A proposito di province: chi campa chi; chi può realmente cambiare le cose

6 luglio 2010 22:3419 commentiViews: 10

005Si fa un gran parlare di province: quelle vere e quelle finte. Un po’ di conti: lo Stato ha trasferito nel 2008 alle province sarde 48.319.000 di euro; la Regione sarda 285.235.000 euro. Lo Stato ha trasferito, sempre nel 2008, ai comuni 416.591.255 di euro; la Regione 1.221.409.429 di euro.  A proposito di indipendenza…. e di possibilità reale di cambiare il sistema degli enti locali.

19 Commenti

  • Piero, grazie per il distinguo tra Barigadu e Montiferru (potrai mai perdonarmi?). Si, è probabile che ci siano molti “pensionati” stranieri, ma ti assicuro che ho visto tanti stranieri (soprattutto tante) in età fertile….e anche bambini olandesi che tifavano per la partita. Magari questi ultimi vengono per un mese, ma è già tanto.
    Non sono esterofilo, ma conosco un pò il mondo, tanto prima o poi dovremo farci i conti a Cagliari come a Sennairolo, Osidda, Talana, Pau o Mandas.

    D’accordo sul Sindaco e segretario intercomunale. Si ero un pò fuori rotta, ma era un volo a vista VFR: il panorama era splendido e mi ha distratto…

  • Confermo l’appuntamento con Bachisio Morittu per oggi, giovedì 08 luglio alle ore 18.30, c/o la sede della federazione di Cagliari in piazza Repubblica.

  • Per Marta, il tuo è il solito ragionamento che fa chi non ha idea di come stanno realmente le “cose economiche” in questo paese Italia.
    Non te faccio una colpa, in quanto se un ex Ministro delle Finanze (senza fare un ex sindacalista) non sapeva qual’era il regime fiscale ed i benefici di cui godevano i (suoi) cittani italiani acquistando i (suoi) titoli di Stato, BOT e CCT (rispose, a precisa domanda, che di queste cose si occupavano i suoi funzionari, una vergogna visto che l’argomento è trattato un qualunque corso di economia di scuola secondaria, anche negli istituti professionali), vista la disinformazione diffusa sembra più che normale(ma non lo è per nulla) che chiunque altro abbia sono un’idea fumosa e offuscata di come funzionano e stanno le “cose economiche” in Italia.
    La questione delle Pensioni, dei contributi etcc, la possiamo riallacciare al sentire diffuso degli introiti dello Stato, che da ciò che appare sui media sembra che tutti gli incassi derivino dalla denuncia dei redditi, non si parla d’altro che di denuncie dei redditi scandalose etc. eppure il gettito legato al reddito ammonta a meno di 200 miliardi di euro, mentre le spese statali superano i 750 miliardi di euro all’anno, ed allora ci si accorge che gli incassi non legati al redditto sono oltre i 2/3 del totale.
    Relativamente alle Pensioni, la tua affermazione è a dir poco fuorviante, praticamente dai per scontato che nel resto d’Italia, l’Inps incassa contributi che in parte trasferisce in Sardegna.
    Se si vuole trattare un argomento i dati, per ottenere una soluzione corretta, vanno inseriti totalmente altrimenti si fa confusione ed il solito ministrone dove i furbi sguazzano, ridendo alle spalle dei poveri “pocos locos y mal unidos”, maledizione che purtroppo sguazza nell’ignoranza.

    A questa terra di Sardegna serve una cosa su tutte, “Conoscenza”.

    Dice unh vecchio proverbio sardo ” ch’ini non isciri e cumpungiu de ch’ini no biri”, praticamente chi non sa è come un cieco.

    Credo sia tempo di ridare la vista al popolo della Sardegna.

