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Il documento approvato dal Consiglio Nazionale del Psd’az

4 gennaio 2009 48 commenti

Il Consiglio Nazionale del Partito Sardo d’Azione

Premesso

- che l’obiettivo irrinunciabile del Partito sardo resta e rimarrà la piena sovranità e indipendenza della Sardegna, da svilupparsi nel contesto di un’Europa confederale fatta di piccoli stati;
- che l’obiettivo dell’indipendenza non è solo funzionale al pieno esercizio della libertà e della giusta ambizione alla piena realizzazione di sé, ma è indispensabile per il raggiungimento di uno sviluppo economico diffuso e compatibile;
- che nessun partito italiano è ideologicamente e culturalmente compatibile con i sardisti, per la naturale dipendenza di cui essi soffrono dal pensiero unico commerciale, subdolamente imposto, divulgato e difeso dal sistema finanziario globalizzato;
- che il Partito Sardo ha deciso a Macomer, nel corso dell’Assemblea dei sardi, svoltasi il 14 dicembre scorso, di sottrarsi alla funzione museale di custodia ideologica a cui gli altri partiti vorrebbero condannarlo e di impegnarsi per trasformare realmente la Sardegna, attraverso accordi programmatici di governo che, nella distinzione chiara delle identità, consentano di realizzare momenti di società cambiata nella direzione di una Sardegna libera, indipendente e prospera;

Ricordato

 che il Presidente uscente non ha mai accolto nello svolgere la sua azione di governo nessuna proposta sardista e anzi: 1) ha sempre irriso le istanze democratiche e ha condotto e interpretato le istituzioni regionali con un autoritarismo e un’alterazione delle regole mai registrata prima nella storia dell’Autonomia; 2) non ha mai avuto una strategia di sviluppo adatta a contrastare la crisi economica e l’impoverimento della Sardegna; 3) non ha mai accettato misure di sostegno al lavoro e al reddito proporzionate alla crisi in atto; 4) ha passivamente subito il raddoppio del poligono di Perdas e il rafforzamento di quello di Teulada; 5) è stato responsabile dell’addebito ai sardi dei costi della continuità territoriale; 6) ha aumentato le emissioni di Co2 nell’atmosfera; 7) ha ostacolato per un lungo periodo lo sviluppo delle energie alternative; 8) ha respinto la proposta sardista di approvare prima e rapidamente la finanziaria per fronteggiare adeguatamente la crisi in atto e poi andare a elezioni;

Acquisito

che il Partito Sardo d’Azione lotterà sempre perché la Sardegna non sia governata da un padrone;

Preso atto

dell’importante e corretto invito della Pdl ad aprire un confronto programmatico in vista delle prossime elezioni regionali, sottolinea che nessun altro segretario di partito ha mostrato analogo interesse per il percorso culturale e politico del Partito Sardo.

Delibera

di fissare i seguenti punti programmatici per una la trattativa proposta
1) Riscrittura dello Statuto in direzione di un deciso aumento di sovranità attraverso la convocazione di un’Assemblea costituente
2) Iscrizione dei costi della continuità territoriale sulla fiscalità italiana e europea e non su quella sarda. Immediata riscrittura della parte dello Statuto che ha addebitato i costi della continuità territoriale ai sardi.
3) Varo immediato di un piano straordinario di sostegno alle famiglie e alle imprese
4) Modifica del Disegno di legge sul Federalismo fiscale, per trasformare il federalismo italiano da devolutivo in associativo. Realizzazione dell’Autonomia impositiva e estensione della disciplina delle zone franche urbane alle zone rurali.
5) Elezione della Sardegna a capitale delle energie rinnovabili. Destinazione sociale e non privata dei certificati verdi
6) Esclusione di qualsiasi ipotesi di realizzazione di centrali atomiche o di depositi di scorie atomiche e/o assimilabili in Sardegna
7) Chiusura dei poligoni militari.
8) Commissione di indagine regionale sugli effetti delle nanoparticelle sull’organismo umano
9) Varo del piano scolastico regionale capace di garantire la scuola in ogni paese della Regione, anche attivando il capitale privato
10) Inserimento dell’insegnamento del sardo e della cultura sarda nella scuola elementare.
11) Riforma urbanistica nella direzione della tutela ambientale, della certezza delle regole, del rispetto delle competenze comunali. No alle seconde case, alla muraglia lineare lungo le coste. Sì ad un Piano alberghiero perequativo per quelle zone a bassa ricettività. Severa incompatibilità politica sul ruolo dell’Assessorato all’Urbanistica, che dovrà essere gestito da figure di provata distanza dagli interessi immobiliari.
12) Severo rafforzamento della disciplina del conflitto di interessi.
Per lo svolgimento del negoziato politico e programmatico, il Consiglio Nazionale incarica una delegazione ristretta composta dal Presidente del Consiglio nazionale, Giacomo Sanna, dal Segretario nazionale Efisio Trincas e dal vicesegretario nazionale Angelo Carta. Qualora si realizzassero convergenze programmatiche tali da rendere possibile un accordo politico, la delegazione è autorizzata a sottoscriverlo a condizione che sia evidente e chiaro il ruolo riconosciuto al Psd’az in tutti i livelli di rappresentanza elettorale e di governo.

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48 commenti »

  • Massimo scrive:

    Buongiorno Paolo,
    condivido perfettamente i punti programmatici che proporremo al centrodestra tenendo presente la nostra dignità di partito dei Sardi. Però vorrei focalizzarmi sul fatto che nei punti non si parla di Lavoro che è la Priorità dei giovani Sardi. Cosa vuol fare il partito per loro? Vorrei che la Diaspora non esistesse nel Popolo Sardo.
    Fortza paris

  • Paolo Maninchedda (author) scrive:

    Mi pare che il Piano straodinario di sostegno alle imprese e alle famiglie non sia altro che un piano straordinario del lavoro. Magari dobbiamo dirlo meglio.

  • Toni scrive:

    Spero che il confronto con il Pdl sia franco e costruttivo , che ci possano essere le basi per un accordo programmatico per influire sulle scelte economiche e sociali ed iniziare ad realizzare in parte il nostro programma , che da troppo tempo rimane nei cassetti adorandolo come la migliore panacea alle istanze di tutti i Sardi , ma senza riuscire ad incidere sul governo regionale.
    Auguro un bocca al lupo ai soggetti incaricati per un sereno e proficuo lavoro.

  • Nino scrive:

    Un programma autenticamente sardista che vale per una legislatura e passa.
    Auguri alla delegazione!
    Ora però bisogna “pedalare”, illustrare, raccontare de visu ai sardi quei dodici punti che il Partito Sardo d’Azione si impegna a portare dentro le case di tutti.Organizzando incontri, assemblee, contatti personali, insomma tutto ciò che è utile per aprire un confronto e predisponendoci a saper ascoltare. Non mancando di sottolineare, con forza, che chi vota Partito Sardo d’Azione vota solo ed esclusivamente sardista ed in nessun’altra direzione. E tanto più forte sarà il psd’az, maggiori saranno le probabilità che i dodici punti si portino tutti a casa. Questa possibilità, questa opportunità è nelle mani dei sardi e a portata di mano. Non coglierla? Il treno della storia ha poi tempi lunghi!
    Como est prezisu bentulare!
    Fortza Paris

  • Ilianu scrive:

