Adesso sono un indeciso a tempo pieno

17 agosto 2013 07:529 commentiViews: 74

Allora, in mezzo a tutto il fango che mi è stato riversato addosso non appena ho promosso la nascita del Partito dei Sardi, oggi è arrivata un po’ d’acqua fresca. Michela Murgia oggi rimprovera a Franciscu Sedda di aver scelto me come compagno di viaggio, perché, dice, sarei un indeciso a tempo pieno: prima democristiano, poi con Soru, poi col Psd’az e infne con Sedda. Bisogna aver pazienza: c’è ancora chi crede che si costruisca consenso dando le pagelle e bocciando gli altri. Non hanno ancora imparato che più si sparla di un competitor più si catalizza intorno a lui il dissenso presente contro se stessi. Più hanno attaccato Grillo, più lo hanno accreditato come l’alternativa possibile. Io sono attaccato da tutte le parti da più di un mese e, solo stando fermo, vedo la rete del Partito dei Sardi diventare sempre più grande. Più si grida che io non mi devo candidare alla Presidenza e più mi chiedono di farlo. Io non bramo il potere, anzi, ne vedo  tutte le radici demoniache. Il mio sogno non è la Presidenza della Giunta, ma vedere una nuova bandiera sarda sventolare in Europa. Io vorrei spendere i miei anni maturi a fare uno Stato Sardo. Il resto non mi interessa e mi interessa sempre meno bisticciare.
Peraltro, e me ne dispiace, anche la Murgia paga il suo tributo al semidio Giorgio Pisanu che di fronte a una donna che si impegna in una dura campagna elettorale per le regionali ricorda, come merito della candidata, non tanto quello, che so, di essersi impegnata contro la Saras, o di aver fornito il suo Blog per informare sulle imprese e sulle persone della Sardegna, o di aver fondato Liberos, ma solo di aver dato del vecchio bavoso a Bruno Vespa e di aver sdoganato (udite, udite) i signori attempati e averli rifunzionalizzati a seconda che siano smaterassabili o no. Prima questo, poi i successi letterari e un buffetto sulla guancia dicendo che è la matricola della politica che si può permettere giudizi al vetriolo perché non ha scheletri nell’armadio. Anch’io non ho scheletri, eppure odio il vetriolo.  Ecco, nelle interviste da lettino psicanalitico, tutto è una battuta, tutto deve risolversi in una battuta, e la Murgia non deve poter apparire come una donna di governo, ma come una tipa ‘toga’, una con la lingua veloce, una che ne ha per tutto e per tutti, così la livella di Pisanu riconduce tutto al cazzeggio cagliaritano, nessuno sfugge, nessuno eccelle fuorché la penna eccelsa e mirabolante dell’intervistatore. La maschera consegnata alla Murgia è quella non della donna di governo, ma della tipa tosta e incazzata che ne ha per tutti: ecco qui, la complicazione della campagna elettorale è servita. I sardi stanno cercando sicurezze, la Murgia sta studiando per dare risposte, ma il semidio le ha dato la maschera e le ha indicato il campo dove raccogliere: il ribellismo incazzato.
Date queste premesse, addebito a Pisanu alcune ingenuità nelle risposte sull’economia della Sardegna: sono sicuro che non sono della Murgia.
Comunque, già va meglio: ‘indeciso’ non è una brutta parola, rivela una persona che ha dei dubbi, che si mette in discussione, che corregge i propri errori e che li sa anche ammettere. La gran parte dei sardi sono indecisi e la stragrande maggioranza non ha votato lo stesso partito negli ultimi vent’anni. Gli indecisi sono quelli che decidono le elezioni. Evidentemente sono caratteristiche che non piacciono alla Murgia (forse!). Non piace che si attraversi la vita pubblica con onestà (non tutti possono dirlo) provocando alla novità, tenendo fermo l’obiettivo della nascita di un Partito Nazionale dei Sardi e si metta in discussione il bipolarismo italiano con una cultura di governo diversa da quella consueta. La verità è che a tutti dà fastidio il nostro consenso: se io e Franciscu domani dicessimo: “Sosteniamo Tizio”, immediatamente diverremo santi. Ma questo consenso è frutto di serietà, di lavoro sociale, di impegno, di costruzione di relazioni. È frutto di un lavoro inalienabile che deve esprimersi elettoralmente in liste competitive: questo dà fastidio. Noi non siamo un partitino.
Ciò che mi colpisce di più nell’uso delle parole della Murgia è l’aggressività contro le persone (sempre che sia sua e non della mediazione demiurgica di Pisanu), l’eccesso di prudenza nei programmi, il silenzio sulla questione morale (perché? perché la Sardegna è l’unica regione in Italia dove non si parla di inquisiti, condannati, ineleggibili ecc.) che è il vero tarlo della classe dirigente in carica ( ma su questo, forse, il demiurgo non si era preparato). Dire che il futuro della Sardegna passa per istruzione, agro-industria e nuove tecnologie significa ripetere il programma di Soru. Dire di non capire la differenza tra sovranismo e indipendentismo e poi parlare di tempi lunghi per l’indipendenza che vanno coperti con un’interpretazione diversa e più profonda della sovranità, vuol dire esattamente essere sovranisti senza saperlo. Io, peraltro, non sono poi così convinto di tutta questa prudenza e di tutti questi tempi lunghi per l’indipendenza. Spero di poterne parlare anche con la Murgia, ma io ho in testa un percorso esplicitamente rivoluzionario, pacifico, riformista, ma rivoluzionario nella sostanza.
Io non sono convinto che vincerà le elezioni chi più attaccherà l’avversario, né chi più attaccherà tutti i possibili concorrenti diretti. Mi pare che sia uno schema elettorale molto americano e poco sardo, molto da spin doctors e poco da reti sociali sarde. Ma anche molto da estrema sinistra italiana: è con le interdizioni preventive che la Sinistra si è indebolita delle intelligenze migliori e non ha guadagnato un solo voto né al Centro né a Destra. Fatte le epurazioni, la Sinistra scopre sempre di non essere diventata più grande, ma più piccola.
Per il resto dell’intervista, che dire? La Murgia si candida a competere con la Destra e la Sinistra sardo-italiane e ammicca a Cinque Stelle, cioè un altro partito italiano che non ha neanche una segreteria a guidarlo, ma un leader incontrastato e  incontrastabile. In questo quadro attacca me e Sedda stiracchiando un po’ le ragioni, direi che lo fa come dovere d’ufficio. Ci accusa di aver avviato il confronto col Centrosinistra, ma lei ritiene di poterne legittimamente avviarne un alltro  con Cinque Stelle. Facciamo un’ipotesi: ma se tutti i partiti del Centrosinistra accettassero di candidarsi sotto simboli esclusivamente sardi e dessero vita a una grande coalizione, per l’appunto, sovranista, sarebbe un passo importante oppure no verso l’indipendenza? Io credo di sì. Noi stiamo facendo anche questo, stiamo cercando di spostare su posizioni il più possibile indipendentiste lo schieramento che ha manifestato maggiore interesse rispetto ai temi a noi cari. Nel frattempo, stiamo radicando un partito solido, senza odio e senza odi, con un programma di governo non alla moda ma vero, profondo, innovativo; nel frattempo giriamo la Sardegna non a promettere una Giunta regionale, ma a chiedere una militanza faticosa per la costruzione di uno Stato.  Nel frattempo, prepariamo una rivoluzione per l’oggi non per il dopodomani.

