Alcoa e indipendenza. Obiettivi, alleanze e elezioni

11 gennaio 2010 06:4710 commentiViews: 9

005La vicenda Alcoa deve servirci da lezione: in verità, meno a noi sardisti e più agli altri.
Punto primo: i sardi quando sentono parlare di Enel, Saras, Eon, Eni ecc. devono sapere che si tratta di AVVERSARI, non di interlocutori.
Punto secondo: i nostri interlocutori per lo sviluppo sono gli imprenditori che risiedono stabilmente in Sardegna, con pochi, piccoli e eccellenti innesti di imprenditori esterni dotati di sapere e di saper fare;
Punto terzo: bisogna dar vita ad un’ AGENZIA SARDA PER L’ENERGIA. È indispensabile e strategica.
Punto quarto: dobbiamo riformare dal 1 gennaio 2001 le leggi di incentivazione e ridurle a una con sole tre categorie di aziende: quelle il cui mercato è regionale; quelle il cui mercato è nazionale; quelle il cui mercato è il mondo. Le aziende del mercato locale vanno totalmente esentate dal fisco (con un credito d’imposta).
Punto quinto: dobbiamo istituire un pool di crisi, sul modello di quello presieduto da Borghini tempo fa a Roma, fatto da sardi che parlino ai sardi, che intervengo nelle crisi industriali. Vedere gli operai Alcoa parlare di “ribellione” e di “guerra” e sentire che l’unica risposta è l’appello alla multinazionale americana, è paradossale. Io sono sicuro che se ci si mette a lavorare seriamente sul Sulcis, si riassorbono i lavoratori e si manda al diavolo l’Alcoa. Bisogna saper riconoscere quel che c’è di vitale e di sardo in quel territorio. Io saprei farlo perché lo sto già facendo nell’area di Tossilo e so come si fa.
Una risposta a Franco Sabatini: noi sardisti siamo sempre disponibili al dialogo e agli accordi programmatici. Ovviamente coltiviamo un obiettivo: la nascita di coalizioni nazionali sarde, cioè di collaborazioni tra i partiti italiani di Sardegna che preludano alla nascita di un grande partito nazionale sardo. Mentre io riconosco a Franco onestà politica di proposta, la stessa è in ombra ad altre latitudini piddine, all’altezza delle quali riemerge l’antica vocazione della Dc e del Pci di mangiare il sardismo, di devitalizzarlo, di indebolirlo corrompendone la spinta ideologica in una lenta intossicazione di quotidianità amministrativa. In ultima analisi, il Pd conosce il tarlo che può spegnere il Psd’az: farlo diventare un puro partito di potere, uguale agli altri, e quindi assimilabile. A Nuoro, questo è evidente. Ecco perché, personalmente, sono esigente per gli accordi sulle amministrative: è decisivo l’accordo credibile sul programma e sul cambiamento del dominio burocratico-clientelare che oggi è la fonte della dipendenza.

10 Commenti

  • Colpo Grosso

    (ANSA) – CAGLIARI, 18 GEN – Alcoa non può ancora prendere alcuna decisione sugli stabilimenti italiani di Portovesme, in Sardegna, e Fusina, in Veneto. Non è stata formalizzata la proposta sull’abbattimento delle tariffe energetiche, così come concordato nella riunione del 7 gennaio scorso a Roma al ministero dello Sviluppo economico.

    Lo scrive la multinazionale, in una lettera aperta ai dipendenti, nella quale chiarisce che non sono mai arrivati dettagli della proposta del governo.

  • Paolo Maninchedda

    Per Franco Franchi. Angelico è proprio quel tipo di innesto di sapere e tecnologia, di non grandi dimensioni, che sta a pennello nel sistema di imprese che la Sardegna deve saper costruire. Alcoa, Enel, Legler ecc., differiscono in dimensioni, cultura e prodotto da Angelico. Inoltre, ciò che si intende fare a Tossilo, contempla anche Angelico, ma non solo Angelico: il grosso è dato dalle imprese locali.

