Agea ha corretto il bando: cassato il privilegio al Pecorino del Lazio

12 luglio 2012 07:4726 commentiViews: 109

pecoraAgea, che aveva arbitrariamente riservato un lotto del bando indigenti al Pecorino Romano del Lazio, per di più pagandolo 4 centesimi in più al kg rispetto al Romano Dop, prodotto prevalentemente in Sardegna,  ha corretto il bando e eliminato questo privilegio. Questa è la correzione. Agea dunque acquisterà solo Pecorino Romano Dop: le cooperative sarde e gli industriali sardi si riappropriano così di circa 1 milione di euro di acquisti governativi. È un buon risultato, visto che prima che me ne occupassi io nessuno aveva eccepito nulla e Agea procedeva con la sua consueta prepotenza romana. Ovviamente non è mancato chi, pur non avendo fatto niente, se ne è attribuito il merito. Resta il fatto, che la trasparenza (in queso caso garantita da un piccolo sito quale è il mio) e la partecipazione sono il cuore della democrazia, soprattutto rispetto agli atti della Pubblica Amministrazione, vero governo ombra della marcia Italia. Oggi ho chiesto ad Arega di comunicarmi il numero delle pratiche in anomalia per gli errori commessi dai CAA.
Ma torniamo al Pecorino Romano. In questo sito si è sviluppato un dibattito sugli effetti dell’iniziativa Coldiretti di favorire l’esportazione del latte sardo in modo da ridurre l’offerta interna e aumentare il prezzo del latte.
Di questa iniziativa io apprezzo l’idea che vi è sottesa, e cioè un’idea di Sardegna come di uno stato rispetto al quale la vendita oltremare si configura come esportazione. Questo mi piace.
L’idea è tutt’altro che nuova. In tempi lontani l’aveva avuta Muledda; in tempi molto vicini l’aveva praticata Felice Floris, che aveva trovato in Grecia un mercato bisognoso di latte e per di più che non trasformava in Pecorino Romano ma in Feta. Poi sappiamo che qualche industriale, colpito da consueta avidità, si è scagliato contro questa nicchia di mercato indipendente e anche quella domanda è stata annichilita sull’altare del conflitto tra sardi. Tuttavia, quell’esperienza commerciale, unitamente a tante altre cose, aveva creato un circuito di produttori che è poi stato alla base del circuito politico che ha generato il Movimento Pastori Sardi. L’MPS ha minato alle fondamenta il prestigio sindacale di Coldiretti e ha svegliato questa organizzazione da un torpore dovuto all’assenza di concorrenza sindacale.

Nel frattempo, sull’onda delle proteste del Mps, nacque la legge regionale 15 del 2010, che individuava nel de minimis garantito a chi non conferiva latte per produrre  Pecorino Romano la misura per integrare il reddito dell’allevatore, in attesa che il mercato registrasse condizioni di acquisto più remunerative.

In questo quadro, Coldiretti si accorge che l’Mps di Floris sta sempre più assumendo il ruolo di un soggetto politico piuttosto che sindacale e occupa lo spazio della contesa con gli industriali. È evidentemente una manovra legittima di politica sindacale. Coldiretti manifesta di fronte al Consorzio Latte, scegliendo come avversario un moribondo dove lavorano 14 persone in cassa integrazione. Un moribondo, però che ha infrastrutture pagate dalla Regione, che ha dipendenti che devono campare le famiglie, che ha le strutture per stoccare e congelare il latte, che può essere interamente riformato, data la crisi in cui si trova, e che può essere gestito anche dai rappresentanti dei produttori. Un moribondo titolare di un accordo di programma e di un protocollo aggiuntivo (che riguardava industriali e cooperative) gestito talmente male da essere una vera bomba atomica per l’intero comparto se non dovessero riuscire a chiudere correttamente i conti.

La prospettiva riformista sul Consorzio Latte, che darebbe in mano ai pastori un’infrastruttura capace di ritirare molto latte e di ridurre così l’offerta (ovviamente se e solo se accompagnato da strategie finanziarie), non viene neanche presa in considerazione: il Consorzio è abbandonato al suo declino (con le drammatiche conseguenze che ne avranno diverse cooperativve e aziende).

