E l’Irs riscopre la presunzione ideologico-morale
Oggi l’Unione Sarda ci fornisce di che pensare. In una stessa pagina viene declinata, in apertura, l’ennesima puntata della nuova crociata per un ministro sardo lanciata dal quotidiano di Cagliari, con una forte dissonanza tra il titolo – nel quale si afferma che anche Putzu direbbe che serve un ministro sardo – e il testo delle risposte del Presidente di Confindustria, nelle quali invece Putzu dice che il problema non è di ministri. In più il giornale di Cagliari lancia un sondaggio sulla questione. Lanciamone anche noi un altro: ma quando erano Presidenti del Consiglio Segni e Cossiga cosa è cambiato per la Sardegna? Quando era ministro Ariuccio Carta cosa è cambiato per la Sardegna? Quando c’erano una marea di sottosegretari sardi, cosa è cambiato per la Sardegna? Chiedere un feudo e un feudatario e pensare in questo modo di promuovere la Sardegna è una follia. Detto questo, il dato politico è che Putzu ha suonato alla Giunta Cappellacci un campanello d’allarme che a Soru venne suonato dopo due anni di governo, non dopo 10 mesi. Che serva un’accelerazione di governo è indubitabile. Ma non nel senso del tatticismo politico, dell’abuso dei valori. Oggi leggere nella stessa pagina l’appello dell’on. Artizzu a riposizionare la questione sarda nell’agenda nazionale italiana fa un po’ cadere le braccia, perché tutti sanno quanto l’on. Artizzu sia disinteressato alle questioni ideologiche. Cappellacci ha una sola strada: cambiare la Giunta e cambiarne il profilo in senso antagonista con lo Stato. Glielo stiamo dicendo da mesi.
Sotto questi importanti articoli di apertura, c’è l’intervista al neo segretario dell’Irs Ornella Demuru, la quale all’unica domanda sul Psd’az risponde così:
Cosa pensa della svolta indipendentista del Psd’Az?
«Mi auguro che sia seria, ma è una storia già vista: spesso sono emersi spiriti indipendentisti, ma i sardi sono stati solo illusi. Non capisco quei sardisti che si riuniscono, ma poi finiscono in fretta perché in tv c’è la partita dell’Italia…».
Eccoci qua: mesi di lavoro del sottoscritto a costruire un dibattito politico serio sull’indipendenza senza mai esprimere un giudizio sulle altre forze indipendentiste; mesi di lavoro a creare presupposti di dialogo, di impegno, di definizione di obiettivi, ed arriva la battutina spiritosa, piena di superbia morale sulla serietà altrui, che giunge a conclusione di un’intervista che non brilla per robustezza di contenuti politici, fino a doversi affidare a stupidissime metafore calcistiche. Il linguaggio della Demuru mi ricorda, tragicamente, quello settario, incapace di ragionamenti che ho letto su Facebook nel sito di radiopress a commento della mia intervista di ieri. È un linguaggio che io conosco bene: è quello violento, allora, dei gruppettari dell’estrema sinistra di Autonomia della fine degli anni Settanta, gli anni che hanno rovinato la mia generazione. Settarismo, purezza, ostracismo verso gli altri, spirito di corpo, eroismo e sacrificio, sono ingredienti che riempono la fantasia, le carceri e le tasche dei ricchi che godono quando all’orizzonte compaiono i ribelli sognatori, perché questi cavalieri senza macchia e senza paura sono l’assicurazione sulla vita della conservazione.

forza Sardegna una idea fissa sposta una montagna intera
Per le festività natalizie consiglio nuovo libro di Luciana Littizzetto :
” ….I DOLORI DEL POVERO … WALTER ”
BUON NATALE A TUTTI e…… beeeeeeeeeeh !!!!!!
Ecco la futura classe dirigente. La Sardegna ha proprio bisogno, in questo momento, delle banalità disarmanti di walter. Ragionamento esaustivo, ben argomentato e circostanziato. Non c’è che dire.
L’abitudine a chiedere scusa è assai diffusa sopratutto nelle greggi.
Sindacare sull’ora in cui uno scrive il pensiero significa ancor più far parte di una cornice invecchiata perchè credo che ancora non ci abbiamo imposto un ora per pensare e una per tacere.
Per quanto riguarda le pietre: se conoscete la storia alcune date come il 510 a.C e il 238 a.C dovrebbero farvi venire in mente qualcosa magari a colazione fatta. Comunque l’autodeterminazione di un popolo implica la coscienza reale e sottolineo relazionale del popolo stesso. a mio avviso questo in sardegna esiste nelle sagre di paese, nel vino novello, e in alcune iniziative moralmente valide, ma se guardate le testimonianze storiche, tali forti motivazioni istintive e giustificate si perdono in altrettanti velenosi sentimenti che hanno portato questo popolo al singolarismo culturale preso al guinzaglio dai suoi stessi difetti… (fa male ma è la realtà)
Claudio, hai ragione, ma non ne vale la pena, hai visto a che ora il WALTER ha scritto le sue “…. poesie ermetiche …..”
Vedrai che adesso, dopo un giorno di ferie, a mente fresca e di buon mattino dopo una buona colazione (magari aveva un turno di notte) si rilegge il tutto e chiede scusa per poi mettersi a lavorare per cambiare le cose che ha pensato.
saluti
Scusa Walter se mi permetto, ma per liquidare così, con due frasette, tutta la tematica dell’indipendentismo, dell’autodeterminazione (negli ultimi lustri diversi stati europei sono nati grazie sulla base di queste istanze), del rapporto fra l’isola e lo stato centrale, o sei un genio della politica (ed io non ci arrivo) oppure adoperi un approccio straordinariamente superficiale (e perciò forse inutile).
“in un mondo come questo è necessario confrontarsi per conservarsi”
mi spieghi che vuol dire ?
“il sardo torna nelle grotte a lanciar sassi”?
a che epoca ti riferisci, quali grotte e lanciar sassi a chi?
o forse sei un poeta ermetico?
Indipendentismo, sardismo, particolarismo culturale…
ma dai che se fosse arrivato il progresso e chi lo ha portato, staremo ancora a cavarci gli occhi l’un l’altro con quattro mosche in tasca.
E siamo realisti dai, non c’e attività che non soffra la gelosia di un paesano, non c’e famiglia che non stia bisticciando per soldi. si i valori c’e li avevamo e forse ci sono ancora, ma in un mondo come questo è neccessario confrontarsi per conservarsi, e non chiudersi in se stessi per timore del resto del mondo. Senza nessuna voce nei posti chiave il sardo torna nelle grotte a lanciar sassi…
Signori intanto le elezioni sono prossime, diranno se il psdaz ha lavorato bene per i sardi o meno , e’ inutile stare qui a dire irs no e’ irs e’, o il pasdaz era o sara’, fa parte di una coalizione di governo regionale e’ ha il dovere di operare per il popolo sardo se ad oggi l ha fatto sara’ ripagata altrimenti inizi a fare mea culpa perche’ i voti dei sardi presi alle ultime elezioni svaniranno come sabbia tra le dita.
questo e’ quello che mi sento di dire.
Brava Antonella! E non dimentichiamoci che lavorava anche per Renato Soru alla Regione… assumancu funti tottusu cabausu da su cuaddusu, ma mi pari chinda ciccau attru…
GONNESA, 14/03/2010
S’Assessori a sa Cultura de Gonnesa impari cum s’assòtziu “Andara” de Sant’ Antiogu
organizant
in S’Olivàriu (arruga ’e Don Minzoni) un atòbiu apitzus de su Tema:
ATOBIU INTRA’ E SA CULTURA, S’ ECONOMIA PO CREAI TRABBALLU
INCONTRO TRA CULTURA ED ECONOMIA PER CREARE LAVORO
Moderadori Carlu Lai
H. 09 /9,30 – Presentada e saludu de s’Assessori Erricu Pistis*
• 1° Relata – Ambienti e territòriu – Marcu Cannas (Ténnicu ambientali).
• 2° Relata – Cultura e trabballu – Pàula Alcioni (Scritora e poeta)
• 3° Relata – Economia e trabballu – Pàulu Biancu (Prof. de economia e sistemas de produtzioni)
Sighint totus is àterus reladoris a cumentzai de is 10.20:
• Relata – Cultura e limba sarda – Màriu Puddu (Professori de lìngua sarda e lessicògrafu)
• Relata
• Relata
• Relata
• Relata Finali a is 11.50
H. 12.00 Incumentzant is Mesas tundas po argumentu – idea – progetu.
H. 13.30 Pàusu po prandi.
H. 15.30 Torrada de merì, spartzia comenti sighit:
A) Si comùnicant is cuncetus discùtius (scritus) in dògnia mesa tunda.
B) Si arrexonat apitzus de totus is cuncetus, preguntendi e arrispundendi.
C) Si sintetizat su documentu finali cum obietivus e cosas de fai in su benidori.
*Est de importu a lassai sa relata scrita in sa segreteria prima de su cumentzu ‘e s’atòbiu, de allogai po una pubblicatzioni benidora e po fai sa lista de is interventus. Is chi chistionant sentza de relata scrita, ant a sighiri apustis de is interventus documentaus.
Nos atrus de su Fronti Indipendentista Sardu, fadeus politiga de custa manera, po pesai una cussentzia aintru’ e is concas e su coru de is sardus! A nosus no serbit a fai politiga fadendi sa gherra contras a s’unu e contras a s’atru, fadendi processus politicus a Lussu, Bellieni e is arrodis fatus de atrus ominis. A is sardus pagu dhis importara de fiolosofia candu funti disocupaus, in CIG, una misera pensioni, incuinaus, mortus de canchiru! Nosus bolleus fai politiga boghendi a foras s’idea e su progetu po arribbai passu passu a s’indipendentzia! is ideologias Adrianu, funti malas a morri!! Po is amigus de iRS, no est fadendi sa gherra a is sardistas o a SNI, ancora andendi in giru a chistionai de su binti po centu, est pagu seriu, sa genti no cumprendiri, biri scetti in custus arrexonus ca no est cambiau nudha de su chi funt is partidus italiotas! Comenti si faidi si a malapena, s’annu passau iRS at pigau s’unu po centu e Gavinu su dus cun su votu pratziu? Est berus una cosa medas indipendentistas beneus de esperentzias de sa manca beccia italiota, ma de candu festis in Su Populu Sardu, po fintzas a oj eus perdiu medas cosas de cussa ideologia, perou no nci fullieus s’istoria nostra ca est fata de lotas, de battallas civilis, chi candu nci fiant is minieras iant connottu sa solidadiedadi de sa genti, s’arrispetu, cosa chi a bortas nos atrus pensaus ca no funt esistias! Sabetaus su cattorixi in Gonnesa.
In su fratempus chi nois semus joghende a chie est pius indipendentista dei s’ateru s’italia nos est ” futtende”, e comente dae duos seculos riede de su miseru arrivismu chi dimustrada sa classe dirigente sarda de turnu, invece de nos aunire pro su benessere comune de sa sardigna
nos ammattanamus a iscrire cummentos negativos in tottu sos forum
possibiles ed immaginabiles.Deo appo leggidu guasi tottu sos cummentos in custu forum ,no bind’at mancu unu chi fettat un’autocritica chi diede una linea sigura de sighire a cussos movimentos “inespertos o, ambiguos”,semus tottu impignados a nos lamentare e evitamus su problema fazile ,fazile chi nos perseguitat dae seculos ,BI LA FAGHIMUS A SOS SOLOS A ANDARE A DAENANTI ,A ISCRIRE S’ISTORIA SARDA DAE PROTAGONISTAS.In anglona a su tempus de s’invasione piemontesa in tottu sas biddas si frimmeini tottu sas faidas ,sas familias dezideini de si aunire immentighendesi “momentaniamente de sas disamistades “pro lottare pro unu bene cumune “sa libertade de su populu sardu”, e nois ite semus fattende?
saludos
Federica…penso ai motivi per cui non vogliono che nessun rappresentante di altri partiti polici possa scrivere sul forum.
Mi sembra, leggendo, che ci sia spesso una autocelebrazione insana.
Noi ci parliamo Nicola, ad esempio l’altro giorno uno dei nostri ha incontrato un attivista di IRS e parlando di indipendentismo gli ha detto: “Ma…io sostengo che U.R.N. Sardinnya abbia ragione”…E quello: “Ah..li conosco…sono nazionalisti!! Noi non siamo così!”….Insomma…con tutti i problemi della Sardegna…se questa è la “profondità culturale” su cui discutere…penso che siamo messi male. Prendete la discussione che c’è sull’incontro di Santa Cristina nel sito di Michela Murgia e leggete tra i commenti le dichiarazioni del discepolo del “non-nazionalismo” Onnis, mentre replica a Stefano si duole del fatto che non ci sia una storiografia ufficiale Sarda e dice che: “Contrariamente a quanto si continua a ripetere, non abbiamo nessun bisogno di difendere o tutelare una nostra presunta identità codificata e stabilita una volta per tutte. Caso mai è l’insistenza stessa su questo tasto a fare velo su tutt’altre questioni ben più pressanti e decisive.” – Voglio ricordare invece che secondo le scienze sociali per Identità si intende il modo attraverso il quale un soggetto si identifica all’interno di un gruppo sociale (e tra questi vi è anche la Nazione). Se un individuo definisce storia nazionale la storia Sarda non c’è nulla di male (se non stravolge la realtà storica e se non diventa aggressivo), ma è anch’esso un attributo politico. E dunque nazionalista. Pertanto anche la storia per molti nazionalisti è parte integrante dell’identità assieme a codici e linguaggi vari (più o meno codificabili se non fumosi), e se così non fosse, allora IRS sia coerente con il suo “non-nazionalismo” e rinunci a voler contestualizzare nel presente la bandiera giudicale. Smettiamola di dire fesserie in giro, o si finirà persino per credere che il nazionalismo è sempre sinonimo di aggressivo etnocentrismo quando invece non è così.
Cara Maria, se hai bisogno di tutte queste informazioni non c’è bisogno di chiederle a Luca. Tanto più che non sono certo informazioni riservate. Invito tutti coloro che hanno dubbi e manifestano remore verso il Forum di iRS, di uscire dal mondo del web e di entrare nel mondo reale. Pretendere di capire, conoscere e con arroganza giudicare iRS (senza informazioni se non quelle estrapolate alla meno peggio sui vari forum e siti) è impossibile se non si esce di casa e si va dove è iRS (fra la gente). Domenica 7 febbraio a Sedilo: i vostri dubbi levateveli di persona, venite, chiedete, provocate e non fatevi dire dagli altri cosa é o come funziona iRS. Lo sport nazionale sardo è scrivere sui forum: PARLIAMOCI!
Luca Filice ha piena ragione. non sono le notizie di gossip che ci interessano, ma la linea politica che iRs ha intrapreso. Quindi gli chiederei, senza pettegolezzi, di farci un quadro della situazione, dato che lui era all’interno, e molto più informato. Io personalmente ho bisogno di capire da che parte sta andando iRs, e cosa sta facendo affinchè l’indipendenza venga raggiunta.
Concordo con Piero Atzori.
Spero che questo canale di confronto tra Psd’az, iRS e cani sciolti venga mantenuto. Ciascuno può trarne vantaggio. Non conviene solo a chi non ha interesse ad un confronto franco. I Sardi devono trovare ragioni di unione. Anche iRS potrebbe fare un’eccezione e garantire nel suo forum una maggiore apertura verso il Psd’az.
La differenza fra irs e psd’az è che in questo blog stefano soi e omar onnis possono scrivere liberamente e addirittura provocare…. nel loro blog i sardisti non possono farlo…..
per quanto riguarda ornella demuru non mi preoccupa certo la storia con sedda, ma quella con soru si!
sappiamo tutti che non si entra nell’ufficio di presidenza della regione se non sei persona di fiducia del governatore, mmmmmm l’avesse fatto una sardista apriti cielo.
Salve a tutti. Ringrazio anzitutto il gestore di questo blog per la possibilità di confronto, molto costruttiva seppur a tratti dura e controversa, che ci da.
Sono un ex attivista di iRS. Ho appena lasciato il movimento perchè ci sono cose che non corrispondono più al mio modo di pensare e che mi rendevano molto impacciato nello svolgere il mio lavoro nel movimento.
Tuttavia sono motivazioni politiche e non certo sessiste. Dire che Ornella sia diventata il segretario politico di iRS perchè ha una storia di amore con Franciscu Sedda non è una critica che abbia alcun spessore politico.
E’ robetta da gossip che lascia il tempo che trova. Primo perchè Sedda, seppure uno dei fondatori, non aveva e non ha all’interno del movimento un potere di influenza tale da imporre un candidato che non abbia le giuste qualità per ricoprire quella carica.
Secondo perchè un discorso di questo tipo fa parte di un complesso di valori maschilisti e da ancien regime che stridono molto con i fatti, le idee, i principi stessi coniati da iRS alla cui stesura Sedda ha contribuito in modo fondamentale.
Infine considerate che iRS ha un organismo decisionale collettivo che prende il nome di Esecutivo Nazionale composto da 17 persone, e che quindi nè Sedda nè Ornella hanno un assoluto e imprescindibile potere, a meno che non gli venga concesso da altre 7 persone che con la loro storia d’amore credo non abbiano nulla a che fare.
Molto significativo sarebbe invece spostare il discorso sulla linea politica che il movimento sta intraprendendo in virtù di questa elezione e discutere su questa, altrimenti si sposta l’obiettivo sul nulla e non si analizzano cose ben più significative su cui esprimere costruttive ma utili critiche.
Ribadisco di non trovare corretta l’accusa di “nepotismo” verso la Demuru e Franciscu Sedda.
Cara Maria, nel forum del psd’az, non trovi i fatti di irs, ma solo pareri e opinioni di persone libere che cercano di ragionare su temi che, come vedi interessano a molti. Chiediti come mai nel sito libero e INDIPENDENTE di irs non trovi discussioni o arrejonadas di questo tipo. Forse perchè il loro regolamento dice che per poter accedere: “non bisogna essere rappresentanti, esponenti o sostenitori di altri partiti politici o di altri portali”. Sai com’è ognuno a casa sua fa quello che vuole! però capisci bene che in un forum dove invece possono intervenire tutti, rischi di trovare gente che esprime pareri, discutte gli argomenti che gli stanno a cuore, persone che condividono con gli altri idee e sentimenti. Se nel nostro forum libero e INDIPENDENTE (pure lui) c’è gente che discutte sul rapporto tra partiti indipendentisti o su quanto avviene al loro interno, altri che commentano su un incontro, piuttosto che un altro, certo che qualche “fatto” di irs (ma non solo loro)si viene a sapere. Comunque sappi che se vuoi conoscere irs senza, però pretendere di interagire con loro, (a meno che tu non sia esponente o simpatizzante di irs) puoi leggere (solo leggere) il loro forum o guardarti i video di tele bisura. Invece se vuoi dialogare con persone che la pensano anche diversamente da te, qui trovi la porta aperta, come l’hanno trovata tanti altri pur essendo rappresentanti, esponenti o sostenitori di altri partiti politici o di altri portali.
forza paris
Buongiorno a tutti,
tempo fa ebbi il piacere di leggere alcune vignette dell’adorabile Charlie Brown di C. M. Schulz, e me ne rimase impressa una. Charlie si lamentava perchè a breve avrebbe dovuto sostenere un esame, era convinto che non avrebbe potuto superare la prova perchè troppo impegnativa. Lucy (se non sbaglio), l’amica del cuore, gli stava accanto e gli poneva una sola domanda: “Hai provato a studiare??” ma C. continuava a ripetere che non avrebbe potuto superare la prova perchè troppo impegnativa.
