I miei interventi di ieri in Aula: non reggo più il gioco delle parti

5 maggio 2011 22:1823 commentiViews: 6

213MANINCHEDDA (P.S.d’Az.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, come dicevo prima, mi limito a una precisazione sugli aspetti finanziari. La spesa prevista dal collegato viene coperta con 41 milioni e 444 mila a valere sul FNOL, e con 18 milioni e 525 mila, con diminuzioni di precedenti stanziamenti. L’ammontare complessivo, colleghi, è di tale portata che forse è opportuno che loro considerino alcuni aspetti generali della situazione finanziaria della Sardegna, che ci interroga anche in un clima così rilassato quale quello odierno. Vorrei ricordare che la relazione della Corte dei conti ha detto che la spesa sanitaria si attesta, come noi avevamo previsto alla fine dell’anno scorso, a 3 miliardi 100 milioni e qualcosa; è ragionevole che alla fine dell’anno in corso raggiunga la quota di 3 miliardi e 300, com’era stato paventato. Vorrei ricordare ai colleghi che le entrate sono in diminuzione per la crisi economica in atto e vorrei ricordare ai colleghi che il debito delle partecipate si attesta a 402 milioni circa. Di conseguenza il Consiglio regionale dovrebbe essere chiamato rapidamente a una riforma strutturale della spesa in diminuzione e all’orientamento delle risorse interamente sulle attività produttive. Il collegato non si muove in questa direzione, il collegato si muove in una direzione di manutenzione legislativa e interventi urgenti, però, almeno per quel che mi riguarda, lo voglio dire perché rimanga a verbale, io non sono dell’avviso che si possa far finta di non accorgerci che siamo in una situazione di grave, gravissima crisi finanziaria, che richiederebbe che il Consiglio regionale lavorasse giorno e notte per trovare soluzioni. Io non credo che ci sia più il tempo, semmai c’è stato, di una leggerezza nell’affrontare la nostra situazione finanziaria. Lo volevo dire perché rimanesse agli atti. Grazie.

