Agea conferma il pasticcio del latte sardo

5 luglio 2012 13:159 commentiViews: 29

diavoloIl diavolo non fa i coperchi. Un lettore attento mi ha segnalato ieri sera che Agea, il porto delle nebbie delle politiche agricole italiane, ha pubblicato un errata-corrige sul bando per la fornitura di alimenti agli indigenti (il solito bando che ogni anno svuota i magazzini dei produttori di Pecorino Romano). Eccolo. Che cosa ha fatto Agea? Ha detto che potranno accedere al bando per il lotto 4 (quello riservato ai produttori di Pecorino romano del Lazio) solo quei produttori che hanno realizzato l’intero ciclo produttivo nel Lazio, come previsto dal disciplinare. E allora vien da chiedersi perché precisare ciò che è già previsto dal disciplinare, se non per tranquillizzare i sardi rispetto ai dubbi da noi sollevati?
E invece i dubbi aumentano perché ci siamo messi a studiare e perché, sollevato il coperchio, cominciano ad arrivare anche le informazioni che non avevamo.
Correva il mese di maggio di quest’anno e Agea (sempre il porto delle nebbie delle politiche agricole italiane dove vanno a rifugiarsi i sardi in cerca di protezioni onerose) pubblicava il primo bando per gli indigenti, che io non conoscevo. Eccolo. Come potete vedere i lotti previsti erano 6, di cui uno, il sesto,  dedicato al Pecorino Romano D.o.p. Non veniva prevista alcuna differenziazione tra il Pecorino Romano D.o.p e il Pecorino Romano del Lazio. Il bando va deserto, ragionevolmente perché il prezzo offerto per 496 tonnellate (punto 8.2 del bando) è di 3.375.000 euro, pari a 6,80 euro al Kg., è ritenuto basso dai produttori.
Poi è stato pubblicato il bando per la procedura negoziata di cui abbiamo già parlato, con la comparsa del lotto riservato al solo Pecorino del Lazio. Intanto va fatto notare che il marchio del Pecorino del Lazio, che è un marchio commerciale, non ha lo stesso valore e significato dal marchio D.o.p., ma su questo farò approfondimenti. Ma il dato saliente è la comparsa di un nuovo lotto nella fase successiva alla prima gara deserta, e questa è già un’anomalia da approfondire. Al Pecorino Romano del Lazio vengono poi riservati 900.000 euro per 124 tonnellate, pari a 7,25 euro al kg. Al pecorino D.o.p vengono riservati 2. 475.000 euro per 343 tonnellate, pari a 7,21 euro al Kg. Perché questa differenza di prezzo, favorevole al Pecorino del Lazio di 4 centesimi al Kg rispetto al Pecorino Romano (sardo)? È un mistero.
Tutto questo avviene in coincidenza dell’aumento della quantità di latte sardo conferito nel Lazio. Contemporaneamente, i produttori di Pecorino Romano del lazio, come abbiamo già detto, hanno comunicato al consorzio di tutela di aver prodotto in una percentuale notevolmente superiore agli anni precedenti (l’incremento è del 64% e rotti) Pecorino Romano, non Pecorino Romano del Lazio. È legittimo avere il sospetto che il bando riservato ai romani nasca per smaltire produzioni aumentate in ragione di un incremento di flusso di latte proveniente dalal Sardegna. Saranno i controlli a dirlo. Resta il fatto che vendere latte agli industriali romani del Pecorino Romano per non venderlo agli industrali sardi del Pecorino Romano non sembra rivelarsi una grande idea se per sostenersi deve produrre un privilegio finanziario consistente per i romani in cambio di un microvantaggio per i sardi (microvantaggio che dovrà essere valutato confrontando i valori del venduto dai sardi ai sardi col venduto dai sardi ai romani).
Io sono favorevole a qualsiasi strumento utile ad elevare la redditività del latte; sono molto contrario all’abitudine coloniale dei sardi di risolvere le controversie interne cercando in Italia alleati come si vede mai disinteressati. E sono molto dispiaciuto che si combattano queste guerre interne (molto bene usate dagli italiani) mentre 14 dipendenti del Consorzio Latte sono ciclicamente in Cassa integrazione. Non mi piacciono, e li combatto, né gli oligopoli né i monopoli, ma mi piace fare battaglie che affermino la libertà delle aziende sarde non che producano la sostituzione dei padroni vicini con i padroni lontani.