    Caro Maninchedda, eccoti qualche veloce osservazione, diciamo da simpatizzante.
    I primi due punti sono ottimi.
    Il terzo è vago.
    Il quarto è ottimo.
    Il quinto sono chiacchiere.
    Il sesto: non sono d’accordo, vedi commento n.14 a Lettera di Cappellacci.
    Il settimo idem, occorre contrattare da padroni di casa, con no tassativi, ma anche disponibilità a buone condizioni.
    L’ottavo: sono d’accordo, ma mi pare irrilevante in un programma generale. Il nono lascerebbe capire che il P.S.d’Az. non ha idee valide e aggiornate in fatto di istruzione. Invece l’istruzione è davvero una questione strategica. il decimo, l’undicesimo, il dodicesimo sono ottimi. L’ultimo non si discute.
    In sintesi osservo che non si tratta di un programma sufficiente moderno, che è sulla difensiva, che non apre a scelte coraggiose di riduzione delle spese per mobilitare energie e risorse per un vero cambiamento. Manca cioé LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA ad esempio con riduzione dei consiglieri regionali, delle pensioni da favola che prendono, abolizione delle province, tutte, da quelle note come finanziatrici delle “sagre paesane del melone asciutto” o di altro, accorpamento dei piccoli comuni quando distano poco, unico sindaco, unico segretario, unico gruppo di vigili, con contropartite come la riduzione di tasse locali e di costi sui servizi, unica scuola elementare e unica scuola media. Si tuteli la cultura locale,ma non si faccia vincere il peggior campanilismo.
    Infine, va bene agitare la bandiera dell’indipendentismo, che spezzi la catena e le corde, ma prima dimostriamo di saperle tendere fino al limite queste corde (così si esprimeva il compianto Batore Corronca).
    Saludos a totus

  • Marcello Desole scrive:

    Sono molto felice del bibattito che è avvenuto a Birori ieri e degli impegni che intendiamo proporre per il presente e il futuro dei Sardi. Più assunzione di responsabilità di così non potevo chiedere. Faccio un grande in boccal al lupo ai nostri delegati e li esorto a mantenere la dignità e la responsabilità che il documento programmatico fa trasparire.

    Qual’ora si raggiungesse l’accordo, il messaggio che va rivolto al cittadino sedondo me dev’essere di tre livelli, legati tra loro:
    1) il perchè decidiamo di accordarci;
    2) il programma che intendiamo realizzare che è quello che vorrebbe sentire sulla propria pelle, la parte più importante del messaggio;
    3) come il partito vuol essere un garante democratico per la vita dei sardi e come questo intende coinvolgerli nel futuro, crescendo e sviluppandosi, fino all’Indipendenza;

    Fortza Paris!

  • Ilianu scrive:

    Dimenticavo un punto, quello sulla lottizzazione partitica della Sanità pubblica.
    Assumerei il titolo di un articolo di Mario Pirani: “Fuori i partiti dalle Asl”.

  • A. Gregorini scrive:

    “Destinazione sociale e non privata dei certificati verdi”

    Mi permetto di segnalare e chiedere, nel merito: che significa questa affermazione?
    Conosco aziende di taglio medio piccolo, abbastanza marginali, che stanno in piedi per miracolo, che percepiscono certificati verdi perché hanno realizzato impianti di biogas da reflui dell’allevamento.
    Il futuro, per me ideale (piccole é bello e meno impattante. Filiere corte e reddito distribuito), sarà fatto di piccole realtà produttrici di reddito da energia. Il decreto statale in pubblicazione prevede certificati verdi da 200kW in su, per tutte le FER non fotovoltaiche, quindi anche per le realtà medie alle quali mi riferisco.

    È una cosa che andrebbe meglio specificata e approfondita. Qualcuno può spiegare?

  • Ilianu scrive:

    O Paulu, ite ses pappande, o ses istracu e mortu de iri sero a sero e ti ses indrommigau? Poite no contizas sas chistiones in campu? Corazzu! Crica azudu ca nde tenes bisonzu.

  • Adriano Bomboi scrive:

    Punti semplici, immediati e validi. Unico aspetto che personalmente non condivido è l’estraneità (corretta) del sardismo al centralismo partitico italiano ma tuttavia non condivisibile nelle motivazioni esposte. Qualsiasi indipendentista oggi sa che il problema non è certo del mondo globalizzato in sè ma per l’assenza di regole che contraddistingue il mercato sotto un profilo etico: Mettere l’uomo al centro dell’interesse e non il prodotto. Il caso italiano con riferimento all’indipendentismo Sardo va visto sotto un’altra ottica: Siamo ostaggio dei partiti, non in ragione “del mondo globalizzato” ma semplicemente perché se non siamo noi a poter decidere in questo mercato per noi stessi, le ricette centraliste sono incompatibili spesso con il modello di sviluppo che ci servirebbe E NON SIAMO quindi COMPETITIVI a livello globale: Le nostre produzioni rallentano, i giovani non investono nel territorio, etc. Questo perché il sistema scolastico, finanziario, fiscale, etc nel suo complesso è gestito dal centralismo. L’indipendentismo non deve fare battaglie utopiche sulla globalizzazione e le società perfette, deve semplicemente far capire che sotto la gestione centralista non siamo competitivi. Non siamo protagonisti ma periferia del mercato: Che non controlliamo ma subiamo.

  • Stefano De Candia scrive:

    Solo per quelli che ieri sera no erano presenti mi permetto anche di dire che è stato un momento di vera politica partecipativa, con opinioni anche differenti e tale documento in un certo senso raccoglie le perplessità di chi, come me ad esempio, non è molto convinto che la PDL possa accettare le nostre battaglie ma se lo dovesse fare allora saremo davvero all’inizio di una nuova stagione tutta da costruire.
    io non devo nulla al centro sinistra e men che meno al centro destra ma se loro dovessero fare proprie le nostre idee ed impegnarsi a realizzare anche parte dei punti indicati non avrò nessuna remora a fare un’alleanza con loro.
    Qui forse iniziamo noi a sfruttare gli altri e non più il contrario…
    SPERIAMO BENE E FORTZA PARIS

  • Serenella scrive:

    Siccome mi inalbero quando leggo certe cose vorrei dire a chi ha scritto che vanno abolite le Province……che posso essere anche d’accordo ma la sagra del melone coltivato in asciutto non è altro che la valorizzazione e la promozione di una specificità locale che crea sviluppo economico. Perciò non mischiamo mele con pere. Grazie.

  • Nanni scrive:

    Il quinto sono chiacchiere! dice Ilianu.
    Sarebbe interessante se spiegasse il perchè.
    E’ tanto addentro alle questioni energetiche per capire che i “padroni del vapore” tengono per le palle i partiti di centro destra e di centro sinistra, Soru compreso?
    Perchè il PSd’Az non dovebrebbe sottrarsi a questa stretta dolorosa (almeno per i Sardi)?

    “Conosco aziende di taglio medio piccolo, abbastanza marginali, che stanno in piedi per miracolo, che percepiscono certificati verdi perché hanno realizzato impianti di biogas da reflui dell’allevamento” dice A. Gregorini.

    E’ una giusta osservazione. Bisognerebbe specificare che tale punto vale per le forme di produzione industriale di energia (con potenza superiore al MWe) che godono di aiuti statali quali CIP6 e certificati verdi che poi sono scaricati come costi sul mercato isolano.

