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Una risposta del Pd che dimostra che a volte le vittorie fanno male

22 giugno 2010 19 commenti

102Dunque, il segretario del Pd Silvio Lai, dice al Psd’az: “Non dialoghiamo sull’indipendenza se voi non uscite dalla maggioranza”. Il tutto condito con la solita solfa dell’antiberlusconismo, di cui a noi ci frega un baffo. Evidentemente ci siamo sbagliati o non ci siamo fatti capire. Perché se il Pd pensa di stritolarci nel bipolarismo e costringerci così a derubricare l’indipendenza nell’autonomismo, significa che o noi non ci siamo fatti capire o che loro non capiscono nulla.  Il Pd scorda se stesso, perché noi, realmente abbiamo aumentato i nostri consensi: ci mancano 47 voti a cinquantamila, per cui non abbiamo bisogno del conforto del Pd. Ecco, è il tono di questa risposta che è in primo luogo sbagliato: un Pd spappolato a Nuoro e Cagliari, trasformato in un grande gruppo misto a Roma, qui, per aver vinto ai ballottaggi col 70% della popolazione che non va a votare, riprende lo stile arrogante e solitario che aveva avuto con Veltroni e dice al Psd’az: per dialogare con noi, ti devi subordinare a noi. Cioè non accetta neanche il merito delle questioni, non accetta di dialogare sullo stato, sul fisco, sull’indipendenza, sullo sviluppo. No, prima l’atto di subordinazione. Ma si può dire? Perché non ve ne andate un po’ a quel paese!  Forse sono galvanizzati dalle inchieste su Cappellacci, ma li vedo anche tremebondi di fronte alla possibilità, reconditissima, perché in Italia la giustizia non esiste, che altre inchieste possano lambirli. Come si fa a accusare il  Psd’az di non accorgersi della negatività del federalismo fiscale, quando fino a qualche mese fa, autorevoli esponenti del Pd parlavano delle grandi opportunità nascoste nella rinuncia alla specialità e nell’omologazione allo status delle regioni a statuto ordinario? Come si fa a dire a noi che dobbiamo riconoscere le inadempienze della Giunta quando, proprio per aver detto la verità sulla Giunta, stiamo combattendo una battaglia difficilissima? Ma soprattutto: come si fa a snobbare l’unica grande proposta, capace di metterci tutti in discussione, che è quella del grande partito dei sardi? Come si fa  a non vedere le grandi opportunità di cambiamento che si nascondono nel dibattito interno del Pdl e del Pd? La risposta di Lai è vuota nel contenuto: quale è l’idea di Stato del centrosinistra? Quella della Banca d’Italia? Quella di Bassanini? Quella di Letta? Oppure è la fuffa autonomista di Soddu? Oppure è ancora la menatina del Piano di rinascita? Quale è la posizione del Pd sul Patto di stabilità, grandissima fregatura inaugurata da Prodi? E quale è la posizione del Pd rispetto alla sovranità reale della banche in Europa, posto che il suo leader Prodi è l’uomo di punta di una squadra vicina alla Goldman Sachs che oggi è ramificata e egemone nella politica economica dell’Italia? Ma un partito così mal messo, non più di massa ma massivamente subordinato ad alcuni interessi, inginocchiato a Repubblica e De Benedetti, antilibertario e borbonicamente statalista, che non sa più che fare al Nord, che per bocca del suo leader constata che se Berlusconi perde consensi questi vanno ad aumentare l’astensionismo e non il centrosinistra, un partito così fatto e messo, può permettersi il lusso del disprezzo, dell’arroganza, della sicumera? Le dichiarazioni di Lai ricordano la politica unilaterale americana che ha sempre regalato agli States fasi recessive e al mondo un po’ di guerre. Auguri, ma non commetterò più l’errore di pensare che si possa parlare nel merito con persone così sostanzialmente indifferenti alla Sardegna e solo ed esclusivamente interessate al potere del termitaio del loro partito.