Mi permetto di suggerirVi di evitare processi alle intenzioni e di cercare, se possibile, di considerare in maniera un pò più serena e obiettiva il felice lavoro, quotidiano e continuo, di tutti coloro che seguono iRS. Dopo sei/sette anni ha influenzato, spronato, infervorato e stimolato un dibattito politico autentico, trasversale, a 360 gradi, che rimanda ai momenti migliori della storia del Nostro Indipendentismo con l’aggiunta di una presa di coscienza storica, culturale, ed un attivismo che non erano mai esistiti. Molti partiti hanno avuto svolte indipendentiste nella loro storia, ma cos’hanno prodotto?? Sono passati decenni e c’è stato un impoverimento graduale e progressivo. Come non riconoscerlo?? iRS lavora, pianifica, propone, si muove, percorre Km, incontra le persone, studia, divulga, scava, scrive, parla, accoglie, soffre, gioisce in maniera totalmente autofinanziata. Perchè nessuno vuole fare i conti in tasca a coloro che in 60 anni si sono arricchiti enormemente facendo della politica il proprio strumento di guadagno?? Dove sono andati a finire tutti quei soldi?? iRS è un movimento in cui tutti danno, si donano gratuitamente, senza leader o personalità più meritevoli di altre. Come fatte a non cosgliere la bellezza solamente della Nuova Organizzazione, dove le cariche sono annuali e elettive?? Vi chiedo, avete mai incontrato i Vostri referenti politici che intascano 8000 Euro al mese?? Li avete mai visti scendere in piazza a regalare le bombole del gas, a bloccare pignoramenti, a murare le banche, entrare nei poligoni militari, andare in spiaggia, fare convegni e conferenze in tutti gli angoli della Nostra Isola, si sono mai sporcati le mani?? Mi permetto di suggerirVi che forse è arrivato il momento di fermarsi un attimo e dare ascolto a Lucy.
Maria, hai ragione. E’ stato un caso, io ho espresso qui la mia opinione perchè sul forum di IRS, anche se sono registrata non so perchè ma non mi è permesso inserie nulla. Ho anche scritto le cose che leggete sotto a diverse persone di irs via mail.
C’è anche un nuovo argomento nel forum intitolato nepodes, fantzellos ecc. dove vengo accusata di spargere insinuazione o sterco.
Sono una simpatizzante di irs e la mia unica colpa è aver parlato chiaro e con semplicità. Ho detto semplicemente che in un momento come questo far eleggere come segretario e candidato unico la nuova fidanzata di Franciscu Sedda, anche se fosse stata la persona più in gamba di questa terra E’ UN ERRORE per Irs e anche per la credibilità dell’Indipendentismo… Se è stata una scelta è sbagliata non perchè la persona non sia in gamba ma perchè offre il fianco alle critiche inutili e cattive. Se è successo per caso si poteva evitare rifiutando la candidatura. Mi dispiace e sono molto delusa, al posto della sig.ra Demuru non avrei mai accettato di essere usata, dal mio fidanzato o dal partito. Come donna, sarda e indipendente prima che indipendentista.
Se si combattono certe cose si DEVE essere diversi dagli altri partiti. E se li dentro o da qualsiasi altra parte si attacca a priori chi diverge o non si accetta che qualcuno che crede nelle stesse idee esprima la sua opinione, si è tutti in torto marcio.
Se questa è l’aria che tira così come mi sono avvicinata da poco alla discussione politica, credo che me ne allontanerò schifata.
Antonella
Secondo me la Demuru è molto preparata e intelligente (non me ne importa nulla fidanzata di chi è, saranno affari suoi), ma ha arretrato Irs su posizioni di non collaborazione con il resto del mondo sardista.
Irs è troppo settario. Gavino Sale che è sicuramente una persona più pratica dovrebbe mollarli e farsi un partito suo. Quando cominceranno a prendere lo zero virgola inizieranno a capire che con il settarismo non si ottiene nulla.
Da quand’è che per conoscere i fatti di iRs bisogna andare nel forum del PSd’Az?
Un elemento concreto della disamistade interna ad Irs è dato dal documento (non votato all’unanimità, parrebbe 17 a favore e 2 contro) adottato dall’esecutivo nazionale il 27 c.m. in risposta alla risoluzione del convegno in S. Cristina del 24 gennaio. Sotto tiro parrebbe essere proprio il neo Presidente Gavino Sale. Vi si dichiara no all’inciucio (con Soddu e Soru aggiungo io).Ma perseguito da chi? Perchè l’esigenza di emettere un comunicato ?Si poteva più semplicemente non firmare l’ordine del giorno. E invece no.
Interrogativi ingenui, da neofita al pari di quelli di Antonella.
Sardus, ho avuto modo di leggere il resoconto di tutti gli interventi di S. Cristina (tranne il tuo) e debbo dirti che hai visto un altro film.Non lo hai fatto tu, riporto io la conclusione del convegno.
“Gavino Sale e Salvatore Cubeddu chiudono l’incontro auspicandone di ulteriori, e soprattutto che la proposta di Pietrino Soddu possa tradursi in una mozione concreta in consiglio regionale”(quì è chiaro il perchè della risoluzione dell’esecutivo di Irs).Ecco la proposta di Soddu :”sfidare il consiglio regionale a revocare il patto di unità autonomista con lo Satato italiano”.Si proprio questo il parto del simposio dal titolo “Sardegna:statuto e sovranità”.
Il Segretario del PSD’AZ che ha accolto signorilmente l’invito a partecipare ha semplicemente detto: il mio partito ha da mesi depositato in Consiglio Regionale una mozione sull’indipendenza.Si discuta quella che è altro rispetto alla disdetta del patto di unità autonomista. Dubbi su dove si annidi l’indipendentismo parolaio?
P.S.Bustianu Cumpostu: ” mi sta a cuore riprendere la posizione di Soru, di cui ho molta stima e a cui ho riservato un angolo del mio cuore… Renato Soru è un investimento che abbiamo fatto tutti e deve cominciare a rendersene conto….”.
Gavino Sale è d’accordo con Soddu, Bustianu Cumpostu è innamorato di Soru; rifiutano però sdegnosamente di allearsi con partiti italiani. Amen!
Ringrazio tutti voi per le parole gentili e l’accoglienza.
Mi scuso anche con Omar Onnis che rappresenta Irs e che mi ha accusata di riportare o credere a insinuazioni e palesi falsità sul conto della segretaria Demuru.
È normale che un partito come irs elegga chi vuole. E ho detto quanto è stato bello per me sapere che si trattava di una donna e giovane.
Avrei voluto approfondire nel loro spazio questo discorso, ma purtroppo anche se mi sono registrata alcuni gg. fa sul forum, non mi viene permesso di inserire dei commenti.
Comunque mi sia permesso almeno di dire a mia discolpa che anche se non ho mai partecipato agli incontri conosco irs e mi sono letta molto del materiale pubblicato. E credo che molte delle idee che quei documenti dichiarano sono importanti per la sardegna.
Proprio perciò non capisco che bisogno c’era di proporre in um momento importante come questo per irs come sua segretaria una giovane donna come Ornella Demuru che,anch se mi sembra sincera e intelligente, è la fidanzata di Franciscu Sedda (non la moglie, mi sono sbagliata) e anche per questo viene definita dalle “voci di corridoio”, che sono dentro irs e sono di persone molto deluse anche se forse non hanno il coraggio di dirlo apertamente, una candidatura di comodo e di facciata per mettere da parte Gavino Sale.
Quelli che la conoscono dicono anche che fa parte di Irs da soli 2 anni e viene da diversi altri partiti..
C’erano di sicuro candidati o candidate migliori, anche giovani, con molta più esperienza.
Vista da fuori questa elezione sembra una cosa fasulla e purtroppo fa sembrare irs uguale a qualsiasi altro partito o casta.
Mi dispiace. Tutto qui.
Poi, da donna penso che anche se Ornella Demuru fosse in grado di essere un vero segretario non di facciata, siccome irs viene attaccata sempre dalle malelingue e dall’invidia, non mi sembra giusto che si dia occasione di far nascere incomprensioni o pettegolezzi cattivi.
E vi assicuro che le chiacchiere delle persone malevole che per colpire irs colpiscono quella povera donna, sono molte.
Non ho nessuna intenzione di crederci o di riferirle.
Ecco perchè dicoche sarebbe stato più giusto per lei NON accettare questo compito. Il partito e la causa dell’indipendenza in cui lei e noi crediamo avrebbero avuto maggiore possibilità.
Saluti a tutti.
Ringratzio, sa redazione pro m’aere dadu sa possibilidade de poder iscrire e commentare su chi est suzzedende in sardigna in sos ambientes indipendentistas. Sa familia mia est indipendentistas dae generaziones, e semus abitzaos a situatziones de su genere, unu tiu meu de su treighi (indipendentista vivente de sa currente de s. mossa )
nara semper “angioy si l’ant mandigadu sos sardos no sos piemontesos”;
0e semus in una situzione fertile pro sos populos chi si cherent autodeterminare , amus duos partidos chi cunvergini (si puru in manera differente)a unu risultadu cumune “s’indipendentzia de sa sardigna,in paule a s’atobiu pro sa statutaria, ses fattu unu passu adaenanti pro sa cuncordia generale.Fatto un’apellu a custas duas forzas ,no bos brujedas prima de acchiccare fogu ,si faedada de indipendentismu in fb, in sos bar, in sos cantieris oramai s’est isdoganadu, dovimus mantennere sos pes in terra chena no brigare chei sas creaduras “deo so pius indipendentista de a tie, eode a tie ,no eo etc”
Immagino sos chi sunu mortos pro sa natzione sarda,chi nos abbaidana e leggene zertos cummentos in rete, bois ite pensade chi siant nende?
saludos fintza s’indipendentzia!
Caro Annis, che ti piaccia o no l’Italia è stata fatta anche con il sangue e il sudore dei nostri padri. L’atteggiamento giusto dei sardi nei confronti dei fratelli italiani è quello del fratello maggiore. Dobbiamo convincerli che possono fare a meno di noi e che in ogni caso gli siamo vicini e li aiuteremo psicologicamente se si trovassero in difficoltà o se si sentissero soli.
Antonio Simon Mossa sbagliava nel dire che non siamo italiani e che non lo saremo mai. E con ciò non sto affermando che non ci sono le evidenti differenze che ci distinguono dai peninsulari, nonostante i centocinquant’anni dall’Unità italiana. Noi, anzi i nostri padri hanno scelto in qualche modo di fare l’Italia e per questo hanno pagato tributi altissimi. Il fatto è che noi adesso vogliamo intraprendere un nostro cammino. Per troppo tempo noi si è rinunciato a costruire il nostro futuro a nostro genio, si è rinunciato alla nostra lingua e persino trascurato di studiare la nostra storia. Questi errori dei nostri padri non li dobbiamo ripetere. Dunque non solo possiamo pensare finalmente al riscatto del nostro popolo. Di più, possiamo anche affermare che per quanto ci riguarda si è conclusa la vicenda storica di uno Stato che ci ha visto artefici, magari come carne da cannone.
Io so solo che in mezzo mondo le nazioni che hanno raggiunto l’indipendenza l’hanno fatto con il sangue o con la devoluzione graduale dei poteri. Siccome quì la prima ipotesi mi pare da scartare per tante ragioni (anche morali), rimane la seconda. E la seconda che piaccia o meno non ci vede come cittadini marziani ma come cittadini dello Stato Italiano. Se vogliamo sviluppare maggior consapevolezza nel Popolo (di ciò che sosteniamo) dobbiamo fare riforme, avere uno statuto seriamente autonomista e non solo sulla carta: Mettere la storia e la lingua Sarda nelle scuole, migliorare l’economia. Tutte queste cose -chiamiamole indipendentismo o autonomismo- vanno fatte, perché senza questi elementi non ci sarà alcuna vera indipendenza nel futuro. Ed il Popolo verrà tenuto nell’attuale stato di centralismo politico, istituzionale, sociale e culturale. Il discorso è: Come si arriva a costruire una squadra che possa avere un minimo peso in una maggioranza regionale? Di sicuro non accoltellandoci a vicenda o facendo i primi della classe senza aver ottenuto uno straccio di legge o di serio risultato politico. L’indipendentismo attuale dovrebbe scordarsi questo suo finto gradualismo che in realtà crea solo tensioni e zero risultati. Bisogna dire basta ai guardiani dello status quo. La verità è che ci sono parecchi indipendentisti tra i responsabili di questo impasse. Si sta solo facendo un favore al centralismo ed alla politica che continua a raccontare frottole ai cittadini.
Sig. Annis, indica, senza fronzoli, modi e tempi per raggiungere l’indipendenza? Ce la danno o la dobbiamo andare a prendere e come?
L’obiettivo affascina, a lei vendere in modo credibile.
Se prima di dare spazio a Ornella Demuru iRS era una speranza per la prospettiva indipendentista, lo è tanto più adesso con Ornella Demuru segretaria, perché donna e, ancor più, perché giovane. Occorre davvero abbassare di molto l’età media dei nostri rappresentanti. A parte qualche rara eccezione gli anziani hanno già dato prova di non essere in grado di modificare significativamente gli attuali equilibri, decisamente sfavorevoli per l’isola. Occorre scardinare l’attuale gerontocrazia. IRS su questo promette bene. Il rischio semmai è quello di uno scollegamento con le generazioni più mature.
Spero che non avvenga e che non sia già in atto.
Proprio in quanto indipendentista non riesco a concepire qualcosa come modificare la costituzione italiana. Che gli italiani modifichino quello che vogliono, ma noi dobbiamo guardare oltre. Non si può continuare imperterriti sulla srada della rappresentanza nel governo italiano trascurando l’obiettivo principale. Ma vi rendete conto che in quest’isola il colonialismo istituzionale è passato proprio attraverso questa ottica del “andiamo a Roma che adesso gliela facciamo vedere noi” per rimanere sempre con un pugno di mosche? Intanto la gente comune ignora di avere una propria nazionalità ed erige a modello Corona, veline, Berlusconi o chissà quale altro esempio italico. No decisamente non è la strada giusta caro Bomboi, per questo supporto iRS. Senza i suoi cntinui tour e iniziative molte persone non avrebbero mai aperto un libro di storia sarda, non si sarebbero mai posti un interrogativo in più e non avrebbbero mai preso coscienza di quello che si è in realtà. Bada bene Bomboi, combattere un nemico dall’interno (posto che l’Italia non è assolutamente un nemico, ma uno stato nella quale non ci identifichiamo) non è una trovata furba nè pratica, quando combatti dall’interno qualcuno hai già perso la battaglia dal principio. Inoltre ribadisco che l’indipendenza non si ottiene con l’autonomia, altrimenti questa nazione sarebbe indipendente ormai da sessant’anni.
Le autonomie di uno stato retrogado nelle istituzioni come quello italiano servono soltanto come lunga catena al collo delle minoranze. E’ la storia dei fatti a dimostrarlo.
Beh allora Annis Winston quando ci siamo incrociati da qualche altra parte magari aveva un’altro nickname. Mi scuso per l’errore, io non ho nessun problema ad ammettere gli sbagli. E’ che in 5 anni ho parlato con centinaia di nicknames salvo poi sapere che dietro c’erano più o meno 15 persone…Se io non avessi proposto nulla, mi creda, forse oggi IRS sarebbe più vicina a quella del 2006 che non del 2009: http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/01/IRS-ieri-ed-oggi-URN-Sardinnya1.jpg Non mi ricordo di lei quando si consigliava acerbamente ad IRS di cambiare registro, come non mi ricordo dei vari che oggi vengono mandati allo sbaraglio ad attaccarci con le malelingue. Non vedo perché non dovrei dire cosa ne penso della retorica sentita a Santa Cristina (ma lo faremo meglio a febbraio). E non prendo lezioni da persone che in privato si passano sempre messaggi per non rispondere ai miei interventi perché altrimenti fanno una figuraccia coi loro teoremi…O pensate che su U.R.N. Sardinnya non parliamo con nessuno di IRS (da anni) e non sappiamo queste stupidaggini? Io vorrei capire come la Sardegna possa diventare indipendente senza modificare la Costituzione Italiana. Se potete spiegarlo sono tutt’orecchi e sono disponibile a sostenere il vostro percorso se verrà argomentato chiaramente.
Salve, secondo me il problema di irs è che con la nuova segretaria eletta, gavino sale è stato messo da parte ed è in minoranza.
e’ un peccato perchè stava lavorando a fare una coalizione ampia di tutto il mondo sardista e indipendentista, dialogando anche con importanti settori del pd (non solo renato soru).
invece questa nuova segreteria da quanto si legge ha chiuso chiaramente la porta ad ogni tipo di alleanza e purtroppo praticamente tutto il movimento la sostiene.
Quasi dimenticavo: per me non si arriva all’indipendenza passando per una fase autonomistica all’interno di uno stato centralizzatore come quello italiano. Per meglio intenderci, l’Italia non è la Gran Bretagna. Inserirsi in un contento che ci è estraneo solo per rivendicare un autonomia, che già possediamo, vorrei ricordarlo, e che non è altro che ETERONOMIA non può portare a nulla. Serve una coscienza indipendentista e le palle per portarla avanti collettivamente.
E in questo iRS ha avuto idee vincenti parlando con le persone e non con i vertici di partito
Ancora buona giornata
Annis Winston
Caro Bomboi, quello che legge (Annis Winston) è il mio vero nome, giusto per informarla. Se non crede che questo sia vero le do il permesso di chiedere all’anagrafe di Samatzai. Per parlare di cose più serie: Le alternative alle sue sfuriate forumistiche ci sono: che siano quelle del psd’az o quelle di iRS rimangono ben più mature dei suoi continui murrungi e attacchi personali. Può pure non gradire queste alternative, ed è sacrosanto, ma lei non propone nulla, passa le sue ore a protestare, nient’altro. E se arriva pure a non capire che una persona sarda può avere un nome straniero come possiamo pretendere che lei possa passare il suo tempo a scrivere di robe concrete anzichè giri mentali su cosa sia buono o meno buono?
Le auguro una buona giornata
ANNIS WINSTON
Onnis non ti preoccupare, non hai nulla di cui scusarti perché non è un “invasione di campo” discutere con le persone. Altrimenti dovremmo tutti chiuderci in un recinto per paura del confronto con l’esterno con la storiella che ognuno dovrebbe parlare solo nei suoi spazi. Non viviamo in un regime. Per Antonella: Mi scusi, ma anche se la Demuru fosse la moglie di un comune simpatizzante di IRS non vedo dove stia il problema, da che mondo e mondo tutti i coniugi di questo o quel segretario sono vicini alla politica che propongono. Altra cosa invece è un dirigente che da il posto ad un’altra persona a spese della collettività (mi verrebbe da pensare anche all’ex sindaco di Bologna Delbono datosi che è attualità…). IRS non ha compiuto alcuna forma di peculato o nepotismo a danno della Comunità. Le critiche facciamole casomai sulla lana caprina che divide i movimenti e i partiti Sardi, perché sono proprio le artificiose teorie la causa di queste polemiche e che poi danno spago alle varie dirigenze per chiudersi nei loro recinti. Non condivido la malelingua come strumento per stanarli fuori. E non parlo solo di IRS.
