Da Nuoro a Cagliari la Sardegna prigioniera del passato. Con una postilla per gnam-gnam zunk-zunk

9 marzo 2010 07:4811 commentiViews: 1077

108Nonostante siano passati già nove mesi dalla legge sul federalismo che sarà devastante per la Sardegna e concluderà il suo percorso fra 13 mesi.
Nonostante la Sardegna non abbia quasi più un sistema produttivo e, quindi, secondo lo schema pdl-lega, non abbia i soldi per finanziare la sua scuola, la sua sanità, la sua ricerca.
Nonostante quest’anno non si potrà spendere la finanziaria del 2010, che andrà praticamente tutta a residui per effetto del patto di stabilità.
Nonostante il fatto che ciò che si decide in Consiglio regionale non viene applicato dall’amministrazione regionale.
Nonostante i mille sforzi che i sardisti stanno facendo per mettere al centro la questione strategica del nostro futuro, che è la questione fiscale.
Nonostante tutto questo, l’agenda del mondo politico sardo continua a dedicarsi ad aspetti marginali. L’ala soriana del Pd vuole tenere prigioniera la politica sarda del recente passato. Sembra suggerire un unico compito: glossare l’operato di Soru, difenderlo, impegnare tutti in una continua rissa, in un eterno risentimento per la sconfitta elettorale. Soru è convinto di essere stato sconfitto da un complotto, come sostiene Dadea, non dallo scontento sociale. Il segretario del Pd, invece, impegnato a tenere insieme un partito senza perimetro ideologico stabile (in realtà al loro interno è più visibile che negli altri partiti, l’antico scontro tra massimalisti e riformisti, tra dogmatismo e relativismo), non riesce a focalizzare un obiettivo alto da sottoporre alla condivisione degli altri partiti.
In questo quadro, si inserisce il Psd’az. Noi abbiamo proposto due temi strategici: la sovranità come fattore di sviluppo e di scontro con lo Stato (è sempre più evidente quanto incida sulla crisi sarda la limitatezza dei poteri della Regione e la debolezza politica della Sardegna a Roma); la questione fiscale (nessun progetto è sostenibile con questa pressione fiscale).
Sul piano pragmatico, poi, il Psd’az ha esplicitato che non è interessato né al Centrodestra né al Centrosinistra. Noi abbiamo la pretesa di possedere l’unico perimetro ideologico utile, calibrato cioè sulla realtà e non solo sulla storia. Abbiamo sempre detto di volere costruire alleanze programmatiche e non ideologiche. Viceversa, che fanno Pd e Pdl? Vedono in questa proposta un pericolo e rimettono in campo tutti i presupposti del bipolarismo inconcludente, celebrativo delle parti ma incapace di trasformare la realtà.
Esempi: il Pd ha blindato la candidatura di Deriu a Nuoro con un accordo congressuale, per cui se cade la candidatura Deriu, cade la segreteria Lai. Ne consegue che il Pd si è inventata il criterio della ricandidatura degli uscenti e così, anche Milia e Tocco, non proprio all’apice della popolarità, sono in corsa a prescindere da ogni discorso di cambiamento.
Il Pdl, dal canto suo, usa un ragionamento ancora più primitivo. Dice il Pdl: siccome governiamo (si fa per dire) insieme la Regione, dobbiamo governare insieme le province e di conseguenza io esprimerò, perché sono il partito di maggioranza, i candidati alla presidenza della provincia. A Nuoro siamo riusciti, insieme ad alcuni illuminati del Pdl, a dire no a questa impostazione, a cercare una formula-Nuoro, cioè un’alleanza più ampia, anche con pezzi ampi del Centrosinistra, fondata tutta su un programma molto avanzato che adesso sarebbe opportuno fare uscire dalle segrete stanze. In sostanza, a Nuoro, si farà l’esperienza di unire i sardi su ciò che interessa i sardi, un’alleanza su sovranità e sviluppo. A Cagliari, invece, cosa fa il Pdl? Si inventa il candidato Farris, che nessuno vuole, e anche il suo competitor, il senatore Massidda; poi scodella questa ordalia sul tavolo (con varianti non ininfluenti circa l’atteggiamento del partito familiare Floris) e dice a noi: “Siamo alleati. State fermi, appena abbiamo finito vi diciamo chi ha vinto!”. Si può dire che non ci stiamo? Si può dire. E ho l’impressione che anche l’Udc non abbia tanta voglia di stare in tribuna a guardare questo incontro di Wrestling. Programmi, vogliamo conoscere i programmi e vogliamo sapere se oltre ai partiti politici ci sono contraenti economici del patto politico, visto come stanno andando le cose in Regione. Come non staremo a guardare neanche nel Medio Campidano né altrove. Il letargo glossatore risentito del Pd si sarà pur esaurito da qualche parte, come pure da qualche parte ci saranno i pidiellini che vogliono davvero cambiare la Sardegna.
Una postilla per Gnam Gnam Zunk Zunk, che ce l’ha con me (per cui mi aspetto di tutto nei prossimi mesi): zio Paperone, quando vuole capire e scrivere qualcosa di complicato, chiama Archimede, mica Paperino, altrimenti fa ridere. Studia, Zunk, studia, e non gonfiarti fino a 17 piani come fa il polpo per fare paura.