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19 commenti »

  • Franco Cappai scrive:

    E si , caro Paolo queste persone, le hai sopravalutate, a loro non interessa minimamente quello per cui noi ci stiamo battendo, come vedi basta una vittoria che si basa sull’astensionismo che immediatamente cambiano pelle e si rivestono dei loro stessi fallimenti. Non sono interlocutori affidabili, per cui farai bene a diffidare di loro nel prossimo futuro,il nostro obiettivo lo perseguiremo con il supporto di tanta gente che finalmente sta metabolizzando il messaggio di un grande partito dei Sardi quelli VERI e non i CONTINENTALIZZATI.
    Ti rinnovo la mia stima per il grande coraggio che riesci a trasmettere a tutti noi.
    Buon lavoro a tutti e FORTZA PARIS
    Franco Cappai Borore

  • Enea Dessì scrive:

    Ma dove vivono? Perdono il 30% dell’elettorato e vogliono dettare l’agenda? Io so che la questione dell’indipendenza sta diventando una questione urgente e se il PD non ci sente da quell’orecchio vuole dire che è sempre di più distaccato dalla realtà. Chi la sta capendo sa che c’è una attenzione diffusa (molto diffusa) sul progetto di poter fare diversamente dai signorsi a Roma e ai suoi partiti.

  • Sardus filius scrive:

    Credo che il PD, se vuole far uscire il Psd’Az dalla maggioranza debba aprirsi alla discussione sull’Indipendenza e non viceversa (anche se, ad Ollolai lo ha dimostrato, non hanno ben capito ancora la differenza che può esistere tra autonomia, indipendenza e federalismo). Le affermazioni di Silvio Lai, però, mostrano pure altro (e mi riferisco all’ipocrisia dei complimenti di Cucca per “lo splendido risultato” dell’altro giorno). Non si dimentichi neppure che questa tendenza pseudo federalistica è stata iniziata anni addietro proprio all’interno dell’attuale PD (quando ancora si chiamava “la cosa”, l’Ulivo e quant’altro). E’ questo che ha segnato la svolta federalistica (o pseudo tale) dei leghisti che, ancora al Congresso sardista di Quartu Sant’Elena, si presentavano come indipendentisti. Bene fa l’onorevole professore a rispondere a tono al PD di Silvio Lai come bene fa il Psd’Az. a stringere il PdL ai suoi impegni programmatici in Regione. Da quel che traspare, però, emerge che ogni forma di dialogo possa scontrarsi con i muri di gomma eretti di fronte alle sempre più pressanti richieste di libertà e di sovranità della Sardegna. Il dramma economico-finanziario che stiamo vivendo dovrebbe indurci a riflettere sul vecchio progetto sardista di ZONA FRANCA, facendo attenzione a non confonderlo con quello elaborato successivamente in ambienti ex democristiani di PUNTI FRANCHI. Parliamone, discutiamo, allargando le aperture alla società civile che per il 70% si è allontanata o si è sentita sempre più esclusa dal moriga moriga che c’è dentro il partitismo della casta arrapagnona.
    Una considerazione a parte meriterebbe la specialità dell’autonomia riconosciuta alla Regione Sardegna, ma sono cose vecchie, oggi i sardi non conoscono più la loro stessa “questione nazionale” e, confusi nella più generale questione del mezzogiorno, si mostrano sempre più ridotti alla condizione di “terroni”. Ohibò, se ci si svegliasse un poco il sonno!

  • Mmc scrive:

    Stante l’ingessamento italo romano del PD il dogmatismo la fa da padrone. E perde consensi reali a favore di disinteresse e dell’astensionismo: la morte della democrazia partecipata.
    Il PSd’Az ha ampi margini di crescita se si apre ai giovani e li coinvolge.
    Sappiamo bene che nel cuore di ciascun giovane cova uno spirito di ribellione ad un sistema ingessato e senza potenzialità.
    Paolo, non comprendendo tanto silenzio in merito, ti chiedo nuovamente: PSd’Az vuole lavorare o meno su Cagliari?
    Possibile che i giovani in cerca di un principio politico valido debbano essere preordinatamente adsorbiti dal bipolarsimo?
    Coinvolgente l’inaugurazione della campagna elettorale a Nuoro… Perchè non tentare a Cagliari?
    Tu o chi per te a Cagliari batta un colpo!

