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Una donna vera.
“Soru? Un manager che governa sudditi”

20 gennaio 2009 17 commenti

Ecco un’intervista vera ad una donna vera.
Ciò che i tiscalini non vogliono sentirsi dire.

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17 commenti »

  • Massimo C scrive:

    Finalmente qualcuno che ha il coraggio di parlare di Soru. Ormai sembra quasi che tutti, come sempre, abbiano dimenticato quasi cinque anni di legislatura e che tutta la campagna elettorale si focalizzi solo sulla Sardità di Soru (forse è meglio dire SORDITA’). Sono colpito delle parole della Dottoressa Sanna perchè questo dimostra che c’è ancora spazio per dire che la POLITICA significa soprattutto DIBATTITO, PARTECIPAZIONE e DEMOCRAZIA. E’ giunta l’ora di ridimensionare Soru
    Fortza Paris

  • Sergio Ravaioli scrive:

    A proposito di ridimensionare Soru, che ne direste di organizzare una serie di interventi rivolti ad esaminare, una per una, le politiche attuate nei diversi settori?
    Naturalmente il tutto con taglio piuttosto giornalistico, come si conviene agli interventi su un blog.
    Per parte mia sono disponibile a dare un contributo per illustrare i … grandiosi successi realizzati con i circa 250 milioni di Euro spesi per la Società dell’ Informazione (guarda caso sinora assente negli spot del nostro …”testardo”).

  • G.C. scrive:

    A proposito di despotismi, potentati e servilismi, aggettivi che in campagna elettorale giungono come frustate, cito questa frase interessante ma della quale non conosco l’autore:

    “Nel servirci l’un l’altro diventiamo liberi”

    Fortza Paris

  • Nino scrive:

    Stampiamo l’intervista e distribuiamola a tutti affinché ci si faccia una idea del personaggio che aspira a diventare nuovamente Presidente/Padrone. I cittadini conoscendolo lo evitano. E sarà “liberazione”!
    Mancano 25 giorni all’apertura delle urne, moltiplichiamo gli sforzi per informare che solo una forte avanzata del PSD’AZ può effettivamente far voltare pagina alla Sardegna.
    Fortza Paris!

  • Giuseppe scrive:

    Professore, un mio grandissimo sogno sarebbe quello di vedere lei contrapposto a Soru in un dibattito pubblico in televisione.
    FORTZA PARIS

  • Tedde Massimiliano scrive:

    Una parte del popolo di sinistra e’ anti berlusca quindi votera sempre soru, puoi far vedere loro mille articoli e non cambia nulla, penso che la cosa da fare e “de pressi” e’ portare il programma sardista in tutte le case
    far sapere cosa vogliamo , chi non vogliamo come presidente e perche e altra cosa.
    Considerazioni mie personali provate sul campo.
    Fanno piu’ presa i punti programmatici.
    saludi e fortza paris

  • Melis Natalino scrive:

    Se qualcuno volesse la dimostrazione di che personaggio sia Soru e i lacchè che si porta appresso, basta sfogliare i nomi dei candidati delle sue liste, da chi gli ha dichiarato guerra in consiglio a qualche miracolato dalle due legislature; molti hanno svenduto la propria dignità politica e altri svenderanno la dignità del popolo sardo.
    Dobbiamo evitare che ciò succeda votando Psd’az.
    Fortza Paris.

  • Artemide scrive:

    La campagna elettorale di Cappellacci è una frana.
    Il modo in cui si propone, l’aria di vecchio che traspare, le idee confuse e poco consistenti possono dare a Soru quel tocco in più per vincere. L’elettorato di Cappellacci, se solo forzaitaliota, appare molto terra-terra, impregnato di clientelismo. Inoltre il sito non è come quello di Soru (che gioca in casa)… spoglio, distante e con commenti di povera gente. Eppoi Berlusconi. Fosse rimasto a casa, ma tutti quegli interventi… no! Spero in persone come Paolo Maninchedda a Nuoro e Giorgio La Spisa a Cagliari, persone in grado di influenzare in modo positivo quel Presidente che, SE eletto, avrà bisogno di consiglieri di livello quali i sopraccitati. Coraggio, diamoci da fare per fare capire che non è il centrodestra, non è Berlusconi… è Partito Sardo d’Azione, perbacco!