MANINCHEDDA (P.S.d’Az.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, intervengo perché la controrelazione dell’on. Porcu ha utilizzato un espediente retorico che io trovo quanto meno fastidioso. Io capisco che nel mondo della pubblicità, onorevole Porcu, possa essere anche utile ripronunciare la parola del concorrente per cambiarne il significato, però questo, nel mondo della politica, viene fatto dalle persone non serie. Nel mondo della politica, ognuno si assume le sue responsabilità e dà il senso alle parole che meglio ritiene, ma non è tendenzialmente credibile l’abuso di parola, cioè il ripetere il discorso altrui per il gusto di cambiarne la direzione. Mi costringe a precisare un percorso che lei non conosce perché non è stato un assiduo frequentatore del lavoro fatto in Commissione. Lei sa perfettamente che le parole da me pronunciate in quest’Aula stamattina andavano esattamente nella stessa direzione etica dell’intervento dell’onorevole Uras, e cioè sono parole di una persona che sta dicendo in quest’Aula, perché ha un valore dirlo in quest’Aula, che la situazione della Sardegna è così drammatica da richiedere un quadro politico diverso (così forse riesco a farmi capire anche da lei) un quadro politico diverso dove chi ha voglia di cambiare la Sardegna si metta insieme a chi ha voglia di farlo, al di là degli schieramenti definiti su invece scenari nazionali italiani differenti, ma anche che comunque si ha necessità di un Consiglio regionale che colga la drammaticità della situazione. Il collegato lo fa per la parte che può farlo, perché nelle parti sul precariato facciamo quello che possiamo fare, nelle parti sull’Università facciamo quello che possiamo fare. Per fare di più, dovremmo avere il coraggio di spendere meno in funzionamento, dovremmo avere il coraggio, tutti insieme, di ridurre il numero dei posti letto, quelli che sappiamo essere in eccedenza, dovremmo avere il coraggio di chiudere molti consorzi di bonifica, chiuderli, perché è necessario, dovremmo avere il coraggio di dire che stiamo dando soldi alle partecipate per un ammontare di centinaia di milioni di euro, dovremmo avere il coraggio di dire che la Carbosulcis, sto facendo un nome a caso, o esiste perché fa una cosa, o è preferibile tutelare gli operai ma non continuare a buttare soldi, dovremmo avere il coraggio di dire che la Sigma Invest, che è in liquidazione da una vita, non può continuare a portarci via denaro. Il senso del mio intervento non era un senso di maggioranza, o di opposizione, ma di un uomo che non vuole partecipare ad un mondo fasullo, tutto qui. Un mondo così drammatico che richiederebbe che il collegato si chiudesse oggi, non fra dieci giorni, oggi. Allora: il problema è capirci e quando almeno siamo trasparenti, non essere pugnalati. Se un uomo politico come me si toglie la casacca e dice: “Guardate che è una situazione grave, prendiamoci le nostre responsabilità, facciamo le cose nel tempo giusto”, non sta chiedendo a nessuno di rinunciare alla sua parte, ma almeno non mi si faccia dire ciò che non voglio dire. Noi stiamo dando all’esterno una conferma di ciò che diceva uno scrittore turco: “Non si è ancora capito se è il potere che rende sciocca la gente, o se solo gli sciocchi diventano uomini di potere”. Io ho questa tensione, è possibile non strumentalizzarla? È possibile non giocare a fare il gioco delle parti, una volta? E’ possibile che oggi noi lavoriamo molto e finiamo il collegato? Oppure è un reato? È possibile che in un’azienda si entri alle 8 e si esca alle 21, e si facciano tante cose, e noi, invece, non possiamo fare molte cose in un giorno? È possibile? Ecco il senso del mio intervento era questo, era solo questo! Non mi pare che sia il momento delle strumentalizzazioni. Io non voglio più partecipare ad un mondo fasullo, ad un mondo che non sta rendendosi conto del guaio in cui è la Sardegna. Me lo lasciate fare? Non è che chiedo agli altri di farlo! Me lo lasciate fare? E non con scopi non dichiarati. Io non credo al bipolarismo italiano! Io voglio fare una grande alleanza sovranista con cui andare alle prossime elezioni, dove tutti quelli che hanno voglia di cambiare, sia che abbiano una cultura liberale, sia che abbiano una cultura socialista, trovino un’asticella alta su cui sacrificarsi. Lo sto dicendo da anni! E’ possibile non essere strumentalizzati quando si fanno questi discorsi? Forse è il caso di pensare che dietro ogni uomo politico c’è sempre un uomo, e che a nessuno piace essere messo in un tritacarne che macina tutto, perché tanto niente è credibile. Perché non si deve credere alla naturale tendenza alla giustizia di una persona? È possibile? O non ci crediamo più? Siamo ad un livello di cinismo tale per cui annichiliamo tutto. Grazie Presidente.

23 Commenti

  • Quinto moro

    Condivido quanto da Lei sostenuto nel suo intervento.
    La cosa triste… è VERIFICARE IL… VUOTO… INTORNO .
    Ad ogni buon conto questa è la strada da seguire per ottenere, spero presto, dei risultati.

  • Amalia Collu

    Forza Lancillotto, sei grande, avanti così..