Buonasera a Tutti
ciao Antonella, non preoccuparti per la tua inesperienza, al momento è un valore perchè supportata dalla genuinità della voglia di capire.Con il tempo, la pazienza , la curiosità e un pizzico di scaltrezza imparerai a riconoscere a naso le cose buone da quelle false. Sono un militante del PSDAZ da circa sette anni e prima ero uno che riteneva la partecipazione politica una perdita di tempo se non peggio ecc ecc. Ma l’idea INDIPENDENZA mi incuriosiva : oggi mi affascina e spesso mi sorprendo a immaginare cosa potremmo fare da Sardi Liberi in un Europa dei Popoli. Tanto che cerco di partecipare a tutti i dibattiti,forum, feste,incontri INDIPENDENTEMENTE da chi li organizza; … Anche a me piacciano quelli di IRS, ne conosco diversi e abbiamo instaurato ottimi rapporti. ( …e non ci trovo nulla di strano ne vengo criticato per questo, anzi ): basta avere rispetto esattamente come si fà in casa d’ altri. Certo, come si incontra gente in gamba, se ne trova anche strana, tipo ADRIANO : il segretario del PSDAZ, Giovanni Colli è stato eletto dal Consiglio Nazionale entro i 30 gg dal Congresso che era alla sua naturale scadenza, le elezioni compilative non le conosco,(ma vedrai che qualcuno ci spiegherà), l’art.4 parla di valori dell’uomo, mentre le tesi congressuali arrivano al Congresso Nazionale condivise e sottoscritte dalle federazioni e sezioni .Risultato :acclamazione senza neccessità di voto = unità del PSDAZ… ed era ora….
SALUTI,… MI SEMBRI UNA PERSONA IN GAMBA.
Antonella, il fatto che un segretario sia stato eletto senza dover competere con altre valide persone può essere un segnale di rispetto e fiducia in quella persona. Poi tieni presente che la carica politica è di un solo anno, che si auspica possa essere fruttuoso, pieno di impegno e passione, questo permette un rinnovamento che non tutti si permettono di fare. Rimango sbalordito per il fatto che per eleggere il segretario del PSd’Az sia stato necessario quasi un anno di stand by, elezioni compilative, scrittura di tesi che potevano essere condivise tra le federazioni mettendo al centro del dibattito i temi che attualmente si vorrrebbe tradurre in piani operativi e di ampio respiro, poi la scelta delle persone più valide e generose, magari le stesse di ora. Se per crescita di un organizzazione però si intende questo ( http://www.partitosardo.it/index.aspx?m=64&f=4&IDNews=382 ) allora siam ben lontani dal rispetto dell’articolo 4 dello Statuto.
Intervengo a nome dell’Esecutivo Nazionale di iRS, non senza scusarmi per questa invasione di campo, che rimarrà del tutto eccezionale.
Devo farlo, in quanto leggo – non senza stupore – le dichiarazioni della lettrice Antonella, che pure si dichiara simpatizzante di iRS.
Le nostizie da lei riportate sono destituite di qualsiasi fondamento e – se non fossi convinto della sua personale buona fede – la inviterei a rettificare parole e accuse che sconfinano nella calunnia e nella diffamazione.
1) Ornella Demuru non è la moglie di alcun dirigente di iRS ed è stata legittimamente eletta alla carica che attualmente ricopre. Solo la scarsa o nulla conoscenza della persona in questione può lasciar supporre che tale elezione non discenda dalle sue qualità politiche e morali e dal suo livello di competenza.
2) L’assemblea elettiva del Movimento del 17 gennaio u.s. si è tenuta nella massima regolarità e trasparenza, sulla bese delle regole che il Movimento si è dato nel corso di un lungo lavoro preparatorio. Lavoro sfociato nel varo definitivo della nuova organizzazione, alla fine del dicembre scorso.
3) Per presentarsi come candidati alle cariche nazionali era necessaria una raccolta di firme tra gli attivisti (la base democratica del Movimento) a sostegno del candidato (le firme dovevano raggiungere il 20% del numero complessivo degli attivisti): sono state ammesse alla votazione le candidature che rispondevano a tale requisito e alle altre condizioni previste dal nostro regolamento. In alcuni casi, candidature valide ed ammesse sono state rifiutate dai diretti interessati per far convergere il voto su un altro candidato.
Questi sono i fatti. Inoppugnabili e documentati.
Ci auguriamo che le insinuazioni o le palesi falsità riportate in questo caso dalla simpatizzante Antonella non trovino ulteriore terreno fertile.
Invito la stessa Antonella a seguirci con maggiore attenzione e a cercare informazioni più precise su iRS, sui suoi principi di base e sulle regole che ne presiedono la vita interna sia sul nostro portale web, sia attraverso il contatto diretto col Movimento.
Potrai agevolmente contattare il centro di Attività a te più vicino
per conoscere i nostri attivisti, sostenitori e simpatizzanti e farti un’idea di prima mano, che non sia frutto di voci di corridoio o notizie tendenziose.
Oppure, potrai serenamente optare per un altro movimento o partito a te più congeniale, ma spero che, nel caso, tu lo faccia in base a riflessioni di natura politica e/o etica, non a pettegolezzi malevoli.
Scusate l’interruzione.
Grazie per l’ospitalità.
Buon proseguimento.
Omar Onnis – Esecutivo Nazionale iRS
@ F. Arba.
Vuoi condannare un partito solo perchè alcuni suoi militanti hanno abbandonato il partito e hanno scelto altro? D. Giacobbe (autonomista, vittima del fascismo) in un congresso del Psdaz a Macomer, successivo alla II° guerra mondiale, minacciò di morte P.Pili se solo avesse osato rimettere piede nel Psdaz (se solo Soi sapesse chi è lo iscriverebbe nel suo paradiso indipendentista). Suvvia, guardati intorno, se si riporta tutto alla storia, credo che in corso di riabilitazione ci possa stare anche P.Pili, assieme ai tanti sardi (a centinaia di migliaia) che abbracciarono il fascismo. Il romanzo ” Po cantu Biddanoa” di Benvenuto Lobina descrive meglio di altri il clima di allora, e forse ci aiuta a capire meglio le situazioni e le scelte. La storia non si ripete mai uguale a se stessa, pensa che se Soru invece di salire sulla Roll Royce dell’Ulivo di R. Prodi , diventando un ” collaborazionista italiano”, avesse cavalcato il cavallo di GM Angioi oggi avremmo un’altra storia. Se i militanti indipendentisti invece che guardare e creare artificiose dissonanze tra i diversi movimenti e partiti, si guardassero riconoscendosi come fratelli “diversi” la Sardegna avrebbe un altro destino. Il passato insegna molte cose, sopratutto che in una storia centenaria si fanno anche degli sbagli.Per quanto riguarda le scelte politiche attuali, non sempre abbiamo gli enzimi per digerirle e capirle, in tutta la loro portata, immediatamente. Sopratutto se si proiettano nel medio e lungo termine. La scelta attuale del Psdaz che lo vede in maggioranza sulla base di un’alleanza programmatica è una di queste. Destrutturare i partiti italiani di destra e di sinistra, far emergere la loro inadeguatezza alla risoluzione dei problemi della sardegna, dimostrare che quello di cui abbiamo bisogno oggi,son le politiche con cuore, cervello e sangue sardo, e che è possibile realizzare se si cerca e trova la condivisione dei sardi “collaborazionisti di destra o di sinistra” all’interno di quel Consiglio Regionale, a cui “tutti” i partiti indipendentisti vogliono arrivare. La storia insegna molte cose a chi vuole capire e anticipare il domani. È questo che vogliamo? Benvenuti sulla strada per l’indipendenza. Ho passato la mia vita (sbagliando) ad aspettare che un qualunque partito sardo, riuscisse ad avere il 50% dei voti per avere l’indipendenza, ora spero che a quella minima percentuale ci si arrivi anche con molti partiti sardi di qualsiasi colore, ovunque si siedano nel Parlamento Sardo.
Saludos
Le alternative? In PARTE le state già usando, solo che le avete chiamate non-nazionalismo per dividervi da tutti in modo tale che Gavino a Paulilatino abbia potuto dire: “Non ci sono ancora le condizioni per collaborare con gli altri movimenti”….Dal tuo modo di scrivere direi che ci siamo già incrociati…la differenza è che non usi mai il tuo nome perché non hai il coraggio delle tue idee….forse molto deboli. Tu che alternativa hai? Come ci arrivi all’indipendenza senza passare in una fase autonomista e/o federalista per lo Stato Italiano? Sarei curioso di saperlo.
@Gil,
lei scrive “ma alle elezioni politiche del 1921 il Psdaz ottenne 23.392 voti. Con quelle percentuali cosa poteva fare il Psdaz? La rivoluzione violenta che sarebbe finita inevitabilmente in un bagno di sangue sardo, e nella sconfitta del Psdaz non certo degli apparati di Stato italiani?”
Forse no; ma parte dei suoi dirigenti non avrebbero dovuto neanche ascoltare le sirene di Asclepia Gandolfo che prometteva un grande futuro per la Sardegna se il Psd’Az fosse confluito nel Partito Fascista. Invece si fecero incantare; qualcuno come Paolo Pili ebbe incarichi prestigiosi per poi farsi metter da parte quando l’interesse nazionale (leggi, interessi economici di pochi squali) non coincideva con gli interessi dell’isola. Mi pare una storia che si sia ripetuta l’anno scorso di questi tempi…
@ Adriano,
sai che ancora non capisco se parli solo per te o per altri. Perchè mi pare che tu sia l’unico a far riferimento a SANATZIONE.EU … Parli sempre di un gruppo di cittadini ma vedo solo e sempre la tua firma …
Ciao a tutti.
Entro nei vs. discorsi intimorita perchè sono giovane e ho forse poca conoscnza del passato e della politica. Ma sono sarda e vorrei capire quale sarà il futuro.
Vengo da una famiglia che è sempre stata a favore dei sardisti. Lei mi piace sig. Maninchedda e anche i sardisti. vi ritengo persone degne anche se al momento del bisogno avete abbandonato uno come renato soru che avrebbe potuto fare cose ben più importanti di quelle che vediamo ora fatte da capellacci.
Ma mi piacciono anche le idee indipendentiste di sardigna natzione e di recente ho scoperto e mi sono avvicinata a irs.
A Irs avrei qualcosa da dire (vedo che molti di quelli che qui dentro commentano sono di irs) e penso che mi registrerò sul forum per farlo. Sono donna e ho 32 anni. Simpatizzo per irs da circa un anno.
Sono stata felice quando ho visto che avete eletto finalmente una donna giovane. E ho pensato che foste davvero diversi dagli altri.
Ma in questi giorni purtroppo vengo a sapere da persone di irs che conosco, che l’elezione del vostro segretario è stata una cosa finta e di facciata, perchè è stata eletta la moglie di uno dei responsabili del partito candidata da sola e senza altri concorrenti.
la cosa brutta è che lo sanno tutti enessuno lo dice.
Mi chiedevo che differenza c’è tra un partito che fa queste cose e lo squallore di forza italia con berlusconi che candida la ministra garfagna? ditemelo.
Io non conosco la signora Demuru, mi sembra una donna intelligente.
Penso che se davvero ha a cuore irs e la sua dignità di donna allora dovrebbe rinunciare a farsi prendere in giro.
Ecco dopo questa sincerità dolorosa per chhi stimo dico anche che mi scuso con voi se forse sto sbagliando a trovare attraenti le IDEE DI TUTTI. Siano sardisti, autonomisti, indipendentisti. Mi piacciono le vostre idee quando mi fanno sperare in una sardegna nuova e libera.
Sono io a essere confusa, o lo siete voi quando litigate su non capisco bene che cosa?
Io non vi critico, anzi rispetto la vostra cultura, e scrivo qui perchè non sempre in altri posti è possibile ad uno che non fa parte del partito o movimento farsi sentire…
Credo che tutti quanti voi abbiate molta ragione. E torto solo nel non volervi unire in quella che mi sembr una causa comune.
Una causa comune che potete chiamare con molti nomi, autonomia indipendenza o qualsiasi titolo vogliamo dare ad una Sardegna che pensa a se stessa in modo autonomo e indipendente appunto.
Ma io sono giovane e forse ancora ignorante inquesta materia.
Quello che non riesco a capire è perchè voi grandi (grandi per carriera politica o età anagrafica) dobbiate litigare dividendovi sempre intorno alle differenze o agli errori del presente o del passato, errori che tutti sicuramente commettono o hanno commesso, e mai invece stringere accordi seri intorno ai fatti e alle uguaglianze.
Questo servirebbe per il futuro di tutti noi Sardi.
grazie dell’ospitalità.
Caro Bomboi, pensaci tu!
Ajò!
Un tuo (per nulla) estimatore
(per la serie, bene la critica, ma le alternative? a cianciarrai funt bonus tottus!)
Curioso l’incontro di Santa Cristina….da un lato Soru che parla di indipendenza dentro lo Stato Italiano (e che indipendenza è?)…dall’altra degli indipendentisti che vogliono arrivare all’indipendenza “senza inciuci”, ovvero senza partire in questo percorso all’interno dell’Italia (per poi appunto scindersi dallo Stato Italiano)…..Gente strana…ma d’altra parte l’incontro di Paulilatino era questo: Un ritrovo tra caduti….Soddu in primis….
BUONASERA A TUTTI, ciao Sanfil,
sono sardo, indipendentista, militante PSDAZ; inoltre simpatizante IRS e ammiratore SN (li ho seguiti in vari incontri e anche votati nei disgiunti e come me tanti altri) convinto che si può fare l’INDIPENDENZA per fede ideologica e per calcolo economico; considerando la STORIA, la CULTURA e l’IDENTITA’ NAZIONALE (per molti inconscia) credo che siamo già a buon punto. Pertanto leggendo gli interventi e comprendendo che tutti hanno un pezzetto di ragione, verità e molte mezze informazioni oltre che validi punti di vista, credo che una volta tirato fuori tutto (e giustamente sfogati ) sia ora di cominciare ad incastrare i punti di contatto: lavoro che spetta sopratutto a noi più giovani e freschi, con meno veleni e croste, che abbiamo la consapevolezza di dover ancora dare tutto… prima di dare lezioni a chichessia… COSI’ COME PROPOSTO AL TAVOLO DI S.CRISTINA… OGNUNO CON I PROPRI GRUPPI LEADER E STRATEGIE… DISTINTI E NON DIVISI … LAVORANDO SUI PUNTI COMUNI … Santa Cristina… certo che fà un pò strano la presenza al tavolo di gruppi politici già poco autonomisti e per nulla indipendentisti (sul SODDU babbu mannu….se si fa il paio con il LILLIU babbu mannu dell’archeologia… mi viene qualche ulteriore dubbio ) e poi Renato (SORU) che per la seconda volta casca sull’ indipendentismo sempre a S.C. (sonora lezione di Franciscu SEDDA di IRS un paio d’ anni fà) poi non è colpa del PSDAZ se è caduto. Per non parlare di Carlo SECCHI di Sin&Lib che si ricorda (I°volta?) di essere catalano in una Nazione Sarda… solita 5à colonna di rifondazione. SIGNORI tutti gli altri, come sempre… saluti R.
No b’hat che gai, Nino. Pietrinu Soddu, 7 ‘oltas Presidente in sa Regione est su responsabile chi pius bi pendet a s’ala autonomista (puite mi so’ ischieradu da semper’ a sa parte de sos indipendentistas tout court?), unu de sos chi pius de atere hat tribagliadu, in sa Regione, po s’ispecialidade autonomistica e, a lu ‘ier’ riconnoschinde su fallimentu est po me una rivalsa. No so deo chi hapo abbandonadu sas posiziones, ma issu chi, a sa veneranda edade de 80 annos, s’est ammodighende e mustrende possibilista a s’isvolta indipendentista (si puru ancora bi nde chelzat a cumprender’ a pienu cale siat su caminu chi tochet a fagher’). S’istat a nos frimmare a sos isbaglios fattos in su passadu no si bi salvat niunu, torro a narrer’, ma apretzio sa riflessione critica sua, sinnu de una continua elaborazione critica e lu rispeto, tenzo de cuss’homine un alta cunsiderazione e, m’abizo chi si ‘enit bene istimoladu si presentat abertu a dare rispostas e cussizos de cussenzia, sinnu chi s’anzianu no s’est postu a parte in su processu de maturazione politica de sos sardos.
De Renato Soru poto narrer’ sa matessi cosa, no torro in segus de unu passu, unu puntu o una virgola in totu sa critica chi s’est movida in su tempus chi est ‘istadu a cabu ‘e sa Regione, cuncordo una ‘olta tantu cun sas osservaziones chi l’hat movidu Bustianu ma hap’intesu in sas peraulas suas possibilidades de abertura a soluziones indipendentistas. No m’hat fulminadu, no m’hat ammagadu e no m’hat fatu ilmentrigare nudda, ma hap’ apretziadu sas dichiaraziones chi hat fatu, finas su ‘e sentiresi sardu, italianu e europeu (mancari si andet a votare po sas europeas ischinde chi no b’hat peruna possibilidade de eleger’ unu sardu e siat su responsabile diretu de totu sos fundos comunitarios chi che restan’ in Bruxelles ca no si aplican’ sas direttivas de s’Unione – in custu bi pecan’ in medas, bi nd’hat sardistas, de iRS e de totu sas forzas mazores), su chi pius m’hat culpidu est sa dichiarazione chi hat fatu po s’indipendenzia e s’osservazione subra s’autocolonialismu de sos sardos (inue tue puru mustras peccas).
Osservo però chi totu, cuminzende da Pietrinu Soddu, tenden’ a che torrare su dibatidu intro sa Regione e, faghemilu narrer’, sa discussione torrat a intro su riformismu de s’Istatuto autonomisticu chi sos sardistas pius de dogni ateru sun’ alimentende.
Su chi pius m’hat delusu, invece, est propriu su segretariu de su Psd’Az., Salbadore Cubeddu l’hat abertu sa pista cun d’una dichiarazione de s’ ’89 inue su Partidu sardu si proponiat de aberrer’ sa costituente de sa nazione sarda chi, agiunghet Cubeddu, no s’est mai aberta (s’est lassada riduer’ a una mera Istatutaria, alimentada da sos riformismos fantolianos chi poi sa suprema corte hat cassadu cun Soru Presidente), su chi mi paret chi siat sutzedinde oe est sa matessi cosa chi hamos bidu in sos annos ’90, e s’esperientzia passada paret chi no siat servida a nudda.
