La Corte di Giustizia dell’Onu: la dichiarazione di indipendenza del Kosovo è legittima. Con un P.S. per l’assessore all’agricoltura e per l’assessore alla Pubblica Istruzione
Il 17 febbraio del 2008, il Parlamento del Kosovo aveva approvato, con una votazione formale, la dichiarazione della propria indipendenza dalla Serbia, affermando la propria volontà e il proprio diritto ad essere e vivere come uno stato sovrano e indipendente. La Corte di Giustizia dell’Onu ha sentenziato oggi, 22 luglio, che la dichiarazione unilaterale di indipendenza del parlamento del Kosovo è un atto legale, in armonia con il diritto internazionale. È un fatto di grande importanza. Per la prima volta, una dichiarazione unilaterale di indipendenza è dichiarata legale, per cui diventa illegale perseguire chi, democraticamente e legalmente, punta, per esempio in Italia, a cercare il consenso della gente rispetto a una dichiarazione di indipendenza di una regione, per esempio la Sardegna, volendo così affermare un percorso democratico verso l’affermazione di un diritto oggi negato dalla Costituzione italiana. Come sempre, la forma è la veste legale di un accordo politico, di cui gli Stati Uniti sono stati il motore. Come sempre, un atto giuridico importante nasconde moventi un po’ scabrosi. Il Kosovo, infatti, è oggi largamente in mano alla malavita, come ha dimostrato e denunciato recentemente L’Espresso. Ma per noi è importante il pronunciamento della Corte che pubblicheremo nei prossimi giorni.
P.S. Sono state pubblicate le direttive per le serre fotovoltaiche. Non le condivido e credo che, come me, anche altri non le apprezzino, data la discussione che si è svolta anche ieri in Commissione industria. Il Psd’az in assemblea pubblica e in Consiglio aveva preso un impegno di normare il vantaggio delle rinnovabili sul mondo delle campagne con un apposito provvedimento legislativo e non prevedendo esclusivamente l’intervento per le serre, per di più con l’istruttoria e la concessione in capo esclusivamente all’Assessorato all’Agricoltura che di energia non capisce niente. Il califfato delle serre non ha il nostro consenso.
Non basta. L’Agea, su sollecitazione dell’Assessore all’agricoltura, ha mandato in pagamento 66,3 milioni di euro le pratiche dell’Asse 2 (benessere animale, razze in via d’estinzione, agricoltura biologica ecc.) per gli anni 2008-2009. L’Assessore ne ha fatto un grande motivo di propaganda; Agea, dal canto suo, ha comunicato inoltre che rimangono bloccate altre 15mila pratiche (per circa 40 milioni di euro) a causa di diversi problemi legati a discordanze tra superfici dichiarate e accertate o con anomalie nel codice Iban del conto corrente comunicato dal beneficiario.
Fin qui la propaganda, adesso racconto la verità e me ne assumo la responsabilità.
Le pratiche che non verranno pagate sono solamente quelle che hanno il codice IBAN sbagliato o che non lo hanno affatto.
Verranno, invece, pagate in automatico tutte le pratiche che risultano a sistema, comprese quelle per cui gli agricoltori hanno fatto rinuncia. Infatti è notizia sicura che ARGEA Sardegna per una miriade di pratiche che sono presenti a sistema e caricate, non ha ancora proceduto a fare l’istruttoria amministrativa, per cui verranno erogate somme anche a imprese che, a istruttoria eseguita, potrebbero risultare bocciate.
In sintesi: ora si erogano i contributi a tutte le imprese, successivamente i tecnici istruttori di ARGEA Sardegna dovranno verificare chi aveva diritto e chi no; per tutte le domande in anomalia o irregolari verrà dunque attivata una procedura di recupero del credito, in quanto AGEA richiederà indietro i quattrini liquidati indebitamente; la procedura di recupero del credito nei confronti delle aziende agricole avrà a dir poco del mostruoso: se andrà bene si decurteranno le somme erogate dagli aiuti dell’anno successivo; se invece andrà male, si aprirà un’istruttoria che finirà dritta da Equitalia e che, nel frattempo, bloccherà l’erogazione dei nuovi contributi. Insomma, sull’altare di un piccolo vantaggio di presunta popolarità attraverso la distribuzione facile di denaro, viene sacrificata la serenità delle imprese negli anni a venire. Un assessore, lavora a semplificare le procedure, non a saltarle.
È con viva soddisfazione che la Commissione Bilancio ha ripristinato gli stanziamenti sulla lingua sarda, nello stesso giorno in cui l’Assessore, in solitudine, li confermava.

