Economia

Vedi altri articoli →

Tutte le notizie

Su Oliena un castello di menzogne

6 aprile 2017 08:374 commenti
Su Oliena un castello di menzogne

di Paolo Maninchedda
Leggo oggi sul giornale di trivelle a Su Cologone e di appelli al confronto e alle scelte condivise.
In giornata verrà divulgato un comunicato ufficiale dell’Assessorato, ma sin d’ora mi preme dire che se c’è qualcuno che si è sottratto costantemente al confronto pubblico sul tema della valorizzazione e utilizzo dell’importante risorsa idrica e ambientale di Su Gologone nell’intero areale compreso tra Oliena, Dorgali e Orosei, questo non è certamente il sottoscritto. Ci sono riunioni, e verbali di riunioni, che attestano chi era presente e chi no, che dicono chi accetta il piacere e la responsabilità della fratellanza tra sardi e chi no.
Se c’è qualcuno che ha sempre detto di essere molto restio a spostare una sola pietra nella delicatissima area dove oggi avviene il prelievo dell’acqua, in condizioni non ottimali né sul piano ambientale né sul piano funzionale, questo è il sottoscritto.
Se c’è qualcuno che prima di fare qualsiasi cosa ha preteso, sostenuto dalla competenza e dalla passione dei tecnici del Genio Civile, un approfondito studio, mai fatto prima, delle nostre risorse idriche sotterraneee, questo è il sottoscritto.
Se c’è qualcuno che prima di fare qualsiasi cosa, compreso lo studio in corso, ha rispettato tutte le procedure di legge anche semplicemente per misurare una portata, questo è il sottoscritto insieme ai tecnici del Genio Civile. Attualmente è solo in corso uno studio, come è in corso lo studio di Fruncu ‘e Oche per Siniscola; attualmente è solo in corso il primo studio scientifico mai fatto e viene condotto non secondo procedure politiche, ma secondo tecniche e procedure previste dai protocolli scientifici e dalle leggi di tutela e di intervento. (…) O si vuole che continui la maledizione ottocentesca per cui i Sardi si raccontano tra loro favole e poi deve arrivare il solito tedesco o il solito piemontese a dire quanto è alto un monte, quanto è profonda una caverna, quanto è la portata di una fonte? Continua

Leggi tutto ›

O si ama e si lotta o si perde

5 aprile 2017 07:372 commenti
O si ama e si lotta o si perde

di Paolo Maninchedda
Ciclicamente i sardi si scontrano con l’Anas.
Personalmente sono in competizione permanente; non ciclica, permanente.
Mi chiedo però se il rapporto tra i sardi e l’Anas non sia emblematico di un modo di essere della cultura politica sarda, quel modo di essere che io definisco ‘autonomista’ e che è un fatto sì culturale, ma anche emotivo, simbolico e di conseguenza politico.
L’altro giorno Franciscu Sedda, nel corso di un seminario con i colleghi universitari corsi, che si è svolto nell’aula magna dell’Università di Cagliari, ha raccontato un piccolo aneddoto. In occasione di una rievocazione in piazza della battaglia di Sanluri, svoltasi il 30 giugno 1409 tra i catalani e i sardo-arborensi, gli attori ergevano le bandiere degli eserciti contrapposti. I catalano aragonesi avevano i quattro mori e i pali giallorossi, i sardi l’albero verde in campo bianco dell’Arborea. Franciscu ha raccontato che gli si avvicinò una signora di Sanluri che, incerta su chi tifare andò a istinto e disse: «Ben fatto a questi maledetti oristanesi».
Continua