Si privilegia, invece, una scelta a mio avviso sbagliata, ossia quella di allearsi con uno dei concorrenti degli industriali sardi, Brunelli appunto, che già opera in Sardegna da tanti anni. La scelta è legittima, ma non è innovativa, perché in buona sostanza non cambia il gioco ma cambia solo la maglietta di alcuni giocatori. Io vorrei concorrere a cambiare il gioco.

Bisogna andare a verificare se il gioco ha funzionato rispetto al prezzo. È ancora presto per dirlo, ma ho la sensazione che abbia ragione Fortunato Ladu: Brunelli ha pagato il latte a un prezzo lordo più alto di quello netto praticato in Sardegna, ma il netto del pastore che ha venduto in Sardegna è superiore a quello del pastore che ha venduto nel Lazio. In più, e questa è la parte che più mi dispiace, se Brunelli non fosse in grado di dimostrare che il latte versatogli non è stato trasformato in Romano, ai pastori che gli hanno dato il latte non potrà essere riconosciuto il de minimis. C’è poi un’altra considerazione da fare: Brunelli non ha comprato il latte al prezzo medio praticato nel Lazio (0,80), ma a un prezzo inferiore. Per cui sembrerebbe, ma va verificato, che con certezza Brunelli ne ha avuto un vantaggio, ma i sardi no. Questo è l’efffetto del cambio di maglia che non cambia il gioco.

Che fare? La strada maestra è triplice: 1) occorre che i produttori  gestiscano una camera di compensazione del regime della domanda e dell’offerta del latte (Consorzio Latte riformato?; 2) bisogna esportare latte verso produzioni diverse da quelle tipiche sarde, altrimenti ci si fa male. La strada greca deve insegnarci che dobbiamo dare materia prima dove si fa un prodotto che non è in concorrenza diretta con noi; viceversa è più conveniente fare polvere o altri formaggi qui e venderli qui e altrove; 3) bisogna usare i canali commerciali alternativi alla grande distribuzione e all’egemonia dei grandi produttori. Esistono, bisogna cominciare a parlarci.

Dico queste cose non con la pretesa che siano tutte giuste. Le dico per discutere, non per accusare. Vorrei che chi avesse piacere di discutere, lo facesse senza aggressività: non ce n’è bisogno.

26 Commenti

  • Rosanna Puggioni

    allego un link sulla reale produzione,la cosa curiosa è che si ha la stima del falso PECORINO ROMANO che viene prodotto specifico per nazione,dati in possesso del consorzio che ci dovrebbe tutelare,ma lo fa e in quale modo? http://www.agroalimentarenews.com/uploads/docs/5092_8277_I-numeri-delo-pecorino.pdf visto la fonte sono dati attendibili,,

  • Gentile Onorevole,
    Vorrei intervenire per la vicenda AGEA – Bando Indigenti Nazionali.
    Lavorando a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, ho avuto modo di seguire le vicende del settore ovino Nazionale, Sardo e Laziale in particolare.

    Le esprimo innanzitutto la gratitudine di tanti (magari lettori attenti delle problematiche agricole ma non propensi ad intervenire nel dibattito, per il lavoro d’informazione e pubblicazione dei fatti che in queste ultime settimane hanno riguardato temi quali la crisi del settore ovino Sardo, aventi valenza cruciale per il futuro della nostra Isola.
    Il sito è diventato il centro del dibattito della Politica Agricola della Sardegna, sostituendo in questa funzione altri soggetti (istituzionalmente preposti) che risultano essere assenti, per scelta (?) convenienza (?), accordo politico (?). Non è nota la scelta, ma tale resta l’assenza.
    Lo dico senza polemica, ma come Lei sa è in atto una profonda discussione in Italia su come gestire le future risorse della nuova PAC.
    Le proiezioni in corso vedono la Sardegna notevolmente penalizzata.. Spero che questo piccolo segnale possa servire, come Lei ha fatto tante volte, per risvegliare gli assopiti spiriti di chi dovrebbe farsi carico delle istanze di tutta l’Isola agricola.
    Vorrei focalizzare al momento solo la questione del bando AGEA Nazionale sul Pecorino Romano. I dati che fornirò sono dati ufficiali che l’On.Le Maninchedda potrà visionare quando vorrà, accertandosi della veridicità di fonte e destinatario.