Con questa l’Assessore Prato
Ma anche la giunta hanno toccato il fondo.
Sembra un decreto di “scherzi a parte”.
Pure sgrammaticato.
Un assessore che avoca a se poteri che, per le normative e la giurisprudenza anche recente, sono dello Stato sovra ordinante (vedi sentenze su Puglia e Calabria).
Sostanzialmente mi sembra che chieda che gli operatori passino per il suo vaglio: Ghino di Tacco nostrano.
Ciò che otterrà è un ulteriore complicazione delle procedure, una mortificazione degli operatori salvo quelli che, inopinatamente, riusciranno a realizzare il loro impianto.
Saluti
Antonello
p.s. la mail sottostante me l’ha inviato un amico milanese con il quale da un anno condivido un calvario burocratico per vedere approvato un impianto da 1 MW .
Inviato: giovedì 22 luglio 2010 16.53
A: ‘gregorini’
Oggetto: CAPOTERRA
Antonello
Hai avuto modo di leggere e capire quanto contorto (e non aggiungo altre parole per dignità) è il decreto allegato !!!
La volontà di questa povera gente al governo della Vs regione , ignorante oltre ogni possibile umana comprensione non è altro che quella di bloccare tutto sia per il futuro che probabilmente per il pregresso
Gianni
Addio alle aziende agricole sarde che se già hanno problemi ora in futuro non dovranno fare altro che chiudere. Evviva, se già si parla di latifondisti ora, cosa sarà in futuro? Le banche e i consorzi fidi cosa faranno sulle pratiche di anticipo premialità? Pignorano. Ma ci vogliamo render conto che così stiamo facendo il funerale all’agricoltura sarda? Paolo oltre il psdaz cosa fanno i tuoi colleghi di maggioranza e dell’opposizione, stanno a guardare? Si dovrebbero invece ricordare che molti di loro sono cresciuti dai sacrifici provvenienti dal settore agricolo. Che senso hanno poi tutti gli altri interventi nel settore? Guarda che così facendo state innescando una bomba!
Si salvi chi può..
Azz… Che belle notizie..
Fotovoltaico sulle serre che dovrebbero produrre cosa?
Ci siamo accorti che i nostri pomodori sono fuori mercato, che il prezzo a cui li comprano a Milano o a Verona non copre i costi di trasporto!
Tutta questa roba alla fine a chi dovremmo venderla? Forse ai milioni di turisti che arrivano in Sardegna d’estate?
Quelli che trovi all’Eurospin a comprare la frutta e la verdura che arriva dalla Spagna..
Oi oi…. male fimmis e pejus semmus… Como faghimos sa serras Fotovoltaicais e bendimmos energia, Riempiamo le campagne di pannelli fotovoltaici che fra 20 anni andranno smaltiti, con quale costo ambientale e con quale vantaggio oggi?
Diventeremmo la seconda Israele del mediterraneo. Ma come? quando???
Pagamenti:
Il senso delle cose, se ho capito bene è questo:
L’importante è fare proclami, paghiamo le pendenze 2008 - 2009
ho ma ci siamo accorti che tra 6 mesi siamo nel 2011?
Poveri allevatori e agricoltori… Corrudos e affustigados…
Prato, è voce nota in giro delle sue prodezze imprenditoriali, Stabilimenti di capre con capre che muoiono di fame perché non si pagano i fornitori, porta in Sardegna Capre di razza olandese, e come se non bastasse portava pure il latte dall’Olanda; diventa assessore e modifica il bando PSR della 122 se non sbaglio o 123, a favore della sua ex azienda, ove lui era direttore e/o amministratore.
Insomma sana il pregresso, ” Sapesse come sono felici i dipendenti di Galidà di non avercelo più intorno, chiedete loro, ”
Ora che fa! Colpo ad effetto.. dico al popolo che io porto i soldie faccio pagare ciò che è dovuto, in tal modo faccio il bello aglio occhi del re e il re mi gratifica.
Peccato che tutto passi sulla pelle degli altri…
Mi pare di capire che coloro che non sono in regola, per un motivo o per un altro, oggi ricevono i soldi e domani verranno accusati di indebito percepimento di aiuti:::
Propriu bene semmus sistemados..
chere chi li nerza a su carrale de serrare su contu in sa banca, gai a su nessi non paganth e non deve torrare nudda..
Onorevole!!!! Ma unu poleddu a lu chererides chi bo lu intrego gai che lu leades a via Pessagno….
Ventidue stati membri della Ue, tra cui l’Italia, hanno riconosciuto il Kosovo indipendente.
