Il Sole24ore spiega che l’Europa delle piccole patrie è cosa buona e giusta. In Sardegna, Pd e Pdl ancora non lo sanno
21 giugno 2010
8 commenti
Pubblico questo articolo uscito il 18 giugno sul Sole 24ore. Riguarda le elezioni in Belgio e il rischio che da quel paese nascano due stati. Leggete i passaggi interessanti su quanto le parti ricche riescono a lucrare minacciando le parti povere; leggete la laicità del ragionamento sul fatto che l’Europa è assolutamente in grado, senza battere ciglio, di accettare nuove patrie reali rispetto a quelle ufficiali attualmente esistenti. Leggete e dopo, per favore, chi può farlo, faccia circolare l’articolo in casa Pdl e Pd rigorosamente sardi.

Beh, finalmente lo dice anche una voce autorevole e non un semplice cazzone (vd commento 3 - http://www.sardegnaeliberta.it/?p=2529).
Il provincialismo traspare sempre in ogni sardo in terra di Sardegna.
Mai oltremare.
Si tende sempre a credere a cio’ che scrive la stampa italiana ma non si da credito a chi - sardo - combatte per l’indipendenza.
Ieri mattina Maroni ha detto: “o si attua il federalsimo o l’unica strada è la secessione”: Ora i sardi provincialotti, italica sub cultura dipendenti, cosa faranno? Rischiano di rimanere orfani!!
Riusciranno a sopravvivere slegati alla gonnella di Milano/Roma?
Agli elettori l’ardua sentenza.
Mi chiedo: perchè tanto silenzio su Cagliari?
Eppure l’admin interviene su temi spesso meno importanti…
…AUTONOMIA…. oggi è arrivata la notizia che il Ministero dell’Ambiente ha nuovamente istituito il Parco del Gennargentu.
Cappellacci protesta…. come al solito, senza aver nessun tipo di effetto sul governo nazionale.
Si può parlare o pensare di una forma di autonomia regionale se chi ci governa è la succursale del potere centrale?
Ci facciamo imporre nuovi vincoli senza che il popolo neanche sia informato… non dico interpellato…
ho letto della presa di posizione del Psd’Az nell’incontro di Tramatza e ne condivido gli intenti e gli obiettivi che vi siete posti, purchè diate seguito. Una curiosità, senza vena polemica o chissà quale altro fine: l’apparentamento al cdx in ogni dove mi pare sia stato dettato più da ragioni di opportunità che programmatiche, e affermo questo in virtù di quanto finora attuato dell’accordo sottoscritto per le regionali 2009, rimasto pressochè lettera morta. Non è il caso che il Psd’Az inizi a mettere in campo iniziative anche clamorose? Ne avete i numeri, la visibilità, occupate posti chiave, potete dare una dura botta per smuovere le acque torbide della politica sarda. Più coraggio e più determinazione, il popolo è pronto a seguirvi
@Antonio, tu sei disposto a seguirci?
… e non sarebbe mica la prima volta che un paese EUROPEO si separa senza ne lacrime ne sangue: CECOSLOVACCHIA.(ora mi si dirà che non è esattamente la stessa cosa )… probabilmente è vero, ma mi basta come esempio. Ma mi sovviene un pensiero e, visto l’ora, probabilmente faccio centro: scommettiamo che domattina 22 giugno i due quotidiani nazionali (non lo sanno ma è così) NON PASSERANNO L’ articolo DEL SOLE24ORE ? se perdo raddoppio i mille EURO per la Radio. Normalmente sono pronti a passare classifiche (senza peraltro contestualizzarle) o notizie in formato “PANINO” o mistificare quanto facciamo in C.N….quello di Venerdì a Tramatza è stato definito ” tempestoso ” ; forse lo scrivano è abituato a convegni dove parla solo uno e gli altri muti, o forse non era lì. MAH che strana gente gira in SARDEGNA. Al sig. Alesina invece bisognerebbe mandare una bottiglia di Vernaccia buona. Splendido quando elenca i benefici di una separazione.L’esempio della coppia permette di capire al volo i meccanismi di separazione / indipendenza : resta un piccolo problema, in queste coppie i figli (leggi politicanti) resteranno senza casa, paghetta e pasti pronti ? .. ta peccau… a lastima… e unu trabuccu
Ho salvato l’ articolo per farlo girare e rileggerlo ogni tanto… fa bene al Cuore.
saluti
Sig. Alesina mi pare un po’ poco!
Prof. Alesina è sicuramente meglio!
E’ importante anche evidenziare dove insegna e perchè si trova li (ma questa è un’altra storia…).
Certo non a Sassari e, di conseguenza, non ne frequenta alcuni ben noti intellectual salottini.
Trasferisco qui da Facebook un messaggio di Massimo Pinna, un ragazzo nato in Germania da genitori emigrati, che fa il pizzaiolo e che smania per la Sardegna, sua amata terra.
Scrive in sardo misto campidanese logudorese, lo ha imparato da grande per passione.
Leggete cosa scrive “nel 1991 la Slovenia si autoproclamò sovrana e indipendente nonostante il rischio d’essere assorbita nel conflitto balcanico, cosa ke peraltro non accadde se non solo marginalmente. a 20 anni di distanza la Slovenia è parte integrante della nato, della comunità europea nella quale conta i suoi rappresentanti, ha una banca centrale ke stampa euro e una nazionale ke gioca da protagonista i mondiali di calcio”
E poi aggiuNge “ESSERE INDIPENDENTI CONVIENE! ..e la Slovenia ne è un ottimo esempio da seguire. Slovenia e Sardegna hanno lo stesso numero di abitanti; la stessa superficie quadrata; la stessa grandezza della città capitale e lo stesso pil. allora se possono loro perkè non provarci pure noi?”
IMPOSSIBILE DARGLI TORTO.
E allora, cosa stiamo aspettando?
Questa mi era sfuggita. Scrissi anch’io qualche anno fa sul criterio del “point break”, Alesina lo sfiora citando il caso del Québec. Esistono minoranze infatti, che a prescindere dalle dimensioni, rimangono comunque nel quadro dello stato-nazione pur minacciando permanentemente quest’ultimo di separazione, ottenendone in cambio libertà economiche e sociali pecualiari. È il caso di Taiwan, ma nel suo piccolo anche del Sud Tirolo (con condizioni evidentemente diverse), che certamente preferisce essere una forte Autonomia all’interno della Repubblica Italiana piuttosto che una qualsiasi periferia dello stato Austriaco (con cui linguisticamente ed istituzionalmente potrebbe fondersi). Noi siamo un caso diverso.
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