  • Domenico M. scrive:

    I punti programmatici non sarò certo io a contestarli, d’altronde tutti (o quasi )i programmi sono belli tanto che spesso vengono definiti “Il libro dei sogni”.
    Bisognerà vedere quanto verranno presi in considerazione post elezioni dai nuovi alleati. A vedere come sono stati trattati gli alleati storici di F.I. alias PDL non mi farei che morte illusioni…
    a mezzur biere

  • Andrea Pubusa scrive:

    Caro Paolo,

    Letto senza pregiudizi, quello approvato dal Consiglio Nazionale del Partito Sardo d’Azione a Birori è un documento alto. Contiene la summa del programma massimo sardista: sovranità della Sardegna nel contesto di un’Europa federale; indipendenza funzionale alla libertù e piena realizzazione del popolo sardo ecc..
    Il programma minimo è anch’esso all’altezza. Rilevo soltanto l’omissione di un richiamo alla riforma dell’iperpresidenzialismo della Statutaria, mentre colgo una certa generiticità nel contrasto del conflitto d’interessi.
    Il Psd’az vuol giocare in Sardegna il ruolo che la Lega svolge a livello nazionale. Ma il Senatur ha anche i voti. Il Psd’az invece ne ha pochini. E non si prevede un balzo, perché una parte dei sardisti non seguirà la dirigenza e rimarrà nel centrosinistra. E dunque l’avventura del Psd’az col centrodestra appare debole sul piano dei possibili risultati. Rischiate, pur senza volerlo, di sfuggire ad un ruolo museale, divenendo però subalterni.
    Ma non voglio occupare ulteriore spazio; invito chi fosse interessato ad una più ampia riflessione sul documento, a: “Psd’az: documento forte, prospettiva debole! in http://www.democraziaoggi.it

  • Ilianu scrive:

    A Nanni,
    Chiacchiere perché suonano come chiacchiere. Da profano, mi pare si tratti di affermazioni di principio. Mi sono già espresso a favore di un nucleare nelle nostre mani, dell’ultima generazione della fissione (commento n.14 alla lettera di Cappellacci). Tuttavia sono curioso e disponibile a chiarirmi meglio le idee sull’energia solare.
    A Serenella, mi dispiace che si sia risentita, ma ce l’ho con le Province non con i meloni. Insomma i meloni, né altro, non giustificano enti inutili come le Province. Lo sosteneva il P.S.d’Az., es. Emilio Lussu, insieme alla cancellazione delle Prefetture. Lo diceva Ugo La Malfa, che di economia se ne intendeva, Luigi Einaudi, ecc. Il P.S.d’Az di oggi nicchia su questo. Le sagre possono essere promosse da consorzi di comuni fatti senza spese di apparati inutili. Servono risorse per il riscatto del nostro popolo, non solo rivendicazioni spesso inconcludenti. Gli sprechi ci sono. Occorrerebbe accorpare i piccoli comuni vicini e con i risparmi ridurre i costi dei servizi.

  • Ilianu scrive:

    Ha ragione Andrea Pubusa: è un programma debole, più sulla difensiva che all’attacco, nonostante il sale di Maninchedda. Lo spirito libertario è contraddetto a tratti. Manca il coraggio di scelte davvero nuove in campo economico, nell’istruzione, nella Sanità.

  • Vincenzo scrive:

    La prospettiva non è debole. Il nodo è piuttosto la possibilità di chiudere un accordo su quei punti. Salvo che non si tratti di accordi da cestinare all’indomani del voto, un impegno serio del centrodestra su quei punti programmatici sarebbe un successo per questa dirigenza ed un ottimo punto di partenza per dimostrare che i sardisti hanno idee, progetti e uomini in grado di portarli avanti a prescindere dai partiti italiani (dx e sin non fa differenza) con cui, per ora, dobbiamo trovare una mediazione. Amici azionisti, azioniamoci e diamoci da fare.

  • Franco scrive:

    Dove sta scritto che parte dei sardisti rimanga al centrosinistra?
    Sono di parere contrario, in democrazia si ha la possibilità di poter cambiare dopo una brutta esperienza, facendo leva su nuovi programmi che tendono a evidenziare le problematiche della nostra terra,ultimamente molto abbandonata.
    “Ne su onu durada, ne su malu nemmancu!”
    L’anno vecchio è passato, proviamo a iniziare il nuovo con maggiore voglia e ottimismo.
    Saluti a tutti e buon lavoro nel 2009.
    Ciao Franco

  • Stefano De Candia scrive:

    Scusi Ilianu, ma perché il programma sarebbe debole?
    Io mi auguro che qualcuno quel programma lo porti a termine anche in 2 legislature perché o lei ha la bacchetta magica e riesce a fare tutto quello che desidera in pochi attimi o torni sulla terra e si confronti con la realtà.
    Non esiste governo regionale, nazionale, ecc. che abbia dato risposte esaustive e definitive su temi come quelli esplicitati in una sola legislazione e sarebbe impensabile diversamente.
    Ha una vaga idea di cosa comporta in termini di tempo la politica e quindi la realizzazione di tali politiche energetiche?
    È il caso mi fermi qui perchè di gente che critica per criticare senza nessuna attinenza con la realtà ne sento troppa tutti i giorni quindi continui pure a pensarla come vuole e quando avrà voglia di farci sapere come realizzare un programma più concreto e forte saremo tutt’orecchi.
    FORTZA PARIS

  • Serenella scrive:

    Per Ilanu: non mi sono risentita sono tosta come sono per natura e per professione contro gli sprechi ma, credo che ultimamente un po’ tutti stiamo esagerando sul concetto di “taglio”. Forse ciò che mi differenzia è che credo nella Costituzione come carta regolatrice del diritto e del sociale e le Province vengono accolte con lo spirito dell’esercizio della maggior democrazia rappresentativa possibile; poi è chiaro che gli uomini sprecano soprattutto quando i beni non sono propri, purtroppo. Nel mio cammino professionale però ho incontrato anche uomini che rigiravano il rotolino della carta della calcolatrice e lo usavano da ambo le parti oltre a spegnere la luce quando era finito il loro lavoro! Ciò che mi preoccupa è il fare di tutta l’erba un fascio perchè a mio modesto avviso questo si chiama rigidità che non giova a nessuno. Quando gli Enti locali sono doppioni ok, ma quando non lo sono bisognerebbe attraverso un controllo serrato, farli crescere affinchè anche con loro, cresca la torta. Se la torta non cresce si generano i problemi che tutti noi stiamo vivendo odio, illegalità diffusa, furto e per questo intendo anche il rubare i semplici rimborsi kilometrici! I Consorzi di Comuni…. anch’essi hanno apparato politico e burocratico. Detto ciò volevo dare il mio parere sul documento sardista: sono abbastanza d’accordo su quanto da Voi deliberato e non soffro di mancanza di coraggio o di accoglienza di una novità; credo piuttosto nel concetto di Patria e di Costituzione; fintantoché non toccherò con mano la possibilità, a norma di legge, della creazione della Nazione Sarda, sarò forse un San Tommaso, anche se SPESSO ho votato Partito Sardo. Non vogliatemene purtroppo è un mio limite. Ciao.

  • Stefano De Candia scrive:

    Per Serenella,
    l’affermazione “fintantoché non toccherò con mano la possibilità, a norma di legge, della creazione della Nazione Sarda,…” mi lascia un po’ sconcertato perchè non capisco cosa si intenda per quel a norma di legge…
    Circa il resto la Sardegna così come decine e decine di stati può tranquillamente aspirare ed ottenere l’indipendenza solo ed esclusivamente se vi sono le condizioni a livello internazionale di accettazione, di adesione all’ONU, alla UE ecc.

  • Francesco scrive:

    Bel documento davvero, lo dico sinceramente. Peccato che quanto fatto dal cdx nazionale è in antetisi con quanto rivendicate. Intanto pensiamo alle elezioni poichè i vs vosti servono al cdx per vincere. Una volta in sella non conterete proprio niente. Bisogna che siate coscienziosi di questo. Saluti

  • Stefano De Candia scrive:

    Per Francesco e per tutti quelli che criticano la nostra scelta,
    vorrei chiedervi una cosa una volta per tutte e cioè in base a quale incantesimo, o malefizio, noi del PSd’Az dovremo stare sempre e comunque col centro sinistra?
    ci hanno spesso e volentieri osteggiato, vengono posti veti di ogni genere, non vengono nemmeno prese in considerazione le nostre battaglie ma inspiegabilmente noi dovremmo stare con Soru solo per non dare la soddisfazione al PdL di vincere.
    Ma vi rendete conto si o no delle mostruosità che dite?
    mi date almeno 3 motivi reali di convenienza seria e di convergenza e 3 di divergenza con la PdL per non andare con il preposto del Berlusca?
    almeno forse la si finirà di continuare a portare frasi di dispiacere al capezzale di un’alleanza che Soru non vuole fare, non ha mai voluto fare e forse non farà mai…
    poi un’ultima cosa mi viene in mente, ma Soru non doveva lasciare la politica dopo questa legislatura?
    vabbè meglio non rivangare…