Leggi tutto ›

In Italia o è bianco o è nero, mai che ci sia un interesse al colore vero

27 marzo 2017 07:560 commenti
In Italia o è bianco o è nero, mai che ci sia un interesse al colore vero

di Paolo Maninchedda
La grande ignoranza‘, non ‘La grande bellezza‘, questo è il miglior titolo per l’Italia.
Abbiamo dovuto sorbirci un triduo europeo fatto con toni, contenuti e metodi tutt’altro che europei e occidentali. Abbiamo avuto cronache, analisi e sermoni senza contraddittorio ispirati alla concezione del potere e dell’individuo tipici dell’est del mondo, tipici di quell’oriente che non capisce il liberalismo e il libertarismo (lo chiamo così, ma il suo vero nome è ‘libertinismo’, purtoppo questo nome è stato massacrato da tutti i moralismi e degradato a dissolutezza sessuale, ma in origine non era così) europei.
Come al solito, in Italia o è bianco o è nero, mai che ci sia un interesse al colore vero. (…) Nessuno, dico nessuno, che abbia posto il problema principe in Europa, costitutivo della nostra cultura: come rafforzare le libertà individuali e rendere efficienti gli Stati? La strada è l’educazione, è la cultura, ossia la coerenza dei comportamenti e delle scelte non indotte da una burocrazia posta a presidiare un ordinamento giuridico pesantissimo e opprimente, ma determinate da comuni valori, da comuni convinzioni.
Tuttavia, in questi tre giorni, i sardi hanno potuto vedere plasticamente come l’Europa può essere anche la patria della loro sovranità: Malta presiede il Consiglio dell’UE fino al giugno 2017. Non è una questione di dimensioni, ma di diritti.

Leggi tutto ›

Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

23 marzo 2017 07:591 commento
Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

di Paolo Maninchedda
Inutile, totalmente inutile cercare la verità sui giornali. Questa malattia della sermonellosi ormai ha colpito tutti ed è associata alla scrupolopenia.
In sostanza, l’urgenza di dire qualcosa porta a sermonellare sulle balle (vedi le bombe a Olbia oggi sulla Nuova); il fastidio dei fatti (noto in medicina con il nome ‘E mi viene un malumore‘ ogni volta che la Regione raggiunge un risultato) porta la notizia di Capoterra a pagina 26 dell’Unione Sarda (….)

Leggi tutto ›

Prefetti, stadi e lavori pubblici. Post scriptum: avviata la procedura di aggiornamento del prezziario regionale

21 marzo 2017 07:250 commenti
Prefetti, stadi e lavori pubblici. Post scriptum: avviata la procedura di aggiornamento del prezziario regionale

di Paolo Maninchedda
Era il 14 marzo quando comunicai alla Giunta regionale che gli uffici del Genio Civile non avevano ricevuto ancora i progetti dello stadio provvisorio del Sant’Elia di Cagliari.
Oggi L’Unione Sarda ricorda che i tempi per l’approvazione dei progetti e l’inizio dei lavori sono, a detta della società, molto stretti, addirittura si parla del 9 aprile, e che la società sarebbe allarmata dal fatto che la stampa abbia dato notizia della mia comunicazione alla Giunta.
Io e i dirigenti del mio assessorato abbiamo già vissuto questa situazione, quando il Cagliari di Cellino doveva tornare a giocare al Sant’Elia e venimmo convocati dall’allora prefetto, il mitico dott. Giuffrida, col quale ci scorticammo un po’ su due temi: lo stadio, appunto, e la SS 131 (ritenuta dal comitato per l’ordine pubblico di allora non pericolosa, benché interrotta al km 40, dove poco dopo si ebbe una delle più spettacolari rapine ai portavalori che la storia del crimine sardo ricordi). Nessuno vuole rallentare alcunché. Però non si può pretendere, in questa materia, che si mettano i timbri in fretta e a occhi chiusi.
Seconda e ultima notizia: finalmente siamo riusciti ad avviare le procedure per l’aggiornamento del prezziario regionale. Ecco il link.