  • Intervengo soltanto per rimarcare l’enorme importanza della creazione di un’AGENZIA SARDA PER L’ENERGIA e sottolineare che l’indipendenza politica della Sardegna è strettamente legata alla sua indipendenza energetica.La differenza tra le due è che l’indipendenza politica non è attualmente a portata di mano dei Sardi mentre l’indipendenza energetica lo è e dipende esclusivamente dalle importantissime scelte che verranno fatte dalla Giunta nella elaborazione del Nuovo Piano Energetico Regionale. Quando diciamo no al nucleare dobbiamo avere un chiaro progetto alternativo all’utilizzo della energia nucleare, almeno per quanto riguarda la Sardegna. Poichè il controllo della produzione di energia è strategico per tutta l’economia della Sardegna è neccessario che non siano i privati ad avere il monopolio di un settore così importante e vitale ma che ci sia un indispensabile controllo pubblico da parte della della Regione.

  • Marku Kannas

    Boh! A bortas si chistionara tanti po chistionai, perou un’analisi seria bandara fata! Su PSd’Az,seustetiu cunsilleri de feederatzioni de su Sulcis a is tempus de sa bentualara, no est cambiau, est unu partidu de marca italiota, faidi is propias cosas de is partidus italiotas! No at a essi po nudha chi casi totu is chi benestis de Su Populu Sardu, a bellu a bellu, seus torraus a Sardigna Natzione! S’arrodi mannu est su nd’essi lassau aprolliai custas fabricas de morti, chi de cantu s’ant incuinau a prti is varias formas de canchiru, si funti cambiendi po fintzas is intrainas de su sanguini! Is fabricas de Porto Vesme, corant cinc’anus faidi no nda s’anti bofias in s’Africa’e su cabut’e basciu, poita ca scienta ita iat a essi cumportau, apustis dev totus custus anus no cumbeninti porus economicamenti, atru che su pretziu monopolizau de sa currenti! S’Alcoa, tenniri un’impiantu in Dubai, s’atru est casi prrontu in Arabia, aundi po trabballai pigant indianus, pakistanus, filippinus, dhus paganta una miseria, est po custu chi si ndi bollint andai! Sa fabrica si dh’anti donara a gratis! Medas ominis de su PSd’Az, ant tentu postus de guvernu, farianta aliantzas cun is comunistas, unu de is chi tenianta is ideas craras fiada Mossa, is atrus anti campau apitzus de s’industria mineraria, e, duncas bisongiara a sighiri cussu mori, poita fianta tesseras po èartidus e sindacaus, cussus chi anti bendi is operaius de totuganta sa Sardigna! Nci funt is operaius chi no scinti a cali parti si tirai, chi creint a is promissas de chini si ‘olliri chi siat. Su problems est ca oj nci bogaus s’1,2% de sa currenti chi si faidi in is centralis, e, si ‘ollinti fai diventai sa piattaforma de sa currenti po callentai su culu a is italianus, cun su GALSI, furriabentus, nucleari, no sciu a ita at podi serbiri un’agentzia, basta’e chi no siat sa matessi papdrxa chi bieus de diora, posta in peis de su sistema italiota chi pagara cun bona munera is canis de isterzu de domu nostra! Bisongiara chi nos atrus incumintzeus a poni in peis atrus progetus chi castinti a su logu nostru, de aundi pesai sa politiga nostra!

  • Michele Murru

    Questo è il mio primo commento da Sardista. Iscritto da poco tempo nella sezione Davide Cova di Iglesias.
    Partecipare ai lavori del partito mi ha fatto nascere degli stimoli incredibili, e pian piano relizzare le basi per una nuova politica mi riempe di orgoglio.
    Devo ringraziare il mio segretario Giancarlo Mameli, l’amico Andrea Sias e tutti gli amici della sezione che mi hanno accolto e mi hanno fatto sentire come a casa.
    Analizzando il caso ALCOA, non posso che dire che sono molto preocupato per tutti questi lavoratori, amici e purtroppo anche parenti, che da oggi dovranno fare i conti con gli armotizzatori sociali. Sono preocupato perchè sono un piccolo impreditore e credetemi che nella mia città, Iglesias, la crisi si sente, per non parlare dei piccoli centri in cui lavoro, Buggerru e Calasetta.
    Bisogna ringraziare le persone anziane che fanno vivere l’economia del commercio grazie alle pensioni, e talvolta ci scordiamo di loro o magari ci lamentiamo come fossero una palla al piede.
    Cari amici dobbiamo lottare per cambiare tutto il nostro territorio e dobbiamo, con tutte le forze, dire basta allo sfruttamento dei SARDI e del territorio della nostra SARDEGNA.
    Dobbiamo lavorare uniti per cambiare la politica, ascoltare tutti i cittadini, analizzare i problemi più urgenti da risolvere, infondere coraggio ai giovani, aiutarli a crescere, a studiare e fare in modo che rimangano in Sardegna.
    Bisogna fare politica costruttiva e lavorare seriamente per le prossime amministrative e sono d’accordo con quello che ha scritto Gianfranca che bisogna presentare volti nuovi e sopratutto PULITI per dar vita ad un vero progetto di rinascita e cambiamento.
    Stando uniti riusciremo nel nostro intento.

