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Tolleranza zero verso i furbetti della fogna

25 maggio 2016 06:580 commenti
Tolleranza zero verso i furbetti della fogna

di Paolo Maninchedda
Lo dico adesso, in piena campagna elettorale: noi siamo seriamente per la legalità.
Ebbene, per quanto possa sembrare strano, esiste una legalità della cacca. È semplice semplice: i reflui devono essere scaricati dove le norme dicono che devono essere scaricati.
Recentemente è stato beccato un autospurgo, per di più privo di qualsiasi autorizzazione, che svuotava i pozzi neri delle case di un importante comune e poi li buttava o in cunetta, vicino al mare, o in un tombino.
Non parliamo poi della mafia degli autospurgo: ad Abbanoa ne sono stati bruciati diversi, senza che, ovviamente, alcuno trovasse mai un colpevole, perché, per definizione, essendo la cacca un bisogno, è evidentemente incolpevole.
Un altro campionario dell’ipocrisia della cacca sono molti camperisti: il loro luogo di scarico privilegiato sono piazzole e cunette.

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Killing me softly

24 maggio 2016 06:570 commenti
Killing me softly

di Paolo Maninchedda
Il Lamentante specializzato è un politico che ha tutti i parenti sistemati nel pubblico o nel parapubblico e lui stesso è un dipendente sistemato da qualche partito in qualche luogo sicuro.
Il Lamentante, sempre col sedere al caldo e le spalle protette, non si lamenta per sé, perché è altruista, si lamenta per i disagi degli altri, però, giacché non conosce il bisogno e la difficoltà, usa le parole che sente dire in giro sperando di essere riconosciuto come il capo del popolo. Va al bar e sente che qualcuno si lamenta di chi lascia la spazzatura per strada e immediatamente fa la dichiaraazione contro un altro politico che avrebbe dovuto far pulire la strada. Poi prende la macchina e sputa il chewingum dal finestrino, soddisfatto di sé.
Il Lamentante protesta su tutto finché non vince qualche elezione, poi, quando è in sella, cerca un altro politico su cui scaricare ogni responsabilità.
La Sardegna ne è piena. La nostra patria è piena di politici con la giacca a doppia coda dei marchesi, il volto lucido e pacioso dei benestanti di frodo, specializzatisi nel non sapere fare nulla, nel non sentire la responsabilità di nulla e con l’unico ossessivo obiettivo di diventare onorevoli.
Questi, quando li incontro, mi ammazzano, mi muoiono. Non li sopporto, li disprezzo profondamente, li vorrei sbugiardare pubblicamente, dire loro quello che sono e che cosa rappresentano: rappresentano la rovina dei sardi. Sono vergognosamente e pomposamente sordidi, pieni di legami occulti, di amicizie pronte a soccorrerli, di collusioni. E invece, devo ascoltarli, rispondere, argomentare, e dunque morire lentamente, ucciso dalle facce di cartone del parassitismo borghese. Libera nos Domine.

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Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire

23 maggio 2016 07:150 commenti
Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire

di Paolo Maninchedda
Il dato ricorrente però è che tutti parlano a favore o contro le nostre idee perché sono le uniche in campo.
In tutto questo c’è una consapevolezza da acquisire: dinanzi ai neofascisti (quelli che votano a destra perché hanno paura dei ladri) e ai qualunquisti di destra (quelli che dicono “la mia serva”) e di sinistra (quelli diversi dagli altri) noi rappresentiamo l’unica proposta identificabile perché onestamente abbiamo detto quello che pensiamo e quello che vogliamo fare.
Ci rimane da trovare l’atteggiamento giusto. Indignarsi è vietato. Ritirarsi è vigliacco. Imparare a sorridere è obbligatorio.