Leggi tutto ›

Il tempo degli uomini vuoti

20 marzo 2017 07:290 commenti
Il tempo degli uomini vuoti

di Paolo Maninchedda
Non ho scritto per diversi giorni per fare fino in fondo un esercizio che da tempo, ormai, fanno in pochi: ascoltare.
Oggi più di ieri, poi, è possibile ascoltare attraverso i secoli e leggere ciò che altri hanno detto e continuano a dire prima di noi ma anche per noi.
Ebbene, a stare molto in silenzio si scopre che le voci più profonde vengono dal passato, le urla più strazianti dal presente.
Detto in altri termini: l’urgenza dei problemi attuali non trova nella contemporaneità soluzioni credibili e visioni convincenti, mentre, se si guarda indietro, si scopre che le posizioni di persone profonde e vagliate dalla fatica di vivere nel passato risultano essere utili e efficaci.
(..) Ma la profondità politica è altra cosa. È serietà e convinzione; è umanità; è fatica; è determinazione; è dedizione; è amore fino al sacrificio.
In fin dei conti, ciò che rende superficiale e gaglioffa questa fase politico-culturale della vicenda politica sarda, che addirittura ha indotto taluni a rompere gli indugi e a scivolare nell’odio piuttosto che nella distinzione motivata, è proprio l’assenza di disponibilità al sacrificio.
Le parole che non hanno dietro – e si vede subito – profondità spirituale, non hanno dietro la disponibilità al sacrificio per gli altri, e quindi sono inutili per la costruzione della nostra felicità civile.
Ecco, la mia amarezza, molto profonda, è che siamo pieni di parole vuote e di uomini persi dentro attivismi inconcludenti. Siamo circondati dagli uomini vuoti e impagliati di Eliot.

Leggi tutto ›

E ci risiamo con le balle d’acqua

15 marzo 2017 07:361 commento
E ci risiamo con le balle d’acqua

di Paolo Maninchedda
Oggi leggo l’ennesimo articolo dell’Unione Sarda sulle riserve idriche della Sardegna, fondato unilateralmente sul punto di vista di alcuni rappresentanti della Coldiretti e sulle dichiarazioni di alcuni presidenti di Consorzi di Bonifica.
Sentire il Distretto idrografico? Ma quando mai!
Sentire l’Enas? Ma no, assolutamente no, e se per caso li si sente, sempre il giorno dopo, in replica confermante confermata, manipolante manipolata. (…)Poi ci sono gli irresponsabili; gli irresponsabili sono quelli che vorrebbero che i dirigenti regionali dell’Enas invasassero acqua nella diga di Maccheronis oltre il limite stabilito dall’Ufficio dighe. Su Maccheronis questa gente sta giocando col fuoco e con la pazienza delle persone.
Poi ci sono le pessime abitudini di utilizzo dell’acqua nei campi come la si utilizzava secoli fa. Poi ci sono i prezzi da pagare per la follia delle energie rinnovabili fatte con le biomasse coltivate in irriguo, con consumi idrici paurosi.

Leggi tutto ›

Oristano: nuovi progetti contro vecchi nomi e vecchie abitudini

14 marzo 2017 07:361 commento
Oristano: nuovi progetti contro vecchi nomi e vecchie abitudini

di Augusto Cherchi
I giornali a Oristano non distribuiscono informazione, ma sussurri di corridoio e facili giudizi da bar; non di quelli innocui, però, piuttosto di quelli inoculati direttamente nelle vene degli elettori, quelli costruiti da una parte politica contro l’altra e veicolati come giudizi terzi e imparziali. Si parla di noi ma non c’è un giornalista che chiami noi direttamente per sapere che cosa pensiamo. Io capisco che ci si tema perché stiamo facendo una lista tutta di persone per bene, nuove, attive, pacifiche. Capisco che si voglia un po’ sporcare la nostra immagine, ma noi ci togliamo di dosso la fuliggine che gli altri ci sparano contro e andiamo avanti. Mai siamo stati e saremo fermati dalle maldicenze o dall’ignoranza politica.
(…) Se si vuole che Oristano vada a elezioni con lo schema italiano classico, Centrodestra, contro Centrosinistra, contro Cinquestelle e contro Martinez, ci si chieda quale Oristano si immagina di costruire dopo, su quali presupposti, per quali orizzonti di sviluppo, di lavoro e di educazione. Io non so se ci si renda conto di quanto la gente sia satura di cose già viste, di piccole battaglie inutili, di beghe personali, di odi inestinguibili, di veti incomprensibili, tutti giocati sulla pelle di una città che ha bisogno di girare pagina, di sciogliere i vecchi eserciti e di fondare un’età operosa e non fondata sugli scontri di un passato ormai sterile.