    Fortza Paris

  • Piero Atzori

    QNH1000, il Barigadu (zona storica oltre il Tirso rispetto all’Ocier) comprende Bidonì, Ardauli, Nughedu S.Vittoria, Neoneli, Sorradile, Busachi, Ula Tirso. Sennariolo è invece nel Montiferru. L’aereo che guidi è dunque fuori rotta, è giusta solo la quota s.l.m.m.. A parte questo, è molto interessante il fatto della buona conduzione di questo minuscolo Comune. Resta il fatto che Inglesi, Francesi e Olandesi saranno a occhio e croce dei ricchi pensionati. Servirebbe, ripeto, un incremento di giovani donne in età fertile… per salvare Sennariolo, altrimenti basterebbe e avanzerebbe un sindaco tra Scano, Sennariolo e alcuni altri centri limitrofi. Scusate la digressione.

  • Colpo Grosso

    D’accordissimo con chi chiede che “i numeri” siano contestualizzati e pubblicizzati.
    Di “Marta” penso ce ne siano quasi una per ogni casa sarda.

    Fuori tema: ma per la Tirrenia non si può fare nulla? Dobbiamo davvero lasciare che vada nelle mani della Regione Sicilia?

  • Francesco Sanfilippo

    @Marta le pensioni in riscossione si riferiscono a versamenti già effettuati nelle casse Italiane, sono semplicemente dovuti in ogni caso, niente di diverso da quelle riscosse per aver lavorato in altri stati da i tanti ex emigrati.
    In ogni caso la sproporzione tra pensioni e versamenti è ormai riferibile a tutta l’italia non solo alla Sardegna.

  • Paolo, è quantomai necessario organizzare un incontro per illustrare a quanti sono scettici la situazione economica e i flussi di cassa da e per lo Stato Italiano, unitamente ai dati relativi alla popolazione residente, fluttuante e turistica, la consuntivazione delle perdite da servitù e potenziali entrate fiscali in un contesto indipendente.

  • Sui soldi ai paesini concordo pienamente: domenica scorsa ho visitato Sennariolo, vicino a Cuglieri, (nel Barigadu) un piccolissimo comune con circa 130 abitanti di cui almeno il 30% inglesi, francesi e olandesi che hanno comprato le casette del posto. Un paesino pulito bello e silenzioso. Condannato a morte in termini demografici indigeni ma tenuto in vita da “instranzos”, e con un’amministrazione che ha speso (bene) i soldi pubblici per stradine, murales, giardinetti, fontane, praticelli e campetti da tennis.
    Per Orru Renato: il QNH per convenzione internazionale indica la pressione atmosferica riferita al livello del mare. Quando volo, devo regolare l’altimetro sul QNH locale. Cosi’ capisco quanta distanza c’è tra me è il suolo e così evito di schiantarmi.
    E’ lo stesso concetto per cui se, ad esempio, taglio troppo la Sanità regionale finisce che i malati vanno altrove, ma il costo resta qui. Oppure passano a miglior vita.

    Due notizie. La prima: ieri l’OCSE ha confermato che i dati sulla disoccupazione sono i peggiori dal 1945. Sempre ieri, in Ogliastra, il colosso della nautica Azimuth ha sbaraccato anche gli uffici di rappresentanza. Addio polo nautico. Non saprei se sorridere o incazzarmi leggendo di qualcuno che vorrebbe il rilancio della cartiera. Una supplica all’assessore Liori: imponga alle ASL la creazione di una graduatoria per dotare alcuni comuni oltre che del medico, anche dell’accabbadora di base e che qualcuno le fornisca ogni mattina una rassegna stampa dei principali quotidiani e blog locali.

    Buona giornata

  • Beh, i costi fissi non li leggi nel bilancio perchè il conto economico è scalare per natura,
    la cassa è frutto non di flussi economici bensì di flussi monetari,
    le signore Marta sono in buone mani…
    fortza paris

  • Orrù Renato or Simonmossa

    Scusate , ma con questo metodo, è molto difficile capirsi tra “addetti ai lavori” ed il resto del mondo…. e credo sopratutto tra gli addetti .
    Avrei bisogno se fosse possibile, di un documento ufficiale e veritiero
    dove si possano leggere, così come si può fare in un bilancio di una SPA, i costi fissi in un dato momento ( o meglio in più anni ), come variano i flussi economici (cassa ), come stanno i nostri conti, chi versa a chi ,ecc. ecc…. e sarebbe più facile trovare i rami secchi o infruttuosi.
    Questo ci permetterà di capire e spiegare al resto del mondo cosa possiamo e vogliamo fare, altrimenti le signore Marta che si preoccupano da chi e come verrà pagata la propria sudata pensione ( sempre che non la facciamo lavorare sin che campa) baratteranno sempre la propria indipendenza e libertà per un piatto di lenticchie scotte.
    Per QNH1000….. ma sei un virus ? non sarai mica contagioso ?
    saluti a tutti
    R.