  • Virgilio Piras scrive:

    Scusate adesso vado devo cenare, più tardi scriverò in merito all’articolo della Dottoressa Sanna, una cosa è CERTA: la volpesori si è reso conto, già d’adesso, che le elezioni le perderà alla grande. Lo si capisce da come sta girando la Sardegna. Si presente in quei comuni che ancora non lo conoscono e spara sempre contro l’avversario cazzate grandi quanto è la sua mania di grandezza. Altri nel passato si sono arroccati nel oblio del culto della personalità “IO” e hanno fato una atroce fine.
    Per il suo bene si dimetta da candidato e trascorra una vita serena e di recupero interiore.
    saludi

  • Stella scrive:

    Menzu furriare dae S’ORU che dae mesu, e meno male chi l’azzis cumpresu.

  • Virgilio Piras scrive:

    Signor Artemide, chiedo scusa, Lei non è che sia una frana per i concetti che esprime, ma, giudicare a priori le persone in questo modo superficiale non farà certo bene neanche al PSD’AZ.
    Bisogna essere coerenti alla situazione politica elettorale, fare emergere due aspetti importanti nel contesto in cui siamo: i disastri che ha creato la volpesori con la sua giunta , disastri che purtroppo lasceranno il segno per molti anni; l’altro aspetto è che il PSD’AZ, se vuole crescere e radicarsi nella sua propria realtà, dovrà sbrigarsi a scrollarsi di dosso il vittimismo da una lato e dall’altro quella di credere che noi sardi siamo migliori di altri popoli.
    saludi

  • Sergio scrive:

    Per Sergio Ravaioli.
    Sono molto curioso e vorrei capire meglio la sua affermazione:”Per parte mia sono disponibile a dare un contributo per illustrare i … grandiosi successi realizzati con i circa 250 milioni di Euro spesi per la Società dell’ Informazione”.
    Grazie

  • Danzatore delle stelle scrive:

    Per la serie un cervello lo abbiamo tutti:
    non possiamo criticare Berlusconi…
    Va bene la campagna elettorale, va benissimo il fatto che Soru si raccolga ciò che ha seminato, ma parlare di poca democrazia e tanta esposizione mediatica sul “Giornale” di famiglia mi fa pensare che non solo bisogna avere un cervello, ma ogni tanto bisogna pure accenderlo.

  • Sergio Ravaioli scrive:

    Per l’intervento n.12
    Vuol dire che sono disponibile ad illustrare lo sperpero di denaro effettuato con molti dei progetti della Società dell’Informazione.
    L’espressione “grandiosi successi” voleva essere sarcastica.
    Grazie per avermi fatto presente che non era così evidente.

  • Evelina Angela Pinna scrive:

    Soru come Gramsci?