Leggi tutto ›

Continua la guerra dei mutui contro le banche rapaci

13 marzo 2017 06:410 commenti
Continua la guerra dei mutui contro le banche rapaci

Pubblico di seguito un commento lasciato dalla signora Valentina su questo sito.
So perfettamente che cosa sta accadendo: le segnalazioni sulle forti resistenze del Banco di Sardegna alle rinegoziazioni si moltiplicano. In questo caso abbiamo invece la Unipol. Il problema è come combattere contro queste banche; ma che ci sia un problema serissimo con le banche in Sardegna è fuor di dubbio. Non sono un fattore dello sviluppo; hanno prevalentemente un atteggiamento rapace. Non rinegoziare i mutui se non quando è terminato il periodo di contribuzione regionale è un esempio di profonda slealtà verso le finanze pubbliche e verso i clienti, ma non è l’unico. Adesso che il sistema del pegno rotativo per il Pecorino Romano è varato (la firma in assessorato è un pro forma), il Banco di Sardegna lo vuole applicare gradualmente e a partire dai casi più semplici. Perché? Perché il Pegno costringe a presidiare i magazzini, di fatto consente una valutazione delle politiche aziendali perché il magazzino è dato a garanzia del credito e c’è chi, abituato ad avere con le banche un rapporto non regolato dall’efficienza ma dalla vicinanza, non gradisce che si applichino nuove regole.

di Valentina

Anche io, ai primi di settembre, ho fatto domanda di rinegoziazione alla Unipol, e non ho ancora ricevuto nessuna risposta; anzi… peggio, gli impiegati della banca, mi hanno detto che non potevano procedere a causa di una vertenza con la Regione.

Leggi tutto ›

Cara Unione Sarda, io non so neanche dove stia di casa lo scaricabarile

25 febbraio 2017 07:550 commenti
Cara Unione Sarda, io non so neanche dove stia di casa lo scaricabarile

di Paolo Maninchedda
Giudicate voi questa vicenda.
Il 22 ottobre 2008 Capoterra subisce una drammatica alluvione che costa la vita a sei persone.
Io divento Assessore ai Lavori Pubblici (e lo divento mio malgrado, giacché nessuno voleva i Lavori Pubblici perché avevano in ‘pancia’ Abbanoa, allora sotto giudizio del tribunale fallimentare. Preciso per la storia che le rivendicazioni del Partito dei Sardi erano gli assessorati della Cultura o delle Riforme) nel marzo del 2014.
Nel 2014, sei anni dopo gli eventi, non era stata mossa neanche una pietra, non solo a Capoterra, ma neanche a Villagrande e a Olbia.
Oggi, a tre anni dalla data del mio incarico, i lavori sulla foce del rio San Girolamo sono conclusi. (….)
L’Unione Sarda, con un titolo vergognoso e vergognosamente fazioso, chiama ‘scaricabarile’ questa volontà della Regione di non prevaricare le competenze proprie del Comune e di richiamare il Comune all’esercizio congiunto delle reciproche responsabilità? Chi sta scappando dal proprio ruolo il Comune, che evita oculatamente il confronto con i suoi cittadini, o la Regione?
L’Unione Sarda oggi fa una cosa indegna, vergognosa, irresponsabile.

