Adelante, amigos, con juicio

11 luglio 2013 08:123 commentiViews: 20

Si sta puntualmente realizzando ciò che era prevedibile da tempo: la Sardegna arriverà alle elezioni regionali non governata e disordinata nella proposta politica. Tutti capiscono che c’è spazio per l’innovazione, tutti ritengono di essere i migliori riformisti e ritengono che in questo contesto l’obiettivo principale sia ammazzare i concorrenti. Ovviamente parliamo del Centrosinistra, il Centrodestra non ha ambizioni culturali e programmatiche.
Mai vista una campagna elettorale più concentrata ad escludere che ad includere. Mai vista una campagna elettorale consumata sin dagli esordi a censurare il vicino piuttosto che a competere con l’avversario più lontano. Mai vista una campagna elettorale così vuota di contenuti e di politiche di governo: la società soffre e i candidati potenziali promettono non la soluzione dei problemi ma la condanna dei presunti concorrenti, ovviamente individuati più nei compagni di strada che negli avversari veri. Secondo questi signori, per combattere la disoccupazione basterebbe una sana e giusta impiccagione di quanti sostengono di avere qualcosa da proporre: più sono bravi i proponenti, più vanno impiccati.
Eppure, tutto previsto.
Sono gli effetti della superficialità radicale e di un’idea elitaria della politica che affida tutto ai titoli dei giornali (che nessuno legge più), agli accordi tra potenti per creare un treaser (cioè un innocente inganno: simulo una forza che non c’è per arrivare a una trattativa, un po’ come fa la Corea del Nord quando minaccia la guerra nucleare per avere fondi internazionali con cui comprare cibo e nuove armi), alle fantasiose rappresentazioni della società sarda che in realtà è in preda al consumismo politico più sfrenato perché afflitta da una crisi educativa dalle radici lontane.
In questo quadro bisogna tenere la testa sul collo. Noi dobbiamo continuare a proporre un programma di governo: non rappresentazioni di emozioni, ma soluzioni di problemi. Dobbiamo continuare a organizzarci e a dialogare con chi ha idee, buona volontà e rapporti sociali.
Non dobbiamo contrapporci pregiudizialmente a nessuno che voglia proporre la propria candidatura alla Presidenza della Regione e che accetti lo spirito sportivo delle primarie. La bellezza delle primarie sta proprio in questo: è possibile misurare le proposte e i candidati all’interno di un accordo politico di coalizione: nessuno subisce nulla se non la semplice lealtà del rispetto dell’esito della competizione.
Dobbiamo rifiutare l’isolamento, la separazione: la Sardegna ha bisogno di scelte dure, difficili. Occorre un consenso ampio per poterle realizzare.
Dobbiamo difendere l’identità culturale del sovranismo che rappresentiamo. Noi dobbiamo condurre la Sardegna fuori dalle secche dell’autonomismo e dai danni psicologici  e culturali che questo ha comportato. Noi dobbiamo proporre una Sardegna che ragiona da oggi ‘come se’ fosse uno Stato: dobbiamo educare a questa possibilità e a questa intelligente speranza.
Avere idee e percorsi chiari significa andare avanti ordinati, come stiamo facendo. Non facciamoci intimorire né dalle furbizie delle redazioni né dal disordine imperante: avanti con ordine e testa sul collo, il futuro ci premierà.
Manzoni era un riformista, ma anche un conservatore. Dovendo rappresentare da un lato come un riformista accorto deve muoversi nei contesti di pericoloso disordine, e dall’altro volendo dire che il suddetto riformista dovrebbe imitare i conservatori accorti e esperti, racconta che il cavaliere Ferrer, mentre la sua carrozza attraversava la folla inferocita, si raccomandava al suo cocchiere dicendo: “Adelante, Pedro, con juicio”, cioè: “Procedi, Pietro, ma con attenzione”; lo stesso Pedro a cui prima aveva raccomandato di essere rapido (presto) ma sempre con attenzione.
Manzoni non è propriamente un punto di riferimento attuale, ma questa frase calza: andiamo avanti decisi e sicuri, organizzati, attenti, competenti, per nessuna ragione pregiudizialmente ostili a chicchessia, ma capaci e pronti per una sana competizione sulle idee e sulle persone.

3 Commenti

  • “Noi dobbiamo proporre una Sardegna che ragiona da oggi ‘come se’ fosse uno Stato: dobbiamo educare a questa possibilità e a questa intelligente speranza”.
    Un ottimo slogan……… ma molto più di uno slogan!
    Forza Paris

  • Edmondo Costa

    È un momento molto importante nel quale diventano necessarie decisioni meditate ma coraggiose, ben valutando la posizione degli avversari.
    La partecipazione, o il tentativo di partecipazione, alle primarie del centro sinistra, è un atto coraggioso.
    Significa soprattutto entrare in conflitto con amici Sardi e Sardisti che escludono qualsiasi tipo di contatto con il partiti nazionali.
    Sentimentalmente sono d’accordo con loro, politicamnte no.
    Credo che la politica debba manifestarsi soprattutto nell’attenta valutazione delle condizioni del momento e nel prendere le decisioni che, pur con gradualità, portino al raggungimento dei nostri più alti e pressanti obiettivi comuni.
    Far diventare la Sardegna Stato vale un accordo programmatico con qualche componente politica nazionale che riconosca la legittimità del nostro percorso verso la sovranità della Sardegna?
    Se esiste questo riconoscimento, perché rinunciare in partenza, per motivi soltanto ideologici, pur leciti, a tentare di diventare parte importante e risolutiva della politica regionale?
    Seguire la strada degli accordi più ampi rende ancora più importante la selezione e l’individuazione delle vere competenze esistenti, spesso non note all’attuale classe poltitica regionale.
    Senza vere competenze non possono esistere progetti e programmi risolventi; nella migliore delle ipotesi, rimarrà tutto com’è oggi.
    Una tragedia in atto, non solo annunciata.
    Perciò, in tempi brevissimi, dobbiamo tutti fare un grande sforzo per trovare il modo, che esiste, di individuare e coinvolgere quelle forze con alta capacità professionale che la Sardegna ha.
    Vi pare possibile che nè l’Assessore all’Agricoltura, né tutto il settore tecncico amministrativo dell’assessorato, a partire dai direttori generali, non conoscano i più qualificati esperti zootecnici operanti in campo regionale e nazionale, privati e pubblici, estremamente noti ed apprezzati da tutti gli addetti al settore, tecnici ed allevatori?
    Come mai queste persone, chiamate anche fuori dei confini regionali e nazionali, non sono state mai coinvolte per cercare di risolvere almento uno dei più gravi problemi della Sardegna?
    Risposta: perché i nostri politici e le amministrazioni non li conoscono.
    Una cosa è certa: se non si conoscono e coinvolgono queste persone, non ci sarà mai la possibilità di risolvere una crisi che dura da anni e che si aggraverà sempre più con il passare del tempo.
    Perciò, Paolo, uniamo le forze, facciamo venire alla luce le grandi competenze esistenti di ogni settore produttivo prioritatrio (trasporti, turismo, agricoltura, allevamenti agro-alimentare, ambiente, burocrazia).
    È il momento buono per una grande svolta?
    Facciamo in modo che lo sia!
    Perciò, avanti decisi, con spirito pioneristico, con grinta, coraggio, creatività e competenza, con l’attenzione di chi ha grande coraggio e grandi obiettivi, ma conosce le difficoltà enormi da superare.

  • Renato Orrù orsimomossa

    … FORTZA PARIS …con GRINTA e CORAGGIO …

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