Al segretario nazionale del Psd’az su Giorgio Napolitano

16 febbraio 2012 08:1120 commentiViews: 13

reCaro Giovanni,
arriva il presidente Giorgio Napolitano in Sardegna. So perfettamente di non darti, in questo modo, una notizia fresca, ma vorrei sottoporre alla tua attenzione, affinché ne tenga conto nella relazione che svolgerai nel prossimo Consiglio nazionale, il clima che si sta creando nelle istituzioni sarde, quasi da visita papale: fra un po’, dopo il rito delle lauree (un tempo venivano date per meriti di studio, non per meriti civili o per strategie di marketing d’Ateneo) immagino che si inauguri quello dell’esposizione del corpo sacro del Presidente al contatto fisico fugace con i cittadini: anche i re di Francia facevano una seduta taumaturgica, mi pare mensile e non settimanale.
Fuori dall’ironia, intendo chiederti di costruire una posizione del Partito su questa visita, largamente unilaterale, cioè priva di un confronto reale, ma molto simile allo spostarsi del corteo di federico II, lo stupor mundi del Medioevo, che visitando i suoi domini, ne rafforzava la coesione.
Noi stiamo ponendo in campo questioni molto serie: in primo luogo, la necessità di un fisco giusto, calibrato sulle nostre esigenze (e non su quelle barocche e elefantiache dell’Italia dei tradizionali apparati) e, sopratutto, deciso da noi. Su questi temi non si può accettare una discussione gerarchizzata, ma solo una discussione paritetica e, comunque, una discussione, non una benedizione.
Ti pregherei pertanto di prendere una decisione rispetto a questo evento, in modo che tutti insieme assumiamo l’atteggiamento giusto per ricordare che la Sardegna  non può essere in alcun modo un luogo né di piagnistei di fronte a Sua Eccellenza né di benedizioni o di discorsi edificanti. La Sardegna è un luogo dialettico con l’Italia.

20 Commenti

  • Caru Paule sos dottores la mutin sindrome de Istocolma. Frantz Fanon l’at istudiau e crariu meda vene in cussu capolavoro ki est ” I dannati della terra” (de istudiare sa prefatzione de J.P. Sartre)respondende a cussos ki creden in su ” complesso de inferioridade de su colonizau”. Eo non so dottore, e pesso ki siat solu gana de si seder paris cun sos prus potentes, de essire in televisione,e gai sighinde, po esser belle ke a issos. Fintzas ki no amus a cumprender, ki su colonizadore esistit solu ca esistit su colonizau, no at a cambiare mai. S’indipendentzia est sa cura, sa gherra de liberatzione natzionale sa medikina. Mi aket meda piaghere ki tue non sias andau, bidu as ki mancavat sa pandela de sos battor moros in cussu attoviu de casteddu? Ite li an donada a cussu fizu de Savoia sos unionistas novos? E su partidu?
    salude e libertade

  • Gianuario Fiori

    Complimenti per la coerenza, Prof. Maninchedda… ma di questo non dubitavo

  • antonio sedda

    Un’atera vrigonza manna este chi oje totus sos medios, mescamente sa cronaca in sa televisione, amentana s’ispiritu risorgimentale, su sambene dau dae sos sardos pro s’unidade de sa patria ( italiana) e de su tricolore, sempere pedinde e arrinzande, achende isparire sa notissia de sa morte de Juvanne Lilliu.
    Giornalistas mì.
    Vrigonza, vrigonza manna.
    Nois indinnaos issos indignos.

  • antonio sedda

    Una pena biere a Pinuccio Sciola festande sos 150 annos de s’unidade de s’Istadu Italianu. Su matessi Pinuccio Sciola amicu de Eliseo Ispiga e de Antonello Satta.
    Est possibile chi su Narcisismu, sa vanagloria,o su dinare cambiene goi s’omine?
    Dae sos’ateros mi-lu aspettavo, zovanos,sicuramente seperaos, iscatulande sas manos e sos politicos,” proni”, iscusaemi sas paragulas lingheculos.
    Tocat de ingurtire e torrare a comintzare: animu patriotas a sa gherra. Fortza Paris

  • Per Zulio. Io non sono andato in Consiglio. Mi deprime vedere molti sardi accogliere Napolitano con la stessa prostrazione con cui si prostravano al re. Perché per molti il potere è così seduttivo fino a annichilire la ragione e la ragionevolezza delle proprie posizioni politiche?