    Del Bando AGEA, merito all’On.le per aver segnalato l’anomalia,usiamo questo eufemismo, da parte di AGEA.
    Perché AGEA ha fatto un passo indietro ed ha ripristinato l’offerta unica per il Pecorino Romano DOP, senza la famosa differenziazione regionale del “Pecorino Romano DOP del Lazio” e del Pecorino Romano DOP?
    Due fattori contrari:
    la mancanza di base giuridica e la palese discriminazione tra produttori aventi stabilimenti in Regioni diverse.
    Chi ha segnalato tutto ciò?
    Il Consorzio di Tutela in una nota del 5 luglio al Ministro ed al suo Gabinetto tecnico. La modifica del Bando Agea è stata completata il 10 luglio in accordo tra AGEA-Ministero-Consorzio di Tutela, recependo le indicazioni del Consorzio di Tutela.

    Leggiamo, nella nota stampa della Regione Sardegna che l’Assessore dell’Agricoltura il 9 luglio ha scritto al Ministro ed al presidente di AGEA ( che purtroppo era già decaduto per via del decreto di contenimento della spesa ) e che per effetto di questa sua nota il giorno dopo l’Agea ha modificato il bando…..
    Se fosse vivo Ennio Flaiano, avrebbe commentato : “la situazione è grave , ma non seria”.
    Credo che alla base di questo equivoco ci sia un ufficio di gabinetto dell’Assessore che non funziona …. Infatti il Ministro rilasciava questo comunicato: «Ho dato disposizione che la nomina del Direttore Unico di AGEA sia operativa immediatamente», ha detto Catania spiegando che «al presidente e al consiglio di amministrazione è stata sostituita sin dal giorno dell’entrata in vigore del decreto, il 7 luglio, la figura del direttore unico sul modello dell’Agenzia delle Entrate»

    Tutto finito? Assolutamente no! La Coldiretti Lazio per bocca del suo Direttore Dr Aldo Mattia e del Presidente Regionale e Vice Presidente Nazionale, invocano la guerra santa per ripristinare i “diritti lesi dei produttori Laziali” … In totale appoggio all’Assessore della regione Lazio, con il quale litigano ogni giorno per altre vicende ( leggere l’informatore agrario n°27/2012 con articolo a firma Gaetano Menna), il giorno 23 luglio prossimo, cioè domani incontrerà il Ministro per richiedere “il blocco del Bando Agea”(!!).
    Domanda a tutti gli interessati ed al Dr Luca Saba ( Bravo Direttore della Coldiretti Sardegna) in particolare:
    la Coldiretti Sardegna è d’accordo con la Coldiretti Lazio?

    La domanda potrebbe sembrare insidiosa, perché potrebbe far emergere una forma di “sudditanza psicologica”, molto presente nel nostro territorio, ma non lo è se si considerano i numeri di chi, sempre teoricamente, dovrebbe fare la voce grossa (come territorio):
    Sul totale di Pecorino Romano DOP prodotto, il 95-96% è fabbricato in Sardegna, il resto in due stabilimenti Laziali. Non si conoscono i dati finali di produzione ( luglio è mese di produzione) ma la tendenza quest’anno sarà di un notevole incremento della produzione nel Lazio per via delle note vicende del latte trasferito ( è stato tutto scritto.. aspettiamo il finale).
    La domanda successiva, sempre rivolta a tutti ed in particolare al dr Luca Saba è la seguente:
    posto che è legittimo che un sindacato agricolo rivendichi i vantaggi ai suoi associati, ma qual è la strategia per uscire dalla crisi permanente?
    La rivendicazione fine se stessa? L’individuazione nel Pecorino Romano DOP quale causa di tutti i mali? Magari incuranti del fuoco amico ( parlo della confederazione Regionale Lazio) che vuole minare la stabilità della Denominazione?
    Ma se venisse destabilizzata la denominazione, chi sarebbero i più colpiti? I “nemici industriali ?”, produttori del 40% del Pecorino Romano DOP, oppure le Cooperative di trasformazione, produttrici del 60% del Pecorino Romano DOP, costituite da allevatori che magari hanno anche la tessera di qualche sindacato agricolo, oppure aderiscono al MPS?

