Una brutta storia Quella di oggi è una storia semplice e brutta, una di quelle di cui dovrebbero vergognarsi le istituzioni, comprese quelle che dovrebbero controllare e non lo fanno.
È una storia di brutale espressione del potere; è una storia rispetto alla quale il silenzio del Pd, dei Progressisti a tradimento multiplo alternato, dei Verdi e Sinistri e del Futuro Sinistro di Pizzuto avrebbero dovuto defilarsi e invece hanno assentito, assistito e sostenuto, come fanno i complici e non gli alleati.
Iniziamo.
Per Lula o per Conte e Travaglio? Tutti conosciamo lo sforzo della precedente e della attuale Giunta, nonché dei Governi della Repubblica italiana, per tentare di portare a Lula l’Einstein Telescope (in realtà il copyright è del sindaco di Lula e di alcuni fisici che rilevarono, a suo tempo, le ottimali caratteristiche del sito per ospitare l’opera).
Tutti sappiamo che sono candidati anche altri siti: uno in Germania e l’altro al confine tra Germania, Olanda e Belgio.
Il comitato tecnico scientifico istituito dal Governo italiano per sostenere la candidatura è così composto: presidente, Giorgio Parisi (premio Nobel per la fisica); componenti: ambasciatore Ettore Sequi, già Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Marica Branchesi e Fernando Ferroni, del Gran Sasso Science Institute e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare; Antonio Zoccoli, Presidente dell’INFN. Si tratta evidentemente di una competizione tra Stati e che si svolge su due piani: uno politico internazionale e l’altro eminentemente scientifico. Il livello è alto. La competizione non è tra chi fa la sagra più bella e partecipata.
È ben comprensibile che la Regione Sardegna si sia adoperata per promuovere la candidatura di Lula e che, quindi, abbia stanziato risorse per il conseguimento dello scopo.
Il 19 dicembre 2024, per non farsi mancare nulla, la Regione ha sottoscritto un accordo di collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università degli Studi di Sassari, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e ovviamente ha messo su il solito Comitato monstre così composto: ” un rappresentante per ciascuna delle Parti, e presieduto dal componente nominato dalla Regione Autonoma della Sardegna, con lo scopo di valutare le iniziative proposte dalle stesse Parti o a queste pervenute inerenti all’oggetto dell’Accordo, di assegnarne l’esecuzione ai soggetti più idonei, e di monitorare l’andamento delle attività concordate”. Fatto il Comitato per la fuffa, la Regione si è preoccupata in proprio di procurarsi la sostanza, sa petta, per dirla in costume.
Con la legge regionale di stabilità 2025 (n.12 dell’8 maggio 2025) il Consiglio Regionale ha approvato lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per “le azioni di supporto e promozione della candidatura del sito minerario di Sos Enattos a Lula a ospitare l’Einstein Telescope“. Di questi, 700.000 euro vengono iscritti nel bilancio 2025 e 1,8 milioni di euro in quello 2026.
Ci si sarebbe aspettati che l’impegno dell’intera somma stanziata per l’anno in corso venisse discussa dal suddetto Comitatone neo-istituito. Invece no, una fettina viene tagliata prima, e il modo ancor m’offende.
Nessuna gara, ho il migliore Il 2 luglio, i soldi stanziati dalla legge di stabilità istituzionale non sono ancora disponibili nei capitoli di spesa del Servizio Comunicazione Istituzionale della Presidenza della Regione. Non si capisce da quale mosca equina perianale fosse comunque sollecitata la politica regionale, fatto è che l’Amministrazione si imbizzarrisce e “con determinazione a contrarre n. 378 prot.n. 11425 del 2.07.2025 avente ad oggetto “Piano di Comunicazione istituzionale 2025_2027. Affidamento ai sensi dell’ art. 50, comma 1, lett. b) D. Lgs. n. 36/2023, mediante procedura sul portale SARDEGNA CAT, per la fornitura di servizi di promozione istituzionale nell’ambito della strategia INNOVARE – macro azione Einstein Telescope. Capitolo SC01.446 – CDR 00.01.01.16 del bilancio regionale 2025 – CUP E89I25000570002″, era stata avviata la procedura di affidamento sul portale SARDEGNA CAT per servizi di promozione istituzionale, con individuazione della società Sport Network avente sede legale in Roma, Piazza Indipendenza 11/B, concessionaria pubblicitaria dell’editore SEIF SpA (Società Editoriale Il Fatto SpA) e specializzata nella fornitura di servizi promozionali“.