11 Commenti

  • Giancarlo Mameli

    IMPRESSIONI DAL SULCIS

    Iglesias, città capoluogo, ci vedrà impegnati oltre che nella competizione Provinciale anche su quella Comunale.
    Tralasciando le tematiche Provinciali (non avendo competenza di merito), sul fronte Comunale noi Sardisti abbiamo espresso gli stessi concetti che sembrano aver trovato spazio politico a Nuoro: la grave situazione congiunturale, ci impone,abbiamo suggerito di delineare un progetto politico di convergenza programmatica che veda partecipi, tutte le forze che pongono al primo posto i temi di attualità contingente per la città e il territorio.
    Risultato, il PDL risulta diviso in fazioni,ed ogni fazione,procede in ordine sparso.
    Il PD è disponibile al dialogo,dopo che avrà cercato di riaggregare le forze “satelliti”, che sembrano voler disegnare orbite autonome.
    Su tutto si pone l’UDC, che al momento, ha deciso di non decidere.
    L’impressione è che si stia tentando di servire ai Sardisti delle ricette già preconfezionate, è questo non va assolutamente bene.
    Comincio a pensare,che se intendono perseverare nella contrapposizione sterile di anacronistici ideologismi di facciata per mascherare ennesime rese dei conti tra big di partito, i Sardisti ad Iglesias, valuteranno la possibilità di sperimentare il primo polo Sardista-Indipendentista, poiché la prima cosa da tutelare è la dignità politica del nostro glorioso partito.
    Fortza Paris.

  • Paolo Maninchedda

    Per Lucio.
    Guardi, io sono d’accordo con ciò che Lei scrive; il problema non è mio; ho sempre affermato che non è tutto da buttare, anzi! Ma ho anche detto che l’emergenza autoritaria verificatasi sotto la Giunta Soru ha prodotto anche un’emergenza sociale e un’emergenza legale rispetto al corretto funzionamento delle istituzioni. Questo approccio critico ma orientato positivamente viene rifiutato dall’ala radicale del Pd. Guardi che cosa sta accadendo su Tuvixeddu. Prima mi rappresentano come un corrotto; poi scoprono che la mia strada, cioè la riduzione della pressione delle costruzioni sull’area attraverso una legge e non attraverso procedure amministrative poi censurate dai tribunali amministrativi, come è accaduto alla Giunta Soru, è combattuta dai poteri forti di Cagliari e, ovviamente, non è gradita da Cualbu, che peraltro ha più o meno dichiarato che, pur di vedere la fine di questa vicenda, è pronto ad esaminare qualsiasi proposta. Sono io l’avversario o altri? Il problema dell’estrema sinistra dogmatica che oggi anima una delle componenti del Pd è il dogmatismo, la furia nella distruzione dell’avversario, la presunta superiorità morale (sto aspettando l’occasione per fare un po’ di memoria, in tal senso). Tutto questo mi infastidisce, perché rafforza i veri avversari, rispetto ai quali queste stesse forze, ogni volta che li hanno incontrati, hanno cambiato strada. Per il resto, se da domani si lavorasse sul merito delle cose con un atteggiamento autenticamente riformista, io sarei il primo a favorire un nuovo clima di cui si sente veramente il bisogno. Io voglio costruire uno Stato, non una rissa, e so che per farlo occorre convincere non censurare.