    Ritengo che a tutt’oggi non vi sia nessuna strategia politica, né istituzionale né di categoria…. Ecco perché con ogni probabilità, pensando alla nuova PAC, per l’Isola sarà una catastrofe…

    Attendiamo domani per la prossima puntata sul Bando AGEA, nel frattempo, se volesse, l’Assessore dell’Agricoltura della Regione Sardegna potrebbe convocare le parti ( è un dovere politico? Credo di sì) e magari concordare le strategie comuni per il bene di tutti, in primis degli allevatori e portare un’istanza comune al Ministro, che nel frattempo ha nominato l’ex Assessore dell’Agricoltura della regione Emilia Romagna, direttore Unico di AGEA.

    Forza Paris, oe prus de derisi…

  • Claudio Bardi

    Tempi duri per AGEA

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/attualita/2012/07/12/spending-review-inran-e-agea-pagano-il-conto/16020?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_content=2225

    Che sia la volta buona che qualcosa cambi?

    Speriamo.

    Nel mentre pare che per decreto, vista l’incapacità dei nostri dirigenti Regionali. ” vedi Polemica su questo sito tra Orefice e Ibba”
    Il Ministro Catania farà per ciascuna regione un OPR ” Organismo Pagatore Regionale”
    La morale:
    Se ci sbrighiamo potremo alemno costituire in seno ad ARGEA l’organismo deputato a fare i controlli.
    Altrimenti sapete come finirà?

    Delegheremmo i Controlli ad Agecontrol o al SIN

    Paghiamo Roma per farci i controlli a casa nostra..

    saluti

  • onorevole voglio vedere se de come dice lei , su finanz mi e venuta voce anche me e non condivido ,perche fara la fine come e sucesso nel mio paese e altri vari che tutti sapiamo. si buttano i soldi all’ aria questa e la nostra politica.

  • Onorevole, quando parla dei tre centesimi alla OP coldiretti lei confonde il gruppo della Sardegna centrale che ha conferito a Brunelli e che è stato assistito gratuitamente da coldiretti nella stesura del contratto e che Brunelli fattura direttamente all’allevatore a 0.75 al litro senza dare niente a Coldiretti e il gruppo della OP coldiretti di Cagliari che non sta conferendo latte a Brunelli(ad inizio campagna forse si) che essendo una OP sicur terrà questi tre centesimi a fronte di un prezzo di latte che mi è dato sapere a 0.88 lordi. Ma non confondiamo i due differenti gruppi, nel nuorese ribadisco no OP no tre centesimi. Si informmi.
    Grazie

  • Per Franco: ti dimostrerò, carte alla mano, che i 3 centestimi per i servizi svolti dalla Op della Coldiretti ci sono. Non è né una colpa né un reato, è normale che ci siano dei costi. Ma ci sono. Io non ho niente da chiarire con nessuno. Vivo in modo trasparente e rivendico il mio diritto a occuparmi dei problemi della Sardegna, compresi quelli del Latte e compresi i 14 operai in cassa integrazione del Consorzio Latte di cui sembra non fregare niente a nessuno. Non minaccio, non intimorisco nessuno, se sbaglio mi correggo. Ma l’idea che si blocchi una legittima azione politica mostrando muscoli giudiziari svela da una parte un’incapacità sostanziale a stare dentro la dialettica politica, dall’altra un’abitudine a mettere in discussione gli altri e mai se stessi; un’abitudine che è tempo di perdere. Non ho niente contro Coldiretti, ma si può o non si può parlare anche di Coldiretti o issa est che a Deus? La verità è che mi trovo nella difficile situazione di non essere né con la Coldiretti, né con gli industriali, ma di essere uno dei pochi che dice che se i sardi si accordassero sarebbero più forti. Vuoi vedere che anche per il bando Agea in corso, i sardi non parteciperanno per non mettersi d’accordo? Vuoi vedere che rivince il consorzio Tuo che poi va a produrre lavoro a Cremona, cioè va a lavorare il Pecorino ritirato dalle Cooperative Sarde a Cremona, senza lasciare un solo stipendio in Sardegna? Quanto al Marghine: com’è che mi arrivvano voci di un’imminente finanziamento, a destinatario già deciso tra Suni e Sindia, di 800.000 euro? E per fare cosa? Qualcosa che già esiste? Comunque Franco, se in agricoltura la regola deve diventare il Far West, facciano pure, io non ho la forza per far ragionare la gente. Quando ci si ritroverà più poveri di prima si dirà che avevo ragione, ma io sarò già tornato all’Università e vivrò con molte preoccupazioni in meno.