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Prima regola elettorale: non recitare e non dire che va tutto bene

20 maggio 2016 06:140 commenti
Prima regola elettorale: non recitare e non dire che va tutto bene

di Paolo Maninchedda
Ieri la novità principale è stata il linguaggio.
La comunicazione di plastica della politica professionalizzata, quella che in un discorso fa tornare tutti i conti, quella che alla fine dice che va tutto bene perché funziona il lessico e la sintassi, bene, questa comunicazione è stata archiviata definitivamente. Quando voglio leggere un discorso che fa tornare tutti i conti compro La Repubblica, IL Corriere, La Stampa, Il Fatto Quotidiano ecc. Quando voglio sentire un candidato che ripete la solita solfa che l’Italia va benissimo e se va male è colpa sempre di qualcuno

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Stasera, THotel ore 18.30: trentadue promesse di impegno per l’indipendenza

19 maggio 2016 06:320 commenti
Stasera, THotel ore 18.30: trentadue promesse di impegno per l’indipendenza

di Paolo Maninchedda
Oggi presentiamo la lista di Cagliari. Noi, la nostra faccia e nessuna coda di pavone.
Stile diverso da quello ancora in uso a Carbonia, per esempio, dove io non sono andato nel quartiere di via Dalmazia a pavoneggiarmi per avere fatto solo il mio dovere, aver cioè trovato i soldi per rimettere a posto gli impianti e aver fatto partire i lavori subito. Viceversa c’è chi l’ha fatto immeritatamente e tutti speriamo venga giudicato severamente dagli elettori. Noi non usiamo il bisogno delle periferie urbane per chiedere voti: noi cambiamo, per quel che possiamo, le periferie. È una scelta del Partito dei Sardi aver chiesto a Area di fare i lavori di manutenzione delle case di Sant’Elia. Ma io non vado a Sant’Elia, perché non si usa il bisogno delle periferie urbane per fare consenso.
Venite al T Hotel. L’aria è buona, si respira una normale brezza di libertà.

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Siamo indipendentisti, non sovranisti.
Diciamolo a Olbia, Cagliari, Carbonia, Sinnai, Sarroch, Silanus, Baunei, Siniscola ecc.

18 maggio 2016 06:320 commenti
Siamo indipendentisti, non sovranisti.  Diciamolo a Olbia, Cagliari, Carbonia, Sinnai, Sarroch, Silanus, Baunei, Siniscola ecc.

di Paolo Maninchedda
Oggi La Nuova Sardegna dà conto del merito che noi abbiamo riconosciuto a Pigliaru per l’avvenuto varo delle norme di attuzione sull’art. 8 (ma lo abbiamo riconosciuto anche a noi stessi, come ispiratori soprattutto dell’articolo 2). L’occhiello parla del partito dei sardi come partito sovranista. Per il Partito dei Sardi il sovranismo può essere una fase intermedia verso l’indipendenza, può essere una tappa intermedia fondante, per esempio, del Partito della Nazione Sarda (se ne sta parlando in modo sempre più insistente con i giovani consiglieri regionali del Pd che si fanno domande), ma non può essere evidentemente uno scopo finale. Noi contestiamo che nelle scuole si insegni che la Sardegna è ‘naturalmente’ italiana, anziché insegnare che la Sardegna è naturalmente, in quanto isola, indipendente, mediterranea e europea.
Noi contestiamo che si insegni a ‘chiedere’ a qualcuno il proprio compimento anziché insegnare a realizzare la propria esistenza.

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Fa più il passa parola in rete dei titoli dei giornali.
Allo stesso modo, liberi, prepariamo i nostri eventi

17 maggio 2016 06:370 commenti
Fa più il passa parola in rete dei titoli dei giornali.  Allo stesso modo, liberi, prepariamo i nostri eventi

di Paolo Maninchedda
Ieri, un attimo dopo l’avvenuta approvazione delle norme di attuazione dell’art.8 dello Statuto, tutti noi abbiamo rilanciato la notizia sui social, mettendo in evidenza il nostro ruolo in questa battaglia: l’inversione del gettito fiscale. I post su Fb hanno raggiunto decine di migliaia di persone, gratis, liberamente, senza chiedere il permesso o la semplice attenzione di nessuno.
Oggi i due quotidiani sardi hanno due comportamenti diversi: La Nuova dedica all’argomento l’apertura, L’Unione una mezza pagina interna. L’Unione dà conto della nostra posizione, La Nuova no, o meglio, parla dell’argomento (art.2) ma non fa riferimento al ruolo da noi svolto nella sua formulazione.
Se non lo diciamo noi, non lo dirà nessuno.
Non dobbiamo nascondere la grandezza dei nostri ideali. Non dobbiamo nascondere la tenerezza con cui accogliamo tutti purché vogliano lavorare per una Sardegna completamente diversa.
Noi chiediamo impegno, non perfezione, chiediamo fiducia nel futuro, non proteste. Noi siamo una grande alternativa all’antipolitica perché trasformiamo la rabbia per le cose che non vanno in energia per trasformarle. Noi non organizziamo la protesta; noi organizziamo l’alternativa.