9 Commenti

  • Dopo Zedda adesso la Murgia a dare le pagelle.
    Uno con difficoltà ad assemblare le parole per pronunciare una frase, l’altra che qualche parola sa assemblarla ma che è molto noiosa (attenzione non è la nuova Murakami, è una che ha scritto un libro incolore ma enormemente fortunato in relazione al suo valore).

    Ho guardato un video di questa ometta naif e devo dire che dopo un primo momento di spontanea ilarità mi sono seriamente preoccupato delle cretinate astronomiche che racconta, su un paese-presepe che non esiste.
    Una persona che parla senza conoscere i numeri, senza conoscenza delle dinamiche del lavoro, del mondo produttivo e senza cultura politica (si, ci vuole cultura politica per fare il politico).
    Forse sarebbe meno dannosa come politica che come scrittrice ma nel primo caso dovremo pagarne tutti le conseguenze.

    E’ necessario pragmatismo e competenza, sono necessarie persone capaci di scrivere e mettere in pratica un modello di sviluppo credibile e realizzabile, che ancora in Sardegna non abbiamo.

    Credo che Maninchedda questo modello lo abbia ben chiaro e per questo meriti il più ampio sostegno.

  • Edmondo Costa

    Ciao Carlo, mi spiace veramente per il colpo che hai preso. Spero non abbia avuto gravi conseguenze. Mi adopererò immediatamente per dire a Muroni che, la prossima volta, sia un pò più attento nei suoi lanci(mediatici) di penne! Magari potrebbe farsi addestrare da Pisano!!

  • La Sardegna non ha tempo per far fare esperienza di politica attiva a Michela Murgia.
    Sotto certi aspetti mi ricorda Soru che digiuno di modus operandi, si fido’ ciecamente di alcuni suoi sodali e finì come tutti ben sappiamo.
    Al governo della Sardegna preferirei una compagine di persone esperte e pratiche, che ben conoscono i meccanismi delle stanze dei bottoni.
    E non siano lecchine di Roma.