  • Tonino Bussu scrive:

    La nazione mancata o abortita di cui parlava Lussu è frutto della scarsità di effettivo dibattito politico vero e della poca fiducia dei sardi in se stessi come dimostra la reazione supponente e faziosa del pd , ma anche dell’intera coalizione di centrosinistra che pare condividerla, alla proposta sardista di discutere sulla mozione sull’indipendenza.
    Solo accettare di discutere su questo fondamentale tema per loro sarebbe riconoscere il ruolo centrale del Partito Sardo d’Azione, ruolo che invece ha cominciato a riconoscere l’elettorato che forse individua nei sardisti l’unica speranza per il futuro.
    La risposta del PD è frutto di una democrazia bloccata, imbalsamata da un bipolarismo centralistico e dogmatico che, secondo loro, dovrebbe essere calato dal governo centrale alle Regioni, Province e fino ai Comuni più piccoli della periferia dell’impero dove vengono riprodotte e rappresentate quelle forze centralistiche in percentuali ben individuate e rispondenti ai sottocapi dei vicecapi dei capibastone presenti a Roma, portatori tutti di un’ideologia che lascia poco spazio alle divagazioni e all’acume e intuizione politica libera, sos de noche suni presos e a fune curtza puru!
    Gli unici che si discostano da queste posizioni cristallizzate vengono guardati con sospetto prima, sopportati dopo e, se insistono, scomunicati come eretici.
    Forse dobbiamo sperare che aumentino gli eretici, le persone libere, i gruppi non ossequianti che l’autonomia, l’indipendenza, il federalismo lo pratichino effettivamente producendo atti, leggi e operando scelte decisive per il futuro della Sardegna che vadano un tantino oltre le proposte di riforma dello Stato che di avanzato hanno solo l’uso spregiudicato di funambolismi lessicali in una miscela confusa e gratuita di termini come nazione sarda, popolo sardo, indipendenza, federalismo, confederalismo e via dicendo.
    Il PD, nella sua risposta indiretta al Partito Sardo d’Azione, premette che non accetta lezioni.
    Ebbene, non c’è bisogno che i sardisti diano lezioni al PD, è sufficiente per il momento la lezione che al PD hanno dato i sardi, soprattutto quelli che non sono andati a votare, quelli che si sono astenuti, mentre una grossa fetta dei votanti hanno premiato il Partito Sardo d’Azione che deve farne tesoro e insistere sulle tematiche di riforma dello Stato per non deludere le speranze dei tanti giovani, e non solo, che guardano al Psd’Az. non solo con simpatia, ma con grande fiducia.
    Non deludiamoli e non fermiamoci, malgrado l’atteggiamento del PD!
    Tonino Bussu

  • FC scrive:

    Eh si le poltrone devono essere proprio comode… Ma non si rendono conto che la gente non sta più andando a votare perchè è stanca di questi stupidi giochi? Il popolo ha bisogno di concretezza e per quello che hanno votato Psd’Az perchè comunque alle parole sono seguiti i fatti. Si sono resi conto nel PD che nella provincia di Nuoro nonostante abbiano “vinto” hanno perso una marea di consensi? Si sono chiesti il perchè? O forse sono convinti che gli basti presiedere in provincia per vincere? Penso che invece andranno incontro ad una lunga battaglia perchè non penso che l’opposizione rimanga a guardare. E’ ora di dire BASTA se vogliamo continuare a vivere in una provincia che sta morendo. Sosteniamo il progetto del PSd’Az e arriviamo tutti insieme al traguardo preposto se vogliamo vivere in un’isola felice.