  • Zess, a tristura a bier a Pinuccio Sciola in Casteddu kistionande de sas perdas sardas postas a fundales de s’istadu Italianu. Su granitu ruviu de Gaddura, su basaltu nieddu e su marmaru biancu de Orosei tenen sos colores de sa pandela de sos battor moros e supra de custas perdas amus a fravicare s’Istadu Sardu. Bivat sa Repubrica Sarda! su fizu de Umberto de Savoia a… Italia
    Salude e libertade

  • Caro Peppino,
    ti devo dare atto del fatto che i maggiori nemici dell’indipendenza della Sardegna dall’Italia sono proprio i sardi.
    Ma cio’ è dovuto al fatto che la sottocultura italiana vettoriata dai mass media ha prodotto degli sfaceli a livello sociale tali da determinare la dipendenza psicologica del popolo da mamma Italia.
    La Sardegna, alla stregua dell’Irlanda (ma, dato il clima, con maggiori potenzialità) puo’ guardare all’Europa e soprattutto al Mediterraneo come ad una opportunità senza lacci e lacciuoli di una nazione matrigna che in ogni caso ha tenuto l’isola in uno stato da terzo mondo.
    Guarda ed osserva tu stesso i mancati finanziamenti per le arterie stradali (pensa a SS Olbia), alle ferrovie, ai trasporti via nave: un sistema ormai allo sfacelo.
    L’unico grande merito è quello di avere tirato fuori i soldi per le dighe, ma solo dopo avere disboscato completamente l’isola ed averle tolto la capacità di avere un ciclo idrogeologico normale come avviene per esempio in Corsica.
    Insomma: per capire come mai siamo messi così male è meglio guardare la storia anzichè il recente passato.
    Io non guardo male all’Italia, anzi, le faccio i migliori auguri di pronta guarigione (caso mai fosse stata sana), ma in ogni caso senza la colonia Sardegna.

  • Spero che Napolitano ci risparmi, almeno durante la sua visita a casa nostra, la solita solfa dei 150 anni dell’ unità d’Italia. Sarebbe sgradevole nel tempo in cui viviamo. E spero anche che chi rappresenta le istituzioni sarde non si limiti ai soliti piagnistei da mendicante. Vorrei che coloro i quali rappresentano la Sardegna, si pongano su un piano diverso, non più di sudditanza ma di consapevolezza di un rapporto diverso, di tipo federativo alla pari, dove i Sardi decidono per se stessi sulle cose importanti, a partire dal fisco. Un rapporto nuovo con lo Stato, da alleati con pari dignità, dove ci riprendiamo il nostro sacro santo diritto a decidere del nostro futuro. Con le nostre risorse e con quelle che lo Stato italiano ci deve.

  • Per i vari mmc e zolo
    Credete davvero che i mali della Sardegna siano da addebitare al fatto che siamo colonizzati dall’Italia?
    Ma se riflettete non c’è una scelta fondamentale che sia stata fatta dallo stato italiano e non dal consiglio regionale. Le scelte del consiglio regionale e quindi della giunta raramente sono state annullate dallo stato.
    Le scelte strategiche dello sviluppo, chimica di base raffineria, miniere, sono state fatte dal Consiglio regionale, ELETTO DALLA MAGGIORANZA DEI SARDI, e finanziate quasi sempre dai fondi della cassa del mezzogiorno. Se dovessimo vivere coi soldi che facciamo dal turismo, dalla agricoltura, dalla pastorizia saremo ancora alla civiltà dei nuraghi. Per chi ricorda cosa era la provincia di nuoro prima dell’avvento delle industrie di ottana ricorderà bene che era sottosviluppata, con una monocultura agropastorale e una economia inesistente. Le industrie hanno portato non solo ricchezza ma anche cultura, passione politica e sindacale e sopratutto sviluppo. Certo non abbiamo saputo guidare l’evoluzione e siamo rimasti fermi con le produzioni di base senza valore aggiunto e siamo riprecipitati nella crisi. SEnza industrie non si va da nessuna parte.
    Ho seguito un dibattito su videolina giovedi notte sul progetto GALSI. È incredibile che ci siano sardi che non vogliono il metano. Non voglio qui spiegare cosa serve e perchè vogliao il metano. Mi consola che tutte le amministrazioni comunali e provinciali hanno aderito al progetto e che quindi il problema è avvertito: Nel dibattito tutti i movimenti di indipendentismo erano contrari, che pena. Vorrebbero condannare le nuove generazioni a essere sempre dipendenti dall’italia…..
    saluti
    Peppino

  • Sempre per i vari Peppino e Gigi.
    E non dimentichiamo il colonialismo culturale, quello che porta i dirigenti italiani a fare carriera ed occupare postazioni direzionali in Sardegna al fine di assumere il controllo del territorio oltre che delle genti.
    Ma fatemi il piacere!!

