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L’insostenibile pesantezza dell’esserci

16 giugno 2016 07:451 commento
L’insostenibile pesantezza dell’esserci

di Paolo Maninchedda
Risponde assolutamente a verità che ieri io e il sindaco di Sassari abbiamo avuto una discussione virile. Pazienza. Capita. Nessuno strascico. Gli organi di stampa, con colori retorici diversi (c’è chi ha immaginato chissà quali sviluppi, mentre per me le cose iniziano e finiscono nel momento in cui accadono), in fin dei conti hanno dato ben conto dello scontro, purtroppo non altrettanto della vera natura del confronto di ieri, che era sui conguagli.
I conguagli. È stato ben chiarito ieri che i conguagli non hanno niente a che vedere con i consumi degli anni 2005-2011. Ho cercato di spiegare ciò che tendenzialmente viene nascosto alla gente.

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Noi contro l’ignoranza al potere

14 giugno 2016 07:370 commenti
Noi contro l’ignoranza al potere

di Paolo Maninchedda
Il problema più rilevante in Sardegna è la mistificazione: persone ignoranti in modo imbarazzante oggi svolgono ruoli di grande responsabilità; bugiardi professionali vanno in tv senza che alcuno faccia loro una mezza domanda dotata di un minimo senso critico; perdigiorno senza arte né parte vivono esclusivamente di incarichi e di ruoli pubblici; pifferai della povera gente campano sotto gli occhi di tutti fregando la povera gente; imbrogli di Regione e di Stato moltiplicano i loro effetti in questi anni e nessuno racconta la arcinota verità del saccheggio autonomista durato fino ad avantieri; alte autorità pubbliche cercano l’indulgenza della massa perseguitando chi fa e ignorando i tanti che non sanno e non fanno fare; persone che non hanno mai aperto un libro in vita loro siedono in importanti Consigli di Amminsitrazione, e invece chi ha studiato e si è rotto la schiena in giro per il mondo deve sempre dimostrare che la sua competenza è autentica.
È una Sardegna irrimediabile? Secondo alcuni sì. È la Sardegna che produce le rendite in base alle conoscenze, ai legami, agli intrighi.
Questa Sardegna ci fa schifo e la combattiamo e la combatteremo tutti i giorni che Dio manda in terra.

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Controinformazione: dire che va tutto male non fa vendere. La Rai dei “seddanta”

13 giugno 2016 08:180 commenti
Controinformazione: dire che va tutto male non fa vendere. La Rai dei “seddanta”

di Paolo Maninchedda

Il resoconto della battaglia quotidiana per l’informazione. Sebbene nessuno sia depositario della verità, tanto meno noi, noi dobbiamo lottare più degli altri per farla emergere.
Tre esempi di divergenza da L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna e la Rai.

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Perché le elezioni americane riguardano la Sardegna?

12 giugno 2016 08:260 commenti
Perché le elezioni americane riguardano la Sardegna?

di Paolo Maninchedda
Questo è il prezzo di libertà che si paga ad avere una politica della difesa da sempre concentrata sulle truffette delle forniture militari, ad avere un debito pubblico così ampio da inibire ogni razionalizzazione efficiente delle spese militari, ad avere missioni all’estero da potenza mondiale finanziate a debito e assolutamente inutili rispetto alla difesa del Paese. L’Italia è più difesa dalla buona intelligence che ancora ha che da un sistema militare che fa acqua e retorica da tutte le parti. Noi sardi stiamo dentro questo disordine, ma siamo più esposti all’Africa di quanto non lo siano gli italiani.
Se fossimo uno Stato avremmo un potere di programmazione della nostra difesa all’interno della Nato molto più serio e molto più efficiente.
Scrivo questo post nella speranza di indurre qualche giovane a leggere ogni giorno i siti americani e a pensare alla politica estera della Sardegna in forma originale e non derivata da quella pomposa e grigia della Repubblica italiana.

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E intanto mettiamo a posto Platamona e Macomer

11 giugno 2016 07:230 commenti
E intanto mettiamo a posto Platamona e Macomer

di Paolo Maninchedda
Ieri in Giunta abbiamo stanziato 300.000 euro per la rotonda di Platamona e 300.000 euro per il rischio frana che ha portato alla chiusura della SP 129 all’ingresso di Macomer. I soggetti attuatori saranno il Comune di Sassari e il Comune di Macomer.
Cercate la notizia sui giornali e la troverete senza infamia e senza lode.
Se però cercate nei giornali dei giorni scorsi quanto spazio hanno occupato prima il crollo della rotonda e poi il rischio della frana, trovate pagine e pagine.
È un caso emblematico del perché il Partito dei Sardi deve necessariamente investire in tecnologia, in app, in portali.
Dobbiamo comunicare meglio e più velocemente. E lo faremo.
Oggi alle 11 sarò a Sennori per inaugurare la ricostruzione di un tratto di strada il cui crollo aveva tagliato in due il paese. La realtà è trasformabile e l’incompleto e l’abbandonato sardo deve diventare un ricordo.

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Perché quando muore un socialista non dicono che è stato un socialista?

