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Internet e Infernet: per non arrenderci a essere linciati. Stasera se ne parla a Macomer

12 maggio 2017 06:330 commenti
Internet e Infernet: per non arrenderci a essere linciati. Stasera se ne parla a Macomer

di Paolo Maninchedda
Oggi alle 18, nel quadro delle manifestazioni per la Mostra del Libro, aiuterò Antonello Soro, garante della Privacy della Repubblica italiana, a presentare il suo libro: Liberi e connessi.
È uno dei pochi libri pubblicati negli ultimi anni da uomini delle istituzioni che centra temi assolutamente essenziali per i diritti individuali.
Il diritto alla tutela dell’identità; il problema del processo mediatico; il cyberbullismo; gli abusi sessuali su minori in rete; le intercettazioni e i nuovi sistemi invasivi di controllo a distanza; oggi si parlerà di tutto questo nonché dell’ambiguità costante del progresso tecnologico che, come sempre, apre nuovi orizzonti e contestualmente produce nuove e più aggressive minacce. Internet e Infernet oggi saranno di fronte. Io farò la mia parte marginale, con lo spirito di chi immagina uno Stato diverso, con leggi più giuste, con amministrazioni più serie: il nostro Stato sardo che continuo a pensare come uno Stato occidentale, con poteri equilibrati, liberato dalla paura del potere e dei poteri, libertario, giusto.

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Il vizietto giornalistico di non verificare le fonti a Oristano è una malattia

10 maggio 2017 06:560 commenti
Il vizietto giornalistico di non verificare le fonti a Oristano è una malattia

di Paolo Maninchedda
Oggi L’Unione Sarda, oltre a mischiare le mele con le pere e gli gnocchi coi biscotti, come da consolidata tradizione, pubblica un articolo sulle amministrative di Oristano che sembra scritto da un dirigente (intelligente) del Pd anziché da una giornalista.
Secondo questa cronaca a fumetti, noi del Partito dei Sardi avremmo proposto al Pd di azzerare le candidature dei candidati alla carica di sindaco e il Pd avrebbe respinto l’offerta.
I fatti, invece, sono andati diversamente.
Il segretario del Pd, Giuseppe Luigi Cucca, mio amico personale, non ha chiamato me, ma ha chiamato il Presidente della Regione, chiedendogli di verificare a quali condizioni sarebbe stata possibile una ricomposizione di un’alleanza vasta a Oristano che comprendesse anche il Pd.
Il Presidente della Regione mi ha convocato e io ho trasferito il messaggio ai compagni di partito di Oristano, i quali mi hanno subito ricordato il punto di rottura col Pd: l’indisponibilità sia alle primarie che alla valutazione del nome da noi proposto su quel tavolo alla carica di sindaco. Per cui, qualora il Pd revocasse le forzature precedenti, tutti i partiti alleati avrebbero valutato positivamente lo sforzo per un candidato di sintesi di un’alleanza indipendentista e di centrosinistra.
Dopo due giorni il Pd ha comunicato che l’accordo poteva avvenire solo sul nome della loro candidata. Fine delle trasmissioni. Per sapere queste cose, sarebbe bastata una piccola telefonata di verifica, come accadeva un tempo. (CONTINUA)

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Su Oristano l’informazione latita ma il consenso aumenta

29 aprile 2017 05:500 commenti
Su Oristano l’informazione latita ma il consenso aumenta

di Paolo Maninchedda
A Oristano il Partito dei Sardi sta facendo una battaglia di libertà, di democrazia e di indipendenza.
Una persona libera e stimata, non iscritta al Partito dei Sardi ma incardinata nella cultura progressista come Anna Maria Uras si sta candidando a proporre alla città un’offerta politica divergente, non nata dalla convergenza delle convenienze ma dal coraggio, dalla competenza e dall’appello all’impegno civile rivolto alle persone dotate di autonomia, competenza e slancio verso la condizione umana.
Ovviamente che accada questo, cioè che accada un’esperienza di libertà, non risulta essere una notizia per i media tradizionali, che trattano la politica come gossip raccolto sotto la torre del giudice architetto.

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L’incoscienza autonomista. Perché è sbagliato dedicare Sa Die a Giorgio Asproni

28 aprile 2017 07:294 commenti
L’incoscienza autonomista.  Perché è sbagliato dedicare Sa Die a Giorgio Asproni

di Franciscu Sedda

  • Un italiano vero, anzi, verissimo
    “Io voglio vivere e morire italiano”.