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Vittoria! Incasseremo le nostre entrate. Questo lo abbiamo voluto noi

16 maggio 2016 19:140 commenti
Vittoria! Incasseremo le nostre entrate. Questo lo abbiamo voluto noi

di Paolo Maninchedda
Quella di oggi passerà alla storia come il più importante risultato politico della Giunta Pigliaru. Il Governo italiano ha approvato le norme di attuazione dell’art.8 dello Statuto, cioè le nostre tasse.
Fino ad oggi non c’era riuscito nessuno. Si può dire tutto della strategia ‘morbida’ di Pigliaru col Governo italiano, ma questo è un fatto che gli dà ragione.
Un pezzo importante di questa vittoria è nostro, del Partito dei Sardi.
È l’articolo 2, un pezzo della strategia di accompagnamento dell’Agenzia delle Entrate.
Esso riguarda l’inversione del gettito fiscale, con il riversamento diretto nelle casse regionali del gettito delle entrate erariali, attraverso un decreto del Ministero dell’Economia, d’intesa con la Regione. La politica serve a fare queste cose. Noi siamo la migliore alternativa all’antipolitica perché non protestiamo ma facciamo, non giudichiamo ma convinciamo, siamo pacifici ma determinati a cambiare il mondo, il nostro mondo, la Sardegna.

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Abbiamo bisogno di sentimenti

06:400 commenti
Abbiamo bisogno di sentimenti

di Paolo Maninchedda
Ma c’è anche un grande bisogno di sentimenti veri, civili – che ci riguardino tutti – e umani – da vivere silenziosamente nella propria coscienza.
C’è bisogno di compimento, di sentirsi dentro uno scopo.
Ma questo scopo non può essere fatto solo di cose da fare (i programmi); deve riguardarci in qualche modo, deve rispondere anche al nostro desiderio di stare nella storia in modo pieno, senza sentirci usati e travolti da un meccanismo che è indifferente ai nostri animi.
I nostri eventi politici devono essere anche un grande incontro tra il singolare della vita di ciascuno e il plurale della storia.
La storia siamo noi, nessuno si senta escluso, per l’appunto.

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Per noi le pietre sono amanti

14 maggio 2016 08:400 commenti
Per noi le pietre sono amanti

di Paolo Maninchedda
Che cosa ci ha insegnato Sciola?
Non so agli altri, ma a me ha insegnato la carnalità e la spiritualità delle pietre.
Pinuccio era molto un animista illuminista, un panteista, sentiva i principi vitali della natura e sapeva che carne e spirito, sesso e amore, femminile e maschile, erano, sono e saranno per sempre inscindibilmente legati. Per lui la materia era una porta dello spirito, non un limite.

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Più siamo e meno ci vedono

30 aprile 2016 07:030 commenti
Più siamo e meno ci vedono

di Paolo Maninchedda
Guardate la foto e ditemi se un evento riuscito di questo tipo, che parlava di indipendenza della Sardegna e di amministrative di Cagliari meritava o no di essere seguito dai giornali.
Chiedo solo a chi c’era di raccontare che forse si è persa un’occasione per la stampa per illustrare come sia accaduto un evento dove pur parlando di politica si sono provate forti emozioni, quelle che muovono il mondo.

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Cagliari, T Hotel, ore 17:30: Indipendenza e sincerità
Dirò alcune cose che penso da tempo

29 aprile 2016 06:560 commenti
Cagliari, T Hotel, ore 17:30: Indipendenza e sincerità  Dirò alcune cose che penso da tempo

di Paolo Maninchedda
Stasera spiegheremo perché partecipiamo alle amministrative di Cagliari da indipendentisti, cioè spiegheremo perché stiamo dentro una coalizione in modo originale, con un’ambizione che va molto oltre le amministrative ma che accetta la dura disciplina del realizzare le grandi idee a piccoli passi.
Tuttavia, io penso ci sia un gran bisogno di parlare liberamente e io lo farò, senza calcoli, con garbo, ma anche con la serenità ferma di chi ha pensato bene a che cosa dire.
Una cosa è certa: noi abbiamo qualcosa da dire, non qualcosa da ripetere.