  • Francesco Sanfilippo scrive:

    La paura di perdere lo status obbliga loro a cantare vergognosamente vittoria.
    La disperazione dettata dal rendersi conto che la società gli ha abbandonati fa si che dopo l’affondamento delle corazzate si canti vittoria dalle scialuppe.
    Non solo non si ammette di aver imboccato la strada del definitivo declino ma ci si rivolge a noi ancora con l’atteggiamento presuntuoso di chi richiede la subordinazione a prescindere.
    Ma la pena maggiore è stata vedere ieri sera al TG di Videolina vecchi amici di un tempo sforzarsi di sorridere alla corte di un padrone morente!
    Fortza paris

  • Stefano De Candia scrive:

    Caro Paolo
    Riprendo il succo di un mio post sulla discussione in cui rispondevi a Cucca con un’apertura nel quale ho detto che ne contestavo tempistica, interlocutori ecc.
    Direi che si è verificato tutto, purtroppo!, gli interlocutori non potevano essere quelli giusti, non lo sono nemmeno quelli del pdl ovviamente, in quanto la mozione sull’indipendenza è stata presentata diverso tempo fà e quindi il pd e i suoi affini politici avrebbero già potuto valutarne la portata e la bontà ma nulla hanno fatto e nulla faranno a prescindere dall’uscita dalla maggioranza regionale.
    Nessuno, nè pd e tantomeno il pdl, si è preoccupato di chiedere con forza ed insistenza la costituente per lo statuto e anche questo dimostra che i nostri interlocutori possono essere solo ed esclusivamente i sardi e non i partiti italiani di cui i sardi fanno parte.
    Siamo sinceri nè pd nè pdl hanno interesse a farci fare bella figura su nulla e poco interessa a loro dell’indipendenza o della costituente perchè non fà perte del loro disegno politico che è tutto concentrato sul mantenimento dello status quo e non vogliono certo che questo cambi a favore di altri.
    Pensate a come il pdl si stà lacerando e a come da anni lo fà il pd, credete che siano questioni ideologiche? o forse differenti visioni di sviluppo per la Sardegna? è solo perchè la torta da spartire è sempre più piccola e le bocche che chiedono cibo sono sempre più affamate…
    Per concludere Paolo un invito a te e a tutti i sardisti che continuano a dire che il nostro partito ha vinto… ho qualcuno mi dimostra che con 49953 voti si riesce a governare da soli o almeno ad essere il partito di maggioranza relativa o altrimenti aver perso il governo di 6 province e di tutte le città più importanti non si può continuare a spacciarla come vittoria.
    Iniziamo a differenziarci dagli altri nell’onestà inetellettuale con la quale analizziamo il voto…
    Mi auguro che tu ed altri compagni, di partito ovviamente, sardisti pretendiate che questo risultato non passi inosservato e che chi ha causato questa disfatta prenda atto degli errori compiuti e si dimetta per decenza e dignità.
    Non possiamo far finta che quello che è successo a Nuoro dove siamo il secondo partito dioetro al pd sia solo un caso o sia il frutto di un’alleanza col pdl, è invece la capacità del partito, e tua Paolo, di aver fatto comprendere un progetto e di averlo organizzato per tempo con capacità e volontà, cosa che a livello Sardegan non è stato per nulla fatto altrimenti non avremmo preso 49953 voti ma almeno il doppio o più e allora avremmo potuto esultare anche in una sconfitta ma non certo per come stanno le cose oggi.
    Al pd mi auguro che l’unica risposta sensata sia un bel “ammazzeddivi” alla sassarese così il mio concittadino Silvio Lai capirà che a parauli macchi arecci sordhi e che comandare a casa d’altri è un gesto di grande maleducazione e poca inetelligenza quindi gli ordini li può dare, se lo ascoltano…, solo ai suoi adepti e non certo a noi.
    FORTZA PARIS

  • Davide scrive:

    Onestamente credo che sia stato commesso un errore strategico. Il PD non è un partito al quale interessa l’ indipendenza, non ha un elettorato indipendentista (eccezion fatta per qualche mosca bianca dell’ area SD).

    Fin troppo facile in queste condizioni rimandare al mittente qualunque mozione indipendentista: il proprio elettorato non avrebbe mai giudicato negativamente tale diniego.