    Così si esprimeva Giorgio Asproni nel 1852 in una lettera indirizzata da Napoli al suo amico, il canonico Giovanni Spano. Del resto fin dagli esordi del suo impegno politico e del suo ingresso nel Parlamento Subalpino nel 1848 i suoi intenti erano chiari, anzi, adamantini:

    «Mio principio massimo e primordiale è l’Unità dell’Italia a qualunque prezzo. Indi il convocamento sollecito della Costituente per stabilire un Regno vasto sopra basi le più democratiche, e restituire all’antica dignità la regina del Mondo” (8 luglio 1848). (…)»
    Ci sarebbe davvero ben poco da aggiungere alla storia di questo sardo che spende la vita per farsi più italiano degli italiani e conclude la sua esistenza a Roma – dal 1871 la tanto agognata Capitale d’Italia – dove scelse di vivere – dopo aver risieduto a Genova, Torino, Palermo, Napoli, Firenze, Milano – dove morì nel 1876. Dove tuttora giace al Verano. Dove è giusto lasciarlo. (CONTINUA)
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  • La Giunta e il Convento: come i vincoli ti rendono libero

    27 aprile 2017 06:301 commento
    La Giunta e il Convento: come i vincoli ti rendono libero

    di Paolo Maninchedda
    Lo scontro in atto con Anas mi ha consentito di ripercorrere interiormente le modalità del mio stare in Giunta.
    Non è per niente semplice stare, da nominati e non da eletti, in un governo di coalizione.
    Si deve sempre coordinare un delicato meccanismo composto dalle proprie convinzioni e dalle gerarchie di ruolo sancite dal popolo con le elezioni e dal patto elettorale sottoscritto.
    Il problema si riduce a una difficoltà: come si può essere liberi essendo legalmente e legittimamente subordinati?
    Non è solo un problema della Giunta; semmai è il problema di ogni organizzazione gerarchizzata.
    I monaci e i frati ritengono di imparare nell’obbedienza la libertà. Non ho mai capito come, se non per un aspetto: è vero che stare dentro una struttura con differenti gradi di potere, come può essere quella che regola i rapporti dello Stato italiano con la Sardegna, e starci col potere minore, porta a rafforzare la propria disciplina, la propria capacità di far bene la propria parte (CONTINUA)

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    Perché vince sempre Barabba?

    26 aprile 2017 06:301 commento
    Perché vince sempre Barabba?

    di Paolo Maninchedda
    Passata la Pasqua e letti i media e i social pieni di tutto fuorché di ciò che riguarda profondamente la nostra felicità e il nostro futuro, resta incombente la domanda: perché il popolo ha scelto Barabba? Perché il popolo tendenzialmente sceglie Barabba?
    Niente di nuovo sotto il sole. Sembra una condanna per l’uomo, ma sembra una vera costante: tutte le civiltà evolute nei momenti di maggior sviluppo vivono una fase ciclica di confronto al proprio interno nella quale conta solo la forza, gli altri valori sono ancillari.
    È importante o no aumentare la ricchezza sostenibile prodotta in Sardegna? Sì, ma è roba difficile da spiegare, non è adeguatamente barabbesca.
    È importante o no la sede legale dell’autorità portuale? Assolutamente no, come dimostra la sede dell’Asl unica che Sassari ha fortemente voluto e che adesso si svela per non essere quel grande motore di sviluppo (per il momento è motore di chiacchiere) e di potere locale che Sassari immaginava. Eppure una bella polemica sulla sede dell’autorità portuale è quanto di più barabbesco si possa pensare.
    Ovviamente, ogni male ha il suo simile simmetrico.
    Cosa c’è all’opposto del barabbismo? Il sinedrismo. (CONTINUA)

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    Resistere all’Anas

    19 aprile 2017 06:380 commenti
    Resistere all’Anas

    di Paolo Maninchedda
    L’Unione Sarda riporta alcune battute scambiate con me ieri sera sui disservizi causati da una gestione ottusa, centralistica, prepotente e insopportabile dell’Anas del patrimonio infrastrutturale e cantieristico della Sardegna.
    Mi pare che comunque tra i sardi stia maturando la consapevolezza, a tutte le latitudini politiche, che non è più ragionevole e degno far gestire il nostro sistema di trasporti a società italiane che trattano la Sardegna come una periferia della periferia, che si pavoneggiano di ogni centimetro della Sassari-Olbia aperto come se si trattasse dell’esito del loro lavoro e non del nostro, e invece si nascondono quando le strade crollano e ci vogliono anni per ripararle o quando un’impresa lavora a rilento in disprezzo della sicurezza e dell’economia. Proprio le inanimate infrastrutture testimoniano dell’urgenza di una coscienza nazionale sarda che sappia interpretare modernamente i nostri desideri e diritti di sviluppo e di felicità.
    Questo il testo della mini-intervista:

