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L’intervento di Maninchedda sulle dimissioni (file corretto)

24 dicembre 2008 8 commenti

Ecco l’intervento di Maninchedda pronunciato ieri in Consiglio regionale

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8 commenti »

  • Riccardo Podda scrive:

    Complimenti per la chiarezza ma anche per l’apertura al PD.
    Restiamo in attesa di disposizioni per la campagna elettorale.
    Campagna elettorale che sarà breve ma intensa.
    In particolare mi preme sottolineare l’importanza di alcuni nodi fondamentali ricollegati ai punti programmatici che, a mio parere, andrebbero rivisti in una maggiore intelligibilità:

    Punto 1) Lavoro.
    Punto 2) Salute.
    Punto 3) Ambiente.
    Punto 4) Energia.
    Punto 5) Autonomia.

    Estensione punti:

    Punto 1) Lavoro. Piano industriale basato su presupposti oggettivi, tangibili e remunerativi oltreché strategici, ovvero oggettività di agricoltura ed allevamento, circolo delle risorse, piano gestione turistica 365 giorni anno, conversione energetica.

    Punto 2) Salute. Re allocazione strutture sanitarie dislocate, piano acquisti strumentale.

    Punto 3) Ambiente. Acqua, recupero siti industriali dismessi, acquisizione aree occupate militarmente. Rivisitazione legge cd. salva coste.

    Punto 4) Energia. Impulso crescita Eolico e Solare. Conversione impianti combustibile fossile.

    Punto 5) Autonomia. Con basi ALE dichiarazione programmatica di avviamento trattativa autonomistica finalizzata ad acquisizione competenza federativa indipendente inserita nel contesto europeo. Perché la Sardegna non deve essere stritolata dalle multinazionali con base Roma.

    Non ho dimenticato la questione morale: è qualcosa forse più importante ma non fornisce il cibo per il sostentamento. Non verrebbe compreso.

  • Stella scrive:

    Mi chiedo se questa storia sulle servitù militari sia una priorità, credete veramente anche alla luce di ciò che è successo a La Maddalena nel momento in cui sono andati via gli Americani non sia un segnale preciso? Siamo certi che questo non crei un ulteriore danno all’economia sarda già devastata da Soru prima e dalla crisi internazionale poi? Possibile che non si riesca ad uscire da questa logica stringente “a fora sos colunialistas? Appena finirà la boccata d’ossigeno del G8 la Maddalena soffocherà nella disoccupazione. Quante altre Maddalena vogliamo creare?

  • Gabry scrive:

    Scrivo per chiederVi di poter leggere l’intervento di Paolo Maninchedda sulle dimissioni perchè in audio è molto disturbato da una voce che non si capisce cosa dica. Grazie

  • Sardus Filius scrive:

    Ed ora, com’è che si dice? “Chie giughet odzu istiddiat”. Occorrerebbe iniziare a parlare seriamente di programmi e di sistemi. In tutto quel “bene” che la Giunta Soru ha fatto, non ha neppure sfiorato “il Presidenzialismo” (introdotto e preparato con la Giunta di centro-destra di Mario Pili) e “la legge elettorale” che, tra premi di maggioranza, proporzionali e maggioritari” si preoccupa degli interessi dei patiti e sempre meno della volontà degli elettori che, da questa politica hanno avuto soltanto “il diritto/dovere” di andare a mendicare.
    Finora abbiamo parlato di politici e politica giocando a rimpiattino (così, come fan tutti), ci siamo forse anche divertiti, ma è giunta l’ora di alzare la mira e parlare seriamente di indipendenza e di indipendentismo.
    Da buoni indipendentisti che stanno dalla parte dei cittadini occorre iniziare ad elaborare concretamente, il progetto dello sfrancamento sardo invitando gli elettori a votare “alternativamente” i candidati per le regionali e, col segno dell’identità, presentare “la Costituente sarda”.
    Alla Regione non credo sia più possibile operare, tutti gli equilibri amministrativi sono andati ed il “covo di serpi” che sembrerebbe annidarvisi consiglia di starne lontani. Le forche, la Regione, le faccia a sua madre, noi dobbiamo essere all’altezza dei bisogni e delle esigenze delle nostre genti.
    La parola passa agli elettori, a noi sta la capacità di convincerli a tornare a votare, il rischio serio è che, come recentemente accaduto in abruzzo, i cittadini, a febbraio, se ne vadano a fare asparagi o a cercar funghi!