Leggi tutto ›

La strategia del Partito dei Sardi e la crisi della Regione sarda

24 febbraio 2017 07:442 commenti
La strategia del Partito dei Sardi e la crisi della Regione sarda

di Paolo Maninchedda
Come pure credo abbiano fatto molto bene a far comprendere che non vi è alcun ruolo, compreso il mio, anzi, soprattutto il mio, che non venga immediatamente messo in discussione qualora si pensi di zittire il nostro punto di vista con la pesatura delle responsabilità esercitate e spesso non richieste. Noi siamo pronti a spogliarci di ogni ruolo se questo può pregiudicare il nostro punto di vista. (…) Ieri ho avuto una piacevole conversazione con Andrea Pubusa, professore e uomo politico che stimo moltissimo e non da oggi. Gigi Marotto ha poi risposto a Tonino Dessì sul tema della strategia migliore per costruire il soggetto politico della Nazione sarda, cogliendo una differenza tra la nostra strategia e la sua che a mio avviso non c’è. Il Partito dei sardi, infatti, non si pone in modo concorrenziale dentro una coalizione di partiti italiani per tentare di assumerne la guida; si pone invece di fronte ai sardi di orientamento libertario, progressista, liberal-democratico e socialista per tentare di convincerli a costruire un soggetto nazionale sardo. In buona sostanza, il Partito dei Sardi non sta dentro le frontiere che i partiti italiani hanno costruito per i sardi e cerca di crearne di nuove. Semmai, ciò che caratterizza il Partito dei sardi è che non insulta chi la pensa diversamente, non raccoglie le provocazioni, ha pazienza.

Leggi tutto ›

Agricoltura indipendentista: soldi controllati e soldi persi

22 febbraio 2017 07:111 commento
Agricoltura indipendentista: soldi controllati e soldi persi

di Paolo Maninchedda
Ieri in Giunta è stata approvata la prima – e decisiva – delibera attuativa per l’attivazione dell’organismo pagatore in agricoltura.
In sostanza, Argea, agenzia sarda, sostituirà nei pagamenti dei premi agricoli, Agea, l’agenzia italiana che paga quando ne ha voglia e secondo i suoi criteri (si pensi al costo immenso del refresh).
Noi del Partito dei Sardi abbiamo fortemente voluto questa delibera, ci abbiamo lavorato molto con i nostri tecnici esiamo soddisfatti del fatto che in silenzio, senza fuochi di artificio, siamo riusciti a portarla in porto.
Quali gli ostacoli da superare? Primo fra tutti il grande senso di inferiorità diffuso tra le forze politiche e nelle strutture amministrative. Ancora oggi vi è chi ritiene che Argea non possa assolvere a questo compito per difetti formativi dei suoi addetti. (…) Certo, bisogna lavorare moltissimo sulla formazione. Cito un esempio che non riguarda i funzionari regionali, ma i tanti addetti dei CAA aperti e operanti in tutta la Sardegna. In una delle ultime domande presentate da allevatori e agricoltori, la gran parte non ha biffato un riquadro importantissimo (perché nessuno ha detto loro di farlo) e si è così privata della possibilità di partecipare al riparto di diverse centinaia di milioni di euro.

Leggi tutto ›

La reciprocità

14 febbraio 2017 07:080 commenti
La reciprocità

di Paolo Maninchedda
Vivo questi giorni con un certo disagio perché si parla di tutto, in Sardegna e a Roma, fuorché dell’essenziale.
Noi come Partito dei Sardi abbiamo fatto della pacificità, del dialogo, della persuasione uno stile politico. Ma nelle nostre scelte etiche non c’è né il masochismo della futilità né il lusso dell’inerzia.
Ci sono problemi che attendono soluzioni e non congressi; ci sono urgenze che attendono decisioni e non scaramucce.
Direi che manca in molti una consapevolezza: imporre agli altri i propri stili significa esporsi non al dialogo ma alla reazione di sopravvivenza. Noi siamo sempre per il dialogo, ma vogliamo anche vivere e non essere sommersi da chiacchiere inutili o da scelte tutte calibrate su piccoli equilibri.