  • Serenella scrive:

    Per Stefano De Candia: non sono una esperta di diritto internazionale ma affidandomi ai miei recenti studi ricordo che i requisiti ai fini della soggettività internazionale dello Stato, cioè necessari affinchè lo Stato acquisti automaticamente la personalità internazionale, sono effettività, cioè l’esercizio effettivo del potere su una comunità territoriale (requisito essenziale perchè i Governi che non governano non sono considerati soggetti internazionali come ad esempio la Somalia la quale dal 1991 non ha più un governo essendo dominata dai “signori della guerra” o l’autorità palestinese che continua ad avere lo status di osservatore piuttosto che di membro dell’ONU), ed oltre al requisito dell’effettività, ai fini della soggettività internazionale dello Stato, è necessaria l’indipendenza o sovranità esterna cioè l’organizzazione di governo non deve dipendere da altro Stato e poichè difettano del requisito dell’indipendenza, non sono da considerare come soggetti di diritto internazionale gli Stati membri di Stati Federali. Non solo ci si potrebbe affidare al “riconoscimento” da parte di altri Stati ma giuridicamente anche questa possibilità viene negata come elemento costitutivo della personalità internazionale. Solo uno Stato cioè un soggetto che abbia “personalità internazionale” ad esempio può stipulare trattati, accordi etc. Ora non mi piace dilungarmi su argomenti di cui non ho piena e perfetta padronanza ma, ho già espresso un’altra volta i miei dubbi in proposito ed ho giurato che appena avrò un poco di tempo cercherò di dissiparli. Volevo correggere il mio precedente commento e sostituire il termine Patria che potrebbe essere frainteso con REPUBBLICA. Ciao e grazie per l’opportunità del confronto.

  • Stefano De Candia scrive:

    Perfetto Serenella… quindi tutto quanto detto non capisco cosa intendesse per a norma di legge.
    Non esiste nessuna legge che regola l’accreditamento di stati indipendenti ma solo processi di accreditamento internazionale non sempre univoci e spesso soggetti alla forza e agli interessi, degli stati da cui parti di territorio e popolazione vogliono separarsi.
    Non capisco perchè la Macedonia possa avere più diritto di noi o della Corsica ad essere indipendente o il Montenegro ecc.
    Tali stati sono divenuti indipendenti prima attraverso processi interni e poi sono stati riconosciuti dalla comunità internazionale la quale non segue regole sempre condivise, infatti il diritto internaizonale pubblico, per essere precisi, è materia assai aleatoria e basterebbe osservare quello che succede in merito alle invasioni per capire di cosa stò parlando.
    Infatti se Saddan invade il Kuwait il mondo si mobilita, se la Cina invade il Tibet non succede nulla, così come non succede nulla quando gli Usa invadono il Nicaragua e prelevano Marcos, il capo di quello stato riconosciuto come tale dalla comunità internaizonale, e se lo portano via o come avvenne per l’Afganistan ai tempi dell’URSS ecc.
    Quindi Serenella la possibilità di essere indipendenti è assolutamente legale se attuata con metodi non violenti, e neppure questo purtroppo è sempre vero!!!

  • Francesco scrive:

    Caro Sig. De Candia, prima di tutto precisiamo che il Psd’Az, dopo il voto favorevole della maggioranza all’incontro di Birori si appresta a discutere le condizioni di un’alleanza col PdL. L’alleanza di fatto non c’è ancora e siccome sono consapevole di questo non mi permetto di criticare o sulla Vostra scelta, che rispetto perché frutto di una discussione interna (mi fa sorridere la Zuncheddu che sbatte la porta). Quello che volevo far notare è che il vostro contributo serve al cdx per superare numericamente Soru.
    Volendo argomentare meglio la mia convinzione provo a ragionare sui numeri: nel 2004 il Psd’Az ha preso il 3,83% dei voti e ha eletto 2 rappresentanti (Atzeri e Scarpa, quest’ultimo passato al PD) in Consiglio Regionale.
    Le ultime politiche sappiamo come sono andate………l’1,8 % mi pare. …..pochino

    In questa tornata elettorale anche arrivando al 5% quanti rappresentanti contate di eleggere? 4-5?
    Quanto peserete numericamente? Quanto di quanto rivendicate verrà fatto proprio dal programma del PdL e soprattutto attuato?
    Sappiamo quali furono le intenzioni del governo di centrodestra nei confronti della Sardegna in passato: cosa vi fa pensare che i propositi cambieranno?

    Saluti

  • Stefano De Candia scrive:

    Perfetto sig. Francesco la sua analisi è corretta tranne che per un dettaglio, che dettaglio non è…
    le sembra la stessa cosa avere in consiglio regionale 5 consiglieri o 2?
    E soprattutto se noi dovessimo prendere il 5% come lei dice crede davvero che saremmo determinanti?
    alla prima non credo si debba nemmeno dare risposta ma alla seconda domanda la risposta gliela dò io e credo lei non l’abbia valutata per nulla.
    siccome non sono un pazzo sò benissimo che noi avremo un buon risultato elettorale ma sarà un risultato che non garantirebbe al centrosinistra di vincere, nel caso di alleanza con loro, e il centrodestra forse, o molto probabilmente, potrebbe fare a meno di noi visti i numeri di cui lei ci accredita.
    allora la risposta è che probabilmente per portare qualche politica sardista nel governo della Sardegna bisogna che ci siano i sardisti dentro…
    ecco svelato l’arcano che lei ignora o vuole ignorare.
    il centrosinistra di politiche e tematiche sardiste ne ha voluto sentire davvero poche e Soru ai sardisti ha sempre sbattuto porte in faccia e a febbraio credo che il centrosinistra disastrato dal prode renatino non andrà oltre un miserrimo 25% secondo me e la differenza la farà l’IdV che avrà un successone ma mai tale da spostare gli equilibri.
    circa noi spero di stupirla e soprattutto spero che la PdL accetti le nostre condizioni e ci metta in condizione di operare quel rinnovamento e quelle politiche contenute nei punti programmatici proposti.
    allora sì che forse lei ed altri inizierebbero a smettere di ragionare in termini ideologici, che tanto non esistono più, e poco utilistaristici.
    io non sarò mai un uomo di destra perchè sono per una scuola solo pubblica, o meglio per uno stato che non finanzia una scuola privata ma mette tutto su quella pubblica, sono e sarò sempre per una sanità pubblica con il divieto per chiunque sia dipendente del SSN di praticare al di fuori di esso e dell’orario previsto ma nonostante tutto non esiste una sinistra che anche quando ne ha avuto la posiibilità si sia comportata da sinistra quindi perchè dovrei rinunciare a portare a termine parte delle mie battaglie col centro destra se è l’unico che mi mette nelle condizioni di farlo?
    capisco che sia strano ma io per primo mi sono sempre più convinto che se fino ad oggi tutti ci hanno sfruttato per i loro obiettivi sia giusto fare lo stesso e sfruttare chi ci mette nelle condizioni di portare avanti le nostre battaglie e pazienza se qualcuno storce il naso, anzi meglio finalmente si capirà che essere sardisti non vuol dire essere di sinistra ma essere per la Sardegna indipentente e federalista.
    FORTZA PARIS

  • Gianni scrive:

    Calincunu mesi passau, ia srittu…. “ne con gli-ONI di sinistra, ne con gli-ONI di destra…a tottu custa genti, preoccupada de… “dove va il Psd’az ” - chi però de una vida, votada atrus partidus Italianus, chi si pigant su strobbu de fai torrai a bius is mottus (de is atrus), ddu su fai furriai me is tumbas, s’arragodant is valoris attus e mannus de is fundadoris, de sa libertadi, sa giustizia de s’onori chi anti scippiu donau a sa Sardigna, ecc.ecc. ihhh… oiamammiatiarrori!
    E poita non seis mai benius aintru de qustu Partidu po d’adaratzai? E aba fiais candu ci ddus seis bogaus da sa giunta Palomba?
    Chi oi seis aicci scandalizzaus, poita candu Antonellu Cabras e is cumpangius, non s’ant’ offiu in custus annus, ne po is Regionalis 2004, ne po is Politicas 2006 e 2008, non di’ndi seis arronciuau is origas?