  • angelo falchi

    egregio Gonario, è probabile che io non sia capace di spiegarmi.
    che i consiglieri regionali abbiano disponibilità elevate rispetto ai signor Rossi non ci piove e non era mia intenzione negarlo, ma se Lei invece di mettere in fila una serie di considerazioni talmente banali (lo dice Lei stesso) da potersi facilmente ascrivere alla categoria delle chiacchiere da osteria, facesse uno sforzo per informarsi, mi darebbe ragione almeno sulla verità oggettiva di quel che ho scritto, e cioè che Paolo ha provato a far ridurre i benefici economici (quella “disparità enorme” di cui Lei parla) di cui godono lui e i suoi colleghi.
    non per difesa d’ufficio (non ne ha certamente bisogno), ma nel tentativo di essere più chiaro, ribadisco che tirare in ballo i privilegi dei consiglieri in una discussione in cui si argomenta di un richiesto sforzo di coesione della classe politica sarda nel momento di una situazione economica drammatica, non è un contributo alla discussione ma uno sterile esercizio di faciloneria e pressapochismo.
    quanto a quel che fa Paolo, a chi ed in che termini possa giovare, le rinnovo l’invito ad informarsi.
    io, per parte mia, dell’amicizia che Lei rileva molto vado fiero ed altrettanto mi giovo a livello umano; un livello che forse Le sfugge, o per dir meglio che non raggiunge, dovendosi per esso elevarsi dalla bassezza delle illazioni che, all’ombra dell’anonimato, Lei si concede.

  • Per Angelo Falchi

    La sua accorata difesa d’ ufficio è alquanto ammirevole nei confronti, immagino, di un suo grande amico.

    Deve però pensare, sig. Angelo, che tutti i signori da noi democraticamente eletti come Maninchedda hanno una disponibilità di spesa e di utilizzo di “quelle famigerate somme” che crea una disparita enorme tra lui e il comune cittadino.

    Alcuni banalissimi esempi: poter finanziare un giornale; potersi muovere per motivi elettorali organizzando cene e dibattiti; Volare da un capo all’altro della penisola con un semplicissimo tesserino da onorevole; entrare nei cinema, mangiare, andare in macchina con mezzi pagati dalla comunità.

    Tutto questo il sig. Rossi non lo può fare senza “quelle famigerate somme”.

    Pensi come potrebbe un semplicissimo sig. Rossi candidarsi senza “queste famigerate somme”.

    Se dovessimo poi indagare sulla bontà di utilizzo, mi permetta qualsiasi cosa Questi potessero fare a noi mai e poi mai potrebbe giovare. Ma forse a Lei si vista la sentita partecipazione.
    Saluti
    Gonario

  • Sottoscrivo quello che ha scritto Angeo Falchi..
    So per certo che Paolo è uno di quello che impegna le risorse per fare Politica e per aumentare il livello di attenzione sulle scelte della Politica..
    Chiedetegli quanto è costato, dalle sue tasche, creare e promuovore Sardegna e Liberta!
    O se lui, lo volesse rendere pubblico, chiedetegli pure il resoconto delle spese della sua attività di consigliere.
    O ci siamo mica dimenticati che é l’unico Consigliere del Gruppo Misto a non essere stato indagato per l’utilizzo dei fondi del gruppo:
    Forse un motivo ci sarà!! Mha.. Non credo tocchi me diffenderlo..

    La cosa importante è il progetto..

    Creare un partito dei Sardi..
    Questo è importante…
    Il progetto di unire tutti i sardi, io spero almeno il 20%, sotto un unica bandiera. Solamente in tal modo riusciremmo a riscattarci e tirare su la testa nei confronti di uno stato sia esso di destra o di sinistra; che altro non fa che snobbarci.
    Solamnte credendo in noi stessi, nelle nostre forze e nel nostro impegno quotidiano possiamo cambiare quest’ isola.
    Io personalmente questo ho inteso dal messaggio di Paolo.
    Per quello che posso fare, sono a disposizione del progetto, ci credo e ci crederò..
    Al macero i vecchi schemi, uniamoci tutti per il bene di quest’ isola