  • riguardo le fatt.del marghine non so se de uno che fa parte del nostro gruppo, perche la codiretti parla del gruppo di allev che si sono uniti non della sardegna onorevole, il latte mensilmente ce lo paga a 0,65 ma ci a dato un anticipo da 0,05 in media al latte versato l’ anno scorso e gli altri 0,05 li prendiamo a settembre x nostra scelta ,x luca saba le dico che de una cosa che vi dovete chiarire perche anche lei onorevole sul primo art non era molto dolce , io entro in diffesa perche o partecipatto a tutti gli incontri che sono stati fatti da noi allev e coldiretti e non e vero che la coldiretti prende 3 centesimi,guardi la sittuaz che gia ce tra allev inveci di aunirci ci stiamo continuando a disunire perche se io sono blu non posso parlare con il giallo, si vede che qual’ uno pensa che i problemi siano diversi notte.

  • No. Lo verifico lunedì. Nel frattempo ho avuto una fattura dal Marghine che invece di indurmi a smentire mi induce a confermare. Giacché poi solo oggi apprendo che Luca saba ha minacciato di querelarmi, non so bene per che cosa, i termini della questione cambiano profondamente. Comunque, stai tranquillo, pubblicherò tutto, anche le visure camerali delle OP e, ovviamente, il tuo contratto.

  • onorevole vorrei sapere se a ricevuto i fax , se la ricevuto e verificatto aspetto una sua smentita su tutto cio che si dice ìn giro grazie ciao franco

  • Per Giuseppe: tutto si può dire ma non che il Consorzio non sia stato controllato. Il mio partito ha anche presentato una mozione in tal senso e in paese dicono che la Guardia di Finanza li abbia visitati ripetutamente. Ma io penso che una ccattiva gestione non debba signfcare la morte di una infrastruttura pagata con risorse pubblice. Bisogna usare ciò che è pubblico per il bene pubblico.

  • Per Franco:
    070 673000
    Sul ciclo agricoltura mangimi bisogna far di conto. Ci proverò. Gli incentivi sono tutti disciplinati dall’Unione Europea e non si scappa o dal regime degli aiuti o dal regime del de minimis. Comunque, cercco qualcuno che ne ccapisca nel dettaglio e lo metto a studiare poi vedremo.

  • onorevole se lei mi da un suo recapito tramite fax gli faccio avere il contratto, anche subito lei volendo ,perche oggi x me e una soddisfazzione non quanto il prezzo ma aver rotto un mecanismo che ormai sta distrugendo il comparto , se mai lei non mi da il suo recapito io e lei abbiamo degli amici in comune e tramite loro le la faccio avere ,le voglio ritornare al discorso di ieri sulla borsa merci , visto che ormai le matterie prime x alimentare i nostri animali stanno sempre crescendo del 30% annui ,le chiedo se presenta in consiglio una richiesta di incentivazzione x seminare tutto cio che serve x alimentare x abbasare il costo alimentazzione ,la prima cosa da fare sara mettere apposto il consorzio bonifica perche in tutte le dighe che abbiamo si paga l’ acqua come l’ oro 2 studiare un piano di inovaz x fare lavorare i nostri campi, le dico che de molto importante perche se continua cosi non ce piu scampo.