    Chi veramenti teneiais in su coru su destinu de qustu Partidu chi non èis mai votau, non dopeiais fai su chi de 12 annus, ognia dì seis fadendi cun impignu mannu, po du fai sparessi in d’ogna modu! E candu èis ciccau de sin’di furai is moritteddus? Ma funti mottus prima is ladronis etottu!
    Apustis de quattr’annus èis interrau is bandieras de su landiri e de s’obia e cussas arrubias po e de sa bregungia!

    88 annus de vida e de storia gloriosa a su 17 de Apribi 2009, calincuna cosa ad’a bolli nai !

    Bivvei serenus senza pensamentus maus! Fadei sempri su beni e mai su mabi narat s’arrettori de bidda mia! Non si preoccupeius meda de aba andada su Psd’az, pensai pruscatottu in calli cunditzioni de miserabilis e de mottus de fammini èis latziau is famiglias Sardas chi anti votau a bosatrus!

    Po contu nostru, candu èus sbagliau strada, su billettu po torrai a domu ddeus pagau sempri nosu, è tempus chi bosatrus fazzais su matessi! Ma non ddeis ancora cumprendiu ca s’ex For-president scidi giai ca perdidi is eletzionis?

    Si naru de prus, ad’at fai de tottu po dda sas perdi!

    Issu scidi perfettamenti ca sa Corti Costituzionali ad’ annullai sa Lei Statutaria, in cantu…. su conflittu de attribuzionis pesau de su governu, non consentidi sa promulgatzioni, poita sa formulatzioni e sa procedura de rangu costitutzionali non èsti stettia arrispettada!

    Sa nomina de su fiduciariu po governai su conflittu de interessus, èsti una trassiscedda de mraxianeddu, sceti po donai a is giornalis e televisionis continentalis unu cuntenteddu po ddu po si fai nodiu e fai nai… “la!… cantu èsti diversu de su cuadderi!

    Destra e/o manca…po nosu seis uguallis… seis is dduas faccis de sa matessi medaglia!

    Nosu sardistas… fortzis in custu concettu terra a terra podeus essi su bordu… su spessori, cussu chi storicamenti srebidi po fait arraxionai dduas partis chi non si castiant… mai in faccia… cussa parti finiscedda ma essentziali… chi purtroppu po bosatrus s’accappiada impari po sempri in su matessi destinu!

    Attenzioni insaras… in casi chi siada logu, sin’ci èis a scavuai, megais a sin’ci ghettai osattrus etottu!

    E non ciccheis de imbrogliai… is medaglias chi portant dduas faccias uguallis… funti frassas o fuori corso, gratzias a Deus is sardus funti inghitzendu a ddu cumprendi!

  • Gianni scrive:

    Quanto peseranno i consiglieri Psd’Az? Peseranno nella misura in qui saranno persone preparate e competenti, da quanto sapranno confrontarsi e lavorare serenamente, per la Sardegna prima ancora che per il partito.
    A volte basta essere pochi e buoni per conquistare credibilità, rispetto e autorevolezza.
    Io sono ottimista…

  • Andrea Contu scrive:

    Il pendolo del Partito sardo d’Azione, fondato nel 1921 da Emilio Lussu e Camillo Bellieni, ha ripreso ad oscillare. Con un obiettivo chiaro: appoggiare il centrodestra nella prossima sfida elettorale. Il Psd’Az ha avviato l’interlocuzione con il candidato Ugo Cappellacci sulla base di alcuni punti programmatici. Tra questi: no al nucleare in Sardegna e chiusura dei poligoni militari. E sul sito campeggia anche un chiaro simbolo-divieto per un inequivocabile no al rinnovo della convenzione con la Tirrenia. Sulla base di questi presupposti, l’alleanza programmatica con il centrosinistra dovrebbe essere scontata: si tratta di temi ampiamente inseriti nell’agenda politica del presidente uscente e candidato Renato Soru. Ma il Psd’az ha trovato nel centrodestra gli interlocutori privilegiati. Non sono di certo i numeri a creare tensione: nelle ultime elezioni politiche il Psd’Az ha raccolto un modestissimo 1,5% alla Camera e l’1,7% al Senato. Per le regionali è difficile ipotizzare il grande balzo. Tanto più che il gruppo si è spaccato: il 75% del gruppo dirigente non è direttamente riconducibile alle preferenze degli elettori sardisti. Il disagio è piuttosto politico, legato ai valori sociali inseriti nello statuto del partito: “Il Partito sardo d’Azione esalta i valori della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza fra gli uomini e fra i popoli. Si batte affinché tutti gli uomini e le donne godano di pari diritti, pari opportunità e abbiano gli stessi doveri. Combatte ogni forma di razzismo e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Tutela la libertà religiosa, di manifestazione del pensiero, di parola, d’informazione, di comunicazione, di sindacato e di associazione”. E’ possibile sulla base di questi valori stringere un’alleanza con il centrodestra di Silvio Berlusconi, che nell’isola potrà contare sull’appoggio della Lega di Umberto Bossi & co., appena sbarcata in Gallura?

  • Apo. Pula scrive:

    Paolo Maninchedda non me ne voglia se mi intrometto su uno scritto, riportato più sù a lui destinato dal Prof.Pubusa, il quale, a sua volta, scaturisce da un’altro, intitolato “Psd’az: documento forte, prospettiva debole!” pubblicato in democraziaoggi.it, che ho letto con interesse, non riuscendo tuttavia a comprenderne alcuni passaggi finali. Da qui l’esigenza di scrivere al Professor Pubusa quanto segue.

    Esimio Professore,
    mi soffermo sull’ultima parte del Suo interessante intervento perché, francamente, non sono riuscito a comprende il senso di alcuni passaggi, pur avendoli riletti diverse volte.
    Intanto, partendo dai pronostici sulla imminente competizione elettorale, se a Suo avviso l’avventura del Psd’Az, non appare promettente neppure sul piano dei risultati, dovrebbe cortesemente dire perché, a meno che non attenda di assistere ad una sorta di moltiplicazione dei pani e dei pesci, ed allora sì che sarebbe giustificabile la Sua previsione tanto negativa.
    Cosa potranno realizzare i Sardisti del loro interessante programma, posto che hanno detto di non voler avere un ruolo museale? Bò …! Se potessimo saperlo sarebbe davvero fantastico, non crede? Come Lei stesso ha scritto nel Suo intervento, il programma deriva da questioni che certamente sono la sintesi e l’espressione di una concezione raffinata del sardismo, giustamente lontana dalle deprimenti chiusure localistiche e dagli stantii modelli di statalismo regionale. E’ troppo ardito credere che, se il Ps.d’Az. sarà forza di governo, possa realmente portare avanti almeno gli aspetti maggiormente caratterizzanti?
    Se il Psd’Az deve ancora assumere una decisione definitiva con chi schierarsi e non rimane che, come Lei afferma, sperare in una migliore ponderazione, cosa intende: ponderazione dei sardisti o di Soru ? Poi guardi, Professore, se la rottura coi sardisti è un grave errore ed un duro colpo (per il csx) e se il centrosinistra perde pezzi, mi dica quando, in tempi recenti, questi pezzi erano parte di uno stesso mosaico, ché non saprei individuare a cosa Lei faccia riferimento. Forse in realtà politico-amministrative provinciali, o in qualche comune? Bà… allora si tratta di un minipuzzle, una cosa poco esemplificativa, e non è che faccia molta differenza riguardo agli apparentamenti che davvero contano.
    Molti attaccano o irridono la dirigenza sardista per la scelta Cappellacci (personalmente sono certo che venga ratificata nel prossimo Consiglio Nazionale), che certo turba… Sarà davvero turbato, dall’alto del suo maniero il Soru? E se lo sono le sue truppe ben venga questo turbamento, perché, in tal caso, si vede che, come si dice da noi, “sputtidi, pitziada”. Ed a proposito della trattativa con Cappellacci della dirigenza sardista, fesso ed anche presuntuoso chi pensa che il Psd’Az. porti con se, in bertula, solo insipienza e/o opportunismo. E’ noto, e non da oggi, che su Partidu Sardu in bertula costummada a portai pistoccu…!
    E sarebbe pure bene che Cappellacci glielo dicesse a Berlusconi.