  • Io non conosco i sondaggi ma non ho motivo di dubitare che i risultati del vostro lavoro saranno incoraggianti per proseguire tale linea, e su questo siamo d’accordo. E’ chiaro che le nuove strutture avranno una geografia diversa da quella a cui questo bipolarismo ci ha abituati. Ed anche altri movimenti dovranno trarne le dovute conclusioni. Ci saremo anche noi ai vari incontri.

  • La capisco e prendo atto dell’impegno profuso. Sui risultati ho enormi dubbi:

    Legge 28- se il buon giorno si vede la mattino la informo che l’intesa in molti casi restera’ lettera morta. Se lei pensa che i funzionari istruttori siano all’altezza del ruolo si sbaglia. Non manchero’ comunque di renderla edotta delle risposte avute in Ogliastra.

    Contenimento spese sanitarie- anche in questo caso resto del parere che fintanto che la politica non si farà da parte le sue buone intenzioni resteranno tali. cambiano gli uomini ma non le tipiche piccinerie. comunque i concorsi, sia per centralinisti che per il primariato, saranno gestiti dal politico che ha incastonato il dirigente amico nel posto giusto.

    Scuola- non conosco le problematiche e pertanto non argomento

    Area di crisi-Tortoli – non si intravvede alcun cambiamento nonostante i suoi articoli. la crisi e’ totale! nella nostra realta’ arrivano i siciliani e i rumeni. cosa si prevede per la ormai ex-ex-ex–ex- cartiera? e il polo nautico tanto sbandierato? sono scappati tutti o sono in procinto di farlo! il turismo vive momenti difficili, l’aeroporto anche, il comune dorme, il lido di orri’ e’ diventato uno schifo dove l’anarchia regna totale.

    Come potra’ ben vedere non vi e’ motivo di gioire.
    Veda on.le Maninchedda la vera politica è quella che nasce dalle decisioni. se il politico ha esaminato il problema, individuato le soluzioni deve, ripeto deve, prendere le decisioni senza aspettare un consenso assemblearistico. Il vero politico e’ quello che sa prendere decisioni anche se impopolari. se ritiene, come pare di capire, di poter far meglio all’interno della giunta, si adoperi in tal senso. io mi auguro che diventi assessore alla sanita’ cosi potra’ incidere sul bubbone che ben conosciamo.

    Con simpatia

  • Paolo Maninchedda

    Per Bomboi. I numeri si costruiscono e noi ci stiamo lavorando nell’unico modo che io conosca: lavori, incontri, contatti, iniziative che si stanno moltiplicando. I risultati si vedranno in sede elettorale ma si vedono già nei sondaggi. Sulla struttura dei partiti, tutti i partiti sono in crisi e le nuove strutture nasceranno largamente dall’innovazione, e in questo sono d’accordo con te, nella comunicazione. Ci stiamo lavorando e i risultati si vedranno a breve.

  • Paolo Maninchedda

    Per Fabiana. Allora, questo sito è un sito di confronto politico, Lei lo chiama arena dando un’idea un po’ cupa della normale competizione democratica. Di personaggi misteriosi che però lottano con me, guardi, veramente non ce n’è. Nessun mistero, tutto in chiaro. Io non mado mai messaggi a nessuno e la chiusa di oggi è solo ironica, non oscura. Quanto al fatto se io mi occupo dei problemi oppure no, così rispondo anche all’anonimo Mariga il cui commento è inpubblicabile per il tasso di volgarità che lo contraddistingue, valuti Lei: la riforma del welfare che si sta attuando, è frutto delle finanziarie precedenti a cui io credo di aver concorso non poco; gli articoli sulle aree di crisi, tra cui Tortolì, che sta andando in prima applicazione, l’ho materialmente scritta io; gli articoli sulla scuola, inapplicati ma applicabili e presi ad esempio dalla Conferenza Stato- Regioni, li ho scritti materialmente io; le procedure per il contenimento della spesa sanitaria e per destinare le risorse a sviluppo e impresa, le ho promosse io; l’unica intesa per rinegoziare il debito delle imprese ex 28 mai firmata in Sardegna con le banche, l’ho promossa io; la prima legge di tutela dei prodotti locali, ha il mio nome come primo firmatario; potrei continuare ma mi fermo. Quanto al fatto che si dice che io devo trovare soluzioni e non sollevare allarmi, si valuti se si conoscono i meccanismi della democrazia: non si possono trovare soluzioni senza consenso e il consenso si produce fornendo notizie e analisi, condividendo percorsi, formando itinerari, soprattutto quando si è in parlamento e non al governo.