  • Io aggiungerei soltanto che il “proposito di indipendenza” non debba focalizarsi sulla… possibilità reale di cambiare il sistema degli enti locali, ma debba mirare al sistema “nazionale”. Uno Stato Sardo non si può costruire cambiando Province, Comuni o chi le finanzia, bensì “traslando” i loro territori dal controllo del potere centrale … dove volano le aquile!!!!

  • Piero Atzori

    A differenza di Efisio Pilleri, a me sembra di perseguire gli interessi dell’isola, in prospettiva indipendentista, se chiedo anch’io l’abolizione delle province. Intanto, l’abolizione delle province e, aggiungo, delle prefetture, faceva parte della cultura sardista fin dagli inizi, poi, se è vero che almeno i due terzi di ciò che le province incamerano non va a beneficio dei cittadini, ma in spese di apparato, non capisco gli scrupoli nel volerle salvare. A meno che non si vogliano continuare a garantire poltrone ai trombati, nell’interesse loro e dei loro partiti. Se moltissimi sardi hanno disertato le urne forse è perché si sono accorti che le province non funzionano per quanto spendono. Secondo me destrutturare il sistema politico per ricostruirlo a nostro genio dovrebbe rientrare tra gli obiettivi di un partito che punta all’indipendenza.
    Se vogliamo prendere in mano le nostre sorti non basta cambiare il nome delle province in Judicati (che poi erano quattro, non otto), il che è antistorico in quanto i Giudici erano dei Re e noi siamo ormai repubblicani. Occorrerebbe invece dare vita a organismi agili, senza spese di apparato, come consorzi di comuni per zone storiche (Planargia, il Meilogu, il Marghine, il Monteacuto, il Montiferru, l’Ocier, il Barigadu, ecc.)

    Che senso ha poi garantire il sindaco e il segretario comunale a Comuni con 200-300 abitanti? Per salvarli? Per salvare i piccoli comuni occorre far nascere bambini, ma in numero tale che non rimangano soli con i nonni. Dunque per lasciare la poltrona al sindaco in uno di questi comuni dovremmo chiedergli di essere molto prolifico, ma non basta, dovremmo aiutarlo a ripetere un ratto, se non di sabine, di bionde dell’est, le più graziose possibile, per rinnovare il patrimonio genetico.
    A parte gli scherzi, può darsi il caso che un paese piccolo sia più curato se i denari vanno in strade e servizi ai cittadini, più che in stipendio a sindaco e segretario che vengono da fuori.

    Tornando alle Province, Paolo Maninchedda potrebbe dirci oltre a quanto ricevono da Stato e Regione, quanto le nostre Province spendono e quali sono gli importi delle varie voci di spesa?
    Vorrei poter valutare se la gestione delle stesse è quella del buon padre di famiglia, in un momento in cui i nostri figli non hanno più chance di trovare lavoro dignitoso.

    Per concludere, direi che se si vuole fronteggiare il centralismo romano e persino cagliaritano con successo, l’ente spendaccione che ha nome Provincia, non è uno strumento idoneo.

  • Oltre alle nuove e utilissime province, perchè non facciamo anche le circoscrizioni di pianerottolo, i dipartimenti dei sottotetti e magari la lega anseatica dei soggiorni e i marchesati dei disimpegni nei singoli appartamenti?

    Se poi, ad esempio, uno di Nuoro si sposa con una di Mamoiada, oppure di Bortigali, al fine di rispettare le relative e vitali differenza socioculturalisi si deve tracciare un fossato ricolmo d’acqua e caimani all’interno dell’appartamento?