    Con i migliori saluti

  • Atterip scrive:

    Caro Francesco,
    la tua ingenuità è disarmante. Cercherò anch’io, come te, di argomentare la mia affermazione.
    Ci fai notare che il nostro contributo potrebbe servire al cdx per superare numericamente Soru. Come vedi tu stesso contrapponi lessicalmente il cdx a Soru anziché al csn. Evidentemente è lui il problema: nostro e del centro sinistra. Forse se non ci fosse lui non saremmo dove siamo. Aiutare la Sardegna a liberarsi della sua ingombrante presenza, sarebbe di per se un buon risultato. Credo di poter affermare che la maggioranza così ampia che ha sostenuto in C.N. il documento di cui trattiamo si sia costituita proprio su questo presupposto.
    Forse non sai che alcuni mesi fa, a Tramatza, il Consiglio Nazionale ha approvato un altro documento che, in estrema sintesi, deliberava questi due punti :
    1. Allenza con il centro sinistra SOLO con un candidato diverso da Soru;
    2. Fare quanto possibile per non andare da soli alle prossime elezioni.
    Il precipitare degli eventi, le elezioni anticipate volute da Soru con la sua conseguente autocandidatura, ci hanno coerentemente portato alla ricerca di una alleanza con i suoi maggiori (o unici) competitori. Ora vedremo.
    Chiudo con alcune considerazioni sui tuoi ragionamenti numerici. La tua concezione di Democrazia deve essere molto vicina a quella del Governatore. Anche lui, fondando un partito (Progetto Sardegna) che ha racimolato l’8%, pretendeva di fare il monarca assoluto. Questo in Democrazia non è possibile; come è molto improbabile che un partito passi repentinamente dal 3 al 50%
    Se, come tu dici ( e io auspico), il P.Sd’Az avrà il 5% dei consensi, sarà un incremento significativo e i suoi rappresentanti potranno farsi valere per quelle proporzioni e per tutto ciò che saranno capaci di guadagnarsi sul campo.
    Se e quando saremo vicini al 50% non avremo più necessità di comporre coalizioni e accettare compromessi. Potremo dare corso, in maniera pacifica e “legale” a quanto indicato nella prima parte del documento.
    Questo (per rispondere ad altri precedenti post) è già successo varie volte negli ultimi venti anni Per via referendaria sono arrivate all’indipendenza nazioni come il Quebec, la Lituania, la Lettonia e l’Estonia; più recentemente il Kosovo e per ultima la Groenlandia.
    Spero di non avervi annoiato troppo, torno a fare il lettore.

  • Serenella scrive:

    Buongiorno, solo per precisare che il termine da me usato “a norma di legge” non voleva intendere che siete dei settari delinquenti e guerrafondai! Sono una moderata rispettosa delle altrui diversità. Il diritto internazionale non è aleatorio, è semplicemente non del tutto codificato come in genere sono gli ordinamenti giuridici da noi prevalentemente conosciuti è composto da jus cogens e consuetudini. Poi, che un territorio abbia delle aspirazioni di indipendenza, è del tutto legittimo piuttosto, mi incuriosisce ed infatti approfondirò, apprendere sui metodi e procedure nonchè procedimenti adottabili per il raggiungimento di tale fine. Lo scetticismo nasce da questo soprattutto per me che sono una mente prevalentemente logica, strutturata in ambiti giuridici e socializzata alla pace. Credo inoltre che per il raggiungimento degli obiettivi validi per tutto il popolo, sia più che legittimo stringere accordi cementati da regole chiare con chiunque abbia la possibilità di gestire il potere e questo non vuole essere un “il fine giustica il mezzo” semplicemente mi auguro che con chiunque si avrà a che “spartire” non si abbassi mai la guardia! Perchè il Signor Soru lo abbiamo già “tastato” il Signor Cappellacci no, ma io che per deformazione personale guardo sempre a come un individuo viene socializzato, nutro qualche riserva e non me ne voglia. Tutto qui. Grazie e buona Befana, coi Re Magi intendo!

  • Antonio De Luso scrive:

    L’IdV e la questione morale.
    Ho apprezzato la posizione Di Pietro in Abruzzo: niente alleanza nel PD se candida inquisiti. Leggo sul giornale che Soru è disposto a fare una deroga per la candidatura di Spissu. Purtroppo la posizione del presidente del Consiglio è più grave : è un rinviato a giudizio. Per Soru è difficile capire la differenza; è un uomo senza morale; concepisce le regole per gli altri e le deroghe per i “suoi” e per se stesso.
    Ma un giudice come Palomba non può fare questo errore. L’ IdV pensa che la “questione sarda” sia una deroga alla questione morale?
    Altro che pendolo del PSdaz !!
    L’unica speranza e che non candidino Spissu nella lista ” società civile” o in qella dei Rosso Mori

  • Ilianu scrive:

    A Stefano De Candia e non solo a lui, dico che le mie critiche da esterno, nude e crude, non mirano ad altro che all’interesse generale della Sardegna, che riescano o no a convincere, che siano o no campate per aria. D’altra parte è il P.S.D.AZ. che deve convincere me. Per ora è Maninchedda che mi offre la possibilità di dargli credito con le sue chiare posizioni e le sue evidenti capacità. Ed è a lui che espliciterò le mie condizioni generali per qualche voto che posso muovere.
    Per rafforzare il programma sardista, direi:
    1) va ripensato e scritto in sardo in tutte le varianti.
    2) Per fare fronte alla perdita di migliaia di posti di lavoro già in atto, occorre mobilitare energie e risorse con una politica di tagli alle spese inutili. Occorre ad esempio ridurre i costi della politica, come ho già detto. Inserire un punto programmatico su questo rafforzerebbe il programma sardista. (Nell’inno nazionale sardista, quello del Mannu, si parla di “Caddos de istalla chi si pappant su ranu e a bois lassant sa palla” , ecco cadditteddos de istalla in Sardigna che nde suntis meda).
    3) Sull’istruzione, il punto nono: Varo del piano scolastico regionale capace di garantire la scuola in ogni paese della Regione, anche attivando il capitale privato.
    va bene l’ultimo pezzo dell’attivazione del capitale privato, magari ci fosse, ma la prima parte non va assolutamente bene messa così. Sembra una rivendicazione sindacale per catturare iscritti, cioé polli. E’ chiara la giusta preoccupazione sottesa di salvare i nostri piccoli comuni, che privati anche della scuola rischiano davvero il definitivo spopolamento. Ma sul pratico come pretendere di avere una scuola elementare a Noragugume (378 ab.) e un’altra a Dualchi (764 ab.), distanti tra loro 2 km? Si sappia che la spesa per alunno in Italia è piuttosto alta, ma in Sardegna con i nostri piccoli comuni sarà ancora più alta in regime di federalismo. I pochi soldi che avremo per la scuola dovremo spenderli bene, destinandoli alla qualità. Oggi dobbiamo dimenticarci di mandare i bambini a piedi a scuola, dobbiamo prevedere dei piccoli bus come in tutta Europa. Ma di più, per cercare di unificare questa isola culturalmente, salvando anche le specificità locali, non dobbiamo accettare il peggior campanilismo (Già perché mi risulta che taluni abitanti di uno di questi paesi pur di non mandare i figli nel vicino e odiato paese, preferiscano mandarli a Sedilo).
    Riformulerei dunque il nono punto, ad esempio prendendo le parole usate dall’assessore alla pubblica istruzione di Pozzomaggiore, Giorgia Pinna, che sostiene che serve urgentemente “un piano per l’intero sistema formativo dell’isola, che tenga conto dei nuovi processi in atto e di un diffuso ed effettivo diritto allo studio, di un rapporto allievo-insegnante più efficace a livello psico-pedagogico e più aderente alle specificità socio-ambientali dei comuni sardi” (Nuova Sardegna 13/11/2008 pag.35).