    Tocaìat a chistionare de s’ Assemblea Costituente pro nde bogare a fora carchi matzone…

  • Marco scrive:

    IL PD come forza coesa di opposizione in regione, oggi non esiste.
    Il PD dovrebbe farsi promotore al suo interno di un grande dialogo politico che includa il rinnovamento indispensabile dei quadri dirigenti ormai stagnanti da molti anni.
    Dovrebbe prendere al volo certe situazioni e dovrebbe urgentemente mandare a casa coloro i quali sono presenti da 40 anni nel territorio e continuano ad esercitare sistemi baronali.
    Dovrebbe fare una politica di “contenuti” per far capire e dimostrare alla gente perché, io elettore PD devo continuare a votare per il PD.
    Dovrebbe prendere al volo assist del genere e che fa?
    Declina l’invito, anzi.!!!! pone dei veti e dice: Se volete dialogare con noi uscite dalla maggioranza..
    Ma signori mie, questi sono pazzi… Ci siamo accorti di cosa è capitato alle ultime elezioni. Mhaa!!
    Il PD ha mancato e manca di “credibilità” . Silvio Lai Manca di “Credibilità” In un Partito come è oggi il PD la credibilità è un fattore molto importante.
    Occorre da tempo ridare “credibilità” a questo partito, occorre da tempo selezionare opportunamente i “quadri dirigenti ” e dare un contenuto reale ai programmi.
    Occorre da tempo riprendere l’elettorato.
    Questo Cari miei non è compito di Silvio Lai.
    Credo, a mio modesto parere che il Segretario del Pd Regionale, percorra la stessa identica strada che ha percorso il precedente.
    Non è quella di cercare il percorso migliore e condiviso per far crescere il partito, ma è semplicemente quella di cercare un posto sicuro alla camera dei deputati o al senato della repubblica.
    Il PS d’ Az oggi lo vedo come il partito che con le sua proposta, contribuisce in Sardegna, finalmente, alla ribellione delle coscienze, rispetto ad un sistema di potere non condiviso, necessità del corpo sociale di adottare sistemi di democrazia partecipativa in contrapposto alle “caste” dei media e del potere costituito del PD da una parte e della PDL dall’altra.

    Andate avanti amici del PS d’Az
    Avete appena conquistato un elettore, tesserato PD , “da domani ex”.

  • Mmc scrive:

    Concordo con De Candia: il PSd’Az non è di destra e nemmeno di sinistra.
    Giacomo Sanna male ha fatto a candidarsi e, se è vero che il PSd’Az vanta ben 5 consiglieri regionali, è anche vero che ora IRS ne vanta 3 provinciali.
    Cosa vuol dire? Che correre da soli ora paga e paga bene!
    Che incazzo però la miopia su Cagliari 2011.

  • Nino scrive:

    Silvio Lai è affetto da necrofilia ideologica ed il parto non poteva non essere in linea con la patologia. Perchè? Perchè l’amore per una ideologia morta è un ottimo corroborante per mantenere il potere e, si sa, i necrofili politici solo questo amano e perseguono. E la difesa di una idea morta è più utile per manipolare le coscienze degli ingenui supporter.
    Il PD (ma anche il PDL) è fedele al vecchio adagio “la moneta cattiva scaccia quella buona” e guarda al terzo millennio con la testa rivolta all’indietro.Bene,lasciamoglielo credere. Io non disturberei né il PD, né il PDL, né altri per la raccolta delle firme al fine di discutere in Consiglio Regionale la mozione sardista sull’indipendenza. La risposta c’è già.Non vogliono una Sardegna libera di disegnare il proprio futuro e di scrivere la propria storia. Il PSD’AZ questo deve andare a raccontare non ai partiti ma ai cittadini chiarendo bene che “fare la festa” al bipolarismo italiano inaugura una stagione di libertà e di benessere.E poi il PSD’AZ incrocerà Silvio Lai, che ha dalla sua una freschezza solo anagrafica, a bordo strada e con il pollice sollevato.

  • Piero Atzori scrive:

    A me pare che Lai rappresenti egregiamente un punto di equilibrio del potere clientelare, come ben si evidenzia a Nuoro e a Sassari. Potere esercitato con discreta capacità propagandistica, che si basa anche su certo giornalismo di scarso valore, per cui si conducono al pascolo le pecorelle per insegnar loro sempre nuove intonazioni del solito beeh, beeeeh, beeeeeh. Certa sinistra arriva a lamentarsi se si vuole limitare la libertà di stampa proprio mentre censura e filtra a suo piacere l’informazione. Indica i bavagli degli altri, non i suoi. Dovremmo trovare le forze per far cadere da cavallo questa genia di politicanti gregari, po chi torrent a pé in terra, e prendere nelle nostre mani il nostro destino.