Leggi tutto ›

Il lavoro e la fatica creano futuro senza fare rumore. Con un grazie a Gigi Riva

12 febbraio 2017 09:501 commento
Il lavoro e la fatica creano futuro senza fare rumore. Con un grazie a Gigi Riva

di Paolo Maninchedda
Un giorno un editore importante mi ha detto:
«Non capisco i giornali che si trasformano in bollettini di disgrazie costanti e perduranti. Perché la gente dovrebbe comprarli?».
La mia risposta fu banale: «Perché nella Repubblica italiana più che altrove si ritiene erroneamente che faccia più rumore un albero che cade che una foresta che cresce!».
Faccio un esempio. In Sardegna qualche settimana fa è caduto un metro e mezzo di neve. Ne sono seguite polemiche accese e, bisogna dirlo, non tutte infondate. Tuttavia bisognerebbe andare a cercare un termine di paragone per verificare se noi sardi abbiamo reagito bene o male a quell’emergenza. Nei giorni scorsi New York si è bloccata per 30 centimetri di neve e ha cancellato 3000 voli di linea. I bilanci dell’efficienza sono, mutatis mutandis, a favore dell’efficienza dei sardi, ma nessuno lo ha detto o notato.
Gli organi di informazione sono precipitati nel pozzo nero del lamentismo militante pessimistico e possibilmente iperlocalistico. Bisogna andare oltre. Bisogna costruire un’etica della comunicazione che non urla, non prevarica, che fa parlare, respirare, creare. Oggi è anche impossibile fare un’intervista, perché ciò che costantemente emerge non è il punto di vista dell’intervistato ma del giornalista. Un’intervista vecchio stampo è invece questa, dedicata a Gigi Riva, grande compagno dei miei sogni di bambino. L’ultima risposta è un vademecum per le persone normali, per tutti quelli che non sono eroi ma che cercano faticosamente di comportarsi ‘benino’.

Leggi tutto ›

Quando si convoca il popolo?

9 febbraio 2017 07:140 commenti
Quando si convoca il popolo?

di Paolo Maninchedda
Mentre ieri ero impegnato, come ormai da giorni, a consultare avvocati sulla complessità della mia vita amministrativa di Assessore – l’unico senza polizza assicurativa per protesta contro i nuovi Dracula – nella Repubblica italiana (è un’attività non scritta ma che occupa molto tempo ed è titolata dai dirigenti regionali “ad culum parandum”); mentre dunque ero impegnato anche a ingoiare veleno e a mantenere la calma, in Consiglio tornava la politica con la P maiuscola.
Ieri Franco Sabatini e il nostro Gianfranco Congiu hanno discusso duramente su un tema: per che cosa si convoca il popolo?
(…)
Quando sono venuti a chiedermi se sarò candidato alla presidenza della Regione (alla scadenza di questa legislatura) io ho sempre risposto che non ero interessato a candidature in un quadro politico ordinario, cioè con le frontiere tra i partiti (e nella società) della vecchia cultura politica italiana, con le stesse immarcescibili strutture organizzative dei partiti, ma soprattutto ho sempre detto che non avrei mai accettato una candidatura che non avesse due caratteristiche: un obiettivo nazionale sardo di profondissimo e durissimo cambiamento dell’organizzazione dei poteri sardi e dei diritti e dei doveri della Sardegna; una strategia di mobilitazione nazionale della società sarda permanente per la conquista della nostra felicità civile. La strada è quella di Gandhi: autodisciplina, competenza, capacità e tanta mobilitazione. Non si diventa uno Stato senza fatica.

Leggi tutto ›