Ti do’ rejone, Ni.., cando naras chi sia in bona cumpagnia, finas sos tostoinos de Malu ‘entu si mustran’ pius veloces de cumprendoniu e deris, su pius betzu (chi no ischit pius mancu cantos annos ch’ hat passadu da su die chi est bessidu da s’ou) m’hat dimandadu cantu potat mancare a s’ischidare de su totu po dichiare sa tantu suspirada indipendentzia de sa Sardigna po avviare sa fase federalistica de sas liberas Repubblicas. Mi so’ salvadu cun pagos passos de sas iscrituras, rispondinde chi niunu connoschet su die si no su babbu mannu (chi est pius mannu de Pietrinu Soddu e de prof. Lilliu postos in paris) e faghinde presente comente in su Psd’Az. (chi diat a poder’ esser’ sa forza chi guidat) insistin’ elementos chi frenan’ (… e no pagu) po difender’ interessos de poltrona, de parte e de partidu chi los han’ da semper’ arruinados. S’isbagliu l’han’ fattu in su 1948, l’hat ammentadu mastru Pietrinu (chi, in su bene e in su male est una fertile memoria istorica e politica de s’esperientzia sarda in sa Repubblica italiana e nos podet istruire cumpridamente ….. finas in sardu), ma no est cosa chi ruet in palas de sa ex DC, Ni.., est totu cosa interna a sos Sardistas (culpa de Lussu narat caligunu) ma fun’ ateros tempos e b’haiat equilibrios diferentes. Torramos a oe, ite proponen’ sos sardistas po s’Indipendentzia, sa riforma de sa Legge elettorale po ispartire mezus sas poltronas in Cussizu o sa riforma de s’Istatuto de sa Regione autonoma de sa Sardigna?
Tenimos presente chi s’Istatuto de s’Autonomia est sugetu a sos vedos de sa Corte Costituzionale (chi sun’ superiores giuridicamente e politicamente a sos ordines de partidu impartidos da Piccoli …. Storti e Malfatti), chi sezis imbuchende caminos chi no giughen’ a logu e sa situazione est grave e Critica.
Fato presente chi Sapadu 30 de ‘ennalzu in Santa Giusta bi tenimos Cussizu Nazionale de sa CSS po decider’ s’adesione a s’isciopero generale de sa Sardigna previstu po su 5 de frealzu, essende abertu a totu sos attivistas mi leo sa libertade de bo lu fagher’ presente po chi potat risultare un’adesione proficua no solu po totu sos chi sun’ impignados a difesa de su tribagliu e de sos diritos de sos tribagliadores sardos chi oe s’agatan’ semper’ pius cun su culu in terra!!!
N.B.: B’est chie subit sos vedos e sighit sa carriera e b’est chie, po culpa ‘e sos vedos, in carriera no b’est bintradu mai, ma, mancari gai, … la sighit a pistare ca bi tenet fide (ma no in sa carriera)!
Scoprire Sardus fulminato sulla via di S.Cristina di Paulilatino non dico che è una notizia ma fa chiarezza.
Definisce Soddu “babbu babbu mannu de s’autonomia”, si è invaghito (o lo era già?) di Soru “m’est piaghidu”.
Mi domando se Soddu (oggi babbu mannu) è colui che nel 1980, cinquantunenne, incaricato di formare la giunta di unità autonomistica (per affrontare in modo corale la profonda crisi che attraversava la Sardegna,son passati 30 anni meditate ), il 26 ottobre di quell’anno ubbidì a Piccoli (Segretario Nazionale DC) che gli impose il veto. E la carriera continuò.
Di Soru che dire. Il cadavere è ancora dentro casa. Le sue “sottigliezze”/prepotenze fanno il paio con le solenni bocciature ricevute dalle magistrature (più sottili) di ogni ordine e grado fino alla Corte Costituzionale, ben supportato da fior fiore di giureconsulti (chissà quanto saranno costati).
Sardus sei in buona compagnia. Buon pro!
Mario, sei convinto che si possa arrivare all’indipendenza senza modificare la Costituzione? Complimenti per il vostro percorso…io invece penso che se non si fanno riforme di nessun tipo le persone nelle scuole non avranno la cultura Sarda e non miglioreranno la loro economia…e mi pare che senza questi presupposti la sola coscienza nazionale (prima che l’indipendenza formale) sia ben lontana….Spero poi tu sia coerente con le tue idee e non sia tra quelli che hai votato Soru…perché mi pare che una parte del suo percorso abbia avuto qualche problemino a Roma….Per il “misterioso” Olianas: Già risposto sopra in merito.
Passada sa bufera e ringraziende su forum de iRS po su serviziu offertu in occasione de s’atopu ‘e Santa Cristina, nos podimos finas isterrer’ chistionende de presunziones ideologicas e finas de una morale.
Naro sa veridade, da cando m’agato discutinde in S&L, mi so’ astennidu da m’ativare in sos forum de iRS ma deris, sighinde s’evoluzione de sos interventos no mi so’ potidu sutraer’.
Cumplimentos a sa fundassione Sardinnia chi hat acoltu s’imprenta lassada da Doddore in Lodine (chi aspirat a esser’ riconnata comente “sacrariu indipendentisticu” essende chi est s’unicu Comune in Sardigna chi est risultadu a s’isfrancare elevende sa condizione sua da frazione a Comune), cun s’auguriu chi a sas ateras nos potemas agatare paris.
Cumplimentos finas a Giacomo Meloni, su segretariu nazionale de sa CSS, chi in mesu ‘e totu s’est distintu poninde su puntu subra sos giovanos e su tribagliu (chi a dies de oe in Sardigna si mustrat cosa cumprummissu), aberit ispiraglios noos a totu su dibatidu politicu chi vertet subra s’indipendentismu sardu, su mundu de su tribagliu est su chi pius risentit, a dies de oe, sa crisi economica e su pesu de su depidu publicu.
S’autonomia no rezet pius, s’est mustradu abertu finas s’onorevole Soddu (chi de s’autonomia sarda podet esser’ paragonadu a unu babbu babbu mannu cantu ‘e prof. Lilliu cun s’Archeologia sarda), finas Soru m’est piaghidu, sutile e fine comente semper’, hat nadu chi est indipendentista ma chi no risultat a superare sa forma de s’autocolonialismu chi tenet sos sardos in ostagiu atavicu.
Penso chi da “Santa Cristina ‘e Pauli….latinu” sos canales sian’ abertos, no mi restat che augurare bonu tribagliu a “sas diplomazias” augurende a sos ateros mezus sa fundassyone chi l’hat convocada e, torro a narrer’, a s’ispiritu de collaborazione e serviziu chi regnat suta s’istemma de s’albure ilraighinadu …. s’albure chentza terra!
Adriano Bomboi, ma tu non eri quello che scriveva questo:
“Il PSD’AZ? Qualche anno fa pochi dirigenti sardisti hanno scoperto di avere uno statuto di partito che parlava di indipendentismo…tutt’ora nessuno sa bene di cosa si tratti, si sa soltanto che può tornare utile ad amministrare il potere da qualche parte…
Mettetevelo in testa: Non esiste un Partito Sardo d’Azione, esistono tanti PSD’AZ!: C’è quello delle anime candide che credono all’indipendenza; c’è quello di chi lo usa come serbatoio stabile di voti per la prole e le amicizie; c’è quello che sogna la lingua Sarda nelle scuole ma non la storia; c’è quello che vuole storia e lingua Sarda nella scuola; c’è quello che parla di unità ma non se lo fila nessuno; c’è pure quello che l’unità la invoca ma non invita nessuno al dialogo; c’è quello aristocratico che parla solo di autonomismo perché l’indipendentismo “è cosa da buzzurri e fricchettoni senz’arte e né parte”; c’è quello di alcuni amministratori locali che non sanno di essere indipendentisti perché dai vertici nessuno li ha informati della cosa; c’è quello mitologico del passato per cui Lussu e Bellieni ne valgono la foto sul comodino di fianco al letto; c’è quello che “passa al momento” perché è stato trombato nei due grandi partiti italiani e deve riciclarsi da qualche parte; c’è quello di Simon-Mossa che molti hanno sentito nominare ma pochi hanno letto; infine c’è quello più noto: Quello che cavalcando la moda temporanea tratta con tutti i partiti italiani senza concretizzare mai nulla perché si adagia sulla normale amministrazione.
Tutti questi ambigui PSD’AZ vorrebbero ricoprire un ruolo che non potranno mai raggiungere in queste condizioni: Quello di un Partito Nazionale Sardo.”
Com’è? Predichi bene e razzoli male? Mi domando cosa tu ci faccia su un blog indipendentista, se operi dichiaratamente per distruggere questo schieramento. Non hai abbastanza seguito?
@Gil: Io sono indipendentista.
@Bomboi Adriano: Io non ritengo che si possa arrivare all’indipendenza senza modificare la Costituzione Italiana. Io ne sono assolutamente convinto.
Infatti Soi, forse senza la battaglia politica fatta dai reduci della prima guerra mondiale magari ci sarebbe una regione a statuto ordinario…Ma non lo sapremo mai…Per Mario: Perché, lei ritiene che si possa arrivare all’indipendenza senza modificare la Costituzione Italiana?
Scusate signori del psd’az… ma ora voi avete solo tutto da dimostrare riguardo l’obbiettivo di indipendenza e autodeterminazione della nazione sarda.
Il passato non vi è di aiuto, quindi le critiche dovete accettarle, ma spero veramente che possiate dimostrarlo per il bene dei sardi e per un’unione indipendista.
Cercano nel nostro passato prendono la parte buona per i loro siti, vedi Mossa e la Bussalai e evidenziano qui tutto ciò che trovano che possa danneggiare il psd’az ….. altro punto a favore delle tesi di Bomboi….
@Mario, ma tu sei separatista?
@S.Soi, “Marianna Bussalai, un’atera mamma indipendentista traìda de su Psd’az..” si vergogni, non è degno di nominarla.
“Il nostro indipendentismo è funzionale, costituendone base essenziale ed irrinunziabile, al federalismo: come possono mistificarlo con una forma larvata di separatismo che nel Partito Sardo non ha mai avuto patria[...]?” MARIO MELIS.
Interessante, come dire che se non ci fossero stati Lussu e Bellieni non ci sarebbe neanche il psd’az e questa Autonomia.. Adriano mi fai morire..:)
Mario conferma i “10 luoghi comuni di IRS”, tra cui quello di ripetere le parole di Lussu e Bellieni, morti da tempo, ma non si ricorda mai il congresso sardista di Porto Torres, che senza la coraggiosa scelta statutaria indipendentista di allora, oggi non ci sarebbe neppure IRS.
“Abbiamo noi la forza morale di cercare nel nosro organismo, di fare balzare fuori dall’oscura matrice della storia, una nazione sarda, concreta individualità che abbia un suo compito e una sua funzione nella vita europea? [...] Per quanto cerchi di prospettarmi la questione in senso favorevole, a me sembra di no. Non ci troviamo nella situazione degli svizzeri o dei belgi, che di fronte all’urto delle due razze, gallica e germanica, cercarono con un patto di solidarietà di pervenire a una concezione superiore di stato che fosse sintesi delle due gloriose civiltà. Questo a noi non è possibile, perché siamo di razza e di materno linguaggio sardi, irrimediabilmente sardi e se fummo sentimentalmente ed eticamente spagnuoli, ora non lo siamo più affatto: siamo italiani.
Noi non possiamo divenire stato.” CAMILLO BELLIENI.
“…E’ che ci sentiamo d’essere una nazione mancata, senza ancora avere la piena coscienza o senza voler riconoscere che così doveva essere né poteva essere altrimenti, ché un’isola così piccola, rispetto alle grandi isole degli altri mari, con questa sua posizione nel Mediterraneo, non poteva in nessun secolo vivere indipendente e sovrana. Questa nostra ostinazione a non voler ammettere la fatale sconfitta collettiva come popolo ci ha offerto solo la rivincita d’un ripiegamento sulla personalità del singolo.” EMILIO LUSSU
Per Soi e dopo per Addis: Ma ha ripetuto quello che aveva già detto? Non me ne frega nulla dell’ermeneutica: Gandhi non si sarebbe mai sognato di attaccare gli altri movimenti che concorrevano con difficoltà all’unità politica degli indiani per misurarsi contro l’impero Britannico. Siete i primi a smentire le cose che dite. Addis: Così come voi vi lamentate (e pure io, spesso) del fatto che il PSD’AZ non sia stato sempre coerente con lo statuto, posso lamentarmi anchio del fatto che IRS i suoi scritti non li ha mai rispettati, a chi vuoi prendere in giro? Lo sanno tutti che fino a 2 o 3 anni fa IRS inseguiva la sinistra radicale ed era perfettamente identica a SNI. E so bene che all’interno ci sono sempre state persone non di sinistra, ma per loro al periodo IRS appariva come l’unico movimento in grado di evolversi. Ed è vero perché molte delle nostre critiche sull’immagine e sui metodi sono passati. Ma non bastano. I vecchi errori tornano sempre a galla. Sul non-autonomismo…io sto cercando di parlare di arrosto e voi replicate con fumo: A che serve essere non-autonomisti quando si dice di voler fare un percorso graduale per l’indipendenza? Il percorso graduale è autonomismo, anche se esercitato da un partito indipendentista. Perché l’autonomia non viene vista più come un fine ma come un mezzo verso nuova sovranità e sviluppo della coscienza collettiva. Mentre l’anti-autonomismo è più solido di quello che si dice: perché si attacca sempre sistematicamente anche chi, come il PSD’AZ, ha una sua strategia e si allea programmaticamente con uno dei due poli. Bisogna smetterla di confondere le idee agli attivisti raccontando la lana caprina. I vostri problemi oggi dovrebbero essere quelli di far crescere l’indipendentismo cercando posizioni con i movimenti affini per le amministrative (nell’interesse dei Sardi)….invece siamo quì a parlare di ermeneutica e di personaggi morti e sepolti nel secolo scorso.
Gil, la ringrazio per avermi scusato, ma per quanto possa ammirare Lussu come persona, lo critico nel momento in cui dice cose che ritengo sbagliate, così come Bellieni. Se poi a voi non piace che si critichi il passato sardista, bhe, il sito è vostro ed avete diritto a non accettare commenti del genere.
Lo stesso Maninchedda poi aveva criticato Lussu proprio su questo sito.
Saluti
Alcune persone si auto depongono su un piedistallo e da lì confondono il dialogo con l’auto celebrazione, se un giorno dovessero decidere di scendere magari se ne riparla, ma dubito, il più delle volte cadono da sole….. come le melagrane!
fortza paris e indipendentzia a tottus
@Addis
“Quando iRS dice che il PSd’Az è responsabile della mancata indipendenza della Sardegna non si riferisce al dopo seconda guerra mondiale, ma al dopo prima guerra mondiale, quando vi era il favore popolare, ma Lussu e Bellieni si opposero strenuamente………”
Addis lei è scusato solo se è molto giovane, un minimo di conoscenza storica in più non le avrebbe permesso di dire questo. Lei è ingeneroso nei confronti di un Psdaz che in solitudine 90 anni fa, proponeva i temi che oggi sono all’ordine del giorno del dibattito complessivo, sia sulla forma di Stato che sulla sovranità fiscale. Irs dovrebbe riconoscere che se c’è stato qualcosa che ha caratterizzato il secolo scorso ( e secondo me ancora caratterizzerà anche questo secolo)è proprio il Psdaz. Nello specifico della sua affermazione sul ruolo del Psdaz nel primo dopoguerra, il Psdaz (1921!)era ancora nella sua fase di radicamento e crescita quando il fascismo stroncò la sua maturazione. Non resistettero al mostro neanche altre organizzazioni più forti e radicate sia in Sardegna che in Europa. Fù lo stesso Lussu ad ammettere che il Psdaz mancò di una solida ideologia politica nel 1919 (forse si riferiva a quella marxista rivoluzionaria?), ma alle elezioni politiche del 1921 il Psdaz ottenne 23.392 voti. Con quelle percentuali cosa poteva fare il Psdaz? La rivoluzione violenta che sarebbe finita inevitabilmente in un bagno di sangue sardo, e nella sconfitta del Psdaz non certo degli apparati di Stato italiani? Su Lussu, pur non essendo io mai stato un lussiano, le giovani generazioni dovrebbero almeno conoscere la storia personale e ammirarne la fierezza e il suo coraggio.
Saluti
No Bomboi, mi dispiace, io non afferro il tuo verbo e non pendo dalle tue labbra. Ho letto il manifesto politico di iRS del 2002 ed ha poco o niente a che vedere con Sardigna Natzione che dice:
“essendo convinta che l’imperialismo, il liberismo e la cosiddetta globalizzazione siano le nuove e più subdole forme finora escogitate dal sistema capitalistico mondiale per meglio sfruttare il lavoro altrui e per ottenere sempre maggiori profitti, con ogni mezzo e a qualunque costo.”
Massimo rispetto per questo punto di vista, ma è il loro e non il mio e non è nemmeno quello di iRS. Ecco, di cose del genere nel 2002 non c’era traccia. Ti ripeto che non-autonomismo è diverso da anti-autonomismo, ma se vuoi continuare a far violenza alla lingua e alla logica fai pure.
Il tuo problema è che, dall’antiliberale che sei, non tolleri che altri abbiano approcci diversi da quelli ta te/voi concepiti e/o teorizzati, quindi ti getti/vi gettate in una battaglia in cui non esitate a dare colpi bassi e a gettare dicredito a destra e a manca. La differenza sta tutta qua. iRS non vuole obbligare chi si sente sardista o chi si sente nazionalista a non esserlo, cerca solo di intercettare quelli che non si sentono tali e che ora sostengono i partiti italiani.
In tutto questo gettare discredito poi non sei nemmeno stato in grado di confutare quanto da me detto nel merito dell’articolo nel commento del 22 gennaio 2010 alle 15:25, ma hai semplicemente sviato e riiniziato a dire le stesse cose di sempre.
@ Francesco Sanfilippo: il passato sarà pure passato, ma un’analisi critica di esso (che Maninchedda mi pare abbia fatto) può aiutare a capire che determinati errori non si faranno più, altrimenti ad uno può rimanere il dubbio. Oppure si può anche legittimamente ritenere che non si siano fatti errori,
Io al PSd’Az auguro le migliori fortune e sono d’accordo sul fatto che non abbia senso pestarsi i piedi a vicenda.
Per il momento si può rimanere così, ognuno per la sua strada per l’indipendenza.
Saluti
Buonasera a tutti,
scusate se ancora scrivo ma mentre leggevo mi divertivo, sorridevo di alcune meta/riflessioni del Sig Adriano Bomboi e non riesco a trattenermi dal fare una breve precisazione. Non riconoscere la novità di iRS è grave, riconoscerla e far finta di niente è grave, riconoscerla e fare dei sofismi maliziosi e inutili lo è ancora di più. Mi lascia basito la sua caustica critica al non nazionalismo di iRS (il suo cavallo di battaglia). Perchè davvero, con tutto il rispetto, di basso profilo. Il sig. Bomboi, cerca il cavillo pur di buttare fumo negli occhi. Infatti sostiene che Gandhi, che iRS propone come “modello” di vita e lotta, era nazionalista e che dunque ci sarebbe una contraddizione insanabile tra essere non nazionalisti e proporre invece un tipo di sistema di valori alternativo gandhiano. Io, umilmente, penso che essere non nazionalisti significhi anche imparare a prendere il buono che ci circonda e poi rielaborarlo e adattarlo per la Nostra Terra ed il Nostro Popolo. Sarebbe insensato pensare di non riuscire a vedere anche i limiti dei propri padri, quello si che significherebbe avere una visione distorta del mondo (Infatti spesso si rimprovera al sardismo di non fare i conti con i suoi stessi fondatori). Perchè gli uomini non sono santi, e gli uomini vivono spesso nel torbido dove è difficile distinguere il bene dal male. Sarebbe come dire che di A. S. Mossa o si prende tutto o non si è indipendentisti. Ma conoscerà il Sig. Bomboi l’ermeneutica?? O vorrà ancora arricchirci andando a leggere il suo dizionarietto di politologia tascabile?? Prego il Sig. Bomboi, se volesse capire meglio il mio pensiero, di visitare il mio blog e leggere i post Poita apu scerau iRS (li può leggere anche dall’ultimo al primo..).. Io penso che il movimento abbia bisogno davvero di tutta l’intelligenza dei sardi per costruire un mondo migliore, sano, democratico e libero e che non servano queste quisquilie.. Vorrei inoltre rispondere a Sanfilippo che potrebbe mettere tra le risposte anche la D: “la considero una affermazione corretta”.. :) Un saluto al Prof. Maninchedda e a tutti gli utenti..