    Infine, nel rispetto delle individualità culturali, conosco tanti che quando parlano non si mettono d’accordo con se stessi. Serve subito un rimpasto dei neuroni, seguito da una netta posizione nei confronti dell’apparato gastro-intestinale che continua a a dire” A fora s’istranzu!”

    E c’è poco da ridere…..se andiamo avanti così….

  • Paolo Maninchedda

    Per Marta. Le pensioni che vengono pagate dall’Inps si riferiscono a chi ha versato i suoi contributi; il welfare è una cosa a parte, che anche nello schema leghista non entra nel computo del federalismo fiscale, diversamente la Cassa integrazione e la mobilità renderebbero il conto delle regioni del Nord molto meno virtuosi di quanto appaiono.

  • Efis Pilleri

    È assurdo che la cultura sardista si faccia coinvolgere nella polemica sulle province basata sugli argomenti del centralismo e del colonialismo italiano.
    Le province, anche nel sistema italiano, sono un’articolazione intermedia di governo del territorio assolutamente necessaria tra la dimensione dei comuni, particolarmente di quelli piccoli, e la dimensione delle regioni. Articolazioni simili sono presenti e funzionanti in tutti le regioni d’Europa da quelle francesi a quelle inglesi, ai lander tedeschi fino agli stati di più recente autonomia come la Slovakia che su una superficie circa il doppio della Sardegna e per 5.400.000 abitanti è suddivisa in otto regioni interne e ben 78 circoscrizioni amministrative.
    Le otto province sarde, per le quali, a mio avviso, dovremo ripristinare subito il nome storico di Judicati, costituiscono l’articolazione interna della Nazione Sarda. Quelle meno densamente abitate hanno esigenze di governo del territorio diverse ma non certo inferiori alle altre.
    È semplicemente offensivo che noi accettiamo anche di discutere argomentazioni di abolizione o ridimensionamento proposte dal centralismo italiano e/o sardo (da Tremonti a Di Pietro, da Soru a Capellacci passando per Fantola per finire addirittura a Beppe Grillo).
    Se risparmio (molto più elevato) s’ha da realizzare, in tempi in cui si blatera a sproposito di federalismo, si cominci dall’abolizione delle sentinelle del centralismo, a cominciare dalle prefetture, continuando con le soprintendenze per chiudere con le questure, tutte funzioni che possono essere in capo alla regione ed alle sue articolazioni territoriali, come avviene nelle più avanzate autonomie europee.

  • Eccone altre,

    L’INPS in Sardegna nel 2009 ha pagato poco più di 4 Miliardi di Euro per pensioni indennità di disoccupazione cassa integrazione ecc.

    3 miliardi e 200 milioni sono quote obbligatorie su pensioni ecc.
    Abbiamo poco più di 500 mila pensionati, un terzo della popolazione.

    La Sardegna Versa nel 2009 1.756.000.000, abbastanza poco rispetto a quello che riceviamo dall’Imps..

    E qui L’indipendenza dove la mettiamo?

    Rinunciamo ai pagamenti Inps???, pare che lo stato ci metta di proprio poco più di due miliardi.

    Il dati che ho riportato li ha enunciati l’altro ieri il direttore regionale inps su sardegna 1 nel corso di un intervista.

    Non la vedo bene io l’indipendenza senza soldi….

  • Ecco allora ad esempio alcune altre cifre da destinare alla provincia Autonoma di Bolzano attribuite ai sensi della Legge Finanziaria 2010

    ” …….
    Art. 112. L’onere a carico dello Stato per il rimborso delle funzioni delegate in materia di viabilita’ statale, motorizzazione civile, collocamento al lavoro, catasto e opere idrauliche e’ stabilito nell’importo di 50 milioni di euro annui per ciascuna provincia autonoma per gli anni 2003 e successivi ed e’ erogato nella stessa misura annua a decorrere dall’anno 2010.
    Art. 113. Il rimborso dovuto alla provincia autonoma di Bolzano per l’esercizio della delega in materia di ordinamento scolastico prevista dal decreto legislativo 24 luglio 1996, n. 434, per gli anni 2010 e successivi e’ determinato e corrisposto in 250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2010. Le spettanze relative agli anni dal 2000 al 2005 sono determinate nell’importo gia’ concordato e quelle per gli anni dal 2006 al 2009 sono definite entro l’anno 2010. Tali spettanze arretrate a tutto l’anno 2009 sono corrisposte nell’importo di 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2010.”