  • Edmondo Costa

    Nella signorina Murgia c’è un netto contrasto tra il tono di narrazione e gli attacchi non politici, ma rivolti a politici. Mieolosa e “patetica” nella narrazione, acidina, se non caustica,contro chi vuole attaccare, anche senza particolare motivazione.
    Personalmene non sono d’accordo sul “non ragionar di lor, ma….”.
    A persone del genere, ipocrite, presuntuose, cattive, non si deve perdonare niente.
    Credo vi siano tante persone(quasi tutte donne e qualche “intellettuale”, solidale per mestiere più che per sostanza), escludendo, ovviamente, gli interessatissimi e presuntuosissimi calcolatori di Progres, alle quali bisogna tentare di aprire gli occhi.
    Ci rendiamo conto che Nostra Signora di Cabras sta facendo una campagna elettorale narrando cose, pur banalissime, che fanno altri, anzichè narrarci ciò che lei, con i sui fenomenali seguaci e guide future, farebbe o saprebbe fare?
    Cosa può fare, per la Sardegna, un personaggio del genere?
    Dovrebbe lasciar perdere anche ciò che finora ha fatto bene!
    Per sostituire il male col peggio?
    Senza pensare a scherzi, riterrei opportuno che tutti i candidati Governatori superassero degli esami molto seri.
    Non si dovrebbero accettare candidature di dilettanti allo sbaraglio.
    E’ un pensiero non perfettamente democratico?
    Forse. Ma quanti la pensiamo allo stesso modo?
    Vorrei vedere la nostra delirante narratrice svolgere temi o risolvere problemi legati all’ammnistrazione della cosa pubblica!
    Vorrei far notare che, nell’intervista concessa a Pisano, Nostra Signora non ha parlato di agro-industria, ma di agri-cultura. Se ciò che ho letto è giusto…….
    Non possiamo permettere che all’inaccettabile incompetenza(e non solo) della classe poltica di oggi segua la più eclatante mancanza di professonalità amministrativa ed economica dei “nuovi mostri”!
    Detto questo, teniamoci uniti in un nuovo, grande Partito dei Sardi, piaccia o non piaccia alla Nostra Signora di Cabras, portando a termine quel grande e credibile progetto con il quale potersi veramente confrontare, con determinazione e sicurezza, con tutti i Sardi.
    La Sardegna non potrà mai diventare Stato finché tutti i Sardi non impegneranno tutte le forze migliori per il raggiungimento di questo obiettivo.

  • Natalino Melis

    La Murgia mi risulta abbia scritto S’accabbadora ……non “Il Principe”…che parli di quello che conosce,non per sentito dire,o consigliata male da servi del potere…..Michela accabbadda….

  • Carissimo professore,
    chi ha raggiunto il successo attraverso una delle tante case editrici di Berlusconi, nel caso specifico l’Einaudi, a mio parere non merita nemmeno nessuna risposta.
    Troppa grazia a chi vive di destra e sinistra italiane in una commistione fin troppo discutibile, sulla falsa riga del leghismo nostrano, e nel contempo non perde occasione per diffondere malignità alla Bossi (altro che Grillo) a chi non deve niente a nessuno come lei e Sedda che di sardi e sardegna vi cibate.
    Lasci scorrere questi ruscelli estivi, chi farà la piena questo inverno non saranno persone così poco serie e orientate a distruggere la società sarda come ci sta mostrando magistralmente la Murgia.

    Con stima
    Mario

  • Che dire… continuate sulla vostra strada anche se irta e scoscesa… la cosa che fa più male è ignorare chi cerca in tutti i modi di ostacolarvi… forza e coraggio consapevoli del fatto che non siete soli ma che c è un popolo che crede in voi e spera di portare assieme a voi la bandiera in Europa

  • Fortunato Ladu

    Sarei interessato a sapere da elettore dove vive questa signora, se ha una residenza stabile o virtuale, attualmente la cosa mi sfugge e si che da qualche parte avevo letto che in questo progetto avrebbe coinvolto la classe lavoratrice ancorchè agricola. Io non l’ho vista ma forse la cosa è dovuta al fatto che lei predilige chi fà impresa a spese degli altri e pastorizia di nicchia, magari le lorighittas di Morgongiori che però darebbero un duro colpo al suo giro vita. Non sono e non voglio essere misogino ma questa stà raccogliendo intorno a sè persone che hanno fatto della presunzione il loro modus vivendi e soprattutto donne, ribaltando il concetto da un opposto all’altro. Una cosa è certa: se non cambia approcio non sarà il mio presidente e dubito che lei possa non solo avere le competenze ma trovarle. la cosa si stà condendo e amalgamando con una salsa mista di vendetta, egoismo e autoproclamazione nonchè residui bellici di battaglie all’interno dei partiti italioti che mai come in questo momento combattono una battaglia interna all’ultimo sangue per dare un minimo di credibilità a tutto il sistema. Mi dispiace perchè in fondo le usavo un minimo di simpatia e mi ha deluso

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