Si è aperto uno spiraglio, una falla. Scrive sul Guardian James Ker-Lindsay, esperto osservatore dei Balcani della London School of Economics, «il parere del tribunale è destinato a cambiare radicalmente in futuro e le aspirazioni dei gruppi separatisti». Da oggi si potrà aprire una porta per i nuovi Stati possibili non ancora tracciati sul mappamondo. http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/jul/22/victory-of-sorts-kosovo
Non lo hanno riconosciuto, tra gli europei, Cipro, Romania, Slovacchia, Grecia e ovviamente Spagna. Il governo spagnolo, ha presentato alla Corte Onu dei dossier pieni di argomentazioni giuridiche contro l’indipendenza del Kosovo. Non è servito, a quanto pare, anzi sui siti dei giornali spagnoli, catalani e baschi, la notizia della decisione della Corte è in apertura della home page.
CLAUDIO
Il dramma non sono le Serre o gli impianti in sè ma quelli fuori misura in rapporto ad un’equa distribuzione topologica e finanziaria.
E’ mancata la capacità di prevenire e programmare (progettare il futuro), prima con Soru e ora con Cappellacci che avrebbero dovuto, antrambi, creare le condizioni ottimali perché avvenisse quanto sopra, si evitassero le grandi speculazioni, gli accorpamenti anacronistici, gli intasamenti e le iniquità a causa di una legislazione e di una burocrazia “ENIGMISTICA”.
Continua ad essere totalmente assente un modello di sviluppo che susciti un soffio di speranza.
“….l’affermazione di un diritto oggi negato dalla Costituzione italiana.” e anche dalla grande maggioranza dei sardi.
Incautamente-ora lo devo riconoscere -avevo salutato positivamente lo scongelamento delle somme arretrate 2008/2009 pari a 66,3 milioni di euro che l’ARGEA,su sollecitazione dell’Assessore all’Agricoltura,ha mandato in pagamento in questi giorni.Si tratta delle pratiche dell’Asse 2 ( benessere animale,agricoltura biologica,razze in via di estinzione,etc. ).
Solo adesso vengo a sapere che restano bloccate oltre 15 mila pratiche ( circa 40 milioni di euro ),ma che le stesse verranno liquidate non appena gli agricoltori regolarizzeranno il codice IBAN errato o mancante nelle domande a suo tempo presentate.
ARGEA SARDEGNA pagherà,dunque,tutte le pratiche anche se per la maggior parte di esse deve ancora procedere all’istruttoria amministrativa.Come dire che,se a fine istruttoria,risultasse che quell’Azienda Agricola o quell’Agricoltore non ha titolo al pagamento,l’ARGEA Sardegna segnalerebbe il tutto all’AGEA Naz.le che sicuramente imporrebbe il recupero totale del credito erogato con buona pace dell’Agricoltore,che alla fine si troverebbe in un mare di guai e di debiti.
Caro,Assessore Prato, questo è un film già visto in Sardegna.Purtroppo per i nostri Agricoltori è un film dannatamente drammatico.
Nota per l’on.Paolo Maninchedda:
Perchè la III Commissione ha sentito solo CGIL-CISL-UIL sulla Manovra correttiva alla Finanziaria Regionale ?
La CSS ancora una volta è stata esclusa come pure tutti gli altri sindacati autonomi.Ma vi rendere conto che in Sardegna i lavoratori che fanno capo a CSS-UGL-CISAL e CONFSAL sono circa il 40 % della forza lavoro ?
Forse l’urgenza ha determinato questa dimenticanza,che resta una sottovalutazione grave, che certamente nuoce alla valutazione complessiva dell’attuale difficile momento socio-economico della nostra isola.
Chiedo scusa,ma il P.S. per l’Assessore Reg.le all’Agricoltura mi ha
completamente fuorviato rispetto alla notizia ben più rilevante che è quella della pubbliaczione in data 22 luglio 2010 della Sentenza della Corte di Giustizia dell’ONU sulla legittimità della dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo,proclamata dal Parlamento in data 17 febbraio 2008.Detta dichiarazione-afferma l’ONU-è in armonia col diritto internazionale.
E’ una sentenza di enorme rilievo e per noi sardi e per tutte le Nazioni Senza Stato è una indicazione di un possibile strumento giuridico per arrivare all’affermazione della nostra indipendenza.
Ma noi in Europa abbiamo da vincere un ulteriore ostacolo.Nella Nuova Costituzione Europea vi è un vincolo che,se dovesse rimanere nell’attuale stesura,rischia di compromettere la via pacifica dell’indipendenza delle Nazioni Senza Stato.
