Lettera a Sardegna e Libertà
Quale collante con il PDL?
Caro Paolo Maninchedda, si avverte forte in queste ore nel mondo sardista ed indipendentista l’interrogativo su quale dovrebbe essere il collante effettivo di un accordo politico tra PSD’AZ e PDL: Non vi sono dubbi che la legittima battaglia a Soru debba divenire secondaria rispetto ad un accordo quadro su una revisione della carta statutaria regionale da sacrificare a favore di una maggiore sovranità. Aspetto su cui Cappellacci ha manifestato chiara apertura e disponibilità.
Il mondo indipendentista ha bisogno di novità per credere ad un sardismo che da tempo ha cessato di rappresentare a dovere la nostra terra.
Le 3 garanzie preventive del candidato PDL non sono tuttavia sufficienti ad eludere 3 condizioni chiave su cui non si dovrebbero nutrire perplessità da parte di una politica identitaria:
1- La revisione dello statuto speciale del 1948.
2- Una politica fiscale mirata alle famiglie ed alle imprese.
3- La rimozione completa dei timori circa la ventilata ipotesi che l’esecutivo Berlusconi ponga in essere la costruzione di una centrale nucleare nel nostro territorio.
Grazie
Adriano Bomboi

Perchè non chiedere con forza l’inserimento nel programma un punto tanto caro a Mario Melis: Sardegna Zona Franca?
Certo se così fosse……
Caro Adriano,
è giunta l’ora che il Psdaz metta la sua impronta sardista nella Sardegna e per farlo deve vincere le elezioni regionali. Ormai, non è più tempo di destra o sinistra ma di decidere se vogliamo cambiare oppure no e per questo credo che la svolta a destra sia la cosa migliore da fare, cercando di ottenere il più possible dagli accordi politici per il bene dei sardi. Avanti così!! il cambiamento fa bene
Caro Adriano,
condivido i tre punti e oggi alla segreteria, a cui non parteciperò perché ho impegni nel Nuorese, proporrò comunque un documento che li conterrà. Sto apprezzando molto la posizione di Irs: la trovo aperta, moderna. Quella di Compostu è la proposta della naftalina, della conservazione immacolata e inconcludente di un’ideologia di una sinistra non rinnovata che continua a ripetere le stesse cose come se il mondo fosse fermo. Tra Cumpostu e certe posizioni di Rifondazione o del Pdci non c’è differenza. Io sono consapevole che a Destra e a Sinistra il più pulito ha la rogna; sono consapevole che c’è una dipendenza italica e romana che impedisce di capirsi con la dirigenza dei partiti italiani; ma non voglio in alcun modo lasciare solo a questi partiti l’area di governo e isolare il movimento indipendentista negli angusti spazi della protesta.
Ha ragione Paolo: bisogna esserci a qualsiasi costo, è inutile nascondersi dietro il dito della purezza e della ideologia. Per potere cambiare i sistemi è necessario entrarci. Qualsiasi sistema d’ordine attua questa strategia quando deve sgominare una banda. Il sistema politico fa acqua da tutte le parti ma non cambierà mai se non si interverrà su diesso dall’interno.
Non mi piace Cappellacci ma se dovesse essere necessario per la nostra causa lo voterò.
Che peccato! Siete proprio sicuri d’aver dato il meglio di Voi per credere e poi costruire il terzo polo? L’occasione era su un piatto d’argento e a parer mio non si è saputo coglierla.
Lei on. Maninchedda credo abbia grandi meriti personali che però non riesce poi a coaugulare probabilmente per scarso credo nelle sue forze. Oggi non possiamo ridurre un movimento come S&L ad essere una ruota di scorta sgonfia! Eppure in questo sito sono transitate tante passioni, tantissime idee unite a una profonda consapevolezza che si poteva e si doveva cambiare anche con la forza propulsiva di un “nuovo psdaz”. Mi spiega cosa c’è di nuovo ad andare con la PDL? Io non faccio parte di nessuna segreteria nè mandarò un mio documento per sostenere chissà cosa… semplicemente non voterò nè a destra nè a sinistra…
Caro Paolo, non condivido la tua posizione su Cumpostu e spero abbiate occasioni di dialogo anche oltre queste elezioni. Pienamente d’accordo che con l’evangelismo non si va da nessuna parte e la cosa serve solo a delegare l’esclusiva amministrazione della nostra terra in mano ai partiti centralisti. Le ideologie di destra e sinistra nella nostra realtà sono fumo negli occhi. Dando per scontato che il PSD’AZ stavolta non possa ignorare il tema di una maggiore sovranità per l’isola, il punto sul nucleare -anche alla luce del segreto di stato apposto dal governo Prodi sui potenziali siti- deve per conseguenza tenere conto ANCHE dei problemi di stoccaggio di eventuali scorie nucleari provenienti da terze regioni. Un saluto.