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Oggi si celebra il passato, domani celebriamo il futuro

28 aprile 2016 08:200 commenti
Oggi si celebra il passato, domani celebriamo il futuro

di Paolo Maninchedda
Forse non tutti sanno che nel settembre del 1993, quando il Consiglio Regionale scelse il 28 aprile come data per Sa Die, vi era stato chi aveva proposto di celebrare invece la data del varo dello Statuto di Autonomia, il 26 febbraio (1948).
Prevalse il 28 aprile per due ragioni: perché cade di primavera, l’altra data è invece invernale, e perché la cacciata dei piemontesi era un fatto di popolo, mentre lo Statuto di Autonomia è stato uno sforzo amministrativo a dir poco elitario.
Però, mentre la presa della Bastiglia segnò il definitivo successo della Rivoluzione e viene indicata come festa nazionale di fondazione della nuova Francia, Sa Die è l’esordio luminoso di un grande fallimento, dovuto al prevalere dei conservatori sardi sugli innovatori.
Il tema è sempre lo stesso: lo scontro tra innovatori e conservatori. Tutto qui.
Noi siamo tra gli innovatori.
I conservatori sardi hanno una caratteristica: la concezione del potere come rendita, l’ossessione dell’egemonia sulla ricchezza disponibile, l’indifferenza all’aumento della ricchezza sostenibile.

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Ma i giornalisti della Nuova Sardegna si conoscono tra loro?

24 aprile 2016 08:250 commenti
Ma i giornalisti della Nuova Sardegna si conoscono tra  loro?

di Paolo Maninchedda
Ieri mi telefona Alessandro Pirina della Nuova Sardegna e mi fa delle domande, cui rispondo con piacere (le trovate oggi nel taglio basso delle pagine 2 e 3).
Sopra queste mie risposte alle sue domande c’è un articolone di Luigi Soriga su un argomento su cui la Regione è in campo da mesi: la sicurezza degli spartitraffico installati nella Sassari-Olbia e, ahinoi, sulla SS 131.
Noi siamo molto informati sulla vicenda; abbiamo scritto, chiesto spiegazioni, controreplicato ecc. ecc.
La domanda è: ma ci voleva molto ad alzare il telefono e a chiedere che cosa ne sa la Regione di quella che si configura sempre più come una vicenda di riserva di esclusività su un prodotto datato, prodotta da cavilli burocratici del tutto italiani?
Tutto ciò premesso, non è vero che tutti gli appalti sono fermi. Sono fermi quelli comunali e provinciali e anche quelli dei consorzi di bonifica. Gli altri (Abbanoa, Anas, Enas, Area) stanno camminando. Io non capisco perché per stare bene ogni giorno, ormai, bisogna avere una cosa per cui indignarsi. Non è meglio avere una cosa al giorno su cui impegnarsi? Si vive meglio.

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Le buche nelle strade e le scelte. Il degrado del no

23 aprile 2016 06:450 commenti
Le buche nelle strade e le scelte. Il degrado del no

di Paolo Maninchedda
I Comuni della Sardegna non hanno soldi per le manutenzioni ordinarie.
Il Bilancio della Regione non ha previsto un euro per manutenzioni, per le opere di interesse locale e per cimiteri, semplicemente perché c’è una sanità che vale oltre tre miliardi, ci sono i costi degli enti regionale ecc. ecc.
Le manutenzioni ordinarie non si possono fare con i mutui, ma la loro mancata realizzazione poi costringe a indebitarsi per realizzare le manutenzioni straordinarie.
Tutti i lavori pubblici delle pubbliche amministrazioni che abbiamo finanziato sono bloccati o rallentati dalle leggi di stabilità dello Stato italiano, in primis le norme sul bilancio armonizzato, oppure sono bloccate dall’incertezza della fase di transizione dal vecchio regime provinciale al nuovo.
Nel frattempo lo Stato sta incassando il bollo auto della Sardegna: 80 milioni di euro circa che vengono trattenuti

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