Nella Costituzione Europea-che,ricordiamo,a differenza di altri Stati in cui era obbligatorio il Referendum approvativo,in Italia è stato sufficiente il voto del Parlamento che si è già espresso positivamente - c’è scritto che la dichiarazione di indipendenza di un nuovo stato sovrano deve essere vagliata e approvata dai Paesi Membri,pena l’invalidità della decisione.
Ho citato a memoria l’articolo della Costituzione Europea che altri più bravi di me in diritto internazionale potranno confermare o confutare.
Resta la soddisfazione per questa sentenza della Corte di Giustizia dell’ONU che,credo,non potrà essere ignorata neppure dall’EUROPA.
Un passo in più nel cammino del diritto dei Popoli.
Lo studioso di diritto internazionale prof.Paolo Fois mi faceva osservare che non esiste soltanto il Diritto alla NON DISCRIMINAZIONE,ma anche quello ugualmente importante DIRITTO ALLA NON ASSIMILAZIONE,che per noi sardi avrebbe un significato molto pregnante se lo sapessimo far rispettare.Per esempio per la Confederazione Sindacale Sarda si potrebbero impugnare tutti quegli atti discriminatori che la vedono esclusa dal CREL e dai tavoli della Concertazione per il semplice fatto che non è firmataria di Contratti Nazionali o perchè è presente solo in Sardegna.
Qualcuno mi ha anche detto:”Se volete contare come CSS,aggregatevi ai Sindacati Italiani che sono maggiormente rappresentativi”;come dire:”Rinunciate alla vostra autonomia e identità,così potete contare di più “.
Ma noi testardamente -da sardi- rivendichiamo il DIRITTO ALLA NON ASSIMILAZIONE E PRETENDIAMO i giusti riconoscimenti giuridici e soprattutto RISPETTO.
Lo stesso ragionamento vale per la Sardegna,che come entità nazionale,potrebbe rivendicare la propria indipendenza all’interno dell’Europa,rifacendosi al Diritto della NON ASSIMILAZIONE.
Ci sarà sempre qualcuno-anche autorevoli costituzionalisti amici- che ci farà osservare che soltando stando dentro l’ITALIA,abbiamo la forza e lo status di Repubblica unica e indivisibile -ma per fortuna oggi si ragiona di federalismo e di unità nel rispetto del pluralismo dei popoli e delle nazioni anche all’interno di una stessa Entità Statuale.Questo ragionamento si sta affermando nel Mondo tramite l’ONU e faticosamnte anche nella stessa EUROPA.
Giacomo Meloni Segretario Generale Nazionale della Confederazione Sindacale Sarda( CSS )
Sarebbe interessante sapere se il Dr. Fais quando cura i pazienti da loro conforto e speranza sul ricupero di una salute intaccata, oppure dice loro che statisticamente quel tipo di patologia è sinonimo de fiagu e taula.
È stato affermato un principio di legittimità giuridica per un popolo di proclamarsi indipendente. Questo è il fatto sostanziale che conta, poi certo vi sono i distingua fra il Kossovo e la Sardegna però la sentenza dell’ONU è lì e come tutte le opportunità può essere utilizzata o meno.
I Sardi hanno bisogno di essere informati, di essere sollecitati ed incuriositi ed hanno anche bisogno di essere liberi.Oggi vivono nella disperazione e nella sottomissione alle forze di occupazione, i partiti politici italiani, considerti come un salva vita.
Il cammino non è facile però bisogna partire. Voglio strappare un si al Dr. Fais augurandogli di trovarci assieme all’arrivo.
William Butler Yeats, To an isle in the water (1889)
Shy one, shy one,
shy one of my heart,
she moves in the firelight
pensively apart.
She carries in the dishes
and lays them in a row.
To an isle in the water
with her would I go.
She carries in the candles
and lights the curtained room,
shy in the doorway
and shy in the gloom;
And shy as a rabbit,
helpful and shy.
To an isle in the water
with her would I fly.
A un’isula ill’ea
La me’ fata, la me’ fata,
fata di lu cori meu!
Idda si moi accultu a la ciminea
e si paldi illi pinsamenti.
Idda pidda li piatti
e li poni in fila.
A un’isula ill’ea
cun idda eu volaria andà.
Idda pidda li candeli
e dà luci a la stanzia cu li tendi.
La me’ fata illa ghjanna,
la me’ fata illu bughju!
Timurosa comu un cuniddu,
cumpassiva e timurosa.