  • Ho scritto altri due commenti pensando che il primo non fosse andato a buon fine…
    Sul fatto della certificazione del latte le dico che comunque se Brunelli, che il latte che prende dalla Sardegna gli arriva tutto insieme e può lavorarlo da parte, non certifica immagino cosa faranno gli industriali sardi che hanno raccolto il latte non separandolo ed hanno prodotto romano come sempre. La legge 15 diceva riduz del 25% mentre invece è stato ridotto del 2/3%. Immagino che allora nessun allevatore sardo potrà aderire al Bando sia che abbia conferito a Brunelli sia che abbia conferito in Sardegna. A chi giova tutto ciò?
    Il Consorzio Latte sappiamo tutti in mano di chi è stato e i soldi che si hanno divorato fino ad oggi senza nessun risultato. Se è come dice lei perchè nessuno ci mette mano? E la politica continua a finanziarlo senza nessun risultato?
    Saluti

  • Per Giuseppe:
    1) io non sono contrario a vendere fuori dalla Sardegna né a che si venda a Brunelli piuttosto che a un sardo, anzi. Purché il risultato sia vantaggioso per i sardi. Ho l’impressione, e conto di dimostrarlo con le carte della prossima inchiesta, che così non sia stato;
    2) io non sono contrario a che si venda a Brunelli, sono contrario a che Brunelli o comunque i laziali abbiano un lotto riservato del bando per gli indigenti. Come pure ho il forte sospetto che, per come è stato raccolto il latte, Brunelli, o chi per lui, possa certificare che quel latte non è stato utilizzato per il Pecorino Romano.
    3) sulle dinamiche tra pastori e industriali io sto con chi rompe i cartelli, di qualunque natura essi siano.
    4)resto fermamente convinto che se i produtori entrassero nel Consorzio Latte e ne assumessero il controllo, potrebbero ritirare il latte in eccesso, congelarlo e immetterlo sul mercato d’estate su prodotti diversi da quelli come il Pecorino Romano. Sono convinto che così facendo i pastori riuscirebbero a condizionare positivamente il mercato.
    5) Non ho mai pensato di avere la verità in tasca e quindi posso sbagliarmi, ma sono contento che si stia discutendo con questa trasparenza di un problema così importante.

  • Buonasera onorevole, volevo fare un paio di considerazioni, innanzitutto mi sembra che lei sia contrario al fatto che sia stato dato il latte ad uno dei concorrenti degli industriali sardi, perchè?
    Gli stessi industriali sardi che hanno fatto fallire l’iniziativa di Felice Floris per il latte in Grecia, gli stessi ai quali il gruppo coldiretti ha offerto il latte e che hanno risposto che il latte non gli serviva o che se andavano singolarmente lo prendevano, gli stessi che da anni d’accordo tra loro fanno scendere ogni anno il prezzo del latte. Il latte conferito a Brunelli quest’anno ha fatto salire un po il prezzo del latte che altrimenti sarebbe stato ad una media di 0.60 Lei poi dice che la scelta di dare il latte fuori non è innovativa ma questa volta il valore aggiunto pagato in più va agli allevatori mentre le altre volte (corregetemi se sbaglio) non ho mai sentito che gli allevatori avessero ottenuto un prezzo migliore di quello pagato dagli industriali sardi.
    Un’altra cosa perchè si dubita del fatto che Brunelli stia pagando a 0.75 e abbia garantito per iscritto sul contratto che con quel latte non faceva pecorino romano?? Da fastidio a qualcuno??
    saluti

  • Nanni Falconi

    B’at de nàrrere chi su casu romanu fatu in su Làtziu est semper istadu de calidade prus bona de cussu fatu in Sardigna e duncas bèndidu prus caru. Penso chi siat una chistione de pàsculos. Si Brunelli at fatu casu romanu dae su late sardu e lu bendet che casu fatu in su Làtziu….

  • Giuseppe Sanna

    antonio pau
    Io sono Giuseppe Sanna, allevatore ‘studiato’ e danneggiato dai CAA.
    Appena ho letto il tuo intervento mi è subito venuto da sorridere..
    per non ridere o piangere..
    Operatore CAAA
    Per i profani colui che apre le pratihe a sistema e le lavora.