  • Salvatore scrive:

    A leggere i commenti che precedono mi vengono in mente alcune considerazioni.
    Per prima cosa penso che l’arroganza e la supponenza che da sempre hanno permeato i ragionamenti della sinistra sarda e non solo impedisca ai suoi dirigenti di vedere la realtà, e cioè che al ballottaggio i loro voti sono rimasti quasi gli stessi, con modestissime flessioni, mentre i volti dei concorrenti sono crollati, e perciò i concorrenti hanno perso, e questo permette loro di concludere che LA SINISTRA HA VINTO.
    A pensarci bene è proprio così, hanno vinto, perché il numero di poltrone non è legato al numero dei voti ricevuti, ma alla percentuale calcolata SUL NUMERO DEI VOTANTI, e dunque l’astensionismo gioca a favore dei partiti grossi, che ne traggono il massimo vantaggio.
    Questa è la realtà: il numero di consiglieri provinciali è stabilito per legge, come pure il numero dei consiglieri comunali, il numero dei consiglieri regionali, il numero dei deputati ed il numero dei senatori, tutti eletti in termini di percentuali.
    Il risultato ottenuto ha avuto l’effetto di compattare a sinistra tutti i partiti di sinistra, e questo perché, loro lo sanno bene, un elettore di sinistra non voterà mai per il centro e tanto meno per la destra, per cui comunque lo zoccolo duro tiene, ed il numero di poltrone è assicurato.
    Ma questo ragionamento viene meno nel momento che all’elettore viene offerta una alternativa credibile ed accettabile, rappresentata in questo caso dai partiti sardisti ed indipendentisti, da qui il loro grande successo nelle ultime amministrative.
    Caro Paolo, non è che “ci siamo sbagliati o non ci siamo fatti capire”, è che non vogliono capire perché non hanno nessun interesse a capire, perché questo comporterebbe per loro lavorare, elaborare strategie diverse da quelle che piovono da Roma, mentre stare seduti o sdraiati o stravaccati in una poltrona è molto più comodo, e se il popolo soffre e non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena è colpa di chi è al governo, oppure è colpa di quelli che ci hanno preceduto, è una situazione che abbiamo ereditato, è colpa della globalizzazione, …
    Ed intanto Luca Zaia lancia i suoi proclami indipendentisti, e sicuramente otterrà quello che chiede per la sua regione, prima di tutto maggiore autonomia decisionale.
    E noi che facciamo? Stiamo a guardare?
    Caro Paolo, come ho già detto in altri commenti, il popolo è pronto, raduna le truppe, scendiamo in campo, misuriamoci con gli altri, facciamo capire che è tempo che al popolo venga restituita la sua sovranità.
    Comandante, circondati di colonnelli e suona l’adunata.
    FORZA PARIS

  • Vincenzo scrive:

    Nulla di nuovo sotto il sole, la metodologia politica non cambia. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Giovanni Colli dichiara in Consiglio Nazionale del PSdAz che “serve una svolta e la discussione sulla mozione indipendentista” e pronti Mario Diana da una parte e Silvio Lai dall’altra, smorzano le illusioni del Partito Sardo dichiarando di non aver perso e di essere stati comunque coesi. E se si vuole discutere di indipendenza della Sardegna dallo Stato Italiano, c’è tempo. Prima il PSdAz deve……, fare questo, mollare quell’altro, obbedire agli ordini di destra o di sinistra che sono sempre gli stessi da 60 anni. Il modo non sorprende perchè è sperimentato da sempre, chiunque sia il segretario o il responsabile politico a destra o a sinistra.
    Non si intravvedono più, ad una settimana dal voto, le lacerazioni dentro il PD ed il PDL, non si fanno rese dei conti interne ai partiti se non in stanze molto ovattate dove le bestemmie non escono fuori, non ci si dimette ma si chiede al PSdAz di fare riflessioni e mea culpa. Il PSdAz non ha vinto le elezioni ma crescendo di voti, così come sono cresciuti IRS ed altri movimenti che contengono indipendentisti, ha dato un contributo al crescere della coscienza che un’altra Sardegna è possibile, e che tutte le politiche sia dei Partiti Unici, uno di destra ed uno di sinistra sono fallite, così come sono fallite le politiche dei due poli che non sono apprezzate neanche dalla maggioranza degli elettori. Ma con quale autorità governeranno i presidenti che non sono stati scelti neanche dal 50% degli elettori aventi diritto al voto. I voti nel primo turno del PSdAz, di IRS e degli altri movimenti, si avvicinano ai 100.000. Sia a destra che a sinistra aumentano coloro che riflettono su questa nuova Sardegna possibile. Si avvicina sempre più il momento del progetto Indipendentista di Antoni Simon Mossa. Spetta ad una classe dirigente coraggiosa ed indipendentista scriverlo, proporlo al Popolo Sardo e farlo adottare nella Costituente Sarda, primo momento del percorso verso l’indipendenza economica, sociale e politica dei Sardi e della Sardegna. Ci siamo amici e compagni, della sardegna Indipendente, i tempi stanno maturando ed i Segretari del Pd e del PDl se ne stanno accorgendo. Finalmente Fortza Paris non è più solo un saluto ma sta diventando l’invito vero a lavorare per l’Indipendenza. Con Responsabilità matura.

  • Rosa Marras scrive:

    UNa semplice domanda: visto che il PD viene definito “antilibertario” “borbonicamente statalista” “prono a Repubblica e a Debenedetti” come mai, ultimamente, sembrava ci fosse una certa apertura ad un riavvicinamento?

  • bentula scrive:

    Vorrei ringraziare Stefano De Candia per aver raccontato cosa è avvenuto in sede congressuale e che i vostri dirigenti hanno omesso, in particolare il sorriso del Governatore nel dirvi che degli accordi presi con voi se ne fotteva altamente. Riporto una citazione di Bruno Murgia dal suo blog: “Intanto i sardisti con Giovanni Colli chiedono un cambio di passo: “subito voto sulla mozione sull’indipendenza e legge per l’Assemblea costituente”. Per me, storia già vista. Gli alleati incassano tranquilli e noi a prendere botte. Dobbiamo fare il Pdl sardo e riprendere il ruolo guida della coalizione.” Ogni commento è superfluo.

    Sardus filius, la zona franca senza un progetto integrato, condiviso non con il protezionismo ma con la solidarietà nazionale e la cultura è inutile se non è sostenibile per una cassa delle entrate sarde che sia capace di ripagare welfare, formazione, ricerca, etc, etc.. altrimenti si dimostri il contrario, perchè di cannibali ne abbiamo creato abbastanza anche senza zona franca.

  • Antonio scrive:

    Non ci siamo, caro Lai, non ci siamo.
    Proviamo un pò a proporvi di parlare dei problemi dei sardi per vedere di trovare una soluzione e voi la buttate sull’ideologia.
    Vi offriamo argomenti seri di discussione che aprano nuovi orizzonti e prospettive di sviluppo per le imprese sarde e voi giù a “negossiare” di Berlusconi.
    Vi chiediamo un FORUM sul Partito dei Sardi e voi giù con le analisi, “senza produrre decisioni comprensibili, chiare, importanti” come ha scritto quel tale una volta.
    Se una vittoria in Provincia di Cagliari(sicuramente importante) con il 12,4% degli aventi diritto al voto è sufficiente per convincervi che siete sulla strada giusta continuate pure a fare analisi.
    A noi ci hanno educati, a noi, a pensare che: su molenti masciu d’imperrianta una borta scèti (traduzione: non è festa tutti i giorni).

    Antonio Gavo

  • Virgilio Piras scrive:

    On.le Paolo le cose che tu hai scritto sul PD di Lai le condivido in pieno! : siamo sempre alle solite: il PDS’AZ SI DEVE ASSOGGETTARE AL PD COSI COME SUCCEDEVA CON IL PC!
    Riprenderò questo argomento a fine estate in quanto il lavoro non mi permette di dedicare il tempo necessario a tali argomenti.

    saludi

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