A un’isula ill’ea
cun idda eu volarìa vulà.
(mia traduzione nella variante gallurese del dialetto italiano della Corsica, 2010)
Bianca comu u brocciu
(da U sirinatu di Scappinu di Salvatore Viale, 1817)
Nell’ultimo messaggio per una svista ho scritto dilemma anziché dilemmi nella traduzione dei brani del professore di psicologia Harold Herzog.
L’attività cognitiva di comparazione permette di accostare ciò che superficialmente tendiamo a vedere distante: una donna con un coniglio nella poesia di William Butler Yeats; il bianco della ricotta (una parola della nostra lingua adottata dall’inglese) con una bianca e giovane pelle femminile nella poesia di Viale. Quest’uso del termine ‘comparazione’ potrebbe non convincere il professor Maninchedda, che è un umanista. Di recente ho acquistato un’agevole opera della più nota esperta italiana di retorica, Bice Mortara Garavelli: Il parlare figurato. Manualetto di figure retoriche. Come docente di grammatica italiana lei scrisse altre opere importanti sull’argomento, una delle quali è stata tradotta in spagnolo. Ma — misteri del mondo accademico italiano — ora lei è in pensione; e alcune sue opere sulla retorica sono fuori commercio. E magari qualche giovane studioso adotta l’ultima opera che ha scritto, che almeno mi auguro sia utile per gli studenti. Ma torniamo alla comparazione. Secondo Garavelli la comparazione è un paragone reversibile (ad esempio, Bice è alta come Paola). Quindi, lei potrebbe considerare similitudini quelle che io considero comparazioni. Chi dice che la ricotta è bianca come la sua giovane amica o che il coniglio è timido come un suo caro amico forse non è un raffinato letterato, ma secondo me fa una comparazione sincronica. Tutti gli elementi strutturali sono presenti: casi, proprietà e stati sulla proprietà. Inoltre, la comparazione (o meglio le comparazioni) proposte da William Butler Yeats hanno un fondamento scientifico: gli istinti di timidezza e simpatia sono comuni agli uomini e ad altri animali, come rilevò lo psicologo William James nel capitolo XXIV di un’opera straordinaria pubblicata nel 1890, che anticipa nel capitolo XIII questa concezione della comparazione. La poesia di Viale, che viveva a Bastia, contiene alcune parole incomprensibili per me che sono un modesto parlante della variante dialettale della Gallura, più simile al lessico ed ai suoni che possiamo sentire ad Ajaccio e nel sud. E per il momento non ho un vasto dizionario del dialetto corso. Viale era un magistrato dello Stato francese ed un letterato di alto livello, membro dell’accademia della Crusca. Pur essendo a favore dell’italiano, scrisse anche in dialetto. Ma non fu mai un nazionalista italiano, e nemmeno corso. Io mi auguro che oggi persino chi in Sardegna è a favore dell’indipendenza sia un competente ed onesto funzionario dello Stato. Come sa il professor Maninchedda, il nazionalismo corso si è sviluppato per ragioni storiche in tempi recenti. Durante la seconda guerra mondiale dopo l’armistizio i soldati italiani combatterono a fianco dei partigiani corsi e furono vittoriosi; ma questo non bastò a riavvicinare la Corsica all’Italia. Personalmente trovo poco sensato il bilinguismo tra il francese ed il corso, che è un semplice dialetto italiano. Preferirei vedere in Corsica scritte in italiano. E molti giovani che vogliono studiare in Italia trarrebbero vantaggio dall’uso della nostra lingua. Ma forse questo non è un argomento sul quale io sono il più adatto a riflettere. Il Fedeli (questo è il mio vero cognome) che circa due secoli fa’ giunse qui dalla Toscana acquistò la terra e trovò moglie in un’area storicamente e linguisticamente italiana dell’isola. Ma forse lui aveva una parlata più vicina all’italiano letterario. E il Granducato degli Asburgo-Lorena fu il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte. Ma nella famiglia Fideli non ricordo né persone con grandi dati marziali né nemici acerrimi dei totalitarismi, anche se di recente il professor Brigaglia ha ricordato, tra gli altri, anche Giuseppe Fideli, cugino di mio nonno, che dopo l’armistizio coraggiosamente si rifiutò di aderire alla repubblica sociale italiana e finì in un campo di concentramento, dal quale fortunatamente tornò in buona salute. La corte internazionale delle Nazioni Unite ha sede a Den Haag. Io sono stato in quella città, dove risiedono i reali di Olanda, discendenti da una famiglia che ha avuto grandi meriti storici, ma non ho visitato la corte. In un articolo pubblicato il 23 luglio nel Corriere della sera Massimo Nava