    Per caso sei uno di quelli che fà la domanda di indennità compensativa ai pensionati (come è successo al mio paese)? Magari curiosando sulle domande che compili al SIAN (io so cos’è il Sian perché non mi pagano manco a pagarli) vediamo quelle che hai istruito e vediamo quante ne hai sbagliato?
    Questo non è configurabile come reato?
    Agea paga per fascicolo aperto se non sbaglio?
    E se un fascicolo è aperto e non ha senso che lo sia?
    Agea paga?
    e se paga e non dovrebbe cosa si configura?

    La morale è la seguente::
    Se si vuole lavorare per il bene comune alla luce del sole, facciamolo tutti.
    é difficile farlo quando hai l’ansia di rappresentare e poca voglia di studiare e approfondire le situazioni.
    Se si ha voglia di sfasciare tutto, FACCIAMOLO.
    Laviamo i panni sporchi in pubblico e chi ha fiato per correrre arriva al Traguardo
    Ti dà fastidio Maninchedda perché parla anche di voi…. per caso siete santi e intoccabili?

  • Franco, mi fa piacere che il contratto vi metta al riparo dalle fregature o per lo meno vi consenta un’azione di rivalsa. Io ci terrei molto che la Sardegna smettesse di bisticciare. Guarderò la borsa merci anche se non ne capisco molto. studierò. grazie per le cose che scrivi e per le informazioni che dai.

  • bobore sanna

    Visto che è impegnato a far emergere la legalità nel settore agrozootecnico perchè non si impegna a verificare l’iter del bando sull’aggregazione – art. 5, L.R. 15/2010 ? Mi dica se il Consorzio Latte, Agriexport, etc. hanno o avranno diritto a parcepire fondi pari a 11 milioni di euro. Mi raccomando, faccia una attenta analisi e poi se ha il coraggio denunci “la truffa” a carico dei pastori.

  • Onorevole purtroppo le cose sono difficili da fare. Lei pensa che noi allev della Sardegna centrale non abbiamo cercato il mercato. Le dico che noi oltre aver proposto il nostro latte ai nostri industriali e alla ditta Brunelli abbiamo avuto delle proposte di un mercato straniero x latte in polvere, ma come al solito bisogna fare in silenzio che qualcuno non senta, perché allora se fai latte in polvere non si lavora piu la scotta ,le parlo della 7 sul mio contratto c’è scritto ( la societa con la sottoscrizione del presente contratto di vendita si impegna a rilasciare le attestazioni di cui alla d.g.r. sardegna n.48/53 del 1 dicembre 2011-l.r n. 15/2010 art. 7 diversificazione produttiva). Se poi il signor brunelli non ha rispetatto ne discuteremo, lei cita fortunato che x quello che lui pensa noi allev siamo stati fregati ,anche lui pero onorevole quando a firmato il patto d’intesa sulla legge 15 con l’ asses prato è stato fregato mi sa , perché non è valso a nulla la lotta che è stata fata, si è andati per mesi a lottare x portare regali x accontentarci e continuare a fare i facchini x l’ industria casarea , onorevole le chiedo se lei segue la borsa merci x favore se non l’ha fato ci dia occhiata e veda di fare qualcosa se lei ci tiene a non far fermare gli industriali che ritengo siamo noi allev.

  • Egregio Salvatore Deriu,
    evidentemente mi conosce poco se pensa che io possa essere arrabbiato. Quanto a ciò che Lei chiama elogio dell’MPS, Le ricordo che io fui il consigliere regionale più contestato dall’MPS perché dissi che non poteva essere erogato il de minimis da 15.000 euro. Quanto al Consorzio Latte, io difendo i lavoratori e, con certezza, non posso essere annoverato tra i difensori delle gestioni a cui Lei fa riferimento. Quanto a mischiare i santi (Columbu) con i fanti (il latte), io sarò anche di seconde nozze ma ho il senso del silenzio di fronte alla morte. Oggi ero alle esequie e non voglio essere annoverato tra quelli che a ogni morte di grandi sardisti sgomitano per stare in prima fila ad accreditarsi come eredi. Di fronte alla morte io sono abituato a tacere e pregare, non certo ad esibirmi.