9 Commenti

  • Lavoro: spiragli per cassintegrati, sbloccati 32,5 milioni
    Sussidi garantiti da gennaio a maggio, domani altri 17 milioni

    10 luglio, 14:15

    (ANSA) – CAGLIARI, 10 LUG – Con il trasferimento di 32,5 milioni di euro dalla Regione all’Inps, effettuato venerdi’ scorso, l’istituto di previdenza ha confermato l’operativita’ dei pagamenti ai circa 20mila cassintegrati della Sardegna.
    Questo permettera’ di sbloccare i sussidi da gennaio a maggio 2012, mentre altri 17 milioni saranno deliberati domani dalla Giunta regionale per i sussidi relativi a giugno e luglio. Lo ha annunciato il governatore Ugo Cappellacci incontrando i sindacati e i lavoratori da stamane in presidio all’interno del palazzo della Regione, in viale Trento a Cagliari. (ANSA).

    … pare che l’obolo sia in dirittura d’arrivo….. ormai la nostra dignità ha perso qualsiasi valore….. che tristura!

  • Quando la coperta è corta, tiri da una parte e ti scopri dall’altra….
    Proporrei che, la quota di contributo del sostegno al reddito rivolto ai destinatari degli ammortizzatori sociali in deroga, del 60% in quota allo Stato Italiano, stabilita con l’accordo Stato Italiano e Regioni, in materia di ammortizzatori sociali in deroga, del 12/2/2009 e dell’intesa bilaterale del 29/4/2009 tra la Regione Sardegna e Ministero del LPS, potesse essere considerata quale cespite da portare in compensazione al credito che la Sardegna vanta nei confronti dello stato italiano.(unmiliardoecinquecentomilionidieuro).

  • Vorremo segnalare la vicenda degli ammortizzatori sociali in deroga, un’ottima iniziativa regionale che rischia di trasformarsi in un flop a causa di problemi procedurali. Alcune ditte che avevano fatto richiesta per beneficiare degli ammortizzatori sociali in deroga presso l’assessorato al Lavoro della RAS sono rimaste a bocca asciutta a causa della mancata copertura finanziaria. Dopo l’aumento delle risorse fatto dal consiglio regionale, molti pensavano di poter finalmente rientrare nella misura, ponendo fine alle immaginabili difficoltà delle famiglie coinvolte. Invece, pare che quei soldi verranno interamente destinati al risarcimento dei soldi anticipati dall’INPS, lasciando senza niente chi non aveva chiesto l’anticipazione e deciso di aspettare la liquidazione direttamente dalla regione.

  • Il leit motiv dalla nascita della Regione a Statuto Speciale ad oggi, e purtroppo continua, è il contributo. L’esatto contrario di quello che si prefiggevano i Costituenti Sardisti. Il clima di allora, mi perdonerà l’On. Maninchedda per il fuori tema ma non tanto, l’ho rivissuto ieri rendendo l’estremo saluto a Peppino Cadoni di Suni (all’epoca giovane sardista) avvolto nella bandiera dei Quattro Mori.Sardista d’altri tempi recitava il necrologio ed è vero. I Sardisti di oggi gli rendono l’onore ed il merito dovuti.
    E chissà perchè a distanza di oltre sessant’anni si avverte imperiosa la necessità di una nuova stagione costituente. La cultura del contributo ne è sicuramente una delle cause fondamentali. Perchè implica richiesta querula, mancanza di coraggio, paura di assunzione di responsabilità, dipendenza. Al diavolo quindi tutti gli strumenti che hanno annullato e continuano ad annullare la dignità, la libertà. Questa è la scommessa da vincere.

  • Vorrei evidenziare che quello che manca, devo dire sempre purtroppo, nei contributi che si leggono sul tema delle problematiche del settore lattiero caseario è che nessuno si sofferma sul problema di fondo, ovvero del perchè gli operatori della filiera si debbano affidare ad un bando che prevede di destinare risorse pubbliche, dei cittadini, per pagare del formaggio, a denominazione di origine protetta (DOP) e destinarlo agli indigenti.
    In sostanza quello che dovrebbe essere il prodotto agroalimentare di eccellenza e tra l’altro le cui qualità intrinseche sono riconosciute dall’Unione Europea che gli ha attribuito la DOP invece che trovare la sua giusta collocazione nel mercato, viene sottratto dal suo destino naturale per essere destinato alla “pubblica utilità”.
    Il problema di fondo è che nel 2012 gli operatori del settore non sono ancora in grado di intercettare le enormi possibilità che il mercato offre.
    Ci sono mercati enormi in continua espansione dove la ricchezza dei consumatori aumenta di anno in anno, c’è una popolazione in crescita in gran parte dei Paesi ed in consumatori del mondo ricercano sempre prodotti nuovi. Noi non riusciamo a concentrarci su questo che è IL problema: avere un orientamento al mercato. Questo significa partire dalle esigenze del consumatore, intercettarne le esigenze, rivedere processi e prodotti se necessario, organizzare commercialmente l’offerta. Questo è quanto è necessario per dare una speranza a tutti gli operatori della filiera ed in primis ai produttori. Per sviluppare questo processo ci vogliono risorse umane qualificate che abbiano questo approccio.
    Occorre a mio parere utilizzare le poche risorse pubbliche disponibili per migliorare l’orientamento al mercato degli operatori.
    Un sistema che distribuisce risorse regionali, nazionali o comunitarie per “alleggerire” di formaggio i mercati non aiuterà mai i soggetti a migliorarsi in efficenza e produttività e quindi a migliorare. Abbiamo in Sardegna diversi esempi di settore produttivi che abbiamo sostenuto a forza di incentivi distorsivi: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna augurarsi veramente che lo stesso non si faccia con il settore lattiero caseario.
    Ritengo che il cittadino che è anche consumatore che vede giorno per giorno ridursi le risorse pubbliche per i servizi essenziali, giustizia, sanità etc, sempre meno tollererà usi distorsivi delle risorse che provengono dalle sue tasse cosi come ben evidenziato in questo blog.
    grazie per lo spazio.