    Chi volesse conoscere meglio le mie posizioni sull’istruzione in Sardegna, piuttosto divergenti dai luoghi comuni in voga, le può trovare qui:
    http://www.iltamburinosardo.it/federalismo_e_qualita_dellistruzione.html
    Aunimos sas fortzas!
    Maninchedda batti un colpo, so che sei impegnato al massimo, ma rispondi.

  • Gabriella scrive:

    Se questo documento approvato dal P.S.d’Az. dovesse essere accolto dalla coalizione di destra sarebbe un bel passo avanti. Credo che in questo momento per il P.S.d’Az. non ci siano altre alternative. O con loro o saremo fuori da ogni decisione che riguarda la ns. isola, in quanto da soli in questo momento non si và da nessuna parte. Se riusciremo ad incidere su questa legislatura vuol dire che avremo fatto un buon lavoro e dopo, forse, si potrà pensare a correre anche da soli.
    Caro Paolo sai benissimo quanto mi costa personalmente passare con chi credo non abbia a cuore i problemi della Sardegna, ma se saremo tanti e uniti potremo dire che li avremo condizionati nelle scelte. Spero non sia un’altra delusione come lo è stata per Soru dal quale mi aspettavo qualcosa che fosse di sinistra e che invece non si è distinto dalla peggiore destra.

  • Zinnibiri scrive:

    La nostra sfortuna è che non ci sono più uomini con le “palle”, perchè vedere il PD prostrarsi senza idee al governatore, comunicandogli nomi per poltrone è un cosa che fa ribrezzo e il tutto fatto tramite un commissario esterno Passoni.
    Non comunicano perché si detestano.
    Rifondazione non dice una parola, non esiste, sono attenti ad asseverare il loro Fidel.
    Se qualcuno di questi senza palle uscisse allo scoperto e proponesse una terza strada a Psi, PSd’Az ,e altri di buona volontà, non ci troveremo in questa situazione pazzesca.
    Stiamo andando a governare con persone con le quali potremo uscirne con le ossa rotte. Tutti…!!
    Potremo anche perdere, ma torneremo a fare politica e non a gestire schifezze con tutto quello che ne consegue per il popolo sardo.

  • Apo. Pulaa scrive:

    Ho letto da Ilianu quanto segue :”D’altra parte è il P.S.D.AZ. che deve convincere me. Per ora è Maninchedda che mi offre la possibilità di dargli credito con le sue chiare posizioni e le sue evidenti capacità. Ed è a lui che espliciterò le mie condizioni generali per qualche voto che posso muovere”.
    Non più tardi di qualche giorno fa, per la prima volta, mi sono permesso di fare su questo sito qualche osservazione e di esternare il mio pensiero, pienamente cosciente di quello che può contare, e sopratutto che può lasciare il tempo che trova…nella piena consapevolezza che è giusto che sia così. Se qualcuno, poi, dovesse prendere atto e condividere, per quasivoglia motivo, le mie osservazioni sui vari argomenti del blog, anche in misura minima, ben venga, gli sono grato. Punto!
    Detto ciò, riferendomi alle parole di cui in premessa riportate tra virgolette, pronunciate per iscritto da un signore che non conosco, devo dire che mi suonano stonate.
    Perciò, chiedo di sapere chi è il sig. Ilianu, che spesso ricorre a questo sito per far conoscere le sue opinioni. Può darsi che il piglio impattante del suo messaggio di cui ho riportato uno stralcio, che sarà senz’altro dettato da giuste motivazioni, una volta appurata la peculiarità della fonte da cui proviene muti in assonanze ciò che ho percepito, forse erroneamente, disarmonico.
    Ciò non distoglierà, tuttavia, la mia convinzione sul fatto che la moderazione nell’esplicitare le questioni, rende sempre più efficace la chiarezza di qualsiasi concetto.

  • Tedde Massimiliano scrive:

    Salve a tutti, leggo sempre con attenzione tutti i commenti, mi sembra che il popolo sardista sia abbastanza unito anche in questa storica scelta dettata dal momento in cui viviamo, quello che però non è stato detto è: cosa facciamo se dopo un anno o un anno e mezzo dei nostri punti neanche si discute, se tutto viene sepolto e rimandato a poi?
    all’opposizione spero.

  • Ilianu scrive:

    Vedi Apo. Pulaa, il mio parlare franco e diretto mi pare adatto al contesto e al mezzo usato, che è formidabile. Si, ammetto, può suonare disarmonico e forse lo è. Ma vedi, sono entrato nella fase della vita in cui non è ritenuto saggio etusiasmarsi e rischiare di dar credito a chiunque. L’esperienza di portatore d’acqua al mulino sbagliato l’ho già fatta da giovane, proprio nel P.S.D’AZ., mentre credevo di lottare per la mia terra. Depura dunque se riesci il mio intervento di quella riserva di sfiducia che hai colto. Non è rivolta certo a te che immagino più giovane di me,né a nessuno. Sai cane mascu ddu futis una orta ebbia, dice il detto. Del resto anche in te colgo una certa diffidenza. La scelta del nome è fatta per non personalizzare, non per nascondermi. Il mio nome coincide con quello dell’autore del pezzo di cui ho scritto l’indirizzo. Maninchedda non lo conosco se non per la frequenza del sito e neanche lui mi conosce personalmente.

  • Sardista aintru scrive:

    Ma che la finissero di frignare tutti quei veterocomunisti mascherati da sardisti e indipendentisti!
    chiedo: ma che hanno in comune un Luciano Uras e un Paolo Fadda? Molto poco direi… E allora perchè fanno parte della stessa coalizione di governo? Semplice, per governare!
    Ho l’impressione che in molti fatichino a rendersi conto che non è più possibile ragionare avendo come riferimento il contesto politico ideologico di 60 anni fa. Nel frattempo è cambiato il contesto internazionale e la politica in europa, le esigenze alle quali dare risposta, le leggi elettorali. Con questo lungi da me affermare che non sussistano o non debbano esistere valori e ideali e sensibilità politiche diverse, anche antitetiche, ad orientarci e a contrappore la nostra idea di gestione del bene comune. Piuttosto occorre aggioranre tutto questo ai problemi e al contesto odierno. Ma è proprio perchè credo fermamente in ciò che ci caratterizza, che son convinto che i valori e gli ideali dei sardisti e del sardismo siano un patrimonio del partito e dei suoi esponenti che è possibile e doveroso professare sempre nel nostro agire politico a prescindere dall’interlocutore che ci scegliamo.
    I sardisti continueranno ad essere sardisti e a propugnare i valori del sardismo anche, e a maggior ragione, in seno a una coalizione di centro destra, qualora è con quella parte politica che si dovesse raggiungere un accordo programmatico su alcuni principi e sulle cose da fare.
    I sardisti, mi auguro, non si svenderanno a nessuno. Faranno i sardisti e faranno politica sardista con chiunque accetterà di condividerne principi e ideali. E comunque si sarà sempre in tempo per lascire una maggioranza qualora venissero meno i presupposti per sostenerla.
    Purtroppo è sotto gli occhi di tutti come molti sardisti continuino ad accontentarsi del ruolo di stampella (senza dettare alcuna condizione) del centro sinistra italiano in Sardegna.. E quelli continueranno a prenderci a pesci in faccia! Questo atteggiamento relega il partito in una posizione di estrema debolezza.
    Chiediamoci allora: ma da sardisti ci sta più a cuore portare avanti, con spregiudicatezza politica se necessario, le istanze di autodeterminazione, di indipendenza di giudizio e scelta, di sovranità del nostro popolo, o piuttosto prevale in noi la smania di aiutare la sinistra italiana ad impedire l’ascesa al governo sardo del centrodestra italiano? Se la risposta è la seconda, ho l’impressione che abbiamo sbagliato partito: siamo sempre in tempo per dimetterci dal Psd’az e aderire al PD italiano (ma autonomista!) di Soru.

    forza paris!