criticava la decisione sul Kosovo per i possibili effetti imitativi tra i sostenitori delle “piccole patrie” derivanti da questo precedente o esempio, per usare il linguaggio retorico. Io, come superficiale comparatista, mi limito ad osservare che il Kosovo è grande all’incirca come il nord della Sardegna ed ha più o meno gli stessi abitanti della nostra isola. I kosovari, che parlano una lingua europea caucasica e che si sentono europei, preferiscono non far parte della Serbia e restare soli piuttosto che essere inglobati dall’Albania. La corte riconosce loro questo diritto, in accordo con quanto hanno fatto molti Stati (tra i quali gli Stati Uniti d’America). Non essendo nazionalista, io non gioisco per questo, ma nemmeno mi preoccupo. Oggi l’indipendentismo è minoritario sia in Corsica sia in Sardegna. E dubito che l’eventuale indipendenza della Corsica possa alimentare il nazionalismo nel Nord della Sardegna, che è italiano, e che non vuole essere separato dall’Italia sulla base dei risultati elettorali dei nazionalisti sardi. E forse anche i catalani di Alghero non sono particolarmente attratti dal nazionalismo sardo, che a mio parere ha fondamento nel centro-sud della Sardegna. Concludo con una breve cenno all’unico italiano che ha avuto il premio nobel per la pace, Teodoro Moneta, che pure fu combattente e nazionalista. Non essendo nato a Milano, o almeno in Lombardia, e non conoscendo al momento le sue opere, io non mi azzardo a proporre al nuovo sindaco di dare questo nome alla più bella via di San Teodoro, che porta dal centro alla spiaggia che si affaccia sull’isola di Tavolara. Ma magari altri concittadini lo possono fare a buon titolo per ragioni di origine o per cultura personale. Ritengo che l’associazione che io propongo, o quella con il parco marino, sia più efficace rispetto a quella con l’autore dei Quaderni dal carcere, al quale, se proprio gli intellettuali non ne possono a fare a meno, potrebbe essere intitolata una delle vie in cui oggi hanno sede coloro che devono garantire la libertà di espressione: i poliziotti in quanto forza dell’ordine o i carabinieri in quanto militari, nell’auspicio di una riforma nel loro stesso interesse. Io tendo a pensare che la violenza, ed anche le parole ispirate dalla violenza, alimentino violenza. Non pretendo di convincere qualcuno, ma voglio essere rispettato come italiano.
Roberto Fideli
Traduttore e scrittore (www.robertofideli.com)
Ricordo al signor Nino che la statistica im medicina è FONDAMENTALE. Non faccia battute banali sulla mia professione perchè non mi conosce.
Pur di realizzare il suo obiettivo l’assessore riesce a fare, a tempo di record, un decreto simile.
DECRETO N 1910/DecA/75 DEL 23.07.2010
—————
Oggetto: procedure autorizzatorie per il rilascio delle A.U. in materia di Serre Fotovoltaiche
Effettive. Costituzione Gruppo di Lavoro.
VISTO lo Statuto Speciale per la Sardegna e le relative norme di attuazione;
VISTA la Legge Regionale 7 gennaio 1977, n° 1 e successi ve modifiche e integrazioni;
RICHIAMATA la Legge Regionale 7 agosto 2009, n° 3 art. 6 reca nte disposizioni in materia di
produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
VISTA la Delibera di G.R. n. 10/3 del 12.03.2010 con la quale si approvava l’atto di
indirizzo e le linee guida in materia di procedure autorizzative per la realizzazione
degli impianti di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili;
VISTA la Legge 7 agosto 1990, n° 241 recante nuove norm e in materia di procedimento
amministrativo;
VISTA La Delibera di G.R. n. 25/40 del 01/07/2010 avente ad oggetto i chiarimenti alla
precedente Delibera di GR n. 10/3 del 12 marzo 2010, con la quale si sono
approvate le nuove linee guida in materia di autorizzazioni per l’installazione di
impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
VERIFICATO che l’Assessorato all’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale -Direzione Generale –
Servizio Strutture- è stato individuato quale Ufficio competente al rilascio delle
autorizzazioni per la realizzazione delle serre fotovoltaiche effettive, così come
definite nell’allegato 4 alle linee guida in questione;
VISTO il proprio Decreto Assessoriale n. 1820/DecA/73 di approvazione della Circolare
esplicativa in materia di Serre fotovoltaiche effettive, in attuazione della Delibera di
G.R. n. 25/40 del 01/07/2010 avente per oggetto “competenze e procedure per
l’autorizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Chiarimenti Delib. G.R. n. 10/3 del 12/03/2010. Riapprovazione linee guida”.