  • Per italiani come Peppino e Gigi:
    Chi ci ha disboscato completamente mentre la Corsica è ancora una terra di foreste?
    Chi ci ha regalato le miniere che hanno determinato inquinamento delle falde e subsidenza dei territori?
    Chi ha impiantato inutili industrie per poi rivenderle e generare cassintegrati?
    Chi ti ha fatto sentire italiano con la televisione salvo poi fregarsene di te al momento del bisogno?
    Chi ha occupato aree ed installato basi militari che sono le più grandi d’Europa e del Mediterraneo?
    Voi vi sentite italiani? Bene, buon pro vi faccia, ma sapete anche – e molto bene – che la Sardegna per gli italiani e’ solo la colonia dove si fa speculazione edilizia e si mangia il porceddu.
    Null’altro.

  • la bandiera gliela facciamo toccare,forse, se blocca tutti i procedimenti di Equitalia che ci stanno strangolado le imprese; ma la laurea solo se va a ritirarla accompagnato da Rossella Urru che è andata per l’Italia a fare la cooperante.
    Fortza Paris
    Antonio Gavo

  • giovanni piras

    La mia proposta è: che Giovanni vada con la bandiera dei quattro mori bendati, magari in compagnia del fu Trincas, ma stai attento a non regalargliela, possibilmente fagli capire che la vuoi indietro, la bandiera.
    Perchè i sardisti non saranno indulgenti questa volta

  • C’è un errore ricorrente nelle nostre riflessioni e cioè considerare l’Italia come il nostro peggior male. Niente di più sbagliato, soprattutto se consideriamo che l’Italia, alla stessa stregua di altri stati europei non detiene più alcuna sovranità. Finiamola una volta per tutte di additare gli italioti come peggior nostro male: i tecnocrati alla Monti (camerieri dei poteri forti) ci stanno mangiando la pastasciutta in testa a noi e agli italiani

  • Gian Piero Zolo

    per Peppino
    un Indipendentista non può riconoscere altrimenti il Presidente Napolitano. Io non mi riconosco nello stato e nella republica italiana,ma ne rispetto le leggi e, obtorto collo,le imposizioni fiscali.Per me pura idiozia è che un indipendentista possa fare o dire il contrario. Noi abbiamo un progetto per il futuro che rifiuta le scelleratezze del passato di cui tutti,dico tutti,dobbiamo vergognarci. Anche io che non ne ho colpa. Ma è finità l’epoca del cilicio e dell’auto fustigazione e se io ho sbagliato, se noi abbiamo sbagliato, restituiamo la dignità che ci rimane al futuro dei nostri figli.
    E iniziamo a farlo con il capo di stato di chi ancora ci crede a quello Stato.
    Giovanni,noi siamo pronti!

  • Peppì, per volerti bene a ciascuno la sua idiozia.

  • Cio’ che hai scritto dimostra la gravità della situazione: riusciranno, i sardisti puri, a comportarsi da uomini liberi di fronte alla massima espressione dell’orgoglio italiano o si scioglieranno di fronte alla sola idea di venire presi in considerazione da un italico?

  • Considerare Giorgio Napolitano un Capo di stato estero mi sembra una pura idiozia.
    Non approfondisco su quelle cose che abbiamo deciso Noi perchè c’è da piangere. Ricordatevi le ulteriori 4 province una addirittura di 50.000 abitanti. vergognamoci.

    Secondo me dobbiamo ascoltare certo senza inferiorità culturale ma è il nostro Capo Di Stato.
    peppino

  • anacleto mitraglia

    felice di sapere che il psdaz ha un segretario.
    esiste per caso anche un sito internet o qualcosa del genere?

  • Un Capo di Stato estero si accoglie nel rispetto del protocollo diplomatico in uso e con l’obiettivo di rafforzare le relazioni fra i due paesi. Che significa costruirle ove queste relazioni non vi fossero e darsi appuntamento alla restituzione della visita di Stato per la sottoscrizione delle intese.

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