  • Salvatore C

    Come tutti gli anni, anche quest’anno ho assistito alla PROCESSIONE di ringraziamento a Sant’Efisio per avere allontanato la pestilenza.
    Come da molti anni, anche prima di abbracciare la fede sardista, anche quest’anno ho ammirato un fatto che penso unico al mondo, tant’è che vorrebbero, a ragione, nel patrimonio dell’umanità, e cioè che comunità che distano tra loro anche pochi chilometri hanno un ABBIGLIAMENTO proprio (non un costume) che le caratterizza, e osservando nel dettaglio si vede che la stessa comunità ha diversi abbigliamenti che indicano ciascuno l’occasione in cui viene indossato (per la festa, per tutti i giorni, per lo sposalizio), e sono diversi addirittura a seconda del lavoro svolto da chi lo indossa, tipici SA PANETTERA, SU CARRADORI, S’ARREGATTERI (sono cagliaritano), e questo vale per TUTTI i paesi della Sardegna: è un’autentica meraviglia, che vengono ad ammirare da tutto il mondo.
    Ebbene, nessuno dei mezzi di informazione NAZIONALI ne ha fatto cenno, erano tutti impegnati a riprendere e dare pubblicità alla festa del 1° maggio a Roma, oggi ci hanno ammannito la sfilata degli alpini, e tutti gli anni ci ammanniscono il palio di Siena: bello, nulla da dire, e della Sardegna? se ne ricordano solo per venire in vacanza, o ne parlano quando Silvio va nella sua villa.
    Direte, cosa c’entra questo commento col tema proposto e commentato da chi mi ha preceduto?
    C’entra molto per il fatto che secondo me stiamo sbagliando l’approccio con il problema e con la gente: combattere per ottenere quello che ci spetta e denunciare quello che succede va bene e benissimo, ma credo che sia ora di far notare che TUTTO che accade in Sardegna non è altro che un sopruso nei confronti dei sardi, basta guardarsi intorno, i trasporti marittimi, l’anas, le ferrovie dello stato, le poste, il trasporto aereo, le tasse che prendono il volo per Roma e tornano col contagocce a mo’ di elemosina, la chimica sarda decisa dall’ENI, le imposte pagate dalle imprese che lavorano in Sardegna, eccetera eccetera eccetera, tutto deciso da burocrati romani sulla pelle dei sardi.
    Quando mi chiedono perché sono sardista, rispondo: come potrei non esserlo, dopo aver fatto queste riflessioni.
    Dobbiamo dire BASTA a questi continui soprusi, ma soprattutto dobbiamo esserne CONSAPEVOLI, questo è il lavoro che ci aspetta e che dobbiamo fare.
    FORZA PARIS

  • Angelo Falchi

    Siccome vedo che è una lamentela ricorrente, quella dei compensi ai consiglieri regionali, allora mi vedo costretto a dire con fastidio che non v’è persona più sbagliata, quale destinatario di tale lamentela, di quella che amministra questo sito. e lo dico perchè chi ha la memoria corta oppure non lo sa, ricordi e sappia che paolo, tra l’altro, ha al suo attivo da anni (da appena eletto) non delle semplici enunciazioni di principio ma delle proposte di legge scritte e firmate nel senso della riduzione delle indennità ai consiglieri. e siccome ho profonda e personale conoscenza del soggetto interessato, posso garantire mettendo la mano sul fuoco, e non solo quella, sulla bontà di utilizzo di quelle famigerate somme (ovviamente solo nel caso di Paolo). e qui mi fermo.

  • Marcello Simula

    Bello, sentito, accorato e condivisibile l’intervento del Dr.Maninchedda che peraltro, per quanto può interessargli, gode davvero della mia stima personale. Aldilà della forma, andrei a volo radente su alcune questioni non proprio marginali che ho percepito negli ultimi interventi, ad esempio quella sollevata dall’amico Angelo Piras, al quale mi rivolgo con stima e simpatia: Caro Angelo, hai idea di quanti siano i “sardi ingabbiati in gruppi o logiche altre “che lo ostacoleranno? Sono un numero enorme,e d i risultati delle ultime elezioni Nuoresi dovrebbero farti riflettere sul “comune sentire” che comune sentire non è!! Un’altra questione non marginale la solleva Giulia, alla quale si accoda Piero Atzori. Questo argomento, da me già approfondito in tempi passati, e a causa del quale fui da questo sito brutalmente censurato (meno male che non è più pratica corrente la damnatio memoriae), sarebbe la rinuncia, da parte di chi sbandiera proclami, proposte e soluzioni, a quel pingue sostentamento in euro che noi cittadini appunto finanziamo. Premetto che svolgo una professione ben retribuita per cui non posso essere accusato di sentimenti di invidia o rivalsa plebea nei confronti di chicchessia. Ed allora vengo al dunque: perchè non essere i primi, noi sardisti, a poter dire, dopo aver rinunciato alla lauta quanto scandalosa ricompensa, “Io l’ho fatto, per me e per la mia gente che soffre, e quindi Io non sono come gli altri?”!!!