ATTESO che occorre procedere alla costituzione di un gruppo di lavoro che avrà
competenza specifica per la definizione dei procedimenti da attivare per le
valutazioni delle istanze di A.U. per la realizzazione delle serre fotovoltaiche
effettive, in ordine alla verifica dei requisiti che le stesse devono possedere, così
come indicato nella Delibera di G.R. n. 25/40 del 01/07/2010;
DECRETO N.
DEL
STABILITO che tale gruppo di lavoro, costituito da tecnici dell’Assessorato e da esperti della
materia esterni ma comunque dipendenti delle agenzie regionali (Argea e Laore),
avrà il compito di supportare il servizio strutture dell’Assessorato all’Agricoltura, a
cui è attribuita la competenza sul rilascio dei titoli abilitativi per la realizzazione
delle serre fotovoltaiche effettive;
STABILITO altresì che il compito di coordinamento del gruppo sarà affidato al Direttore del
servizio strutture, o un suo delegato, e che lo stesso gruppo dovrà riunirsi con
cadenza settimanale per portare avanti il lavoro di valutazione delle istanze
pervenute, e che con cadenza quindicinale dovrà relazionare alla Dott.ssa
Margherita Manuela Soro dell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato, che avrà il
compito di monitorare lo stato di avanzamento delle procedure attivate e concluse
dal gruppo di lavoro.
DECRETA
Art. 1) ISTITUZIONE GRUPPO DI LAVORO SULLE AUTORIZZAZIONI UNICHE
PER LE SERRE FOTOVOLTAICHE EFFETTIVE
E’ istituito Il gruppo di lavoro, di cui alle premesse formato dai seguenti funzionari
dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura (Servizio strutture e Servizio Territorio)
e dai tecnici esterni funzionari delle Agenzie Regionali, e viene così costituito:
Saba Claudio (Direttore del Servizio Strutture –Coordinatore)
Assiero Brà Alessandro ( Servizio Strutture Assessorato dell’Agricoltura)
Sechi Daniele ( Servizio Strutture Assessorato dell’Agricoltura
Fois Marisa ( Servizio Strutture Assessorato dell’Agricoltura)
Putzolu Francesco ( Servizio Strutture Assessorato dell’Agricoltura)
Di Girolamo Pierricardo ( Servizio Strutture Assessorato dell’Agricoltura
Porcu Gian Quirico ( Servizio Territorio Assessorato dell’Agricoltura)
Sabiucciu Gian Franco ( Agenzia Laore Sardegna)
Bucca Enzo ( Agenzia Laore Sardegna)
Piludu Alessio ( Agenzia Argea Sardegna)
Margherita Manuela Soro ( Ufficio di Gabinetto Assessore dell’Agricoltura)
Art. 2 COMPITI DEL GRUPPO DI LAVORO
Il gruppo di lavoro, costituito così come all’art. 1 ha il compito di supportare il
servizio strutture, competente al rilascio delle autorizzazioni uniche in materia di
serre fotovoltaiche effettive. In particolare il gruppo di lavoro dovrà prendere
visione delle istanze presentate, verificare il possesso dei requisiti previsti nella
delibera di G.R. n. 25/40 del 01/07/2010 inerente la riapprovazione delle linee
guida sulle FER, e attivare con il servizio competente tutti gli atti necessari per il
rilascio delle Autorizzazioni Uniche.
DECRETO N.
DEL
ART. 3 TEMPI E ATTIVITA’
Il gruppo di lavoro, costituito così come indicato all’art. 1 si riunirà con cadenza
settimanale, e all’occorrenza in occasione delle conferenze di servizio, e porterà
avanti il lavoro di verifica e valutazione, preparatorio e di supporto al servizio
competente al rilascio delle A.U., in tempi ragionevoli, nel rispetto delle procedure
e delle prescrizioni di legge. Dovrà inoltre relazionare, ogni 15 giorni, alla Dott.ssa
Margherita Manuela Soro, Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato, che avrà il compito
di monitorare lo stato di avanzamento delle procedure attivate e concluse dal
gruppo di lavoro. Il gruppo potrà adempiere ai compiti assegnatigli anche qualora,
durante le sedute di lavoro, non fossero presenti tutti i componenti nominati.
Cagliari,
L’Assessore
Andrea Prato
******
a me sembra che un decreto simile sia del tutto illegittimo.