  • Quinto moro

    Dai, Paolo, continua così… Ci stai tutti dotando di un “bene prezioso” come la “vera informazione” e quindi “la conoscenza dei fatti” che ci portano di continuo a riflettere su come e da chi siamo governati. Diceva già nel dopoguerra Marcello Soleri: ” la ricostruzione delle coscienze è necessaria quanto quella delle case dopo un terremoto o un bombardamento”. Tu, con le tue idee, stai contribuendo a questa non facile ricostruzione.
    Fortza paris!

  • Claudio Cossu

    Caro Fortunato, parlo a te rivolgendomi ad un amico che non conosco personalmente e che stimo per aver dimostrato di avere la schiena dritta, ma parlo a tutti gli internauti del blog, Fortunato dice di essere lieto che Paolo abbia capito.
    Io però questa affermazione non la capisco appieno.
    Da quello che leggo su questo blog e su altri e da quello che capisco per le mie scarse competenze di campagnolo col diploma; é grazie agli interventi riportati su questo sito che si è fatta chiarezza su tante cose, sono lieto che lo abbia capito tu e sarei contento se lo capissero i Sardi ed in primis il Movimento Pastori.
    Paolo è stato il primo e l’unico in solitudine ad aver stanato i furbetti del de minimis che promettevano 15.000 euro ad azienda.
    E stato lui a denunciare gli obrobri di Agea in Sardegna
    Ha detto pubblicamente le storture del sistema dei pagamenti.ha fatto uscire allo scoperto volponi del calibro di Orefice e Ibba e ora sappiamo che l’organismo pagatore era una presa per il culo e che dobbiamo dipendere ancora da AGEA per i nostri pagamenti, ” In ritardo perenne, almeno i miei”
    Ora entra nel merito dei bandi e della 15 e dell’art.7
    tempo fa intervenne sulle aggregazioni.
    Chi è che deve capire l’obbiettivo??

    Mi pare in ritardo la tua affermazione Fortunà!

    Comunque, mai dire mai, Martedi ci farò un salto a Tramatza..
    E speriamo che si decidano finalmente gli obbiettivi e si perseguano.

    Altrimenti abbiamo dimostrato solamente diessere simili, non uguali ma simili, algli altri.

    E la cosa bella e che all’Onorevole Maninchedda gli ho pure fatto campagna elettorale contro.

    Strana la vita..
    saluti e grazie

  • Fortunato Ladu

    Qualcuno mesi fà diceva che bisognava cambiare strategia, che bisognava andare a fare le dimostrazioni nei caseifici e non nel Consiglio Regionale e gli aeroporti. L’On.Maninchedda vi spiega qual è il vero obbiettivo, e sono lieto che lo abbia capito. La lotta è con idee concrete contro un sistema nefasto e truffaldino. Vi aspetto numerosi il tredici a Tramatza ore dieci e trenta.
    Como populu è s’ora d’estirpare sos abusos a terra sa prepotenzia a terra su dispotismo…

  • Carlo De Nurra

    Dopo tutto quallo che ha denunciato, in modo preciso e dettagliato, c’e solamente da ringraziarla per aver scoperchiato l’ennesima presa per il culo dei burocrati di stato che fanno piaceri a chi gli fa piaceri.
    Noi Sardi sempre in mezzo col dito in bocca.
    Onorevole le chiedo: Ma perche non ci ribelliamo una volta per tutte e facciamo veramente squadra tutti assieme.
    Questi mai ci hanno rispettato e mai ci rispettaranno.

    Mha!!!
    Grazie comunque

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