A volte per amor di patria vorrei non essere d’accordo con Bomboi ma poi leggo simili interventi……
cito…
… Prof. Maninchedda, la considero un intellettuale serio, un uomo che può dare al Nostro popolo più di quanto Lei forse possa immaginare. Ma solo se provasse a immaginare le sue energie spese altrove, non all’interno di un Partito sardista (che dice tutto e niente) e che neanche Lei può difendere senza creare fraintendimenti e occhiatacce…
Mah… è offensivo? è un astuto modo per alimentare lo scontro? o è presunzione ideoligico-morale?
Bombò, ma moderadi unu pagheddu, de custa manera rischias de aberu de cumintzar’ a pigar’ “a callois”. Si unu si devet ponner’ a fagher’ puntigliu po dogni cosa no si che salvat niunu e bois in primis. Chilca de fagher’ calchi proposta positiva, cras’ in Santa Cristina b’hat un appuntamentu importante e si la sighimos goi rischiamos de no nde ‘ogare sos oggios pari pari e de vanificare dogn’isforzu po agatare s’unione indipendentista.
Ispieganos bene (ma chilca de esser’ precisu) it’est po te custa tantu suspirada indipendenzia, no nos chistiones però de sos solitos rifo rmismos autonomisticos de s’istatuto regionale, inoghe, a passos piticos e sovranidade limitada semus tres annos (po no narrer’ tota vida) in su matessi puntu.
Ses’ da semper’ punghe punghe ma no cdzas mai, a ultimu hat a tocare de ti dare calchi istocada diretta e precisa chi ti faghet cagliare po cantu duras. Sias positivu, cuncretu, costruttivu, de corros (a forza ‘e furcas) sun’ pienos totu, si la sighimos/des goi che finimos iscorrados totu cantos… e chie godit est s’IdV e s’UDC, ma est possibile chi no b’arreas nudda nudda?
Naranos, po piaghere, ma tue cun chie istas? Po chie ses’ tribagliende… ca mi paret chi ti manchet addirittura sa mezus die!
@Daniele Addis
Tengo a precisare che non me la sono presa a male, anzi mi fa piacere confrontarmi in modo costruttivo; credo sia quello che dovremmo iniziare a fare pur correndo ognuno per la sua strada.
Nessuno dei movimenti indipendentisti deve atteggiarsi a depositario della verità, sarà la storia a dirlo e io mi auguro solo di esserci per convergere finalmente sull’obbiettivo raggiunto.
Le polemiche di questi giorni (e in passato ce ne son state tante) fanno male sia a noi che a voi, ma sopratutto fanno male alla Sardegna che ha altrè emergenze di cui discutere.
Aldilà dell’inutilità dell’argomento, avrà notato sull’Unione Sarda la marea di interventi contro la fede juventina della Demuru scatenati dal suo stesso intervento sui sardisti che guardano la partita dell’italia, è andata a cucinarsi col suo stesso brodo!
Oppure … a che serve ironizzare nella prima uscita pubblica da segretaria sulla berritta (chiaro riferimento a Zampa Marras); io sono distante e anche tanto dai metodi di Zampa e dalla sua visione dell’indipendentismo ma ne porto rispetto, se devo qualificarlo in qualche modo l’unico aggettivo che mi viene in mente è patriota!
Come non mi sembra giusto attribuire ai militanti del PSD’AZ di oggi tutti gli sbagli (la parte marcia) del primo dopoguerra per poi attingere a piene mani dallo stesso passato (la parte buona) vedi Mossa Bussalai etc., il passato è “passato” ed è già una fortuna avercelo!
Un sincero fortza paris
Per Stefano Soi: Non avevo letto il suo post, il problema non è il fantomatico “non-nazionalismo” ma il nazionalismo vecchio stampo di IRS nel quale si professa la “purezza teorica e si avversano tutti i nemici”: interni ed esterni…e come lei sa…questa dinamica nella storia ha avuto volti molto tristi come in Germania….Da quelle parti (pensate un po)…volevano anche contestualizzare la svastica come bandiera mentre i tedeschi non la conoscevano…in seguito la imposero….Ma per carità, so che non siete estremisti e che proponete soltanto…facevo solo notare la contraddizione di certe teorie nate solo per dividere….E a me paiono vecchie come il cucco…
Addis tu non hai afferrato il succo del discorso: IRS fino a qualche anno fa era esattamente sullo stesso piano di Sardigna Natzione e vai tranquillo che quando iniziammo noi a parlare di rinnovamento eri ben lontano dal conoscere o votare l’indipendentismo. Quindi in qualcosa evidentemente abbiamo contribuito. Se tu chiedevi ad IRS qual’era la sua posizione per le Europee nel 2004 e nel loro vecchio forum ti avrebbero riso addosso e ti avrebbero detto che “sei ostaggio del lobbysmo bancario e sei vicino al capitalismo coloniale”….Un noto tesoriere del movimento per cui simpatizzi (non so se sia ancora lo stesso dopo l’elezione di Ornella Demuru) censurava i miei interventi perché parlando di Bakunin non voleva essere disturbato o confutato…Ti ho citato solo qualche esempio delle centinaia di dettagli di cui parlammo. Tra due anni ad esempio magari parleranno di “zona franca” e diranno che quella di cui parlava il PSD’AZ da decenni o noi era “diversa o superata”….Non c’è nessuna elaborazione culturale nell’indipendentismo. Abbiamo parlato di acqua calda per anni e non perché eravamo “lungimiranti innovatori” ma perché in Sardegna nel mondo indipendentista i ritardi culturali avevano impedito di utilizzare anche i prodromi più ovvi e scontati per qualsiasi moderno partito nazionalista sparso nel mondo. Il discorso che sto facendo è che queste piccole migliorie in politica -e nel ns contesto- non sono nulla se in realtà si prosegue solo con l’anti-autonomismo, il settarismo e il discredito altrui mascherato da critica (pur sempre legittima). E’ qualcosa di già visto, ci hanno già sbattuto il muso (elettoralmente parlando) e ce lo risbatteranno. Che si chiami SNI o IRS non fa differenza, la matrice ideologica è la stessa. Non è dichiararsi indipendentisti il problema ma l’approccio che si da al percorso indipendentista. E’ come la linea di un grafico che sale poco in certi periodi per poi tornare da dove è partita in altri. Politicamente e non umanamente parlando: A che serve aver guadagnato qualche Addis se si sono persi nuovamente tanti Tizio e Caio tornati nel centrosinistra? E purtroppo vedrai che mi darai ragione. Maninchedda ritiene che vadano destrutturati i due poli politici italiani, giusto: ma io penso che vada destrutturato anche l’attuale indipendentismo, perché al contrario del bipolarismo italiano, col disordine attuale e con le vuote dottrine indipendentiste non si costruirà alcuna valida alternativa di governo. E’ il silenzio su questi problemi interni e l’indifferenza verso una critica pubblica ad aver portato le stesse persone a reiterare i soliti convincimenti per anni.
@ Francesco Sanfilippo: mi dispiace che se la prenda a male, ma dire “noi non siamo sardisti” è solo un’operazione di chiarezza che oltretutto a voi dovrebbe pure fare piacere visto che i vostri elettori immagino si ritengano sardisti e quindi non si corre il pericolo che vengano attirati da un altro movimento che si definisce tale.
Poi secondo me la prendete troppo sul personale. iRS ha un approccio all’indipendentismo diverso dal vostro e non è interessato a togliervi elettori, semmai vuole toglierne a partiti unionisti come PD e PDL che per un motivo o per l’altro non sono mai stati attirati da voi o da SNI. Con me ad esempio ha funzionato e vi assicuro che non ero vostro elettore, anzi, ero molto più lontano da voi di quanto lo possa essere adesso.
Sui 4 mori lo stesso, non ve la dovete mica prendere. A me basta che si conosca la storia, poi può pure continuare a rimanere quella la bandiera, oppure si possono accatonare sia quella che l’albero e assumere un carciofo come simbolo, basta che lo si facci con cognizione di causa e da indipendenti.
@ Gil: lo so che la svolta indipendentista c’è stata 30 anni fa, ma le giuro che prima di diventare indipendentista io (cioè circa un anno e pochi mesi fa) non lo sapevo. Pensavo anzi che foste dichiaratamente autonomisti… un mio zio si è candidato con voi ed è vero che è un po’ che non lo vedo, ma troverei oltremodo strano che da fiero patriota italiano sia diventato indipendentista. Io poi non ho nessun motivo di dubitare di Lei o di chiunque altro, è che magari qualcosa non ha funzionato nella comunicazione negli anni scorsi.
Quando iRS dice che il PSd’Az è responsabile della mancata indipendenza della Sardegna non si riferisce al dopo seconda guerra mondiale, ma al dopo prima guerra mondiale, quando vi era il favore popolare, ma Lussu e Bellieni si opposero strenuamente. Nel sito del partito sardo a Lussu e Bellieni sono dedicati due capitoli della storia del partito, mentre a Simon Mossa nessuno. Quella storia poi si conclude in questo modo
“Si può dire a ragione, perciò, che il P.S.d’Az rimase in Sardegna l’unica forza politica veramente autonomista ed autonoma attraversando gli anni della cosiddetta “Rinascita”; mantenendo viva la forza delle idee che, alla luce dei fatti e degli esiti del presente, nonostante qualche contraddizione delle sue classi dirigenti e la debolezza numerica che ne ha fatto una forza minoritaria, mostrano di essere ancora valide e vitali. ”
Almeno dedicate maggiore spazio alla svolta indipendentista (è un consiglio eh, poi fate come volete).
Con questo non voglio negare che il partito abbia fatto tante cose pregevoli e sono oltremodo felice del fatto che siate dichiaratamente per l’indipendenza.
@ Bomboi: bravo, cambia argomento, passa al “cosa avete fatto” detto a destra e a manca… soprattutto visto tutto quello che avete fatto voi ve lo potete permettere. Io vedo semplicemente quello che iRS sta facendo e mi piace.
Ho sempre pensato Addis che facciano più danni alla Sardegna quelli che lasciano campo libero al centralismo che non i secondi…Rispondete sui fatti: Dove sono i risultati politici da 10 anni a questa parte. Voglio sentire i fatti, non le teorie.
@Addis, la svolta indipendentista il Psdaz l’ha fatta trentanni fa, e questo voler rimarcare sempre il fatto che il Psdaz non lo sia che da fastidio. Quali prove ha dato Irs di essere indipendentista? Forse il fatto che sia nato ieri conferisce medaglie? Fammi l’esempio di una battaglia indipendentista di irs.Hai mai sentito, i dirigenti sardisti chiedere a Irs il certificato indipendentista? ( e basta Antò) O a voi basta dire che lo siete per esserlo realmente? Ogni partito ha una sua evoluzione, è chiaro che Lussu non fosse indipendentista e infatti uscì dal Psdaz, quando non riuscì a convogliare il sardismo nell’alveo dei partiti italiani. Ma questo prova solo che all’interno del Psdaz si è voluti rimanere sardi, nell’immediato secondo dopoguerra non era cosa da poco. Il Psdaz si dice ( anche da parte di iscritti e dirigenti di Irs, vedi forum) sia responsabile della mancata indipendenza della Sardegna, mi sembra abbastanza superficiale come affermazione, sopratutto perchè non tiene conto dello spessore delle forze armate internazionali presenti in Sardegna per effetto della guerra fredda e della spartizione del mondo in due blocchi, e del ruolo riservato alla Sardegna in quel contesto, cosa avrebbe dovuto fare un piccolo partito come il Psdaz? Oggi l’indipendenza è possibile, ma quarantanni fa, solo parlare di indipendentismo, significava finire nel mirino dei servizi segreti (vedi quanto è successo a M. Columbu e ad A. Satta e altri, vedi anche il caso Piliu, Meloni & Compagni di sventura.) Oggi è possibile anche cercare di praticare l’indipendenza, allora si rischiava il carcere solo se si sognava. Un pò più di rispetto, e maggiore umiltà e conoscenza della storia dei sardisti non farebbe male a nessuno.
Saludos
Buonasera a tutti,
scusate se ancora scrivo ma mentre leggevo mi divertivo, sorridevo di alcune meta/riflessioni del Sig Adriano Bomboi e non riesco a trattenermi dal fare una breve precisazione. Non riconoscere la novità di iRS è grave, riconoscerla e far finta di niente è grave, riconoscerla e fare dei sofismi maliziosi e inutili lo è ancora di più. Mi lascia basito la sua caustica critica al non nazionalismo di iRS (il suo cavallo di battaglia). Perchè davvero, con tutto il rispetto, di basso profilo. Il sig. Bomboi, cerca il cavillo pur di buttare fumo negli occhi. Infatti sostiene che Gandhi, che iRS propone come “modello” di vita e lotta, era nazionalista e che dunque ci sarebbe una contraddizione insanabile tra essere non nazionalisti e proporre invece un tipo di sistema di valori alternativo gandhiano. Io, umilmente, penso che essere non nazionalisti significhi anche imparare a prendere il buono che ci circonda e poi rielaborarlo e adattarlo per la Nostra Terra ed il Nostro Popolo. Sarebbe insensato pensare di non riuscire a vedere anche i limiti dei propri padri, quello si che significherebbe avere una visione distorta del mondo (Infatti spesso si rimprovera al sardismo di non fare i conti con i suoi stessi fondatori). Perchè gli uomini non sono santi, e gli uomini vivono spesso nel torbido dove è difficile distinguere il bene dal male. Sarebbe come dire che di A. S. Mossa o si prende tutto o non si è indipendentisti. Ma conoscerà il Sig. Bomboi l’ermeneutica?? O vorrà ancora arricchirci andando a leggere il suo dizionarietto di politologia tascabile?? Prego il Sig. Bomboi, e lo faccio con un pizzico di orgoglio, nel caso volesse maggiori dettagli di visitare il mio blog e leggere i post Poita apu scerau iRS (li può leggere anche dall’ultimo al primo..).. Io penso che il movimento e tutto il Nostro Popolo abbiano bisogno davvero di tutta l’intelligenza dei sardi per costruire un mondo migliore, sano, democratico e libero e che non servano queste quisquilie.. Un saluto al Prof. Maninchedda e a tutti gli utenti..
Daniele Addis col dovuto rispetto…. cito..
Poi se a qualcuno sta particolarmente antipatico il Psd’Az si tratta di una sua opinione che non si può certo ascrivere all’intero movimento…
alle ultime Regionali lo slogan principale iniziava con la frase “noi non siamo sardisti” aggiungiamo la sterile lotta al simbolo dei quattro mori e tante altre iniziative che lasciano intendere che la corsa è sul PSD’AZ prima che sui partiti che rappresentano l’Italia in Sardegna!
Non sono queste iniziative che si possono attribuire a “qualcuno” queste son strategie decise con ponderatezza dai dirigenti!
E’ ovvio che ce ne diciamo a vicenda, non si può nascondere, con la differenza però che da parte nostra non è una priorità… anzi!
saludos e fortza paris
Ripeto: a tutte le elucubrazioni di Irs, ufficiali e sotto ufficiali, i sardisti devono rispondere con il SILENZIO.
Cavolo Bomboi, non sapevo che la differenza tra “non” e “anti” fosse stata inventata dalla dirigenza iRS… quai maledetti sono proprio diabolici, sono pure riusciti a modificare le regole dell’italiano a loro piacimento, meno male che c’è il vostro gruppo che vigila.
“Bisogna smetterla di ripetere le solite cose a nastro come il mangime in una batteria di allevamento.”
Questo dimostra che sei un ottimo teorico, se solo riuscissi ad applicare i tuoi stessi insegnamenti sarebbe un enorme passo avanti.
Riassumendo i fatti: tu hai detto una cosa sul Psd’Az; la Demuru ha sostanzialmente detto la stessa cosa; come risultato tu hai ragione e la Demuru ha torto. Ma mica perché ce l’hai con iRSm è che segui una logica matematica assolutamente inconfutabile, chapeau.
Prendendo invece un’altro caso simile: tu su iRS dici determinate cose (tipo che sono settari, dannosi e chi più ne ha più ne metta, ma non perché ce l’hai con loro eh); Maninchedda, Massidda, Murgia etc… dicono le stesse cose che dici tu e ti precipiti a dire che hanno perfettamente ragione. Apparentemente ciò non segue la stessa logica del ragionamento di prima, ma solo perché sei così superiore che noi essere normali non potremmo mai arrivare a comprendere le profonde ragioni di tutto ciò.
Buon fine settimana Bomboi
Gil, quella della Demuro è la risposta alla domanda di un giornalista. Ha semplicemente detto che si augura che “la svolta indipendentista” del PSd’Az sia sincera, ma visto ciò che è accaduto in passato ha dei dubbi. Si tratta di un’opinione che può anche non piacere, ma non mi sembra che abbia detto chissà che.
Sul forum di iRS non vi discorrono solo i dirigenti, ma anche i simpatizzanti e non mi pare che l’occupazione principale sia quella di parlar male del PSd’Az. Poi se a qualcuno sta particolarmente antipatico il Psd’Az si tratta di una sua opinione che non si può certo ascrivere all’intero movimento.
Bravo Addis! Con il tuo “spirito critico da libero cittadino” mi vieni a ripetere la filastrocca di IRS sulla differenza tra il “non” e “l’anti”? Ne conosco tante altre, quella del “2+2 non fa sempre 4″ è tra le più note. Magari prima o poi ci faremo sopra una classifica satirica, solo che non interesserebbe all’altra fascia di comuni Sardi che ci leggono ed hanno problemi quotidiani più consistenti. Bisogna smetterla di ripetere le solite cose a nastro come il mangime in una batteria di allevamento. Ripeto: Niente di personale, ma gruppi di persone da parecchi anni portano avanti il solito vecchiume ideologico che si ricicla nell’era di internet e della “new wave”. E’ l’anti-autonomismo, un AMBIGUO GRADUALISMO che dietro tutta l’ipocrita pappardella giudica gli altri, non produce nulla e porta invece a galla il classico nazionalismo vecchio stampo: Quello della “purezza”, dello scontro diretto con l’avversario politico (confuso per nemico) e del “tutto e subito”. La cosa ha origini nella seconda metà del ’900, ricorda vagamente la retorica della Lega Sarda di Bastià Pirisi, in pieno ’68 invece e dopo l’era Simon-Mossa ha subito un nuovo impulso. IRS ne è solo l’ennesima variante che ha prodotto divisioni, ulteriore frazionismo e scarsi risultati politici. Il PSD’AZ è l’ossessione principale di questa variante. Da 10 anni l’indipendentismo rema per poi tornare al solito posto, i dati elettorali sono eloquenti. Il numero di sigle territoriali aumentano ma sono inversamente proporzionali al consenso politico che hanno. Quando molti attivisti si stancheranno torneranno al centrosinistra da cui provengono o da cui sono attratti. Eppure ci sarebbero enormi margini di miglioramento e di sviluppo elettorale nell’interesse della Sardegna, intuizione che credo abbia spinto anche Maninchedda a scommettere coraggiosamente sull’indipendentismo.