  • Cagliari è un collaudato sistema di gestione lobbistica.
    Francamente vivo la sensazione fin da bambino.
    Lo toccavo per mano nelle scuole, nell’accesso ai servizi, nella interlocuzione con gli Enti.
    Non riuscivo a capire il motivo per cui non ostante facessi le cose secondo le regole, altri venivano avvantaggiati.
    La lobbie locale è strettamente correlata con quella regionale, se non identificata ormai con lo stesso nucleo, da cui si salvano i centri minori a causa della giusta testardaggine di chi non vuol sentire ragioni (una per tutte: il sindaco di Domusnovas per la gestione dell’acqua).
    Sono in Sardegna, però, oltre ai lacchè dei lobbisti, ci sono anche quelli che si fanno del male da soli (es rossomori)
    Zunk: attenzione a lui.
    Cagliari vive di lobbie locale: dalle strisce blu ai servizi ambientali, dalle case popolari ai pescatori di S.Elia, ma anche dalle scuole private fino a quelle pubbliche alle… concessioni edilizie.
    E’ un susseguirsi di favori e lassaire faire.
    E tanti ci sono dentro fino al collo.
    Paolo, so che non ti aspetti certo nulla di buono da certa gente ma attenzione: la ferocia non conosce limiti.

  • Io penso che il PSD’AZ debba riflettere su come trovare spazi pubblici entro i quali divulgare la necessità di questa politica: Ovvero di aprire una questione politica sul ruolo dello Stato e sui rapporti di gestione intorno al tema della fiscalità. Ma la vedo brutta per il solito motivo, siamo al 2010 e non ci sono i numeri per sostenere questo tipo di politica. E quando non si hanno i numeri in sedi amministrative e senza voce nella società, allora il bipolarismo se ne infischia e continua con la solita tiritera. Il PSD’AZ oggi è una tigre di carta. I suoi temi possono potenzialmente spaventare, ma la sua stessa struttura non regge il compito della “missione” politica che si prefigge. Dopo queste elezioni spero si voglia incalzare su una politica del dialogo tra sigle autonomiste e indipendentiste. C’è poco da girarci intorno: Bisogna aumentare il peso, altrimenti non avremo una linea nazionalitaria che guida i partiti ma l’opposto, come oggi, solo dei movimenti che portano avanti politiche simili ma difficilmente applicabili sul concreto.

  • PER GIANNI
    E’ IL ” PRIMA O POI” CHE PREOCCUPA ALQUANTO.
    QUESTO SITO STA DIVENTANDO L’ARENA PER LA COMPETIZIONE PERSONALE TRA L’AUTORE E MISTERIOSI PERSONAGGI. ALTRETTANTO MISTERIOSI SONO I MESSAGGI CHE VENGONO INVIATI. UNO SCAMBIO POCO INTERESSANTE PER I CITTADINI CHE ATTENDONO INVECE RISPOSTE CONCRETE AI PROBLEMI CHE ATTANAGLIANO LA SARDEGNA E IN PARTICOLARE L’OGLIASTRA.

  • Credo che su questa piattaforma ideale, saranno in tanti a dare sostegno morale e reale ad un progetto politico. Il modello di Nuoro a mio avviso è molto interessante, se va avanti, perchè può iniziare a scardinare un’impostazione inerte e inefficace che ci sta inchiodando al declino. Avanti su questa linea. la gente, secondo me, seguirà, prima o poi, seguirà.

  • L’ala soriana del pd sarà arroccata nel difendere il passato ma è possibile che del passato, caro Maninchedda, non ci sia nulla da salvare? Partirei proprio dai punti enunciati in questo post: sovranità e fiscalità. Nel “passato” non ci sono stati temi come questi due enunciati che da Soru sono stati affrontati, sostenuti e difesi in casa e oltre tirreno. Servitù militari, demani, entrate, beni culturali, scuola, energia, vertenze industriali … erano e sono tutte questini leggibili attraverso la lente della sovranità e della fiscalità. Incontrarsi a metà strada poterebbe essere un buon inizio

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