Quindi, il 2 luglio la Regione Sardegna, dopo aver partecipato a mille tavoli, costituito comitati e commissioni ecc. ecc., se n’è catafottuta di tutto e ha individuato nella concessionaria di pubblicità del Fatto Quotidiano, noto giornale di supporto e di assistenza medica dei Cinquestelle, ma all’occorrenza anche di attacco, difesa e contropiede verso gli avversari più ostici, quale soggetto più adatto per le azioni di promozione dell’Einstein Telescope. Evviva! Tutto chiaro, tutto limpido, tutto evidente.
Dove sono i soldi? Ma poi ecco che scoppia un po’ di casino e il 7 luglio la procedura su Cat viene sospesa, per vedere di spostare l’impegno dai fondi della comunicazione istituzionale a quelli appena stanziati in finanziaria (i famosi 700mila euro), ma ancora non iscritti nei capitoli del Servizio e che poi si scoprirà mai vi potranno essere. Ed è così che si giunge alla Determinazione 514 dell’8 agosto 2025, a firma del Direttore del Servizio Comunicazione Istituzionale, che è un atto di onestissmo racconto del pasticcio che vi sto riassumendo.
E al fin io tocco Giunti dunque al punto dell’aver scoperto di non poter usare i soldi stanziati nella legge di stabilità regionale per l’Einstein Telescope, ma avendo già manifestato a luglio l’interesse di affidarne la promozione alla concessionaria di pubblicità del Fatto Quotidiano, la Giunta getta la maschera e dice che le servono subito – la famosa mosca equina di cui si diceva – 55mila euro più Iva (totale 67mila euro) perché “dal 9 al 14 settembre 2025 si terrà a Roma, presso il circo Massimo, la “Festa del Fatto Quotidiano”, uno degli eventi di punta del panorama mediatico nazionale, capace di attrarre nell’arco delle diverse giornate un vasto pubblico, e che lo stesso può essere un’occasione per promuovere il progetto Einstein Telescope, con una sessione dedicata, un apposito stand della Regione Sardegna e altre azioni di comunicazione correlate all’evento“.
Ovviamente “per la realizzazione dei suddetti servizi di promozione istituzionale è stata individuata la società Sport Network avente sede legale in Roma, Piazza Indipendenza 11/B, concessionaria pubblicitaria dell’editore SEIF SpA (Società Editoriale Il Fatto SpA) e specializzata nella fornitura di servizi promozionali“.
Avete capito bene, la società individuata è la stessa individuata a luglio, tutto lineare, si badi, tutto sotto soglia e dunque senza neanche l’obbligo di chiedere tre preventivi.
Due piccole considerazioni: che la festa del Fatto Quotidiano incida sulla candidatura di Lula per l’Einstein Telescope è vero quanto che io e Brad Pitt siamo gemelli; che l’Einstein Telescope sia un pretesto per concorrere al successo della festa del Fatto Quotidiano e che questo attenga alle relazioni nazionali della presidente della Regione è sicuro.
Resta un fatto: l’uso strumentale dei grandi progetti sardi per i piccoli progetti politici di parte a me fa senso. Ammetto che ognuno ha i suoi fattori scatenanti delle crisi emetiche, ma questo dei mascheramenti delle cose piccole e miserevoli (comprese le attenzioni sotto soglia agli amici) con i costumi delle cose grandi ha un che di sfacciato e di grottesco che disturba, che irrita.
Siete sfacciati, lo sapete e ve ne fottete.
Auguri!

Credo che bisogna interrogarsi e sapere con esattezza a che cosa servirà questo gran parlare del territorio di SOS ENATTOS e fare il punto della situazione, Ciò che sta già succedendo al territorio della Sardegna sembra essere ancora troppo poco, per cui aggiungere anche tutto ciò che accadrà con tale progetto sembra stare nella norma. Ma bisogna anche considerare che tutto avviene in un momento politico grave per la pace e, quindi, tutto ciò che riguarda la Sardegna diventa marginale, ma non lo è il fatto che le Leggi, che riguardano la SARDEGNA come Regione ad autonomia speciale, stanno essendo bypassate dal potere centrale, in ogni modo.