    “Tre esposti alla procura e, secondo voci per ora non confermate, un

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    Nessuna trivella a Su Gologone

    14 aprile 2017 06:303 commenti
    Nessuna trivella a Su Gologone

    di Paolo Maninchedda
    Talvolta bisogna insistere, soprattutto quando nei titoli dei giornali si continua a ripetere una grande bugia e nella pratica politica si continua a manipolare la gente senza informarla correttamente.
    Lo ripeto: nessuno, ma proprio nessuno, ha mai pensato di trivellare alcunché a Su Gologone.
    Di più: la posizione della Regione, che risulta a verbale, è stata quella che nell’area del monumento naturale non si dovesse toccare neanche una pietra.
    Ancora: la Regione ha escluso qualsiasi attività invasiva, anche di studio, non solo nell’area del monumento naturale ma anche nell’area Sic.
    Ripeto anche altre cose, perché l’unico modo per difendersi dalle manipolazioni è ripetere la verità. Nel 2015 i sindaci della Baronia hanno chiesto che si (…..)
    In questo contesto, pubblico, trasparente, aperto, antidogmatico e tutto fuorché autoritario, è successa una cosa curiosa.
    Avantieri ho scoperto di dover partecipare il prossimo 22 aprile a un convegno a Oliena su questo argomento organizzato dall’ordine dei geologi della Sardegna, che ovviamente non mi aveva minimamente interpellato.
    L’invito è arrivato ieri, per una data, il 22, per la quale io sono impossibilitato a svolgere alcuna attività per ragioni personali. Tuttavia ho pensato di mandare una lettera all’ordine dei geologi, perché penso che gli ordini professionali debbano avere un ruolo più sul versante metodologico e scientifico che su quello politico e propagandistico. La lettera è questa. (CONTINUA)

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    Su Abbanoa un petardo a scoppio ritardato e un assalto prossimo venturo

    12 aprile 2017 07:122 commenti
    Su Abbanoa un petardo a scoppio ritardato e un assalto prossimo venturo

    di Paolo Maninchedda
    Ieri l’Agcm ha pubblicato il parere su Abbanoa già notificato e divulgato due mesi fa in Sardegna. Però, la pubblicazione è stata ritenuta da un giornale su due una nuova notizia, tale da determinare l’apertura dell’Unione Sarda di oggi. Il caso merita attenzione perché spiega come funziona l’informazione nel mondo delle post verità (che è comunque un mondo dove i giornali che dopano le notizie vendono sempre di meno).
    Succede che un tempo i giornalisti andavano a verificare le notizie. Prima verifica da fare: la notizia era vecchia o nuova? Era vecchia. Quale era la novità? La pubblicazione sul bollettino dell’Agcm. In sostanza L’Unione Sarda ha dato la prima pagina e il titolo di apertura a una notizia che ha lo stesso peso della pubblicazione sul Buras di un avviso già noto e divulgato. (…) L’anno prossimo il ruolo della Regione diminuirà sensibilmente, ma occorrerà anche certificare il percorso svolto, in modo da distinguere le responsabilità da quel momento in poi. Questo triennio ha risultati misurabili a fronte di responsabilità assunte con coraggio e trasparenza. Spero che dal 2018 non si ricrei quella nebulosa di responsabilità equivoche, di passaggi del cerino, di atti di pianificazione fatti non sui numeri ma sui sentimenti, che hanno portato il Gestore nelle situazione precedente il 2014. Spero, ma temo invece che non sarà così e che si sprecherà l’azione di risanamento e di riordino, certamente dura, faticosa, imperfetta e perfettibile, che abbiamo realizzato. Tuttavia chi lo vorrà fare, chi vorrà nuovamente superare l’opportuno confine tra politica di indirizzo da un lato e gestione dall’altro, lo dovrà fare lasciando le impronte digitali, perché alla fine del processo di capitalizzazione la Regione certificherà i suoi risultati e lo stato di consistenza esistente al termine del triennio di risanamento. (CONTINUA)

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    Sulle intercettazioni si scopre finalmente il dolore personale. Le posizioni di Pignatone e di Soro