Per Addis.
Infatti non lo ha mai detto, Sale è una persona intelligente. La linea “ufficiale” di irs, non ha mai preso una posizione sul Psd’az, l’unica posizione sui sardisti è quella della Demuro, ma penso che si riferisca anche agli indipendentisti che fanno il tifo per Soru o per Prodi o per Cappellacci. In quanto agli epiteti contro il Psd’az vai un po’ a leggere il sito di Irs e il suo forum, dove non c’è nulla di ufficiale ma vi discorrono, e non solo usando metafore calcistiche, i rappresentanti della dirigenza di irs. O è un caso di schizofrenia acuta?
Saludos
per rafforzare quanto già detto da Bachisio Morittu.
Nell’ultima esperienza di governo del PSD’AZ, risalente alla legislatura palomba per intenderci, quando al PSD’AZ titolare di 2 assessorati (Cultura e Trasporti) venne chiesto di rinunciare dopo poco tempo a quello ai Trasporti il partito, con una decisione del consiglio nazionale neanche tanto sofferta, rese indietro anche quello alla Cultura!
La storica fama di essere famelici di incarichi e attaccati alle poltrone, è una leggenda metropolitana come il Big Foot e il mostro di Lookness messa in giro da chi ha interesse che la si pensi così!
E’ ovvio che chiunque governi occupa posti di potere o comando vale per tutti questo perchè non dovrebbe valere per il PSD’AZ?
Poi guarda caso finché vengono occupati dagli altri (siano di dx o di sx) va tutto bene… appena ci si siede un Sardista l’assessorato o l’incarico dirigenziale si trasforma in “disonorevole poltrona”, mah .. a me pare un’altra voce messa in giro da chi veramente è attaccato alle poltrone tanto da non volerle lasciare ai Sardisti.
Saludos e fortza paris fintzas a s’indipendentzia
Per quanto mi riguarda:
risposta 1) la prima che hai detto
risp. 2) la prima che hai detto
risp. 3) è governata da un regime autocoloniale.
Leggendo questi commenti è chiaro che tutti dimenticano che per poter avere l’Indipendenza della Sardegna è indispensabile avere il CONSENSO del Popolo Sardo. A meno che qualcuno non intenda trasformare la Sardegna nella “Cuba” del Mediterraneo. Si può iniziare SPERARE di avere l’Indipendenza quando si oltrepassa la soglia del 50% dei voti. Nel panorama attuale dell’indipendentismo isolano non vedo nessuno partito o movimento che lavori con lo scopo di perseguire questo obiettivo elettorale.
Ma come fa il Popolo Sardo a dare il propio consenso ad un paio di gruppi di Indipendentisti rissosi che litigano appena hanno il minimo pretesto per farlo? Come fa il Popolo Sardo al avere fiducia in individui che, palesemente, pensano prima al loro accomodamento personale e mettono in secondo piano l’obiettivo dell’Indipendentismo?
Spesso è neccessario fare sacrifici personali a favore dell’interesse primario della collettività. Ma qualcuna ha mai visto un Indipendentista “in poltrona”, arrivato, fare sacrifici personali? Il Popolo, il più delle volte inconsciamente, osserva questi comportamenti e premia col proprio consenso le persone generose, che scelgono di rinunciare al proprio tornaconto personale a favore di quello di tutti gli altri.
Gil, mi potresti dire quando e dove Gavino Sale avrebbe detto che “considera i sardisti dei traditori della patria e quindi dei nemici da abbattere”?
Bomboi, apprendo ora di non essere un normale cittadino, grazie di avermi informato. In pratica con la frase “Io non ho un partito politico, siamo dei cittadini che esercitano il loro diritto di critica.” stai dicendo che chi non appartiene alla tua associazione non può esercitare lo stesso diritto di critica che eserciti tu? Non ho la tessera di iRS, sono un simpatizzante e non pago nessuna quota… mi concedi di esercitare il mi diritto di critica? Per favoreeeee
Visto che ci sei, mi potresti elencare le regole che un partito politico DEVE seguire? Esiste un testo con tali regole? Io giuro che non lo sapevo, ma se me lo dici tu mi fido.
Tu continui a chiamare anti-autonomismo quello che invece è non-autonomismo. È semplice chiarezza, quella che TU dici che manca al PSd’Az. Prenditi una grammatica italiana e cerca la differenza tra non e anti, potresti scoprire che le cose non stanno come dici tu (voi). Il problema vostro è che, mentre la capacità di critica non vi manca, quella di autocritica è del tutto assente. A te non piace il linguaggio di iRS e va bene, ma prendere semplicemente atto che è diverso dal tuo no? Lo vuoi eliminare, non deve esistere perché tu (voi) molto democraticamente non lo concepite.
iRS vi copia e vorreste che si alleasse con quelli che non vi copiano invece… ma perché prima invece non cercate di farvi copiare anche dagli altri, loro non sono stati contagiati dal verbo infallibile di URN?
Saluti
O Antò ma poita [...]
Se c’è continuità tra Sale e la Demuro, vuol dire che anche lei considera i sardisti dei traditori della patria e quindi dei nemici da abbattere? Credi che questa posizione porti i sardi all’indipendenza più velocemente? Guarda che tutti, credo anche voi, siamo consapevoli che oggi come oggi non convenga a nessun partito indipendentista unirsi con gli altri partiti simili. Sono convinto, come si è visto in altre precedenti elezioni, che la somma dei voti sarebbe inferiore a quella dei singoli partiti. Quindi nessuna paura, neanche noi vogliamo “fidanzarci” con voi. Non per questo insultiamo voi o i vostri principi o simboli. E’ troppo chiedere che si instaurino rapporti di buon vicinato? personalmente vorrei solo partiti sardi, penso che il peggior indipendentista sardo (Anche se ambiguo, contradditorio, opportunista, confuso, tifoso del calcio italiano ecc., valga comunque più di un italiota). E allora ogni partito pensi a se stesso, svolga il suo compito, abbiamo necessità di tutti. Se alla Demuro piace il calcio, continui a giocarci, se ti riconosci in Irs accomodati, c’è spazio per tutti.
Saluti fraterni
Per Antonio, senza polemica ma soltanto per amore storico di verità, non me ne voglia. Io ho molto rispetto per IRS e per i militanti però é bene che si sappia che il PSD’Az, dopo il Congresso di Oristano che decise lo sganciamento totale dal PCI e presentarsi alle elezioni politiche e regionali con i quattro mori e liste di sardisti. Tanto che venne approvato un articolo dello Statuto nella direzione che alleanze andavano decise in Congresso anche straordinario .Ebbene subito dopo quel Congresso diversi dirigenti del Partito venimmo convocati ad un incontro importante a Su Cologone di Oliena per comunicazioni urgenti. In sostanza venne portata alla nostra attenzione una proposta del PCI che se avessimo rinnovato l’alleanza con loro estendendola anche alle regionali, ci avrebbero garantito UN DEPUTATO, UN SENATORE E TRE CONSIGLIERI REGIONALI.
S T O R I A !
Preciso che allora non avevamo consiglieri regionali e soltanto Mario Melis senatore eletto col PCI.Ebbene i famelici sardisti,sempre alla caccia di posti, come li definisci, ALL’UNANIMITA’, CHE VUOL DIRE TUTTI, RESPINSERO QUELLA PROPOSTA. Preciso ancora che io ero presente, ma non faccio nomi di altri che ancora sono in vita e ancora altri che non ci sono più. Quanto ho detto lo confermo e lo sottoscrivo senza nessun indugio.
Se può servire
Intervista al nuovo segretario del Psdaz
«A piccoli passi verso l’ indipendenza»
Cagliari, 05 gennaio 2010
Tre parole chiave («cambiamento, trasparenza, sovranità») per le alleanze alle Amministrative di maggio. Il nuovo leader del Psd’Az, Giovanni Angelo Colli, 41 anni, avvocato, famiglia sardista da generazioni, difende l’autonomia del partito dai poli italiani.
Come farete le intese?
«Come ha deciso il congresso: nelle Province e nei Comuni si possono fare alleanze di segno diverso ma solo sulla base dei programmi».
Volete mani libere?
«E’ un’espressione che non uso, fa pensare a interessi di basso profilo».
Ma vi accusano di fare la politica dei due forni. Perché non scegliere subito tra destra e sinistra?
«Quelli sono schieramenti nati e pensati per l’Italia, è uno schema non utile alla Sardegna».
E l’alleanza col centrodestra alla Regione?
«Abbiamo messo una serie di punti programmatici e li hanno accettati».
Tra i punti c’è anche l’Assemblea costituente per lo Statuto, ma il Pdl ora sembra contrario.
«Per noi è irrinunciabile».
Se ora vi dicono di no?
«Io confido che diranno di sì. I patti si rispettano».
Perché per voi è irrinunciabile?
«Vogliamo che il popolo sia protagonista del nuovo patto tra la Sardegna e lo Stato italiano».
Se lo Statuto lo scrivesse direttamente il Consiglio regionale?
«Avrebbe meno forza».
Perché?
«Proviamo a immaginare quale impatto avrebbe a Roma uno Statuto scritto da rappresentanti eletti dal popolo in una Costituente».
Anche i consiglieri sono eletti dal popolo.
«Ma per governare. E dentro coalizioni rigide. La Costituente non avrebbe condizionamenti di parte».
Voi avete confermato la linea dell’indipendenza. Vi sentite a vostro agio col centrodestra?
«Il tasso di indipendenza è presente, o non presente, in egual misura nelle due coalizioni italiane».
Come si conquista l’indipendenza?
«Non certo in modo traumatico, ma passo dopo passo».
E voi quali passi state facendo?
«Questa coalizione ha accettato di fare la Costituente. E’ un passo».
Soddisfatti dei primi dieci mesi della giunta Cappellacci?
«Sta lavorando bene. Quando non siamo soddisfatti non votiamo i provvedimentui in Consiglio. E’ già successo».
Quali riforme sono utili nel cammino verso l’indipendenza?
«Quelle per il cambiamento, la trasparenza e la sovranità».
Cambiamento e trasparenza sono parole d’ordine già usurate.
«Partiti e ciascuna amministrazioni devono fare uno sforzo in termini di democrazia e trasparenza, togliere tutti gli spazi al clientelismo».
Anche questo è un impegno non nuovo.
«Vedrà, faremo una battaglia molto forte». Volete cambiare anche gli altri partiti? «Tutti dobbiamo uscire dalla logica dell’ordinarietà. La politica è in crisi e ha bisogno, anche per riconquistare i giovani, di partiti che sappiano proporre sogni da trasformare in realtà».
L’indipendenza è un sogno o un’utopia?
«Un sogno realizzabile».
Ma davvero pensa che l’indipendenza della Sardegna sia una scelta realistica?
«Sì. E dico di più: è l’unica scelta possibile. Per fare leggi su misura che ci garantiscano lo sviluppo».
Non potreste proporre più semplici riforme di ordine economico?
«Abbiamo molte proposte su industria, credito, trasporti, scuola, eccetera, ma sono irrealizzabili se per attuarle la Sardegna non ottiene i poteri, cioé la sovranità».
Faccia un esempio.
«Pensi all’imposizione fiscale come leva per lo sviluppo. E’ essenziale, ma senza sovranità non l’avremo mai. O al rapporto con l’Europa. E’ l’unico modo per essere ascoltati».
Ci sono le condizioni per raggiungere l’obiettivo?
«Sì, l’Italia è andata avanti. Negli anni 70 e 80 ci davano dei mezzo terroristi, mentre oggi tutti parlano di federalismo come di una cosa scontata».
Lei avrebbe regalato la bandiera del Psd’Az a Berlusconi come ha fatto il suo predecessore?
«E’ stato un gesto di cortesia, non di sottomissione come poi strumentalmente interpretato. Il Psd’Az la bandiera non la regala a nessuno. Siamo l’unico partito, ripeto l’unico, che ha mantenuto nome e simbolo».
Torniamo alle alleanze. Come è andato il vertice con il centrodestra?
«Ci dobbiamo rivedere».
Si è incontrato col segretario del Pd?
«No. Silvio Lai è venuto al nostro congresso, ha fatto un discorso interessante sul concetto di indipendenza, a dimostrazione che se ne può parlare».
Apertura interessate?
«Forse, ma tutti oggi sanno che l’autonomia non è più sufficiente».
C’è attesa per le vostre decisioni, ad esempio a Sassari dove amministrate col Pd. Confermerete l’alleanza?
«E’ prematuro parlare di decisioni. Una cosa è certa: dappertutto faremo alleanze sui programmi di cambiamento, non sulle poltrone».
Lei è di Oliena, come Mario Melis.
«Il Presidente ha rappresentato il punto di maggior espressione del sardismo, sapeva comunicare con chiarezza le ragioni per cui tutti devono sentirsi sardisti».
Quella capacità l’avete smarrita.
«Dobbiamo ritrovarla, trasmettendo il messaggio anche agli altri partiti».
A parole si dicono già tutti sardisti.
«Invece c’è troppa subalternità».
Un giudizio un po’ severo se è generalizzato.
«Fanno anche battaglie giuste, ma sanno che decidono i vertici italiani. E’ un fatto oggettivo, perciò devono cambiare mentalità».
Ci sono stati due incontri tra Cappellacci e Lai. Favorevole al dialogo sulle riforme?
«Ben venga, ci interessano i risultati, non gli umori delle tifoserie».
Filippo Peretti
A me continuano a non tornare i conti, dato che molti partecipanti a questa discussione hanno assunto le difese del Psd’Az attaccando IRS.
Ovviamente è lecito fare delle critiche alla politica di IRS, solo che non è questo l’oggetto del discorso. Insomma, qui si vuole capire se il Psd’Az è o non è un partito indipendentista. Ottenere la risposta a questa domanda è fondamentale, ma non ai fini della polemica, ma piuttosto allo scopo di CAPIRE quale è la posizione del partito.
Scusate la franchezza, ma a me pare che qui si vogliano confondere le acque. Il problema di Lussu e Bellieni è fondamentale e non è solo una polemica oziosa. Nessuno vuole degradarli al rango di “feticci da attaccare”, ma semplicemente si vuole ribadire che non erano indipendentisti e sopratutto che ritenevano che la Sardegna fosse una nazione mancata che doveva lavorare per trovare una sempre maggiore integrazione nell’ambito della nazione italiana, di cui sarebbe venuta a far parte. Questo non lo dice Gavino Sale, ma lo dicono i loro scritti. Il Psd’Az condivide ancora queste posizioni di Lussu e Bellieni ? Penso che gli elettori abbiano il diritto di saperlo.
Nel mio precedente intervento avevo posto tre domande. Attendo sempre una risposta. Credo di averne diritto in quanto elettore sardo e per questo mi permetto di riproporle.
1) L’obiettivo del Psd’Az è arrivare alla costituzione di uno stato sardo, libero, sovrano e completamente indipendente dalla Repubblica Italiana oppure si ritiene sufficiente ottenere uno statuto di autonomia con ampi poteri ?
2) Quando gli esponenti del Psd’Az utilizzano l’aggettivo “nazionale”, a chi vi riferiscono ? Alla Sardegna o all’Italia ?
3) Avete sostenuto che l’indipendenza statuale è un diritto del popolo sardo. Ritenete anche che sia una necessità ? In altre parole, ritenete che fare a meno dell’Italia sia per la Sardegna una necessità oltre che un diritto ? Detto ancora in maniera diversa, ritenete che la Sardegna sia governata ancora oggi con un regime di tipo coloniale ?
Grazie per l’attenzione.
Curiosi alcuni di IRS, prima parlano di questo “lavorone” che il movimento avrebbe svolto e dopo dicono agli altri: “Ma cosa ne sapete del lavoro di IRS?”….Deve essere qualcosa di così segreto al punto che non se ne è accorto nessuno. Per Addis: Io non ho un partito politico, siamo dei cittadini che esercitano il loro diritto di critica. Siete voi che dovete fare le riforme e dare risposte, da 20 anni le stesse persone fanno politica sotto sigle diverse e non hanno mai prodotto nulla in campo legislativo per la Sardegna. Se non ci lamentiamo noi chi dovrebbe lamentarsi? L’elettorato che non vi vota? E’ apprezzabile il sincero sforzo di parecchi attivisti nel perseguire le proprie idee, ma la linea che state inseguendo è più o meno la stessa del passato. Le bandierine europee, il falso non-nazionalismo e l’uscita dalla sinistra dura e pura non sono fesserie sufficienti per coprire i veri problemi e questi hanno radici profonde: Si tratta dell’anti-autonomismo (che tra l’altro contribuisce pure a utopizzare l’indipendentismo nella Pubblica Opinione). Su U.R.N. Sardinnya abbiamo più volte tentato di inquadrarne l’origine storica, non è un lavoro complesso. L’anti-autonomismo è il puntiglio che hanno in testa i dirigenti indipendentisti (da SNI ad IRS) per ragioni varie e che divulgato presso la base ha prodotto la situazione attuale. Non mi dilungo su temi triti e ritriti nel ns Portale. Il percorso graduale per l’indipendenza non può prescindere da una vera autonomia da costruire per la Sardegna: A partire dalla riscrittura della sua carta fondamentale (che sia mediante una Costituente o altro), e bisognerà pur porsi il problema della rigidità costituzionale italiana. Tanto al dibattito sul federalismo la Sardegna arriverà male e tardi (come sempre). In Sardegna non si è mai sviluppata bene la carta del 1948, guardatevi attorno e chiedetevi dov’è tutta questa “autonomia” economica e cultuale…io vedo solo Italia e centralismo su tutti i livelli, persino su quello sportivo e mediatico. Questa classe dirigente indipendentista è cresciuta con l’idea di combattere quella che chiama “autonomia” (quando in verità ne è solo un pallido surrogato), cambiategli bandierina, qualche inutile teoria…ma la sostanza è sempre quella ed è la solita matrice che produce divisioni, risse e tensioni tra sigle che avrebbero potuto collaborare da tempo. Nel frattempo anche molti indipendentisti si sono rotti le balle: E’ vero che “per arrivare almeno ad 8 si deve puntare a 10, ma quì si è fatta la guerra a tutto quello che c’è prima del 10″….Chi ha orecchie per intendere il senso intenda….