  • Virgilio Piras

    Con il dramma del comparto industriale in Sardegna si sta trascurando del tutto il comparto come il settore turistico ricettivo: per essere competitivi bisogna che le strutture siano aggiornate alle esigenze di mercato: il settore e regolato dalla L.R. n. 22/84 (26 anni) e come se un giovane di 26 anni fosse cresciuto solo fisicamente ma privo degli strumenti culturali che le possono permettere di interagire con se stesso e con il mondo esterno! Un settore, in questo caso il comparto turistico ricettivo, ha bisogno urgente di essere aggiornato con una nuova e moderna normativa orientata a creare condizioni di sviluppo duraturo in termini reali; Si badi bene che per fare una nuova e moderna normativa non vi è bisogno di risorse finanziare pubbliche. Sono leggi prodotte a costo zero!

  • Robin Capuzzu

    avversari ENEL, SARAS, EOn ?

    ma sapete quanto potrebbero dare in termine di conoscenza tecnica, ricchezza, sviluppo ?

    potrebbero essere degli interlocutori seri se si riuscisse a parlare con loro allo stesso livello e non con quel complesso di inferiorità che si nota dall’autore dell’articolo. Tutto sta (ma forse è questo il difficile) nel riuscire a prendere l’equivalente di quanto si sta dando per perseguire un bene comune. Ma sbaglio ho questa è la definizione di cosa deve fare un politico (perseguire il bene di tutti) ?

    Allora perchè si arriva ad una situazione come quella dell’ALCOA ? semplice qualcuno non ha fatto il suo dovere impegnato a perseguire i suoi obbiettivi personali ed quello di piccole e potenti minoranze.

    Il ruolo della politica sarebbe anche quello di guidare una nazione, un popolo, un insieme di individui e per far questo bisognerebbe avere una visione dall’alto di quello che succede. Ma sapete da quando l’ALCOA ha lanciato segni di insofferenza ed indifferenza verso lo stabilimento di Portovesme ? diciamo almeno 5 anni (i ben informati dicono 10). Ed allora c’era qualcuno che ha interpretato questi segnali ? oppure che li ha colti ? quel qualcuno doveva essere la politica che adesso in puro stile italiano (ed adesso sardo) si trova a gestire un emergenza che porterà inevitabilmente ad un sacrificio per la comunità.

    meditate gente meditate…..

  • Nò Gianfranca, non c’è. Ma si può essere ottimisti persistendo con la comune linea di un’alternativa politica nazionale Sarda: e senza ripetere gli errori del passato in cui ci si fa intimorire dagli ostacoli abbandonando ogni progetto.

  • Vorrei prima di tutto ribadire una ovvietà: il clientelismo è trasversale a tutti i partiti e gruppi di potere. I partiti che hanno gestito maggiormente il potere si sono potuti radicare di più nel sistema e chiaramente hanno maggiore responsabilità circa lo stato di fatto.
    Il problema non è dunque tanto quello delle alleanze ma della scelta della classe dirigente e degli amministratori, che avrebbe bisogno di una maggior selezione sia, certamente, da parte degli elettori, ma soprattutto da parte dei partiti stessi.
    Ma c’è da parte di tutti la volontà per fare questo?

  • Franco Franchi

    e con Angelico come la mettiamo? Non mi sembra né Sardo né che voglia produrre per il mercato sardo, anche Lui è un avversario?

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