  • Le cifre fornite, non ho dubbi, sono vere e si commentano da sole circa il tasso di dipendenza della Sardegna dall’Italia. Danno altresì una visione plastica della falsa propaganda che indica la Sardegna alla deriva in caso di rottura degli ormeggi che la ancorano alla terra (mal)ferma Italia. C’è da chiedersi da dove tira fuori i numeri l’ex Sottosegretario al tesoro e oggi, salvo errore, membro del CNEL (un buen ritiro!). Gli chiederei anche che cosa ha fatto, da sottosegretario, per interrompere il “furto” ai danni della Sardegna perpetrato nei minori trasferimenti dovuti per Statuto. Questo la gente non lo sa, o forse ha la memoria corta, e sua eccellenza Sig. sottosegretario ne approfitta e quella informazione,quei numeri non li fornisce perchè anche lui complice politico.Naturalmente ama la Sardegna!
    Ora però non posso non interrogarmi se noi cittadini ci siamo accorti del trasferimento (in un esercizio e così di anno in anno) di queste somme agli Enti locali che ripeto in lire.
    Province: 646 miliardi;
    Comuni: 3.171 miliardi.
    No, non ce ne siamo accorti perchè beneficiari altri e non i cittadini. Questa la cancrena che farebbe fallire l’indipendenza e non certo i numeri che l’ex sottosegretario si perita di dare di convengno in convengno (quando si dice dà i numeri!)
    A questo i sardisti debbono opporsi con tutte le loro forze di analisi, di studio e di azione politica.

    P.S.
    Lunedì 5 c.m. si è insediato il Consiglio Provinciale di Sassari che ha provveduto alla elezione del Presidente del Consiglio. Bene, non lo avete letto sui giornali, al terzo scrutinio ai voti del centro sinistra si è aggiunto (lo dicono male lingue informate) anche il voto di IRS rappresentato dal suo Presidente Gavino Sale che poi ha concionato con il solito ardore (in)dipendente. Però mai accordi con i partiti italiani (alla luce del sole)!

  • Salvatore C.

    Questi numeri sono talmente diverse ed in contrasto con le convinzioni dell’immaginario collettivo, che sarebbe il caso che si facesse un quadro generale di quelle che sono le fonti di entrata delle casse regionali.
    Mi sembra un punto molto importante perchè ho idea che non solo il comune cittadino come sono io, ma anche molti politici, compresi molti consiglieri regionaliignorano questi elementi, anzi sono convinti esattamente del contrario.
    Ricordo che nel 1994, quando mi sono avvicinato alla politica, il leader di allora iniziava tutti i discorsi predendo in mano una banconota da mille lire, ne piegava una striscia molto piccola ed indicandola diceva: questo è il reddito della nostra regione confrontato con quanto proviene dallo stato.
    Sono sicuro che la maggior parte delle persono sia convinta in tal senso.
    E’ tempo di iniziare una campagna di informazione capillare per far conoscere come stanno le cose, e quale migliore fonte del presidente la commissione finanze della regione?
    Molti stenteranno a crederci, come pochissimi conoscono la mozione sull’indipendenza, della quale moltissimi parlano con scetticismo.
    Insisto molto sulla necessità di una campagna di informazione per entrambi questi argomenti, una campagna che deve vedere impegnati ciascuno di noi, a diffondere il più possibile queste notizie a cominciare dai nostri amici e conoscenti e così via con un crescendo esponenziale.
    Non poniamo tempo in mezzo, il 7 settembre è vicinissimo.
    Noi siamo pronti, dateci questi numeri e sapremo fare la nostra parte di informazione.
    FORZA PARIS

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