In risposta a “Nino”
Va da se avere dei grossi dubbi sulla tanto sbandierata svolta indipendentista da parte del PSD’AZ, ormai si hanno troppi elementi che dimostrano l’ambiguità di questo partito, e per ultimo l’alleanza con cappellacci o meglio con Berlusconi! Quindi, lo scetticismo è la diffidenza sono legittime. La Demuro non ha detto niente di nuovo rispetto a ciò che dice Gavino Sale. Fare dietrologie sulla linea politica adottata nella campagna elettorale delle ultime elezioni regionali è veramente ipocrita da parte sua e direi un tantino velenosa … Mi pare che si è stati chiari sin dal primo momento, rifiutando l’alleanza con Soru che avrebbe garantito almeno 2 rappresentanti in regione. Non so quanto, con la vostra storica fama di essere famelici di incarichi e attaccati alle poltrone, sareste stati capaci di rifiutare solo per un fatto di coerenza politica, un’occasione così allettante. Vorrei anche dire che con l’aver definito l’IRS “indipendentismo parolaio” sta solo volutamente dicendo una fesseria, perché la politica di irs da sempre e mi pare sotto gli occhi di tutti, sia stata quella del fare e del proporre, con il signor Sale sempre in prima linea. Per cui quando lei fa basse insinuazioni sull’attività politica in provincia di ss sta mentendo, anche perché sa bene che con un incarico tale e in unica persona si ha ben poca possibilità di fare chissà quali cose, anche avendo le capacità accertate del leader dell’iRS. Quindi nella praticità dei fatti direi, in piazza in prima linea ed è assodato, dentro le istituzioni ha fatto ciò che ha potuto, evidentemente. Ma poi lei cosa ne sa del lavoro svolto? E non si capisce perché insinuare che sia stato messo da parte, non credo che in iRS ci siano anime suicide… ben sapendo che mettere da parte una persona come Gavino Sale,per il seguito e il rispetto che ha nei vari strati della società sarda e oltre, sarebbe solo un suicidio politico del movimento, e non credo che ci siano persone così sprovvedute da volere ciò. Saluti
La filosofia e la multidimensionalità dello spazio politico.
Io sviluppo le mie riflessioni a partire da un rifiuto della contrapposizione tra destra e sinistra, due termini che nello scorso secolo hanno assunto significati diversi, e talvolta tragici. Nel secondo dopoguerra alcuni hanno cercato di rinnovare la destra e altri hanno cercato di rinnovare la sinistra, grazie ad una cultura educata al rispetto della dichiarazione universale dei diritti umani. Ma, pur apprezzando persone che fanno un mestiere che io non pretendo di fare (l’intellettuale), io sono a favore del superamento della destra e della sinistra, per quanto oggi si presentino con abiti di foggia sgargiante e trendy. Nella filosofia di Arne Naess rossi e blu si contrappongono nella dimensione favore per i lavoratori / favore per le imprese; e, in virtù di una profonda sensibilità per l’ambiente, i verdi si contrappongono ad entrambi nella dimensione tutela dell’ambiente / sviluppo economico. Per questo motivo, è opportuno distinguere con chiarezza il concetto di qualità della vita da quello di livello di vita. La filosofia di Bobbio insegna che i blu tendono a porre l’accento sulla dimensione mercato / Stato, e i rossi su quella libertà / autorità. Ma Bobbio trascurò la dimensione individuata da Naess, che è quella saliente per i verdi. Partendo da questa riflessione, è possibile auspicare uno spirito di indipendenza nei verdi e rifiutare una loro rigida collocazione in una coalizione politica. E la recente storia europea offre sostegno empirico a questa concezione. Pur non essendo un esperto dei canoni di John Stuart Mill, che sono fondati sull’associazione, io rilevo che nelle ultime elezioni europee i verdi hanno avuto brillanti risultati elettorali dove sono indipendenti (Francia, Germania, Gran Bretagna), anche se ci sono partiti verdi coraggiosamente indipendenti, ma al momento privi di appeal elettorale, come gli olandesi De Groenen, che, a differenza di GroenLinks, sono a favore della monarchia. Inoltre, la semplice comparazione mostra che i verdi possono essere forza di governo in Europa. Per questo ho invitato la federazione dei verdi a modificare il sito affiancando all’elenco dei partiti la loro collocazione nel governo nazionale — proprietà che ha i seguenti stati (termine che deriva dalla fisica): opposizione, al governo da soli, al governo con i blu, al governo con i rossi, al governo con i blu e i rossi, altro. I colori potrebbero essere di aiuto al visitatore del sito. Io non ho fatto una ricerca sistematica, che potrebbe ispirare elaborazioni ad esperti di statistica — elaborazioni che io non pretendo di fare o studiare in futuro; ma so che oggi i verdi sono al governo con i blu in Irlanda, in Lettonia (dove è stato eletto il primo capo di governo ecologista) e nella Repubblica ceca. Forse semplifico un po’: per me sono blu i conservatori della repubblica Ceca, i liberali dell’Irlanda e i popolari della Lettonia. Lascio ai filosofi e agli storici esperti dei canoni di Mill il compito di trovare somiglianze tra questi casi. Aggiungo che alleati dei verdi iscritti a European Free Alliance (Partito sardo d’azione e Scottish national party) sono al governo con i blu in due nazioni senza Stato (Sardegna e Scozia), dove nel corso della storia hanno raccolto i consensi anche degli autonomisti e dei federalisti. E oggi queste esperienze dovrebbero essere tenute in alta considerazione anche da chi considera l’indipendenza un valore assoluto, senza inquadrare questa tematica nel più ampio dibattito ecologista, che deve essere ispirato dal principio “pensa globalmente, agisci localmente”. E fondatore del partito sardo d’azione fu il più grande intellettuale nato in Sardegna, Emilio Lussu, che mai fu indipendentista e che divenne socialista ed ideologo dell’insurrezione armata, che mai il premio nobel per la pace Willy Brandt sostenne, solo dopo aver patito violenza da parte dei fascisti guidati da Mussolini, la cui formazione politica era comunista, anarchica e marxista, e che in seguito come Duce stabilì in Italia il primato della dottrina giudaico-cristiana nella versione cattolica. La mia ricerca non è sistematica; e una nuova configurazione del sito dei verdi italiani potrebbe aiutare me ed altri. E so che i gruppi politici hanno anche la capacità di stimolare ricerche filosofiche, storiche e statistiche nel settore.
I testi di Darwin e di qualunque altro scienziato hanno valore euristico, ma non possono rispondere a molti interrogativi e non possono indirizzare molte ricerche umanistiche.
Io non conosco tutti i testi scientifici di Darwin, che talvolta hanno anche valore letterario. Ma ho letto molte opere filosofiche e scientifiche che traggono ispirazione da ciò che scrisse questa persona di genio. Io insegnai tecniche di ricerca nelle scienze umane, che talvolta sono peraltro usate sia da discipline scientifiche (ecologia, medicina, etc.) sia da discipline umanistiche (filosofia, storia, etc.). Mi dimisi dall’incarico, visto che rifiuto i concetti e le teorie delle scienze umane e considero scienze solo quelle che sono chiamate naturali, e che hanno un chiaro riconoscimento (in particolare, il Nobel assegnato dagli accademici scandinavi, escludendo l’economia, che l’ideatore del premio non considerò). Usando l’introspezione, che per William James è un metodo della filosofia, io sento che i testi di Darwin mi aiutano a percepire affinità morfologiche e comportamentali tra me ed alcuni animali. E, anche grazie a lui, ho appreso che anche gli animali hanno emozioni. Ma un bambino, dopo aver fatto un compito in cui descrive il modo in cui vede se stesso, potrebbe domandare alla professoressa di scienze: “quale scienziato è in grado di provare che io, essere umano, ho sviluppato questa capacità in quanto discendente dalla scimmia?”. Io non saprei rispondere. Chi può dire come nacque la consapevolezza? E il darwinismo riconosce il valore della pluralità delle specie, della biodiversità? Noi esseri umani – scrisse Naess — abbiamo esigenze vitali; ma solo a partire dall’affermazione di un senso di eguaglianza tra tutti gli esseri viventi, un bambino può capire per quali ragioni non deve sradicare una pianta in un giardino o infastidire un animale domestico. E oggi chi, per ragioni etiche, si batte a favore dei diritti degli animali e dell’ambiente naturale può anche non essere un darwiniano convinto. Non ho ovviamente intenzione di schierarmi a favore dell’oscurantismo religioso, che vuole impedire la libera conoscenza. Ma, pur non essendo religioso, io sono a favore dell’insegnamento facoltativo di storia delle religioni nelle scuole dell’obbligo, e riconosco la rilevanza della riflessione morale e della spiritualità, che produce fratellanza tra le forze ecologiste che camminano con speranza verso un orizzonte che gradualmente si svela alla nostra umana comprensione.
Cordiali saluti
Roberto Fideli
Traduttore letterario e scrittore (www.robertofideli.com)
Iscritto a Amnesty International e Greenpeace
„Ecco gli “indipendentisti”: Non hanno mai governato la Regione, non hanno mai fatto una riforma, ma si lamentano sempre e comunque del PSD’AZ.”
Ecco, considerato che alla domanda su un’eventuale alleanza con il PSd’Az ci si è semplicemente limitati a rispondere quello che hai detto pure tu, ossia a “Quale PSd’Az” ci si dovrebbe alleare, mi potresti dire quando tu o voi di URN avete mai fatto una riforma o governato la regione? Oppure, molto più semplicemente e “democraticamente”, c’è chi può e chi non può, e (solo) voi “può”.
Caro Bomboy, in realtà molti soriabni si sono accostati a iRs e non viceversa…anche il sondaggio fatto dal Signor Manichedda mi appare un po’ strano. Ad ogni modo, qui si continua a parlare di pere quando l’argomento riguardava le mele, è un processo ai difetti di iRs o cosa?Ricordo quanto ho scritto nel precedente post: c’è stato un malinteso, nessuno ha criticato Manichedda, che è persona stimata (avere differenze credo sia sacrosanto, ajò!), ma tutti quei sardisti che tradiscono la buona fede dell’attuale linea di partito indipendentista del psdaz.
Ancora la stessa domanda: siete indipendentisti si o no?
Manichedda Lei dice si, e sono felice di questo, può garantire per tutto il suo partito, gli stessi delle alleanze con la lega in Ogliastra ad esempio?
Non rinnego nulla di quanto pubblicato Addis, mai nascosto che io creda molto poco ai movimenti Sardi attualmente esistenti: Sono lo specchio del fallimento di una classe “dirigente” (ammesso che abbia mai diretto qualcosa), inclusa quella che per anni ha sbraitato contro il Sardismo. La differenza è che la vostra critica rimane a senso unico: Verso il PSD’AZ. Non ha un disegno generale di riforma e rilancio graduale dell’indipendentismo Sardo. C’è solo l’evidente obiettivo di spazzare via quello che viene visto come l’unico antagonista di IRS per glorificare vuote teorie da anni ’80 e ’90. Si punta a sostituire Lussu e Bellieni, elevati al rango di feticci da attaccare per giustificare i decennali fallimenti elettorali nei confronti della propria militanza di base e tenersene stretti i pezzi che rimangono. Il problema è che si tratta di un film già visto, dopo le Regionali del 1999 molti voti che si erano miseramente guadagnati sono finiti verso Soru: Il quale ha accolto un bacino di indipendentisti che si erano stancati dell’evangelismo della vecchia dirigenza di Sardigna Natzione, composta anche da noti signori attualmente ai vertici di IRS. E’ la stessa matrice ideologica, dice bene Maninchedda sul fatto che la valvola di sfogo sia il PD Sardo, io i sondaggi non li conosco, ma nell’ambiente indipendentista è cosa risaputa che l’impianto ideologico sia sempre quello (ultimamente saldato all’antiberlusconismo): Da quì anche la spiegazione dell’interesse verso l’IDV. Fccio i miei complimenti ad Ornella Demuru, ma la verità è che scorgo nelle sue parole la stessa continuità ideologica con questa fallimentare impostazione dell’indipendentismo la quale nei fatti non ha prodotto più di ciò che critica al Sardismo. Ad esempio, chi ha proposto la legge sui prodotti Sardi nel Consiglio Regionale? Il PSD’AZ o IRS? E non sottovalutate piccoli grandi eventi come Lodine: Sono i primi sintomi di un’insofferenza verso il settarismo che sta attraversando attivisti di vari movimenti.
Bomboi, ma perché ti scaldi tanto e fai paragoni con Berlusconi ed IDV?
Le cose dette da Ornella Demuru sul PSd’Az sono la sintesi di quello che hai spiegato molto bene tu in questo articolo http://www.sanatzione.eu/2009/11/tutta-la-verita-su-psdaz-sni-irs-rossomori-etc/
“Il PSD’AZ? Qualche anno fa pochi dirigenti sardisti hanno scoperto di avere uno statuto di partito che parlava di indipendentismo…tutt’ora nessuno sa bene di cosa si tratti, si sa soltanto che può tornare utile ad amministrare il potere da qualche parte…
Mettetevelo in testa: Non esiste un Partito Sardo d’Azione, esistono tanti PSD’AZ!: C’è quello delle anime candide che credono all’indipendenza; c’è quello di chi lo usa come serbatoio stabile di voti per la prole e le amicizie; c’è quello che sogna la lingua Sarda nelle scuole ma non la storia; c’è quello che vuole storia e lingua Sarda nella scuola; c’è quello che parla di unità ma non se lo fila nessuno; c’è pure quello che l’unità la invoca ma non invita nessuno al dialogo; c’è quello aristocratico che parla solo di autonomismo perché l’indipendentismo “è cosa da buzzurri e fricchettoni senz’arte e né parte”; c’è quello di alcuni amministratori locali che non sanno di essere indipendentisti perché dai vertici nessuno li ha informati della cosa; c’è quello mitologico del passato per cui Lussu e Bellieni ne valgono la foto sul comodino di fianco al letto; c’è quello che “passa al momento” perché è stato trombato nei due grandi partiti italiani e deve riciclarsi da qualche parte; c’è quello di Simon-Mossa che molti hanno sentito nominare ma pochi hanno letto; infine c’è quello più noto: Quello che cavalcando la moda temporanea tratta con tutti i partiti italiani senza concretizzare mai nulla perché si adagia sulla normale amministrazione.
Tutti questi ambigui PSD’AZ vorrebbero ricoprire un ruolo che non potranno mai raggiungere in queste condizioni: Quello di un Partito Nazionale Sardo.” Ierofante
Nessun piedistallo quindi, solo una richiesta di chiarezza e trasparenza che pure tu vorresti.
Il PSD’AZ non deve fare da megafono a irs. Il silenzio sulle loro amenità riferite al Partito Sardo è la risposta migliore.
Mi domando quale può essere il rapporto tra il loro indipendentismo parolaio, che rafforza la dipendenza, e la loro campagna elettorale delle scorse elezioni regionali tutta incentrata sul voto disgiunto. Tradotto in chiaro votate Soru presidente. Un atto di cortesia? E’ questa coerenza?
Gli adepti di irs si sono interrogati sull’attività del loro neo-presidente (messo da parte?) da consigliere provinciale di Sassari? In piazza urla, dentro le Istituzioni tace.
Il PSD’AZ deve avere come interlocutori i cittadini Sardi. Tanto basta.
Per Franziscu Sedda: mai parlato dell’indipendentismo velleitario riferendomi a Irs né esplicitamente né implicitamente. Semmai il riferimento esplicito è stato a certo separatismo anni Ottanta come pure ai cascami delle idee dei gruppetti di Autonomia degli anni Settanta, mischiati con un po’ di Simon Mossa, che ancora oggi i sessantenni sessantottini ripetono. Contesto che la politica viva di polemiche, ironie e suggestioni estetiche; la politica vive di progetto, militanza sociale, fratellanza morale, solidarietà pratica e culturale.Tutto questo io ho sempre offerto al dialogo con Irs. Sono sconcertato dal fatto che il neo-segretario Irs non veda i veri pericoli elettorali per il movimento. Da poco ho commissionato un sondaggio, a campione limitato ma significativo. Un dato ha confermato le mie paure: nei flussi elettorali, Irs ha voto in uscita verso il Pd sardo-mascherato e verso l’Idv (e questo dato ancora non l’ho capito bene). Non ha voto in entrata apprezzabile, ma questo è un difetto del campione perché ha un intevallo di confidenza superiore alla percentuale rilevata per Irs. Non sono i sardisti il problema di Irs, ma Irs mantiene verso il Psd’az quel tasso di aggressività dei gruppi giovanili che più che utile a qualcosa è inutilmente doloroso.
Mi permetto di correggere il buon Frantziscu Sanna che pur essendo tra i fondatori di IRS ha fatto confusione: Il suo movimento non ha poco più di un quinquennio ma quasi 10 anni suonati, è nato pubblicamente il 2002 (8 anni fa) e tra le prime apparizioni pubbliche c’è quella del social forum no-global di Firenze. All’epoca facevano a gara coi gommoni per arrivare primi a La Maddalena rispetto a Sardigna Natzione: erano questi i lavori di IRS. Una guerra tra poveri, che secondo varie forme continua ancora oggi. Ricordo che l’unica cosa che distingueva IRS da un manifesto di Sardigna Natzione in campagna elettorale era la barba e il nome del movimento…..Ora per due anni di riforme insufficienti ci si atteggia ad espertoni…ma dai Sanna…un po di coerenza…un po di umiltà. Sedetevi a dialogare con gli altri, smettetela di fare i santi e spiegateci come mai l’indipendentismo dalle Regionali 1999 alle 2009 ha perso migliaia di voti.
Ecco gli “indipendentisti”: Non hanno mai governato la Regione, non hanno mai fatto una riforma, ma si lamentano sempre e comunque del PSD’AZ. Il PSD’AZ per IRS è l’equivalente di Berlusconi per l’Italia dei Valori, senza l’uno non ci sarebbe l’altro e viceversa. Apritevi a chi ha opinioni diverse. Scendete dal piedistallo.
Che paradosso! negli anni settanta e ottanta i sardisti erano separatisti, negli anni novanta e nel duemila sarebbero autonomisti. Chi conosce la complessità dell’elaborazione teorica e la varietà dell’azione politica sardista sa quanto sono ingiuste e tendenziose queste letture. Chissà che cosa direbbe Marianna Bussalai che scriveva su fogli volanti di carta reciclata il suo sogno di una Sardegna libera e indipendente… o altri personaggi anche cronologicamente vicini a noi che giravano l’isola in lungo e in largo che la Sardegna poteva amministrarsi da sola e pensare di federarsi da Stato indipendente con un Europa dei popoli e delle nazioni….
un sardista di quattro generazioni
Buonasera a tutti,
sono a mio avviso davvero corretti e condivisibili gli ultimi post e non credo di poter aggiungere nulla. Vorrei però cercare di fare una breve riflessione sul settarismo. Una setta tendenzialmente è una comunità chiusa, una comunità in cui gli adepti vengono asserviti alla volontà di pochi e soprattutto una comunità in cui alcuni dogmi non possono essere messi in discussione ne rivelati all’esterno. Come si può definire tale un movimento che cerca di comunicare in tutti i modi con l’esterno (sarebbe politicamente assurdo il contrario), intellettualmente assolutamente trasparente (tutto è alla luce del sole, riflessioni, operato, libri, commenti, blog..), assolutamente inclusivo, cooperativo e collaborativo (è un movimento autofinanziato in cui meraviglia il diffuso senso di ab-negazione per il bene della Nostra Nazione)?
Io sono solo un simpatizzante, eppure ho l’orgoglio (quello buono) ogni tanto di riflettere e confrontarmi con tutti coloro che seguono iRS e a tutti i livelli.
I TzdE non sono forse aperti a tutti? Prof. Maninchedd,a la considero un intellettuale serio, un uomo che può dare al Nostro popolo più di quanto Lei forse possa immaginare. Ma solo se provasse a immaginare le sue energie spese altrove, non all’interno di un Partito sardista (che dice tutto e niente) e che neanche Lei può difendere senza creare fraintendimenti e occhiatacce…
Con sincera stima e affetto
On. Maninchedda,
anzitutto la ringrazio per aver risposto qua alla domanda che le ho posto ieri sulla pagina facebook di radiopress (in ritardo perché ho saputo all’ultimo che sarebbe stato intervistato) proprio riguardo alla campagna piagnona dell’unione sarda per avere un sardo nel governo. Lei dice “Chiedere un feudo e un feudatario e pensare in questo modo di promuovere la Sardegna è una follia.” ed io sono oltremodo soddisfatto di questa risposta.