  • Pau,
    tu a quale casta appartieni? A quella di coloro che pretendono che il loro lavoro non sia mai verificato? Io difendo la Sardegna. Il fatto che i CAA appartengano alle OOPPA garantiscono sul fatto che difendano gli interessi dei pastori? Si può verificare se è vero, oppure no? Sono più fazioso io o chi va in televisione a minacciare querele non appena si solleva il coperchio della pentola? Io non ho mai difeso chi ha rubato, però se mi mandi il tuo indirizzo mi voglio difendere in tribunale da te. E se non me lo mandi, lo trovo lo stesso attraverso l’IP.

  • Fortunato Ladu

    Una precisazione per l’Aspi il cui presidente pro tempore è Felice Floris ,altre volte è stato Rino Putzolu attuale presidente di Pas,attualmente esporta il latte in Grecia per fare creme yogurt e gelati. L’Aspi inoltre già dal 1996 attua questa politica e se alcune volte ha lasciato il latte in Sardegna ci ha rimesso le penne.Concludo comunque esprimendo ,penso, anche il pensiero di Felice: 20 milioni di litri di latte lavorati in Sardegna avrebbero generato un circuito produttivo virtuoso se alcuni industriali e molte cooperative avessero attuato serie politiche commerciali per far aumentare il prezzo del latte in Sardegna . Brunelli non è un benefattore ma anzi paga a 0.75 ciò che nel Lazio paga a 0.90 . Vuol dire ahinoi che è bravo ,che sà vendere e vuol dire che la strategia che resta al Pastore sardo è solo quella di portare il latte fuori e quindi portare via ricchezza ,portare via la speranza ai 14 lavoratori in cassa integrazione ,a tanti altri a cui le aziende agricole rinunciano perchè non possono permetterselo.Vi dò uhn dato che vi faccia riflettere:L’ottanta per cento delle aziende pastorali,circa 20.000 sono a corto di personale che non possono permettersi. Domanda E se provassimo ad incentivare l’occupazione in agricoltura?

  • antonio pau

    Manichedda,

    da operatore del CAA ritengo il tuo interessamento fazioso … vuole difendere l’apparato burocratico di Argea ed il suo DG oppure mettere in evidenza i presunti errori di chi (i CAA) sono una costola delle OOPPA?
    Difende chi ha rubato e sprecato (il Consorzio latte)… ma appartieni alla casta in tutto e per tutto!

  • salvatore deriu

    Caro Onorevole,
    tutto bene ma credo che la sua analisi sia offuscata dalla rabbia e per questo motivo elogia MPS ma la storia ha insegnato che alla fine il Movimento si è affrancato a soggetti come l’ex assessore Prato oppure ha calvacato richieste a dir poco assistenzialiste per un settore che ha bisogno di altro. Per molti di MPS purtroppo le critiche sono sempre indigeste perchè in tutto vedono nemici. Ora MPS si lamenta per l’IMU senza tener conto che la gran parte degli allevatori sardi non l’ha pagato perchè residente in zone montane. Purtroppo i leader lo hanno pagato, ma vivere in pianura ha un costo, in collina un’altro.
    Dispiace poi la sua strenua difesa al Consorzio latte: i dipendenti, poverini, non hanno colpa ma la politica, che per anni si è tappata gli occhi si, Lei compreso ovviamente. Perchè salvare qualcosa che non produce? Per i voti? Credo che il territorio abbia bisogno di altro.
    Onorevole, oggi per i sardisti è una giornata di lutto, avrebbe fatto meglio a dedicare un ricordo a chi è stato un vero sardista, ma forse questo Lei che è di “seconde nozze” questo non lo può capire.
    Saluti.

  • Ogni tanto qualche buona notizia.
    Sarebbe opportuno rafforzare l’ufficio di Paolo che si occupa di rilevare ed eliminare storture determinate dall’Italia (e talvolta dalla CE) ai danni del nostro Stato Sardegna.
    Vorrei, in questa sede, segnalare che esistono notevoli vincoli italici ad un altro comparto produttivo strategico per la Sardegna quale l’acquacoltura.
    I limiti riguardano sia paramteri qualitativi che quantitativi, spaziando da avannotteria a certificazione di prodotto, da allocazione impianti a taglie di produzione.
    Giova ricordare che in Sardegna vengono formati Biologi marini fra i migliori del contesto mediterraneo-europeo.
    Marco.

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