Sono d’accordo per la vostra posizione alle elezioni. Ma ricordatevi che se dovete vincere e governare siete comunque dei delegati da parte dei cittadini i quali vi hanno dato il mandato per stare dalla parte dei sardi e della Sardegna. Una volta al potere non scordate ciò. Forza paris sempri!
Ancora e nonostante gli ultimi risultati delle politiche non avete capito che andare da soli non serve a niente, queste cose io le ho dette anche allora e sono stata bistrattata. Oggi sono convinta che subirò uguale trattamento. In politica così come nella vita in generale bisogna rischiare.Se andrete a destra perderete molti elettori ma siccome il centrodestra vincerà le elezioni vi ritroverete con un po’ di potere da poter gestire nelle prossime elezioni amministrative e il consenso aumenterà. Se andate a sinistra prenderete più voti ma siccome il centro sinistra perderà le elezioni è evidente che farete la solita opposizione che non porterà nulla nè in teoria nè in pratica. Io vi consiglio di andare a destra perchè se tanto mi dà tanto anche in considerazione del fatto che l’esperienza del centrodestra con la lega è stata positiva credo molto di più ad un’apertura maggiore nei confronti delle problematiche autonomiste che hanno sempre contraddistinto i sardisti. Poi se invece volete andare con Soru… non mi pare ci siano garanzie di nessun tipo… o no?
Cari amici penso abbiate ragione a lasciar cadere il punto programmatico sulla “Sardegna Zona Franca” . E’ un tema da idealisti, ossia di chi non si intende di politica. Mario Melis era appunto un povero illuso.
( N.R. L’unico sardista ad aver ricoperto l’incarico di Presidente della Giunta Regionale è stato lui).
Avete ragione, “Una rappresentanza diretta a Bruxelles e nella NATO” mi sembrano obiettivi più realistici e abbordabili.
Forza Paris
Per Beppe: In una revisione dello statuto speciale del 1948 si potrebbero inserire tante cose (pur considerando i limiti Costituzionali) e l’idea di un’area franca non è quindi lontana dalla prima condizione. Il discorso pratico e non ideale è un’altro: Ha il PSD’AZ il potere contrattuale per alzare la voce su questi punti dopo tutte le divisioni interne ed esterne? La risposta la sapete… Sulla NATO: fui il primo attraverso il ns gruppo di U.R.N. Sardinnya a lanciarla come provocazione nei movimenti nel 2005, aveva l’unico obiettivo di puntare l’indice contro l’eccesso di ideologizzazione marxista di alcuni settori. Poi se in un futuro da indipendenti un Parlamento Sardo esprimesse l’intento di aderire all’atlantismo, la cosa non sarebbe uno scandalo. Avere invece un colleggio unico di rappresentanza nell’UE che non sia spartito con gli amici siciliani non mi pare un’idea fantascientifica e l’ha copiata in tempi recenti persino la Zuncheddu…A Macomer ho persino sentito dire da un rappresentante sardista che non sarebbe utile in quanto vi si insedierebbero i partiti italiani, cosa logica. Mi domando piuttosto allora che cosa debba fare un partito territoriale se non iniziare ad edificare i posti in cui dovrà sedersi quando prossimamente avrà più consenso presso la Popolazione. Chi vuole lavorare ad un percorso serio e graduale deve prima di tutto avere le idee chiare, a meno che non persegua diverse finalità da quelle indipendentiste. Bisogna dare fiducia al PSD’AZ.
Caro Adriano,
provo ad esprimere le gravi questioni politiche che a mio avviso andrebbero messe a fuoco per trovare una risposta programmatica.