Ormai la distruzione del paesaggio sardo è un Obiettivo centrale che ROMA, con avallo dalla attuale Giunta RAS, ha affidato alle multinazionali dell’Energia del Mondo intero. Quindi, bisogna distruggere agricoltura, allevamento e pastorizia”, tramite malattie che compaiono di nascosto in Sardegna, quasi fosse terra di rifiuti pericolosi; impedendo ai i nostri prodotti di essere venduti sui mercati lontani. Per di più la fiscalità speciale per i territori svantaggiati (specie quelli insulari) non viene permessa e l’Agenzia Sarda delle Entrate non è utilizzata per risolvere il problema. Segue il tema “METANO” che – ci viene proposto come dono pregiato – facendo immaginare chissà quali miracoli, quando tutte le persone informate sanno che è anch’esso un gas inquinante come tanti altri, e che il prezzo che si pagherà in Sardegna per il Metano non sarà basso come ipotizzato perché i prezzi degli altri gas da sostituire, non sono dissimili. Proseguendo tale analisi si arriva al tema “Einstein Telescope”, che sembra essere il vero cappio al collo per l’Economia sarda l’EINSTEIN Telescope, propagandato come strumento di sviluppo per la Sardegna, potrebbe essere, invece, il cuneo adatto alla distruzione completa del Territorio, specie delle zone interne. Utilizzando le cave profonde 500 metri, facendo i lavori di grandi impianti di areazione (da collegare con la superficie, distanti qualche centinaia di metri l’uno dall’altro, verrà reso inaccessibile a chiunque (in superficie) un quadrato di circa 50 km. di lato e, forse, intorno saranno costruiti anche vari fabbricati per chissà quali scopi. Ma vi saranno dei SARDI impiegati in questo progetto? Penso che le cifre tendano allo zero, ma nel contempo agricoltori, pastori, allevatori saranno costretti ad allontanarsi da quei luoghi. Concludendo, se l’Einstein Telescope non dovesse sorgere (come penso), potrebbero arrivare altri DONI da ROMA e da Bruxelles, Sarebbe possibili far arrivare Scorie nucleari da tutta Europa, magari spacciandole come non pericolose, perché interrate, e magari, sarebbero accompagnate da progetti di nuovi investimenti, non indirizzati al residente Popolo Sardo ma ad altri. Ho descritto, con questa breve sintesi cosa sta già succedendo e cosa succederà in un futuro molto prossimo (già scritto da tempo) e non delle “calende greche”. Ci dobbiamo chiedere: siamo pronti a farci/non farci distruggere???.
Ohi!Ohi!Ohi! Coro ‘e mama…
A mie, personalmente a mie, custa cosa m’est palzende una frigadura e de cussas mannas…
…e sì chi appo frequentadu bene istitutos e iscultadu cunferentzias medas chin zente atterettantu bene istudiada e chi mi est parfida fintzas bene pesada e intrannada…
Ma sa timorìa pius manna est chi, cando zirat dinare meda pro cosas de gabbale finit semper chi custu dinare est male partìu e pacu nde toccat in ube deppet toccare, mascamente sì in supra de custu dinare bi ponet manu su politicu, custa bìa male intrannadu…
E fra issos, sos politicos, fàghene comente mi naraìat manneddu : “corbu chin corbu, izzichè, no si che bocant s’ocru!”
Tutto condivisibile. Ma manca un dettaglio: il dubbio sulla reale utilità dell’Einstein Telescope. Che porterà i vincoli della legge 41 – già in vigore – per 20 comunità sarde nel diametro di 80 km: non si potranno costruire strade, ferrovie, ponti, ne produrre energia (probabilmente neanche con il fotovoltaico sopra il tetto), ne aprire opifici di marmista, etc, senza il consenso vincolante dell’INFN di Cagliari, quello che usa la lingua sarda cone operazione simpatia preventiva, visti i tanti no che dovrà dire. Siamo poi sicuri che Lula pullulerà di ricercatori? A Cascina, dove esiste il Virgo Telescope non ne vedono mai, perché non serve essere sul posto. Lavorano da remoto nelle 20 università che li pagano. Quanto poi ai posti di lavoro, mica sono 36.000! L’INFN ne prevede 4016 (che precisione!!!) ma anche tale numero é gonfiato, visto che il progetto di Linsburg in Olanda ne prevede solo 1.200 e loro devono pure scavare le gallerie che a Lula esistono già. Ci saranno posti di lavoro in amministrazione? No, il progetto di Lula qualora si faccia sarà legato al sistema amministrativo di Cascina. Investimenti successivi? Pochissimi, il piano triennale per il Virgo Telescope prevede 105.000 euro in tre anni, ossia nulla! L’Einstein Telescope é una enorme presa per i fondelli per i sardi, un mostro che per funzionare dovrà spopolare 20 comunità. La fortuna loro é che in Sardegna non abbiamo intellettuali, e quindi chi le scopre queste truffe di stato! Ah, per finire: a Cascina dal 2007 la popolazione cala inesorabilmente. Ma non doveva portare sviluppo il Virgo Telescope? Non sarà che i vincoli stringenti fanno scappare la gente? Li hanno bloccato una struttura per concerti, il fotovoltaico sui tetti dei privati, la crescita della zona industriale ad Alessandrini e Nicolai, e tante altre cose. Magari investigare un po’ anche su questo progetto, non sarebbe male. Se sono arrivati ad ufficializzare la lingua sarda, solitamente osteggiata dalla nomenklatura italica, significa che davvero devono giocarsi ogni carta possibile ed immaginabile. Però degli allegati A e B della legge 41/2023 non ne parla nessuno. Deve rimanere sottotraccia
Credo si debba tifare per la Todde: dov’è difatti l’opposizione? Anzi, si, la fa solamente lei. E dunque: tra una Todde ed un opposizione che non fa l’opposizione … è meglio la Todde. Dottore non vorrei lei facesse la fine come del personaggio di quel film, si ricorda dell’invasione aliena dei bacilli che diventavano umani? E in una terra piena oramai di finti umani alieni, i pochi rimasti venivano additati contemporaneamente ad un urlo terribile. Tra poco potrebbe capitarle che, essendo l’unico oppositore, venga indicato dagli umani non più umani diventati, loro, tutti…opportunisti.