  • Antonello M

    Per AC Macomer dice:
    Complimenti Paolo, davvero tanti complimenti.
    Ma vorrei sapere come hanno reagito tutti gli altri consiglieri, sia di destra che di sinistra. E perchè non ci fai sapere anche il pensiero di tutto il resto dei rappresentanti sardisti in consiglio?
    Io e molti altri siamo curiosi di sapere tutto ciò che ne giornali e ne televisioni ci portano a conoscenza.
    Riprendo quello che dici giustamente, anche io sono tra i curiosi di conoscere i miei rappresentanti. Seguo Paolo con interesse,lo ritengo una eccezionale certezza del mondo indipendentistico Sardo. La mattina per andare a lavoro mi capita di incrociare Radio Padania Libera nella sintonizzazione dei canali Radio. Avrei preferito ascoltare magari Radio Sardigna Libera,ascoltare in diretta le sedute Consiliari Regionali, ascoltare politica informazione cultura musica e quant’altro. Non mi dilungo in patetiche elencazioni dell’utilità che lo strumento porterebbe. Facciamo un’azionariato popolare tra gli indipendentisti Sardi e la Sardegna avrà la sua cassa di risonanza. 10 € x 100.000= € 1.000.000.
    Di piu nin zo’. Altrimenti con la rete saremmo sempre in pochi intimi ad essere informati. Poi penso che sia fondamentale che un popolo che si affaccia alla modernità si ritagli un piccolo spazio nell’assortito mercato narcotizzante della comunicazione. La rete è fondamentale ma purtroppo ancora non basta. Complimenti a Paolo per la missiva. Anche io non non sono ossessionato dal bipolarismo italiota, la mia proposta al mio villaggio , di un sola lista civica alle comunali, soppratutto per focalizzare l’impegno sul bene comune e contestualmente erodere le colonne dei partiti italioti e dei suoi rappresentanti in loco, ha prodotto il risultato di essermi trovato fuori dai giochi. Ma non dispero perchè sono indipendentista quindi uomo libero come te. Il futuro stà nella libertà quindi con noi. Buon Lavoro e accendiamola questa Radio sarà orgoglio di tanti farci conoscere. Sa oghe.

  • Piero Atzori

    Penso che gli interventi di Maninchedda siano, come dice Tonino Bussu, di alto spessore morale, politico e civile. Come suggerisce Giulia, sarebbe però a questo punto necessario togliere qualche privilegio ai consiglieri regionali. Se ci fosse un autoriduzione dello stipendio e della futura pensione, il segnale, la discontinuità con l’attuale regime, da “caddos de istalla” che agli altri non lasciano che “sa palla”, sarebbe ancor più forte. Ma più della riduzione degli stipendi da favola servirebbe la drastica riduzione del numero dei consiglieri regionali, provinciali, comunali. A Sassari, siccome i 40 consiglieri comunali sono troppi, si è dovuto approvare una norma di regolamento per limitare a pochi minuti il tempo a disposizione di ogni consigliere. Meglio ridurli alla metà, così che possano esprimersi compiutamente. Del resto è difficile trovarne anche solo 20 in grazia di Dio…