1. Democrazia Reale. Tutti noi sappiamo quale sia il livello di democrazia reale all’interno dei partiti politici (P.S.d’Az. compreso), con l’aggravante, emersa in questi ultimi anni, dello spostamento del potere decisionale dai “Notabili-Capibastone di partito” ai “Miliardari” impegnati in politica. Concretamente tutto ciò si traduce nei nomi dei due principali competitor presentati ai Sardi per le prossime elezioni regionali: Cappellacci imposto da Berlusconi, e Soru imposto da sé stesso a Veltroni.
Che tenerezza la foto di presentazione alla stampa di Ugo Cappellacci, con tutti i vecchi “Notabili di Partito” costretti a fare la comparsa per una scelta dettata telefonicamente da Arcore.
E’ questa la Democrazia che vogliamo? Sono queste le premesse per la Rinascita della Sardegna?
N.B. La proposta di modifica della Legge elettorale per il parlamento Europeo avanzata da Berlusconi prevede l’abolizione delle preferenze e l’introduzione di un’alta soglia di sbarramento. E’ proprio quello che vogliamo noi? E’ questa l’idea di Democrazia e partecipazione che abbiamo noi?
Dal canto suo il PD, con l’illustre Deputato di Nuoro in prima fila, ha adottato le liste bloccate addirittura nelle cosiddette “Primarie” per la Segreteria. E’ questa l’idea di partecipazione popolare che abbiamo in testa anche noi? Oppure non è questa la politica di chi vuole perpetuare sé stesso, anche a costo dell’immiserimento del territorio dal quale ha avuto la delega politica?
2. Rinascita culturale. E’ difficile che chi ignora la sua storia, le sue tradizioni, l’identità del popolo di appartenenza ed il valore delle risorse ambientali del proprio territorio, concepisca un progetto politico orientato al bene di tutti. Invece l’impegno politico dovrebbe essere proprio questo: servizio al Bene Comune.
N.B. Sotto questo punto di vista anche il P.S.d’Az. parla di una “sardità astratta” in cui infatti i sardi non si riconoscono. Sono la prova di questo le magistrali parole pronunciate da Benedetto XVI a Bonaria, davanti al popolo sardo (quello reale). E’ possibile che ci sia voluto un papa tedesco per spiegare ai sardi il fondo comune dell’identità del nostro popolo? Di tutto il nostro popolo, quello di Centro, di Destra e di Sinistra. Già, ma di questo il P.S.d’Az. non parla. Il sardismo è un’altra cosa. Infatti!!
3. Rinascita Economica. Lo spirito solidaristico dei sardi, che grazie alle nostre tradizioni abbiamo ereditato nel sangue, dovrebbe essere il presupposto di qualsiasi progetto di “Rinascita” economica ed imprenditoriale. In questo senso qualsiasi proposta economica e fiscale (dal sostegno alle imprese al federalismo fiscale o Zona Franca integrale) deve favorire davvero la libera concorrenza delle idee e dei progetti. Fa davvero riflettere l’idea che in America il figlio di una “ragazza madre” (Steve Jobs) sia diventato l’uomo più ricco, ed un “africano” al contempo sia diventato nientedimeno che Presidente degli USA. Già, ma quella è l’America.
Da questi pochi punti prendono forma le regole democratiche per ridare il Potere di scelta al Popolo e per favorire le buone idee in ambito culturale ed economico. Tutto il resto appartiene al “politichese” che ha nauseato tutti.
Io queste cose le so Beppe, bisogna vedere se le sanno anche tutti quelli che si dividono, dentro e fuori il PSD’AZ (gli altri). Siamo messi male in Sardegna al punto che non siamo in grado neppure di fare la voce grossa con PD e PDL, figurati quindi se siamo nelle condizioni di poter proporre tutto quello che serve. Da mesi parlo di unità (cosa che fa ad esempio da anni anche SNI) in pubblico e privato ma alla fine i risultati li vediamo, a volte i primi che parlano di unità diventano gli ultimi a realizzarla sul serio. Ci sarà qualcosa che ha a che vedere non con i programmi dei Sardi ma con il loro proverbiale DNA….
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