  • Nino scrive:

    Beh, ormai la ricreazione e’ finita!
    Tra due mesi ci sara’, per tutti, l’esito delle analisi fatte e che faremo nel lasso di tempo indicato. E sara’ un esito che ci porteremo addosso sino al 2014. Mugugnare nell’web a seconda di come andra’ sara’ semplicemente inutile. L’web dovra’ essere ” Su puntorgiu” se andra’ nel senso sperato.
    Gli imperativi, a mio avviso, sono due:
    1) liberarci da un incubo;
    2) predisporre buoni argini per evitare di ricadere nell’incubo (da qualsiasi direzione arrivi).
    Partiamo da un dato certo. Uno dei due blocchi vincera’ le elezioni. Tertium non datur!
    E allora? Conseguentemente il PSD’AZ una cosa sola non deve fare: collocarsi sull’Aventino (che porta storicamente male) da duro e puro. Non può permetterselo per senso di responsabilità, per un dovere morale e politico che ha nei confronti dei Sardi.
    Deve sciegliere al meglio per portare nel programma di governo, da attuare nel corso della XIV legislatura, pochi ma qualificanti punti programmatici. Primo fra tutti il lavoro ed in contemporanea una forte azione per modifiche istituzionali significative sulla strada della sovranità.
    Pur con tutti i difetti, le critiche (ora lasciamole da parte)il PSD’AZ è ancora, a dispetto di tutto, l’unico baluardo possibile,un approdo sicuro. L’unico partito con testa, cuore e piedi in terra sarda. Il solo capace di dare speranza alla rivolta dell’oggetto.
    Como est s’ora de si pinnigare, su tempus est curzu!
    E non è possibile disperdere un solo attimo in contrapposizioni che non siano finalizzate al risultato. E il risultato dovrà essere una forte, fortissima affermazione del PSD’AZ. E’ questo il fatto politico capace, da solo, di porre la QUESTIONE SARDA al centro del confronto con il governo italiano.
    AUGURIOS DE BONA PASCA E NADALE!
    FORTZA PARIS!

  • Bomboi Adriano scrive:

    Per Riccardo Podda: Non ci possono essere basi federative di alcuna natura se non si lavora preventivamente al riconoscimento della Nazionalità Sarda (con tutto ciò che implicherebbe sulla vuota autonomia del 1948).
    Senza tale aspetto si perde la natura stessa del nostro criterio di specificità. Bisogna tenerlo sempre a mente.

  • Riccardo Podda scrive:

    Bomboi Adriano, non torniamo ad incartarci su questioni fondamentali ma in questo momento non strategiche.
    La vera possibilità di successo è la programmazione socio popolare ambientale. Dobbiamo (vogliamo?) cogliere ciò che di buono ha lasciato la XIII legislatura? Entra in siti di invasati di Soru e capirai (anche perchè sai bene come la pensano) quali siano le loro aspettative. I classici discorsi, peraltro sacrosanti, che fanno acquistare lo yogurt Soru: meritocrazia, innovazione, onestà, rinnovamento. Se, in modo puerile, in campagna elettorale ci fossilizziamo nel solo discorso dell’indipendenza, non saremmo appetibili e tesseremmo solo le lodi a noi stessi senza coinvolgere i corregionali nel processo di fidelizzazione e maturità politica.

  • Oliviero scrive:

    Finalmente nell’aula del Consiglio Regionale si pone il problema della gente che non riesce più a vivere. Questa è prima la priorità per chiunque andrà a governare la Sardegna nel prossimo quinquennio. Dal mio punto di vista Soru ha fallito perchè non mi risulta che abbia fatto alcunchè per risolvere questo problema. E’ pure importante aver sottolineato il legame tra potere economico e potere politico a tutti i livelli. Questo legame va indubbiamente spezzato affinchè chi va a governare faccia veramente gli interessi del popolo. Va anche cambiato il rapporto di subordinazione esistente tra politici nazionali e politici locali che spesso detta regole contrarie agli interessi della Sardegna. Solo rinnovando la classe politica regionale con la scelta di candidati che non abbiano alcun legame con la politica nazionale e con grossi interessi economici la Sardegna potrà finalmente iniziare a percorrere la strada dell’indipendenza.