  • Certo sarebbe un bel segnale da parte dei consiglieri regionali se decidessero di abbassarsi lo stipendio. Sarebbe un inizio, un segnale verso la propria gente. Un’azione concreta di aiuto verso la gente comune che è ormai disperata. Ho più di 40 e sono laureata e precaria. Prendo 800 euro al mese ma a maggio mi scade il contratto e ci hanno già detto che non lo rinnoveranno. Lo stipendio di un consigliere regionale è di oltre 11.000 euro al mese. Non riesco a capire cosa facciano la maggior parte di questi signori per lavorarsi una cifra simile ogni mese. Perchè non tagliare anche un po’ lì? magari così si taglierebbe qualche posto letto in meno negli ospedali. Apprezzo il suo sfogo Sig. Maninchedda ma temo che sia voce di uno che grida nel deserto. Ultimamente mi sembra sempre di più che la classe dirigente sia ridiventata come l’aristocrazia di altri tempi, cieca e sorda e completamente separata dal resto del popolo che si deve arrabbattare per stare a galla.

  • Giovanni Porcu

    Gli ultimi interventi su questo blog dell’On.le Maninchedda mi riportano alla mente gli anni della lotta alla mafia di Giovanni Falcone immediatamente precedenti la strage di Capaci. GRande lavoro personale, pochi amici fidati, tentativo di scalfire alla radice la melmosa situazione in cui la mafia proliferava e prolifera, finte attenzioni degli uffici della procura e dei politici poi l’isolamento, la solitudine, la denigrazione e poi ….. La storia. Che ha lasciato un grande patrimonio di etica e di moralità un nuovo modo di combattere la mafia etc. Ma intatto e talvolta rafforzato il potere delle cosche nella società , nella finanza , nella politica . Fuor di metafora . Il grande lavoro dell’On.le Maninchedda rischia di segnare una grande stagione di denuncia e di sollevamento delle coscienze ma, in definitiva, un quasi nullo risultato rispetto alle oramai non rinviabili aspettative di riscatto della Sardegna. Sardegna e sardi che però non si indignano, non battono i pugni sul tavolo, non si vedono i suoi giovani che con coraggio e determinazione chiedono conto dell’amministrazione della loro terra , del loro futuro. E allora mi chiedo a cosa serve una battaglia , ammirevole, ma solitaria se non sorretta da chi più di tutti ha a cuore il destino della nazione sarda. Ci sono molti uomini e molte donne , on.le Maninchedda , che vorrebbero partecipare a questa lotta di libertà ( che già lo fanno nelle loro comunità, nel loro lavoro, nelle loro associazioni ) che guardano con fiducia ad un soggetto politico che potrebbe essere il psdaz fatto di uomini e donne libere che abbia prospettive e programmi di lungo respiro e che , soprattutto , abbia chiaro il cammino verso la definitiva affermazione della sovranità. Quel congresso che proponevi in un altro intervento celebrato fuori dai tradizionali schemi potrebbe essere il sasso nello stagno della politica sarda. Un grande congresso che apra veramente le porte a tutti i sardi di buona volonta’ che vogliono impegnarsi nel difficile ma entusiasmante cammino verso l’indipendenza della Sardegna.

  • Caro Franco Cappai,
    Mi sono accorto da molto delle doti di Paolo, ma speravo sempre che qualche altro politico SARDO seguisse le sue orme.
    Il mio pensiero per Soru era da intendersi, che abbandonasse tutta truppa di nullafacenti di cui è circondato,per poter davvero formare un partito simile al PSD’AZ, per poi poter fare un’alleanza, Sardegna Democratica e PSD’AZ. Tutto qua.

    Salude e trigu!! CARU CAPPAI.

  • Ho apprezzato molto il suo discorso ,soprattutto perché libero dai soliti argomenti e modi di dire della politica attuale.Sembra strano che un politico possa “dire basta siamo in una situazione più che drammatica , prendiamone atto “!!Non siamo più abituati alla verità , ci hanno indottrinato con gli spot del tutto e’ bello ,tutto va bene. L’ammiro per il coraggio di aver detto una verità ‘brutta’, ma che forse porterà i sardi a ragionare,non so quanto lo stesso possa accadere fra i suoi colleghi che continuano a non capire il profondo malessere della base. Forza Paris