La L.R 31/1998 pone in capo al direttore generale la disponibilità del personale e non all’assessore, quando poi è asegnato ai servizi questo personale dipende dai singoli dirigenti.
Con questo decreto non solo si dispone di personale di più servizi, in barba alle competenze dei dirigenti, ma anche delle agenzie, che dipendono dai direttori generali delle agenzie. Veramente si è ritornati al passato quando gli assessori disponevano di tutto.
Ma non solo dispone anche che il lavoro svolto da questo singolare gruppo di lavoro sia supervisionato da un soggetto, facente parte di un ufficio di gabinetto. Ancora una commistione tra politica e gestione non permessa dalle leggi attuali. Il tutto in barba alle competenze dirigenziali, anzi andando a specificare che quanto fatto dai dirigenti sarà valutato e supervisionato da un soggetto facente parte del gabinetto. Alla faccia anche delle competenze del direttore generale. Se poi si aggiunge che la persona indicata quale supervisore non risulta, dal sito della regione, tra i facenti parte del gabinetto dell’assessore Prato c’è veranete da restare stupiti di tanta fantasia.
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Apre giovedì 1° luglio 2010 alle 21:30 con il concerto di Rocco Papaleo e il suo Trio la settima edizione del Festival letterario Isola delle Storie di Gavoi. Leggi »»
Festivalguer 2010
A promuovere il cartellone dei Grandi Eventi della nona edizione del Festivalguer è come sempre il Comune di Alghero che si avvarrà quest’anno della collaborazione di SARDINIA! ENTERTAINMENT, la nuova realtà imprenditoriale nata dalla joint venture tra SARDEGNA CONCERTI struttura leader nell’isola, e la padovana ZED!, la più importante e dinamica azienda di spettacolo operante nel Triveneto Vedi il sito »»
Rocce Rosse & Blues Festival 2010
Rocce Rosse & Blues Festival ritorna nella sua XIX edizione con il grande blues internazionale in una straordinaria tre giorni esplosiva con i migliori pezzi da novanta, e una programmazione intensa di oltre un mese di spettacoli dal 23 luglio al 28 agosto. vai al sito »»
FamigliaScuolaEducazione
La Chiesa sul web per aiutare le famiglie Vai al sito »»
OIL. Un film di Massimiliano Mazzotta
La forza devastante del petrolio. La dignità del popolo sardo. La locandina »»
Teatro Riverrun
Nuovi spettacoli, progetti e laboratori al Riverrun Teatro di Cagliari
Seminario Nuoro Jazz
Sono aperte le iscrizioni al Seminario Nuoro Jazz, in programma nel capoluogo barbaricino nel consueto periodo, dal 25 agosto al 4 settembre. Alla loro edizione numero ventidue, i corsi annuali diretti da Paolo Fresu possono contare anche stavolta sul rodatissimo corpo docente. Leggi tutto»»
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Piccola biblioteca della Sardegna
Ho pensato, chiedendo aiuto ad Alberto Contu, di rendere disponibili un po’ di testi del pensiero sardista, autonomista e federalista. [Leggi]
Limba sarda e cotidianos locales
Frades istimaos,
paris cun ZFPintore, cun Paùlu Pisu e, creo, cun sos prus de sos sardos, semus de accordu ca est una bregùngia manna chi sos cotidianos “sardos” appant decidiu de non pubblicare interventos e nemmancu literas de totus sos chi ant praghère de iscriere in sardu. In cale ateru zassu ‘e mundu suzzedint cosas diasi? [Leggi]
Le parti fisse della messa tradotte in sardo
Per cortese concessione di Raimondo Turtas, metto in rete la traduzione delle parti fisse della Messa tradotte in sardo da un pool di sacerdoti e esperti. Mi paiono bellissime, utili a far comprendere come gli stessi concetti espressi nella propria lingua hanno un'eco più profonda. (p.m.) [Leggi]
Canone II in logudoresu
Canone II in campidanesu
Il Papa in Sardegna
Scarica i tre discorsi tenuti da Papa Benedetto XVI durante visita del 7 settembre 2008.
Maninchedda costretto a parlare di Autonomia, finisce col parlare di indipendenza
Lo scorso 28 novembre, l'Associazione Nino Carrus ha ospitato Paolo Maninchedda che ha tenuto una lezione su "L'Autonomia in Sardegna: principi, ragioni della specialità, prospettive per il futuro" video »»
Per non dimenticare
Cara Europa
Appello di Rebecca Covaciu contro la persecuzione dei Rom in Italia. Leggi »»
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