    8 aprile 2017 08:400 commenti
    Sulle intercettazioni si scopre finalmente il dolore personale. Le posizioni di Pignatone e di Soro

    di Paolo Maninchedda
    Oggi un uomo pubblico sa che il suo telefono è una sorta di telefono pubblico, c’è poco da fare.
    Non occorre essere perseguitati da alcun magistrato per essere intercettati: basta un esposto, una o più segnalazioni, una notizia sul giornale e/o una qualsiasi notitia criminis che obblighi la magistratura ad indagare.
    Mettiamo nel conto che si sa tutto di tutti e ci si metta l’anima in pace.
    Tuttavia ci sono aspetti che toccano i diritti fondamentali della persona che in Italia sono stati drammaticamente ignorati e ci sono aspetti culturali che vengono drammaticamente semplificati. (…)
    Leggere le parole usate su questo tema dal Procuratore della Repubblica di Roma Pignatone in una recente lucidissima lettera a Repubblica, mi ha aperto il cuore. Scorgere nell’impostazione culturale di un uomo dotato di così grande potere il pudore per l’intimità altrui e addirittura scoprire che nelle Procure d’Italia, in assenza di un’iniziativa del legislatore, ci si sta regolando per rendere significativo ai fini delle indagini solo ciò che realmente lo è, fa ben sperare sulla crescita della cultura giuridica della Repubblica Italiana
    A Pignatone ha fatto eco un bellissimo intervento di Antonello Soro sul Messaggero. Antonello, da tempo e in drammatica solitudine, sta cercando di sensibilizzare il mondo politico italiano sull’incidenza della Rete sulla struttura delle libertà personali e sull’intacco che essa può determinare su sfere inviolabili della natura umana e del suo statuto civile. Una volta pubblicati in rete certi atti giudiziari, letti secondo una prospettiva giustizialista, divengono eterni, definitivi, sempre rinvenibili, incidenti sui profili pubblici ma anche curricolari delle persone. (CONTINUA)

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    Su Oliena un castello di menzogne

    6 aprile 2017 08:374 commenti
    Su Oliena un castello di menzogne

    di Paolo Maninchedda
    Leggo oggi sul giornale di trivelle a Su Cologone e di appelli al confronto e alle scelte condivise.
    In giornata verrà divulgato un comunicato ufficiale dell’Assessorato, ma sin d’ora mi preme dire che se c’è qualcuno che si è sottratto costantemente al confronto pubblico sul tema della valorizzazione e utilizzo dell’importante risorsa idrica e ambientale di Su Gologone nell’intero areale compreso tra Oliena, Dorgali e Orosei, questo non è certamente il sottoscritto. Ci sono riunioni, e verbali di riunioni, che attestano chi era presente e chi no, che dicono chi accetta il piacere e la responsabilità della fratellanza tra sardi e chi no.
    Se c’è qualcuno che ha sempre detto di essere molto restio a spostare una sola pietra nella delicatissima area dove oggi avviene il prelievo dell’acqua, in condizioni non ottimali né sul piano ambientale né sul piano funzionale, questo è il sottoscritto.
    Se c’è qualcuno che prima di fare qualsiasi cosa ha preteso, sostenuto dalla competenza e dalla passione dei tecnici del Genio Civile, un approfondito studio, mai fatto prima, delle nostre risorse idriche sotterraneee, questo è il sottoscritto.
    Se c’è qualcuno che prima di fare qualsiasi cosa, compreso lo studio in corso, ha rispettato tutte le procedure di legge anche semplicemente per misurare una portata, questo è il sottoscritto insieme ai tecnici del Genio Civile. Attualmente è solo in corso uno studio, come è in corso lo studio di Fruncu ‘e Oche per Siniscola; attualmente è solo in corso il primo studio scientifico mai fatto e viene condotto non secondo procedure politiche, ma secondo tecniche e procedure previste dai protocolli scientifici e dalle leggi di tutela e di intervento. (…) O si vuole che continui la maledizione ottocentesca per cui i Sardi si raccontano tra loro favole e poi deve arrivare il solito tedesco o il solito piemontese a dire quanto è alto un monte, quanto è profonda una caverna, quanto è la portata di una fonte? Continua

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    O si ama e si lotta o si perde

    5 aprile 2017 07:372 commenti
    O si ama e si lotta o si perde

    di Paolo Maninchedda
    Ciclicamente i sardi si scontrano con l’Anas.
    Personalmente sono in competizione permanente; non ciclica, permanente.
    Mi chiedo però se il rapporto tra i sardi e l’Anas non sia emblematico di un modo di essere della cultura politica sarda, quel modo di essere che io definisco ‘autonomista’ e che è un fatto sì culturale, ma anche emotivo, simbolico e di conseguenza politico.
    L’altro giorno Franciscu Sedda, nel corso di un seminario con i colleghi universitari corsi, che si è svolto nell’aula magna dell’Università di Cagliari, ha raccontato un piccolo aneddoto. In occasione di una rievocazione in piazza della battaglia di Sanluri, svoltasi il 30 giugno 1409 tra i catalani e i sardo-arborensi, gli attori ergevano le bandiere degli eserciti contrapposti. I catalano aragonesi avevano i quattro mori e i pali giallorossi, i sardi l’albero verde in campo bianco dell’Arborea. Franciscu ha raccontato che gli si avvicinò una signora di Sanluri che, incerta su chi tifare andò a istinto e disse: «Ben fatto a questi maledetti oristanesi».
    Continua