  • Franco Cappai

    Ciao Giuseppe,
    mi permetto di fare una piccola riflessione al tuo pensiero.
    Visto che ti sei finalmente… accorto che Paolo è l’unico che ha veramente a cuore i problemi della nostra Sardegna, perché mai dovrebbe allearsi con Soru e per giunta a condizione che si chiami Sardegna Democratica ?
    E perché invece non il contrario…..? Cioè, che Soru cerchi un alleanza con Paolo e che converga nel nostro partito( Psd’az), visto e considerato che siamo davvero gli unici che hanno capito come scrollarsi di dosso il peso del bipartitismo italiano???
    Un saluto e sempre
    Fortza Paris
    Franco Cappai Borore

  • Mario Pudhu

    Paolo Maninchedda, mi as tocadu su coro! Ma dimandho, a pessones che a tie e Renato Soru, a totu sos chi in Sardigna no che sunt a mamutones apicados in carchi àrbure, candho est chi che lassamus in sa bassa sa merda (tio poder nàrrere un’àtera peràula, ma sa sustàntzia est cussa) de totu sos partidos italianos e faghimus de totu pro nos leare su pesu de sa responsabbilidade/libbertade chi nos tocat de diritu e de dovere? Ca custu est a èssere zente!
    Candho ndh’essimus de s’iscallatóriu chi noch’est manighendhe fintzas sos cherbedhos? Ite àteru semus ispetendhe? A candho sa Sardigna at a èssere unu museo naturalísticu de zente mummificada? Semus totugantos fossilizados in carchi sigla e no zughimus mancu ogros pro bídere su disastru chi semus? Sos ‘onorevoles’ sunt totu incretinidos in s’istipéndhiu chi si leant e no bident chi sa Sardigna est chentza guvernu che barca betza irfundhada frundhida a pudrigare? Cumprendhent solu contighedhos de segamigasu e no su disisperu de totugantu unu pópulu? Tenint isceti àteru tempus po si sighiri a iscallai in totu is termovalorizadoris marcaus a tricolori? E ita faint po no sighiri a pesai sa gioventudi sarda cun sa sola prospetiva de isparessi che istídhiu de àcua in su mari?

  • AC Macomer

    Complimenti Paolo, davvero tanti complimenti.
    Ma vorrei sapere come hanno reagito tutti gli altri consiglieri, sia di destra che di sinistra. E perchè non ci fai sapere anche il pensiero di tutto il resto dei rappresentanti sardisti in consiglio?
    Io e molti altri siamo curiosi di sapere tutto ciò che ne giornali e ne televisioni ci portano a conoscenza.
    Grazie perchè eravamo da tanti anni che noi sardisti non sentivamo discorsi a noi così vicini come in quest’ultimo periodo e tutto grazie al tuo lavoro.
    Fortza Paris e in bocca al lupo per tutto.

  • Ieri sera dopo tanti mesi, sono riuscito a seguire ANNO ZERO, la parte del collegamento con gli operai dell’Iglesiente.
    Vi dirò che c’era veramente da piangere,per la situazione in cui si trovano,un consiglio per i Sig. politici che non anno seguito la puntata di vederla in YOUTUBE.
    Forse così riusciranno a togliersi dagli occhi i vari Berlusconi, Bersani,etc. Nell’Italia dei “responsabili”dove la poltrona la fà da padrona, dove tutti sono i moralisti di tutto,dove non va bene niente, parliammo di traghetti, e per il capo gruppo in consiglio regionale Mario Bruno dice sono soluzioni tampone.
    Io personalmente ma penso anche buona parte della sardegna,dove non si riesce a pagare le bollette, dico le bollette non l’INPS o altre tasse, dico ben vengano questi provedimenti che il Sig. Bruno definisce tampone. Come anche LA NUOVA DISCIPLINA DI AGEVOLAZIONE DEI COMUNI SVANTAGIATTI è un tocca sana in momento così delicato.
    Caro Paolo più passa il tempo e più mi accorgo che se l’unico che hai ha cuore i problemmi della SARDEGNA, vedrei molto bene un’alleanza con SORU, però ad una condizione che rifondi SARDEGNA DEMOCRATICA senza il minestrone PD.
    Anche se penso che sia una cosa molto difficile, perchè dall’aria che si respira vedo che molti morti, “politicamente” stanno venendo fuori dalle tenebre per poter godere di nuovo di un posto AL SOLE.