  • Francesco scrive:

    Soi meda pregiau in su biri un’iscritu de un certu Gianni, in limba sarda. Deu puru nci provu manigèndu una varianti chi iat a depi essi sa mia mia, oppuru naraus chi soi pighendu “a presta” calencunu fuedhu de atra varianti puru. Ma s’impurtanti est a si cumprendi a pari; mi aùguru chi si possat cumprendi beni. S’allega de Gianni m’est parta, non m’ia a bolli isballiai, de Mòguru. E forsisi sciu puru chini dh’at iscrita. At iscritu comenti fueddat e comenti pensat. Sia comenti de aina sia coment’e sentidu. At nau cosas medas giustas, mancai non totus, perou est una persona cun cerbedhu e voluntadi. In sa idha sua est istimau po cussu chi fait. Su dhu essiri biu iscriendi in sardu, dhi onat prus cunsideru puru. Si est candidau a is regionalis, dhi fatzu puru is augurus prus sentius, po nc’arrennesci.
    Comenti eis biu si podit chistionai de chistionis artas manigendu puru sa limba cosa nosta. E cun custa “premessa” manna, mi permitu de nai ca su programa de su Partiu Sardu de Assioni est meda bellu. Peroù ia a essi olliu chi su PSDAZ essi circau, de custu puntu de forsa, de cunvinci a Soru de dhu acetai, de dhu discuti a su mancu. feti custu nau, ca tra ir dusu contendentis, su chi mi onat prus garantzia de afidabbilidadi, non est certu unu candidau chi, scuredhu, tenit pagu autonomia, acapiau coment’est a su meri mannu de Arcori. Certu, calencunu m’at a nai chi Soru ndhi tenit tropu de autonomia e “decisonismu”. Peroù tra ir dur malis, nos’ant imparau sempiri a sceberai su chi fait prus pagu dannu. Saludi a totus e chi podeis, iscriei in sardu ca non seis mancu a mesu! P.S. Iscusaimì calencunu isbàlliu ma soi imparendu dèu puru.

  • Stefano De Candia scrive:

    Franziscu, eu ti lu diggu in sassaresu…
    sicumenti varemmo a ischubarà li mari minori eu ti diggu chi soggu sigguro chi è Soru lu peggiu chi zi possia capittà.
    no soggu dizzendi fauri, non soggu abbuffonendi soggu fabbidendi soru di lu chi aggiu, e avemmu, abbaiddatu finz’abà… Ghissu, Soru Renato pà assi prezzisu, no sà nimmancu kumenti si dizzi democrazia o si fazzi lu dizzi eddu o nudda, piggia li ferri e s’innanda.
    Ma no v’innaminteddi più di lu chi ha fattu in Consigliu Regionali, o feddi kumenti vogliu eu o tutt’a domo!!!
    Avvidezzi a tottu

  • Frantziscu scrive:

    Po Stevini de Candia.
    Est beru chi non est meda demogratigu s’omini, ma est berus puru ca sa demogratzia s’imparat, is regulas s’imparant cussas puru, ma su chi non si podit imparai, caru Stevini est: s’orgogliu, s’autonomia de calichisiat mèri o merigedhu, s’ischina ereta. E non m’as a nai tui chi Soru non tenit cussas calidadis? Finas e tropu dh’as tenit. Non bolit mancu a Veltroni po dh’agiudai……Su chi dh’at permitiu de si cumportai coment’as nau tui, est’istètia pròpiu s’arrogantzia de is partidus chi oliant fàiri coment’ant sèmpiri fatu: clientela, tirai a campai, succiai is risorsas pubblicas chene nisciunu benefìtziu po sa Sardigna e is sardus. Soru at segau custu mecanismu e su chi at fatu de bonu (tocat a castiai is atus, is delìberas, is documentus)dh’est costau su dopiu, poita at dèpiu cumbati po prima contra a is alleaus suus. Si mai calencunu tenit curpa ca non s’est pòssiu fai totu cussu chi fut in su programa, non est Soru ma sa partitocratzia chi, cun Soru, at tentu pagu àlidu e, appena at possiu, s’at pigau sa rivincita. Ma sa letziòni, òi, dh’at cumprèndia sia Soru e sia is partidus alleaus chi, spereus, si libèrtint de totu sa “zavorra” de is tropu traficonis (ndi dhue at calencunu in su centrusinistra puru), e faccant logu a tzitadinus onèstus chi òlint fai polìtiga a servìtziu de chini dh’at elìgiu, de chini dh’at votau e sia de chi votau no dh’at. Comuncas deu mantèngiu su parri miu. Ca est mèlgius Soru e totu. Saludi e trigu a totus.

  • Stefano De Candia scrive:

    Frantziscu no m’hai convintu mancu pà nudda…
    Soru no si pò pirmittì d’imparà le regole demograttiche abà, a chi no s’imparani o vi l’hai o no vil’hai.
    La ichina dritta no v’ò dì nudda si dizzi soru cazzaddi o s’offndi o si no intendi li ragiunamenti di tutti.
    Si semmu a merà di terra la coilpa di gà è? sempre di l’altri?
    Eddu è bravu sò sempri l’altri a fà li magheggi sò sempri l’altri mai eddu…
    La partitocrazia no è mari in assolutu, so mari li parsoni chi usani li parthiddi pa fassi li fatti d’eddi, ghissi chi furani, chi magnani dinà a iscroccu e no fazzi nudda pà la Sardigna.
    A Soru li piazzi soru di cumandà, ma ghissu lu fazzi a casa soia e La Sardigna nò è cosa soia.
    Eddu no è democrattiggu e me no mi piazzi nudda lu chi dizzi e lu chi fazzi.
    Soru lizioni non n’impara mai, no ni pò imparà abà chi è mannu li dubiani ischudì folthi c’andera minori e forsi abà no era cussì preppotente.
    FORTZA PARIS

  • Ilianu scrive:

    A Frantziscu e a Istevene,
    Soru este merigheddu malu a inghiriare,
    tostu che balla e trottu che anca ‘e cane.
    No este comente su dimoniu, ma non si nde potet prusu ogare fruttu a vantazzu de sa Sardigna. Dia esser utile in campu economicu, ma tenet de contivizzare sos interesses suos chi no suntis minores. E duncas es mezzus chi dda perdet sa partida. Zeo no naro chi sa faina sua siet totta canta de che fuliare a muntonarzu. Nono, cracchi idea bisonza de dda muntennere. Comente cudda de che imbolare fora ‘e pes traficones e cadditteddos de istalla. Soru ada appena cuminzau s’opera, cracchi ateru dda dia depet sighire cun appentu.

  • Oliviero scrive:

    Grazie a tutti per avermi dato la possibilità di leggere il vostro punto di vista, senza pregiudizi di tipo ideologico, riguarante l’attuale scelta democratica del Partito Sardo d’Az. coerente col suo status di Partito di opposizione sostenuto negli ultimi dieci anni nel Consiglio Regionale Sardo. Grazie per aver capito che la nostra è una scelta di soppravivenza (aggiungerei anche di tipo resistenziale). Fortza Paris