni regionali e guardano in casa nostra, ad un anno di legislatura noto grande staticità e se posso osare, forse incompetenza in alcune materie affidate con una mera logica spartitoria ad assessori che forse farebbero bene a fare altro, vedi per dirne una la materia del personale. Penso, umilmente, di aver capito abbastanza, ma si sa, il Vangelo “secondo me” non esiste! Buona domenica :)

  • Marcello Simula

    Spero che Serenella si sbagli di brutto! Evviva davvero la democrazia, ma prima ancora evviva la voglia di partecipare, e, soprattutto, di capire!
    Ricordiamo ai nostri figli, che sono una delle poche nostre ragioni di esistere, che il voto è un diritto-dovere da esercitare comunque,finchè è consentito. Dopo c’è solo la ribellione.

  • “Le minoranze arroccate sono il miglior alibi della maggioranze inconcludenti, ma questo gli arrabbiati non riescono a capirlo.” Dice? Secondo me si capisce e anche molto bene, tant’è che alle prossime amministrative ci sarà un grande astesionismo…..si andrà ai ballottaggi in un mercato fiorente in cui lo scambio per quattro soldi avrà la meglio….tutto sarà sotto scacco… evviva la democrazia!! Buona giornata.

  • A proposito di Patti di Stabilità:
    Chissà come mai, fra i pochi della provincia di Cagliari, proprio il Comune di Elmas (PD) ha sforato consistentemente il Patto di Stabilità…

  • Paolo Maninchedda

    Eccolo qui il militante cieco, il soriano di ferro. Peccato che il dispensatore di idiozie non legga correttamente il mio articolo. Io non sono per niente d’accordo con chi addebita l’ammontare insostenibile dei residui al solo patto di stabilità. Questa è la posizione dei funzionari regionali, che io non condivido. Io sono convintissimo che le norme con cui si è modificata la legge di contabilità, sotto Soru ma anche l’anno scorso, contro il mio parere, sotto Capppellacci, stanno rendendo ingestibile la finanza regionale. Peccato che i soriani vedano il futuro solo nel loro passato e siano incapaci di comprendere i grandi limiti dell’occasione sprecata da Soru. Peccato, perché si stanno trasformando da un luogo di progetto a un collegio difensivo di una politica con moltissimi limiti di legalità, di efficienza, di pertinenza rispetto alle emergenze sociali e produttive. Le minoranze arroccate sono il miglior alibi della maggioranze inconcludenti, ma questo gli arrabbiati non riescono a capirlo.

  • Oggi riconosce tutti i limiti imposti dal patto di stabilità l’onorevole Maninchedda, peccato che in passato con superficiale idiozia abbia ben pensato ad addebitare la montagna di residui alla Giunta Soru, ma si sa quello era il suo passatempo preferito. Oggi che avete le chiavi della REgione e il governo amico a Roma datevi una mossa

  • Domanda: ma se per rispettare il Patto di stabilità si “contrae tutto producendo residui”….a cascata anche tutti gli altri enti locali sono nella m…a? Muahahahah scusi la battuta ma si ride per non piangere! :)

  • Anche i Comuni sopra i 5000 abitanti sono nelle stesse condizioni, per rispettare il patto di stabilità non possiamo ampliare la zona Industriale (che dovrebbe portare sviluppo e posti di lavoro) il patto non tiene conto che i terreni che potremo espropriare con un mutuo,andrebbero venduti e quindi si tratterebbe di una partita di giro.
    Idem per gli impianti fotovoltaici, portano un grande risparmio sulla bolletta e con l’incentivo sulla corrente prodotta si pagherebbe il mutuo, un’altra partita di giro.
    Ma niente mutuo ,niente zona industriale ampliata
    Ma niente mutuo e di conseguenza nessun impianto fotovoltaico.

    Figuriamoci per costruire un asilo nido o una palestra… non se ne parla neppure.

    Allora i posti di lavoro, i servizi ai cittadini come si realizzano?

    Aspettiamo l’indipendenza.!

  • Perchè non mandate a residui gli stanziamenti nei capitoli di spesa per i fondi incentivanti diventati ormai una semplice voce di stipendio distribuita a pioggia?
    L’esercito dei dipendenti regionali è l’unico che comunque rimane in piedi e ingrassa.
    Mai che si sia visto un residuo passivo derivante da capitoli di spesa riguardanti i parassiti che vivono in simbiosi mutualistica con il potere… I gettonati, i consulenti esterni, i consiglieri di enti vari e gli imboscati riscuotono comunque e a prescindere… Sono gli unici indifferenti alla crisi che attanaglia la Sardegna… Se la gente soffre a loro poco importa… il 27 arriva in ogni caso!

    A tempo debito mi premurerò di descrivere meglio questi RUFFIANI INCONSAPEVOLI…

  • Così si uccide un Popolo.
    Bravo Mariga. Finalmente qualcuno che vede la realtà e propone rimedi.

  • Barbagia libera

    su una cosa sono d’accordo il Nuorese è allo stremo
    basta parole vogliamo lavorare, dopo un anno per la campagna eletorale prossima rivediamo le facce dei politici di prima persona vi assicuro che abbiamo molte cose da dirvi…

  • Virgilio Piras

    La finanziaria 2010: quanto denunciato è di una gravità inaudita, la sostanza non è da poco, il tono lo rende ancora di più allarmante! Vi è una strada sola da percorrere,mobilitare le masse dei cittadini che credono sul riscatto della Sardegna! BISOGNA FARE SUL SERIO!
    Bisogna uscire dai formalismi di circostanza! IL PARTITO SARDO D’AZIONE deve promuovere assemblee in tutte le Federazioni con all’ordine del giorno:
    PRIMO PUNTO: IL RISCATTO DELLA SARDEGNA.
    ALLE VARIE ED EVENTUALI: MODALITA’ E TECNICHE ORGANIZZATIVE PER IL RISCATTO DELLA SARDEGNA
    SALUDI

  • In quanto a rappresentazioni di posizioni chi è senza peccato scagli la prima pietra, Lei e il suo partito non siete ultimi a nessuno, vedi indipendenza e sovranità.
    Andando al merito delle sue dichiarazioni:
    Stia attento, quando qualcuno prova a velocizzare la spesa vengono fuori tutte quelle degenerazioni che seppur presenti nella spesa normale o ” lenta ” non vengono perseguite con la stessa determinazione e tenacia. Si ha quasi l’impressione che in questo caso il sistema Magistratura-Sinistra-Media e sistema burocratico si senta defraudato di qualcosa.
    Capisco la posizione della burocrazia, non capisco l’amento di interesse dei primi tre , che ci sia un collegamento e abbiano creato appositamente un sistema siffatto?
    Sono d’accordo con Lei, il vero problema è il sistema fiscale. Fin quando si continua a pagare in maniera eguale per avere servigi profondamente diversi non ci può essere sviluppo e competizione perchè le carte sono truccate ed in mano ad un mazziere di parte.
    La vera battaglia di indipendenza e liberazione deve essere la riforma fiscale che deve assicurare il principio di ” pago in relazione di quello che ricevo ”
    Chi ha strade, ospedali, università, ferrovie . porti, aereo porti e servigi al cittadino a bocca d’uscio non può pagare come il cittadino di Austis che queste cose le vede in televisione quando il segnale non è disturbato.
    Siccome la gente tende a stabilirsi dove queste cose ci sono, basta agganciare le aliquote alla densità abitativa si inverte la tendenza e si inizia una vera perequazione territoriale e forse di unità d’Italia.

Invia un commento