  • Condivido la visione onirica perchè moltiplicatore impareggiabile dell’impegno. Nondimeno bisogna tener conto delle asperità terrene.
    “Alleanza sovranista”, con chi ci sta, richiama subito l’immagine di un tavolo rotondo (perchè sia rispettata la forma della inesistenza fisica di un capo tavola, che però c’è), i primi giri di valzer buonisti che spingono sempre più in alto, infine quando il tempo sta per scadere il materializzarsi, sul tavolo,del peso specifico di ciascun commensale.Ed allora si scopre che la sovranità, osannata nei giri di valzer,assume connotazioni meno definite, entrano insomma in azione i sofisti e la nebbia prende lentamente il sopravvento. Questo perche? Perchè il peso specifico dell’alfiere della sovranità è del 5%. Ed allora il compito prioritario è quello di irrobustire l’alfiere, non sacrificarlo. Per governare il tavolo sovranista e non essere governati, per dirla con una espressione a te cara Paolo, dai perimetri culturali italianisti.

  • Angelo Piras

    “Io non credo al bipolarismo italiano! Io voglio fare una grande alleanza sovranista con cui andare alle prossime elezioni, dove tutti quelli che hanno voglia di cambiare, sia che abbiano una cultura liberale, sia che abbiano una cultura socialista, trovino un’asticella alta su cui sacrificarsi.”
    Sono convinto che tutti i sardi liberi si riconoscano in queste tue parole, solo i sardi “ingabbiati” in gruppi o logiche altre le ostacoleranno.
    Tanti aspettano che qualcuno dia risposte alle loro precarie condizioni esistenziali, tanti sono i sardi liberi che vogliono cambiare.
    Sicuramente i giovani ai quali è stata tolta la possibilità di sognare e creare;
    I cittadini che abbisognano di cure e i disabili che chiedono un’assistenza dignitosa;
    I disoccupati presi per il culo da promesse elettorali e che aspettano risposte serie e produttive;
    I pastori e gli artigiani che devono essere protetti da un mercato cannibalesco e da equitalia;
    Ma cosa deve succedere per avere il coraggio di cambiare?

  • Ributtante il comportamento della maggior parte dei consiglieri regionali.
    Ributtante e anche stupido.
    Tanti politici si rendono conto dell’enorme potere che per loro deriverebbe se anzichè essere consiglieri di una regione-colonia fossero parlamentari di uno Stato Sardo?
    Immaginiamo uno qualsiasi dei tanti nomi di politici che affollano i nostri quotidiani locali: da “assessore regionale” a “Ministro”, da “presidente della giunta” a Presidente del Consiglio dei Ministri…
    e quindi la possibilità di autodeterminare una politica economica, fiscale, dei trasporti, ambientale in piena libertà senza faziosi e dolosi vincoli italiani.
    Che penosa situazione questa povera stupida Sardegna nelle mani del nulla di destra e di sinistra.
    Elezioni amministrative? Ma per favore! Meglio andare al mare.

  • Sardi nel Mondo

    Sei Unico, forse é per questo che sono partito in silenzio e ti ringrazio di avermi fatto conoscere questa grande arma…..Fortza Paris

  • Tonino Bussu

    Un intervento di grande spessore morale, politico e civile.
    Gli interessi della Sardegna sono superiori a quelli dei partiti di cui si è rappresentanti e per cause superiori si possono sacrificare anche i partiti di appartenenza.
    Ma quanti potranno essere quelli che in questo consiglio regionale possano compiere un balzo in avanti e un salto di qualità così elevato?

Invia un commento