Le norme del cosiddetto Piano casa che non posso votare
Non posso votare il comma 18 dell’art.1, il quale elimina il limite posto dalla norma precedente, che consentiva la realizzazione, nei comuni ancora privi di PUC solo delle lottizzazioni approvate e convenzionate prima del Piano paesaggistico regionale a patto che avessero avviato legittimamente le relative opere di urbanizzazione; in sostanza, il comma 18, elimina il vincolo cronologico dell’approvazione del Piano Paesaggistico regionale e consente ai Comuni privi di PUC di realizzare qualsiasi lottizzazione approvata e convenzionata. È un premio ai comuni non virtuosi, che continuano a amministrare con i veccchi Piani di fabbricazione; è un premio ai comuni che hanno consumato tutto il consumabile. Esempi? Olbia, San Teodoro, Budoni, Villasimius (che ha il Puc in itinere ma non ancora vigente) ecc. È uno schiaffo ai comuni che pur dotati di Puc si videro bloccate dal Paesaggistico le lottizzazioni approvate. È un premio anche a un altro signore, potentissimo, che che non mi ama per quello che penso, dico e faccio. Non posso votare il comma.
Come non posso votare il comma 15, che prevede che si possano demolire e ricostruire con un incremento di cubatura del 10% le case esistenti nella fascia dei trecento metri. Questo stesso testo venne bocciato in Aula a voto segreto in occasione dell’approvazione del primo piano casa, ma con una posizione chiara e distinta del Psd’az, che evidentemente si pensa di poter ignorare. Io, questo comma, non lo voto.

avanti così, col coraggio delle proprie azioni.
è un sistema che premia sempre, basta avere pazienza: il popolo, e non solo il popolo, saprà apprezzare
E fai bene. Bravo.Questo vuol dire parlare chiaro.
Concordo con Lei: come si fa a votare quell’obbrobrio di Piano Casa! Una delucidazione, ma la regione come si sta muovendo per la privatizzaizone della Tirrenia. Da più parti si dice che il monopolio stia per passare in mani siciliane, come dire dalla padella alla brace. Potrebbe presentare un’interrogazione alla Lorettu?
Avanti così, fai bene.E’ ora che si metta un freno a queste operazioni di lottizzazione selvaggia.
E poi, a favore di chi?
Ne piangono solo quelle amministrazioni virtuose e rispettose delle leggi.
Il Psd’az è stato chiaro da subito e a maggior ragione ti devi distinguere in questo momento. Ancora una volta complimenti .
Il tuo ragionamento è giusto. Ma perchè la maggioranza di cui fai parte su queste cose non riflette ?
Mi appare sempre più che il centro destra è il centro degli interessi più oscuri. La sua politica e sempre quella. Gli amici … degli amici … degli amici…..
Caro Paolo sono daccordo con te, non mollare neanche di una virgola. Molti sardi stanno seguendo le tue battaglie, bravo continua così.
Paolo tu non puoi votare questi articoli e gli altri? mi riferisco a oggi sulla nuova ci sono tre nomi tra i contrari e non 5, notizia da prendere con cautela.
Mi permetto di andare un attimo OT:
stiamo attenti che non si ripeta la regalia per la Dinamo Sassari, adesso chiedono i soldi per la serie A1;
è scandaloso che una società privata, con fini di lucro, sia privilegiata rispetto a tante altre società sarde sul baratro.
Pensiamo a tutte le piccole imprese che chiudono i battenti, altro che sovvenzione alle società sportive professionistiche;
sovvenzioniamo lo sport giovanile, propagandiamo l’attività fisica come promozione della salute e prevenzione delle malattie.
È uno schifo.
Scusate lo sfogo.
resto veramente colpito dal nostro “parlamento”
dove per la prima volta l’orgoglio è trasversale
centrodestra centrosinistra , liberali, ecologisti
difendono la nostra terra , si sente perfino forte e chiara una parola
indipendenza! è questo il vero setaccio da cui si doveva passare
le idee di libertà devono essere patrimonio comune delle diverse opinioni ideologiche e politiche, il tempo monda dal clientelismo e dai delegati delle mafie italiane
in autunno si voterà io so per chi
i sardisti ci pensino bene
Sono d’accordo sulla Sua posizione. Stia sempre contro i politici prepotenti e con quelli che si fanno partecipi degli interessi privati, contro quelli più generali della collettività: si chiamino Soru o Capellacci-Asunis.
Gli elettori, ormai svezzati, sanno ormai riconoscere e discernere la buona politica da quella poco trasparente e di parte.
A Gregorio: che gli elettori siano ormai svezzati e che sappiano discernere mi pare un luogo comune. Magari fosse, in realtà ogni volta i più si fanno mettere nel sacco, o ubbidiscono a logiche clientelari, come a Nuoro. Il fatto è che forse, con questa grave crisi, siamo alla svolta e impedire giochi politici di basso profilo sembra diventare possibile. Il federalismo fiscale, che ci vede probabili vittime, potrebbe anche essere un occasione per rimettere in discussione vecchi equilibri. Le manfrine sarà più difficile farle di nascosto.
Il Piano Cassa è uno strumento legislativo malandrino, particolarmente pregno di demagogia e malafede, concepito dai soliti ignoti che, trincerandosi dietro discutibilissime questioni di equità e di opportunità di rilancio dell’economia, ridono sotto i baffi - come i furboni del terremoto - certi della noncuranza di una gran parte della rappresentanza politica che siede, e spesso dorme, nel consiglio regionale. Ma qualcuno ha sbagliato a fare i conti. Si è già visto e sentito un coro, e qualche pregevole solista, contrario all’omologazione di un popolo asservito e consenziente,( quindi pecora per eccellenza, data la ben nota attitudine alla convivenza con il nobile ovino che tanto ha dato e continua a dare alla nostra terra) mettere in discussione un Piano che si delinea come un processo di cementificazione democratica e di ecologia antropica destinata a ceti sociali, ahimè, non esenti da ICI. La giustificazione, quindi, di questo possibile gettito di nuovi tributi ed imposte, legittimerà l’accrescimento della ricchezza dei soliti noti determinando l’impoverimento (è un eufemismo per non pronunciare la parola miseria)dei comuni cittadini che dovranno anche pagare, con le loro sì misere risorse, le infrastrutture che saranno necessarie per supportare l’appesantimento demografico delle zone soggette a maggiore stress.
Saranno luoghi comuni, ma spesso servono: repetita iuvant.
La sconfitta di Soru alle ultime elezioni regionali, e la vittoria di Milia alle provinciali, al ballottaggio, sembrano proprio un’attenzione degli elettori verso un cambiamento che sentiamo necessario ed urgente. Cambiamento verso una politica più onesta e seria, soprattutto in questo momento di crisi.
La lettura che mi sento di fare è sostanzialmente questa:
- Il PD non potrà più vincere con personaggi come Soru, a capo della coalizione;
- Milia ha vinto solo perché gli elettori si sono tappati il naso e gli occhi e molti non sono andati a votare un partito (PDL) con troppi scheletri nell’armadio.
In sintesi, caro Maninchedda, attento alle alleanze ed al personaggio che viene proposto a capo della coalizione. Il programma elettorale deve essere molto semplice e chiaro nei contenuti, nel modo come verrà realizzato, con l’individuazione dei mezzi (anche economici) e nei tempi. Senza questi presupposti credo che qualunque proposta politica sia destinata al fallimento: nell’incertezza si insinuano i soliti manovratori occulti di interessi solo privati (leggi il Piano casa 2 fortemente voluto dagli speculatori edilizi a danno delle coste sarde).
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