Per quanto riguarda iRS, capisco che Lei si possa essere sentito offeso per la battuta calcistica ed anche risentito per il fatto che ieri, proprio nell’intervista a radiopress, abbia detto di stimarli e si sia astenuto dal criticarli, ma poi mi è sembrato che sia partito un po’ per la tangente andando a parare con l’indipendentismo degli anni ’70 e ’80 ed ha definito il suo linguaggio “settario” e “violento”. A me non sembra settario dire “Se ci sono altri partiti indipendentisti non è un problema, anzi: vorremmo che lo fossero tutti.”
Oltretutto la sua corrente è guardata con molto interesse e Lei personalmente è ritenuto un indipendentista serio e sincero, anche se su determinati punti la pensa in modo diverso (ma io non ci vedo niente di male)… in pratica i meriti che ha Lei glieli riconoscono.
Leggere il comportamento e le intenzioni del suo partito però è cosa più difficile e la storia insegna che spesso le aspettative sono state disattese, quindi si rimane quanto meno guardinghi.
Sinceramente, io la stimo, ma paragonare chi non la pensa come Lei agli indipendentisti violenti degli anni ’70 e ’80 mi sembra esagerato. Ha usato le stesse parole per Marcello Desole che, per quel che scrive, mi sembra lontanissimo dalla violenza e dal settarismo.
Saluti
P.S. Ma sinceramente crede che Cappellacci cambierà il profilo in senso antagonista con lo stato? A me cascano le braccia ogni volta che lo sento parlare e ringraziare l’impegno del governo amico ad ogni minima elemosina.
Caro Manichedda, Lei è ben considerato da iRS, e probabilmente la svolta indipendentista del Suo partito pure. Capisco che se la sia un pochino presa, ma legga un po’ tra le righe, non si focalizza il dubbio sul suo operato, ma su quello del suo partito. Lei non è il suo partito, e forse mi vien da dire “purtroppo”. Il Psdaz ha un passato (è un recente passato) tutt’altro che coerente, non crede che un piccolo dubbio possa rimanere?
Le auguro buon lavoro
Annis Wiston Umberto
Non b’ad ite narrer! Pessae ki si b’est unu in su Psdaz ki badiad cun piaghere a Irs custu est P. Maninchedda. Ma fortzis est custu ki lis doled intro a irs. Beh s’interventu ki mandad P. Atzori, nos amostrad ki a kistionare paris si poded, amostrande sas dentes ma si poded. S’ateru interventu, ki sighid sue Sedda, est prus venenosu, e pared ki lis dorzad prus de su ki pessen, supra de su Psdaz, meske in s’urtima banda de s’interventu . Nois semus indipendentistas dae prima de naskire irs, e non depimus pedire garantzias a nemos mancu mai a sa parte minore de su PD e de su capu suo, cumente faked irs. E tzertu ki a esser linpios, lu sun puru sos crios, bisonzad de cresker pro si bruttare. Po Matheu, banale, solu banale fora e tenpus e inutile, meske cando s’est kirkande de si sortire, mancari solu po si kistionare. Ki kussas allegas de su lider de irs, sian naradas a nura pro intender socra? A intro de irs e no a P.Maninchedda?
Saludos
Di seguito la risposta di Frantziscu Sanna alle dichiarazioni dell’On. Maninchedda:
Leggere il commento del sig Maninchedda sull’intervista al nostro coordinatore politico nazionale mi ha lasciato piuttosto perplesso.
Innanzitutto l’autorevole esponente del PsdAz dovrebbe distinguere il suo personale impegno sui temi dell’indipendenza da ciò che è e da ciò che è stato il partito di cui attualmente fa parte.
Alla domanda su cosa ne pensa della svolta del PSd’Az verso l’indipendentismo, il nostro neocordinatore risponde in maniera serafica auspicando che si tratti di una “vera svolta”, che sia seria e coerente nel tempo, che non sia ballerina e falsa come altre volte è stato. Mi pare più che legittimo. Le svolte non si fanno con le sole parole, servono i fatti e soprattutto la coerenza nel portare avanti le idee e i contenuti, le scelte e le strategie. Che il sig. Maninchedda in questi mesi abbia portato avanti scelte chiare e coerenti da un punto di vista strettamente indipendentista non lo metto in dubbio. Essere relatore di maggioranza della finanziaria e parlare di indipendenza non è cosa da poco, anzi è un’assoluta novità. I meriti e i passi in avanti si riconoscono a chi li compie senza mezze parole e senza sotterfugi. Questa è la politica della responsabilità, della concretezza, del dialogo possibile per il futuro della nostra terra, per la repubblica nuova che abbiamo il dovere di costruire. Altra cosa è esprimere un giudizio sul PSd’Az, sulla sua storia e su tutto ciò che ha rappresentato nel recente passato della Sardegna.
Inviterei anzi il sig. Maninchedda a fare autocritica, sarebbe utile a lui, al suo partito, alla nostra Nazione.
Si potrebbe partire con il rileggere le attività consiliari dei tesserati al suo partito, le interviste rilasciate dai segretari e dai dirigenti anche solo negli ultimi dieci anni. Troverà che il suo è stato un partito visceralmente autonomista e federalista, con pochissimi bagliori passeggeri di indipendentismo.
Ciò ovviamente è il passato del PSd’Az: tutti noi auspichiamo che possa diventare chiaramente e coerentemente indipendentista, ma ci consenta, con il massimo rispetto, di prendere tutti i recenti passi fatti, ultimo congresso compreso, con il beneficio del dubbio.
Mi pare però che gli atteggiamenti di arroganza siano preponderanti nei toni e nei modi del consigliere sardista. iRS gli ricorda il linguaggio degli anni settanta, l’estrema sinistra, la violenza, il settarismo.
Sappia che nascondersi la realtà dei fatti non è cosa semplice: i cittadini sanno riconoscere gli insulti dalle critiche, le falsità dalla dialettica.
Dia un occhiata al nostro lavoro e ai nostri contenuti e pensi a come legittimare la serietà del suo partito, al nostro ci pensano i 6 anni di coerenza repubblicana, di idee e di facce spese con una trasparenza e una limpidità inattaccabili.
Noi non siamo sardisti e non possiamo farci nulla. Non possiamo dichiararci tali e non possiamo nemmeno rendere omaggio a illustri padri del vostro autonomismo. Abbiamo altri riferimenti concettuali, altre idee per il futuro di questa terra.
In più abbiamo un’ulteriore piccola cosetta che ci differenzia dal PSd’Az: dentro iRS ci sono solo e esclusivamente indipendentisti e repubblicani convinti e possiamo garantire per ogni singolo attivista. Può fare lo stesso il sig. Maninchedda anche solo con i dirigenti del suo partito?
Un tempo c’era bisogno i chiedere garanzie a qualche loggia massonica, oggi?
La nostra primavera è cominciata, ci auguriamo di cuore che ce ne possa essere una anche per il PSdAz.
Gent.mo Onorevole Maninchedda,
sono sardo, non ho alcuna tessera in tasca ma ho simpatie politiche indipendentiste e le scrivo per chiederle di chiarire alcuni punti della posizione politica del PSdAz.
Chiarisco subito che voto per IRS o per Sardigna Natzione (quando possibile esercito il voto disgiunto) e questo perchè ritengo che, nonostante vi siano delle differenze, esse non siano tali da giustificare la separazione.
Non ho mai votato per il Psd’Az semplicemente perchè non l’ho mai considerato un partito indipendentista, sebbene sia noto che molti grandi indipendentisti abbiano militato nel Partito Sardo d’Azione (primo fra tutti Antoni Simon Mossa) e che lo statuto del partito preveda l’autodeterminazione del popolo sardo.
Ciò non toglie, Onorevole Manninchedda, che guardi con profondo interesse alle attuali posizioni del suo partito. Le chiedo però alcuni chiarimenti, e lo faccio senza alcuna finalità polemica, ma al solo scopo di capire bene la vostra posizione.
IRS avrà pure tendenze “settarie” (e non ho paura a rimproverarglielo, benchè sia suo elettore), ma voi del Psd’Az peccate in quanto a chiarezza, per cui vorrei capire se il vostro è vero indipendentismo oppure se si tratta del solito autonomismo mascherato da indipendentismo.
Le domande che vorrei porre sono le seguenti:
1) Il Psd’Az ritiene ancora di ispirarsi al pensiero di Lussu e di Bellieni ? Perchè se così fosse la cosa sarebbe assai contraddittoria, dato che i due personaggi citati non furono certo indipendentisti.
In altre parole il vostro obiettivo è arrivare alla costituzione di uno stato sardo, libero, sovrano e completamente indipendente dalla Repubblica Italiana oppure vi basta ottenere uno statuto di autonomia con ampi poteri ?
2) Quando gli esponenti del Psd’Az utilizzano l’aggettivo “nazionale”, a chi vi riferiscono ? Alla Sardegna o all’Italia ?
3) Avete sostenuto che l’indipendenza statuale è un diritto del popolo sardo. Ritenete anche che sia una necessità ? In altre parole, ritenete che fare a meno dell’Italia sia per la Sardegna una necessità oltre che un diritto ? Detto ancora in maniera diversa, ritenete che la Sardegna sia governata ancora oggi con un regime di tipo coloniale ?
Onorevole Maninchedda, le chiedo la cortesia di chiarirmi questi dubbi. Vede, avrei potuto fare una serie di obiezioni riguardo alla strategia politica del partito. Io sono dell’opinione che un partito indipendentista sardo non possa governare assieme a partiti privi di qualunque autonomia da Roma. Prendo atto comunque che considerate “strategica” e non “politica” questa alleanza e quindi, pur non condividendo questa scelta, non la ritengo di per sé contraddittoria.
Le questioni che ho posto però riguardano il fondamento ideologico e concettuale del vostro indipendentismo e non le scelte politiche contingenti. Le sarò grato se mi aiuterà a capire meglio il vostro pensiero.
Colgo l’occasione per salutarla cordialmente.
Gentile Signor Fais,
temo che Lei confonda la stupidità con l’ironia…
Io trovo l’intervento di Antonietta divertente, ironico e intelligente. Soprattutto l’ho letto come un invito a non prendersi troppo sul serio e a smetterla di fare le pulci a tutto e a tutti.
Cordialità
Cristina Massa
On. Maninchedda
Le pongo un semplice quesito: quali sono le posizioni settarie,violente, incapace di ragionamenti che ha intravisto nella risposta di IRS (ma anche nella pagina di RadioPress su Facebook, da me appena visionata..)? Non avrà la pretesa di poter riassumere la posizione dell’intero movimento dalla battuta, forse banale ma molto efficace come messaggio (vista la sua reazione), “…ma poi finiscono in fretta perché in tv c’è la partita dell’Italia” ? E spero che invece non abbia la pretesa di venire a dire ai sardi che il Psd’Az, dopo aver navigato a vista a ogni elezione, con una politica “autostoppista” (quella si, molto poco seria) ora è improvvisamente balzato al comando della politica indipendentista seria e concreta, dura e pura ma al tempo stesso pragmatica e reale?
Il punto è ben altro, e lei, navigato e sapiente esperto della politica isolana, non può non conoscerlo. Un progetto serio di indipendentismo non nasce sulla spinta di malcontenti malcelati sulla politica di una Legislatura alla quale Lei e il PSd’Az avete preso parte, incapace di non aver preso nessuna decisione, giusta o sbagliata, che abbia restituito dignità al popolo sardo; lo stesso popolo che vi ha dato fiducia, al quale ora rispondete che anche stavolta il Psd’Az ha sbagliato la parte in cui stare.
Se la spinta indipendentista per la quale Lei sta lavorando non ha esaurito la sua inerzia, la invito a prendere seriamente in considerazione tutte le posizioni che nel dibattito prenderanno parte, senza affrettati giudizi e presunzioni sul stare dalla parte giusta. Altrimenti, ogni presa di posizione , avrà sempre un pò il sapore della sterile campagna elettorale..
In attesa di essere smentito piacevolmente dai fatti, un saluto.
“Paolo Maninchedda (author) scrive:
Per Pietro: qui si censurano le cose stupide e le cose calunniose, visto che ho io la responsabilità culturale, civile e penale del sito.”
Questo allora è sfuggito:
“Antonietta scrive:
Decalogo del vero sardista indipendentista:
1. guarda le partite del cagliari e applaude solo quando la palla ce l’ha pisanu o cossu;
2. mangia solo la pasta di cellino condita con pelati casar e fiore sardo;
3. smette l’intimo di Versace e veste solo quello di orbace (di samugheo);
4. fa la pipì nel suo water rigorosamente fatto a mano in cemento di siniscola;
5. fa colazione con pane carasau e formaggio marcio, innaffiato da tazza di cannonau di oliena;
6. cià la tivù di marca giapponese, per non dare soddisfazione a quella italiana;
7. in tivù vede solo programmi in sardo di TeleGaddura o TeleOzastraLibbera;
8. quando fa l’amore (coddha) non usa Hatù ma budello fresco di pecora legato in punta;
9. alle elezioni non vota candidati alti più di m. 1,55;
10. cià giocoforza la macchina italiana ma usa solo benzina raffinata alla saras;”
Riporto qui appresso la risposta di Franciscu Sedda, visto che lui non l’ha data direttamente all’interessato. Del resto non risulta che Paolo la sua critica l’abbia rivolta direttamente a Ornella Demuru. A questo punto sarebbe utile e necessario un incontro Maninchedda-IRS. Io, che sono terzo, direi che il neo-segretario di iRS dovrebbe ammettere che la frase sul Psd’az è alquanto sbrigativa e infelice. Gioverebbe all’indipendentismo una fattiva collaborazione tra le varie organizzazioni. Io continuerò a seguire con interesse sia Paolo Maninchedda che Franciscu Sedda e Ornella Demuru, sperando che si alleino nell’interesse di tutti.
Franciscu Sedda replica a Paolo Maninchedda del PSdAz
Sul suo blog “Sardegna e Libertà” Paolo Maninchedda afferma che “iRS riscopre la presunzione ideologico-morale” criticando così le parole del neo-segretario Ornella Demuru intervistata oggi dall’Unione Sarda.
Franciscu Sedda, Responsabile MacroArea “Identità e Cultura” di iRS replica così:
Paolo Maninchedda, che è un politico di razza, nei suoi interventi forumistici e congressuali non si è mai fatto mancare le stoccatine contro “l’indipendentismo utopico”, “velleitario”, “non pragmatico” (ovvero che non si allea a destra o sinistra), a cui ovviamente si contrapponeva l’indipendentismo serio, concreto, pragmatico che lui propugnerebbe. Ovviamente non nominava mai iRS, ma va da sé…non sarebbe un politico di razza se non giocasse sull’allusione, sul tentare di creare la percezione che tutti quelli che non sono sardisti sono velleitari ecc. ecc.
E di queste sottili accuse io, personalmente, non mi sono certo arrabbiato. E mi pare di poter dire che nessuno in iRS c’ha perso le nottate. Eppure si sarebbe potuta fare una gran polemica. E invece noi abbiamo continuato sulla nostra strada.
Dunque, senza entrare nel merito della svolta indipendentista del PSd’Az, mi pare che l’alzata di scudi di Maninchedda rientri nel normale gioco della politica. Lui cerca di fare quello che propone l’indipendentismo migliore (e su questo, come dicevo, avremmo potuto anche noi inalberarci parlando di presunzione…); noi rispondiamo che “stiamo a vedere”: un legittimo dubbio mi pare, visto che la storia del PSdAz non è certo una garanzia di indipendentismo (e su questo sfido pubblicamente chiunque a smentirci).
Il punto è semplice. Per noi il dialogo non è la pastetta buonista. Il dialogo è “contraddittorio”, è confronto teso di opinioni diverse. Altrimenti non c’è nemmeno da dialogare.
E a questo tipo di dialogo siamo sempre aperti, a partire da quello da intavolare con Paolo Maninchedda.
Se poi si vogliono alzare i toni per provare a farci fare la parte dei super-cattivoni extraparlamentari anni ’70 (noi?!? e pensare che stavo nella pancia di mamma…) lo si fa proprio perché si vuole continuare a negare che c’è un indipendentismo nuovo, con una elaborazione nuova, capace di fare tutti i conti con la storia di questa terra e delle sue classi dirigenti.
Ma io penso che questa alzata di toni sia un sintomo istintivo di cui bisogna ringraziare Paolo Maninchedda. E’ il sintomo che la nostra scelta coraggiosa, la scelta di una nuova organizzazione democratica, con un segretario donna eletto dalla base e sostenuto da una squadra di persone competenti, ha sorpreso e scompaginato i piani di più d’uno. Anche del PSdAz.
Ma questa è la politica. E al di là delle schermaglie dialettiche è questa politica che fa bene a tutta la Sardegna. Nessuno escluso. “
Io Paolo i giudizi su IRS li ho dati e sai perché? Primo – perché posso permettermelo: Il nostro gruppo non ha un partito dietro che concorre alle elezioni. Secondo – perché in un ambiente a me noto e chiuso (come l’indipendentismo Sardo) il politically correct non serve: Chi ha l’obiettivo di sostituire gli altri ed auto-glorificarsi continuerà sempre e comunque con la presunta superiorità morale ed intellettuale nel diffondere giudizi ed ironia sulle spalle altrui. Pertanto diviene più costruttivo far conoscere a parte di questi attivisti che forse la realtà è più complicata rispetto a quella ampiamente disegnata dalla dirigenza di IRS. E spesso le nostre provocazioni inducono molti giovani alla riflessione. Le elezioni che verranno ci diranno se tale impostazione settaria di IRS pagherà in termini di consenso. Io ne dubito fortemente e mi dispiace, perché ci sarebbe anche bisogno di loro. Eppure IRS negli anni è cambiata e le osservazioni hanno concorso parecchio, le immagini sono più eloquenti di centomila parole: http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/01/IRS-ieri-ed-oggi-URN-Sardinnya1.jpg Non disperiamo quindi sul futuro.
Brava, Antonietta!
questo si che si chiama “dibattito politico”.
Decalogo del vero sardista indipendentista:
1. guarda le partite del cagliari e applaude solo quando la palla ce l’ha pisanu o cossu;
2. mangia solo la pasta di cellino condita con pelati casar e fiore sardo;
3. smette l’intimo di Versace e veste solo quello di orbace (di samugheo);
4. fa la pipì nel suo water rigorosamente fatto a mano in cemento di siniscola;
5. fa colazione con pane carasau e formaggio marcio, innaffiato da tazza di cannonau di oliena;
6. cià la tivù di marca giapponese, per non dare soddisfazione a quella italiana;
7. in tivù vede solo programmi in sardo di TeleGaddura o TeleOzastraLibbera;
8. quando fa l’amore (coddha) non usa Hatù ma budello fresco di pecora legato in punta;
9. alle elezioni non vota candidati alti più di m. 1,55;
10. cià giocoforza la macchina italiana ma usa solo benzina raffinata alla saras;
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