Maddalena Calia, parli invece! Sono senza pudore…
Caro Paolo, vedi che abbiamo trovato il sassolino che altra (o alta? No, dai, alta proprio no) rappresentante della Giunta avevano menzionato qualche giorno fa? E noi che pensavamo male!
Se lo era tolto dai sandali e non sapeva esattamente cosa fosse.
Ora lo sappiamo. Era un affidamento diretto ad una società romana (d’altronde con tutte le agenzie di comunicazione scarse che abbiamo qui in Sardegna non si poteva fare diversamente) per aiutare la Sardegna ad ospitare il Telescopio di Einstein. E comunque sarà utile. Quando sarà pronto useremo le potenti lenti per cercare bene cosa abbiano combinato questi signori.
Prof la cosa grave è il silenzio del PD che oramai sono sottomessi al M5S , la Todde si vuole intestare la candidatura di Lula per Einstein Telescope questo è evidente il bello che molti ci stanno credendo , la Signora Calia sa molte cose e dovrebbe parlare essendo una politica ed in particolare di Lula
Assisto in silenzio. Voglio vedere sin dove arrivano!!! Maddalena Calia
Bellini … il più pulito ha la rogna
Quando gli amici lanciano l’esseoesse bisogna rispondere.
SOS ENATTOS…pronti.
Che schifo
Sempre peggio
Come ha usato il costume tradizionale Nuorese per fare la Santa patrona di una città che ha lasciato a 18 anni.
Soldi dei Sardi regalati agli amici “de’ Roma”…..
….alla faccia del kilometro zero…..
…io ho addirittura qualche dubbio che ET possa portare chissà quale sviluppo al Territorio di Lula …figuriamoci all’intera Sardegna . Soprattutto perché vedo e leggo TUTTI concordi verso l’orizzonte di meraviglie tali che mi vengono in mente i Manifesti Sovietici pre-Gorbaciov … e poi leggo i limiti e le servitù previsti nelle norme di accompagnamento a ET cui dovranno ottemperare i territori attorno a Lula . Posto che l’ex BelPaese la spunti contro Germania Olanda Belgio e resto della UE ….cosa che francamente trovo semplicemente ridicola pensarla . Sennò c’è un pacco e allora la Sardegna va benissimo.
Per il resto ci vorrebbe una seria e sacrosanta legge che impedisca lo sperpero di denaro pubblico o un cambio culturale epocale . Io propendo per questa seconda ipotesi sperando in un Gruppo Politico che basasse la sua campagna elettorale e politica proprio su questi temi.
Osceni!
Mi sorgono alcune domande:
1) ovviamente in tutti questo non esiste alcun atto di indirizzo della giunta… e quindi si dirà: è un atto tecnico in cui la politica non mette mano;
2) posto che ritengo uno spreco di denaro pubblici l’investimento pubblicitario in manifestazioni simili…quante altre, e quali, manifestazioni hanno beneficiato di un contributo analogo? Il meeting di Rimini? Le manifestazioni del sole24ore? La sagra del pesce di Scraffingiu?
Si son fatti o no una Fatza de Vaffa?!
Totu cue!
E a “campo largo”, pro cùrrere in prus e de prus a Vaffa.
Mi paret chi a is Sardos nosi abbarrat solu s’isperàntzia de mòrrere, si no faeus una cambiada manna (si no seus giai mortos de morte ‘civile’).
Senza vergogna.
Caxx ma alla fine quanti saranno i miliardi stanziati dalla Todde ai OMISSIS in modo diretto o indiretto?
Qualcuno riuscirà mai a fare il totale?
E la Corte dei Conti zitta e sottomessa?