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    In Italia o è bianco o è nero, mai che ci sia un interesse al colore vero

    27 marzo 2017 07:560 commenti
    In Italia o è bianco o è nero, mai che ci sia un interesse al colore vero

    di Paolo Maninchedda
    La grande ignoranza‘, non ‘La grande bellezza‘, questo è il miglior titolo per l’Italia.
    Abbiamo dovuto sorbirci un triduo europeo fatto con toni, contenuti e metodi tutt’altro che europei e occidentali. Abbiamo avuto cronache, analisi e sermoni senza contraddittorio ispirati alla concezione del potere e dell’individuo tipici dell’est del mondo, tipici di quell’oriente che non capisce il liberalismo e il libertarismo (lo chiamo così, ma il suo vero nome è ‘libertinismo’, purtoppo questo nome è stato massacrato da tutti i moralismi e degradato a dissolutezza sessuale, ma in origine non era così) europei.
    Come al solito, in Italia o è bianco o è nero, mai che ci sia un interesse al colore vero. (…) Nessuno, dico nessuno, che abbia posto il problema principe in Europa, costitutivo della nostra cultura: come rafforzare le libertà individuali e rendere efficienti gli Stati? La strada è l’educazione, è la cultura, ossia la coerenza dei comportamenti e delle scelte non indotte da una burocrazia posta a presidiare un ordinamento giuridico pesantissimo e opprimente, ma determinate da comuni valori, da comuni convinzioni.
    Tuttavia, in questi tre giorni, i sardi hanno potuto vedere plasticamente come l’Europa può essere anche la patria della loro sovranità: Malta presiede il Consiglio dell’UE fino al giugno 2017. Non è una questione di dimensioni, ma di diritti.

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    Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

    23 marzo 2017 07:591 commento
    Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

    di Paolo Maninchedda
    Inutile, totalmente inutile cercare la verità sui giornali. Questa malattia della sermonellosi ormai ha colpito tutti ed è associata alla scrupolopenia.
    In sostanza, l’urgenza di dire qualcosa porta a sermonellare sulle balle (vedi le bombe a Olbia oggi sulla Nuova); il fastidio dei fatti (noto in medicina con il nome ‘E mi viene un malumore‘ ogni volta che la Regione raggiunge un risultato) porta la notizia di Capoterra a pagina 26 dell’Unione Sarda (….)

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    Prefetti, stadi e lavori pubblici. Post scriptum: avviata la procedura di aggiornamento del prezziario regionale

    21 marzo 2017 07:250 commenti
    Prefetti, stadi e lavori pubblici. Post scriptum: avviata la procedura di aggiornamento del prezziario regionale

    di Paolo Maninchedda
    Era il 14 marzo quando comunicai alla Giunta regionale che gli uffici del Genio Civile non avevano ricevuto ancora i progetti dello stadio provvisorio del Sant’Elia di Cagliari.
    Oggi L’Unione Sarda ricorda che i tempi per l’approvazione dei progetti e l’inizio dei lavori sono, a detta della società, molto stretti, addirittura si parla del 9 aprile, e che la società sarebbe allarmata dal fatto che la stampa abbia dato notizia della mia comunicazione alla Giunta.
    Io e i dirigenti del mio assessorato abbiamo già vissuto questa situazione, quando il Cagliari di Cellino doveva tornare a giocare al Sant’Elia e venimmo convocati dall’allora prefetto, il mitico dott. Giuffrida, col quale ci scorticammo un po’ su due temi: lo stadio, appunto, e la SS 131 (ritenuta dal comitato per l’ordine pubblico di allora non pericolosa, benché interrotta al km 40, dove poco dopo si ebbe una delle più spettacolari rapine ai portavalori che la storia del crimine sardo ricordi). Nessuno vuole rallentare alcunché. Però non si può pretendere, in questa materia, che si mettano i timbri in fretta e a occhi chiusi.
    Seconda e ultima notizia: finalmente siamo riusciti ad avviare le procedure per l’aggiornamento del prezziario regionale. Ecco il link.

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