    E’ lecito pensare che il nostro Renato Soru, a metà del suo percorso professionale ed umano, si ponga oggi il problema di ‘storicizzare la sua figura’. Contestualizzare l’azione politica è importante per ogni leader che deve giustificare agli altri e significare a sé il proprio operato, posizionando anche filosoficamente la propria prassi governativa. Le elezioni regionali di metà febbraio sono quindi l’occasione giusta per dimostrarselo.
    Leggendo le riflessioni di Antonio Gramsci maturo - sul ‘carattere complesso e articolato della società civile’ e sullo ‘scollamento tra classe politica e classe sociale’ con l’annesso ‘problema dell’egemonia quale presupposto di governabilità’- , mi pare evidente l’allineamento visuale di pensiero, da parte di un Soru, che trascendendo l’ammirazione del fondatore dell’Unità, giunge fino all’emulazione e all’omologazione delle dinamiche d’azione. Sia nei cinque anni di governo trascorsi che nella campagna elettorale in atto. Che Soru voglia sperimentare anche i dubbi rimasti insoluti per Gramsci?
    Scrive Gramsci: “Un gruppo sociale può e anzi deve essere dirigente già prima di conquistare il potere governativo (e questa è una delle condizioni principali per la stessa conquista del potere); dopo, quando esercita il potere e anche se lo tiene fortemente in pugno, diviene ‘dominante’, ma deve continuare ad essere anche ‘dirigente’”. Insomma “esercitare l’egemonia significa essere capaci di elaborare una cultura superiore, concepire la rivoluzione non solo come una trasformazione economica, ma anche come una ‘riforma intellettuale e morale’. Il che è possibile solo se si crea un ceto di intellettuali, ‘politici e specialisti in un solo tempo’, organici alla società ma assolutamente collegati al ‘capo indiscusso’, che incarna la figura dell’intellettuale collettivo, del manager sovrastrutturato all’economia, nella riuscita del gran progetto, filosoficamente utopistico, della felicità sociale”.
    ‘Egemonizzare’ è un concetto centrale nel pensiero di Gramsci che equivarrebbe a ‘governare’. L’egemonia in generale sottolinea l’esercizio di un ‘potere’ che per evitare di essere chiamato dittatura, dev’essere assolutamente legittimato dal ‘consenso’ (del voto). Ottenuto attraverso la sottomissione di gruppi bisognosi al laccio della ritorsione, la reviviscenza di politici sopravvissuti alla decapitazione certa, di chi è costretto ad ammettere la povertà perché incappato disgraziatamente in quel meccanismo perverso della politica per cui una quota di riserva di cassintegrati è sempre meglio mantenerla.
    Arretramento economico e culturale è spesso uguale a bisogno di protezionismo.
    Alla luce di questo dettame, una competizione elettorale anziché essere uno scontro frontale, d’idee, d’immagine e di programmi, assume le caratteristiche di una conquista organizzata basata sul mercimonio. In questo contesto il dialogo politico va annullato, perché urta contro il volgare senso comune. La frantumazione interna di un gruppo già disomogeneo, stanco di rispondere a direttive superiori e obbligato a spingere il carrozzone, fa il resto. In questo modo è sottolineata la dissaldatura tra politica e società, tra chi comanda e chi obbedisce. Un potere sovrastrutturato e addirittura preesistente alle istituzioni e ai diritti in capo alla democrazia.
    Consideriamo che il pensiero gramsciano è tutt’oggi aperto, insoluto rispetto alle problematiche del suo tempo e alla concezione moderna dello Stato. Come Soru vorrà riagganciarsi al pensiero gramsciano, destinale nel suo tragico destino, ci sarà dato a sapere molto presto.

    Evelina Angela Pinna.

  • Sergio scrive:

    Per Sergio Ravaioli.
    La mia curiosità penso sia anche quella di molti altri.Può, per cortesia, illustrarmi/ci lo sperpero di cui parla relativo ai progetti della della Società dell’Informazione. Mi sono fatto una idea ben precisa, conosco il “percorso” che è stato seguito in questi anni anche con alcune delibere della Giunta Regionale. Mi mancano i dati, cioè i numeri complessivi di quello che è avvenuto.
    Grazie
    Saluti

  • Sergio Ravaioli scrive:

    OK, Sergio
    scriverò il pezzo che mi chiedi.
    Ho paura di deluderti riguardo ai dati, perchè sapere che fine hanno fatto i circa 250 milioni di Euro spesi negli ultimi anni per progetti della Società dell’ Informazione è impresa ardua che richiederebbe (…richiederà ?!) una commissione d’inchiesta del Consiglio Regionale.
    Qualche notizia e valutazione di merito la ho perchè nel lontano 2004 mi hanno coinvolto per qualche mese (poi, saputo che da anni non avevo più rinnovato la tessera DS … le mie competenze sono crollate!).
    Le mie remore riguardano proprio quest’ultimo punto: un mio intervento su questo tema potrebbe essere facilmente essere accusato di essere rancoroso perchè sono stato escluso dal banchetto.
    In verità mi sono escluso io (anche interrompendo collaborazioni in cors e rinunciando a soldi) perchè non condividevo le decisioni. In campagna elettorale però non si va tanto per il sottile!
    Ed è vero che provo rancore non solo per i soldi ma sopratutto per l’importante occasione sprecata!
    Mi piacerebbe però che il mio intervento critico su una questione puntuale non restasse isolato. Ad esempio ho un grande desiderio di leggere un’analisi ad ampio spettro su un’altra vicenda indecente, quella dei PIA - PIT, della quale però ho solo un’esperienza personale e mi manca “the big picture”.