9 giugno 2016 07:131 commento
Perché quando muore un socialista non dicono che è stato un socialista?

di Paolo Maninchedda
Nicola era un socialista libertario.
Chi erano questi socialisti, prima di vergognarsi dello stesso loro nome dopo tangentopoli?
Oggi i socialisti sono annacquati sostanzialmente dentro il Pd, ma per un lungo periodo hanno avuto un’identità culturale molto vivace in Italia, la cui cifra principale era l’antidogmatismo, questo sano anticorpo che dovrebbe immunizzarci tutti e che invece sta cedendo il passo alla solita debolezza di pensiero e di forza morale del sistema culturale italiano. I socialisti erano ferocemente anticomunisti perché antidogmatci e libertari; per questo motivo erano ironici e competitivi con i cattolici, che ritenevano sostanzialmente privi di pensiero politico e solo grandi eredi della grande paura dei ‘rossi’. Per i socialisti veri il cattolicesimo non è una fede religiosa, è un’ideologia maturata dentro il cristianesimo; il cattolicesimo, per un socialista che si rispetti, era ed è un’escrescenza politica maturata su una fede religiosa.
Nicola era socialista fino al midollo. Disprezzava le egemonie culturali di partito insediatisi anche nella sua città e le ha combattute.

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Sempre meno liberi, sempre più connessi. Un libro per diventare parzialmente anonimi digitali

8 giugno 2016 07:060 commenti
Sempre meno liberi, sempre più connessi. Un libro per diventare parzialmente anonimi digitali

di Paolo Maninchedda
Mentre i media sardi parlano di elezioni come si parla dei fatti di cronaca (con la differenza che i fatti di cronaca fanno vendere di più), noi dobbiamo studiare, capire e prepararci. Mentre la politica si avvicina sempre più allo spettacolo e si allontana dalla cultura e dalla conoscenza, noi che vogliamo costruire una patria diversa dobbiamo sapere; abbiamo l’obbligo di faticare per sapere.
Antonello Soro, garante della privacy della Repubblica Italiana, ha pubblicato un libretto molto importante, che vi suggerisco di leggere: Liberi e connessi, Codice edizioni, Torino 2016, 12 euro.
Il Presidente del Consiglio Renzi e il sottosegretario alla presidenza Lotti, noti per essere comunicatori sicuri di sé stessi, dovrebbero leggere il libro. Leggano per esempio il capitolo 10: «Hacking team», dedicato alla società che ha prodotto il software Galileo utilizzato dagli organi inquirenti per effettuare intercettazioni da remoto. Oppure, adesso che vogliono licenziare i dipendenti pubblici pigri, leggano il capitolo 6 e si impadroniscano di una parola impronunciabile: “whistleblowing”, che indica l’azione dei whistleblowers, letteralmente i ‘soffiatori di fischietto’, cioè i dipendenti che segnalano illeciti nell’ambito della propria organizzazione. Potremmo chiamarli i ‘pentiti’ del lavoro dipendente e dopo averli identificati dovremmo anche chiederci che cosa sarà di loro e di noi a seconda non del soggetto denunciante ma di colui che riceve la denuncia, della sua capacità di manipolare le persone deboli ecc. ecc.

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Come al solito, facciamo da soli. Se andassimo a votare oggi per le regionali, si stupirebbero

7 giugno 2016 06:482 commenti
Come al solito, facciamo da soli. Se andassimo a votare oggi per le regionali, si stupirebbero

di Paolo Maninchedda

Siamo abituati ormai a dover fare da soli con l’informazione. Ma prima o poi lo troverò un riccone che ci finanzi un quindicinale di informazione! Oggi siamo anche costretti a leggere uno sconcertante articolo della Nuova Sardegna sul mondo indipendentista, che non vede come mentre noi soli ormai abbiamo una presenza radicata e costante in tutta la Sardegna, senza oscillazioni e picchi (a che serve prendere un’alta percentuale in un posto e zero in un altro?), ma al contrario ci cita cursoriamente in un pastone fatto con una superficialità disarmante con i soliti veccchi schemi sull’indipendentismo diviso. Pazienza anche per le muffe cerebrali. Come in campagna elettorale non è mai venuto un giornalista ai nostri eventi, mai una televisione, mai una radio, fuorché una corrispondente dell’Unione a Olbia in un solo caso, così ora, dopo l’evidenza dei risultati elettorali ancora dobbiamo combattere per affermare la nostra evidente esistenza. Pazienza. Continuiamo.

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La costanza del radicamento indipendentista

6 giugno 2016 07:450 commenti
La costanza del radicamento indipendentista

di Paolo Maninchedda
È troppo presto per commentare i risultati elettorali, anche perché lo spoglio nelle grandi città è lentissimo. Però alcuni dati si possono già commentare, dal nostro punto di vista.
In primo luogo, noi siamo l’unico partito indipendentista che ha esposto il suo simbolo non solo dove sapeva di essere radicato, ma anche dove lavorava per la prima volta a un radicamento. Ci siamo comportati da partito nazionale, accettando la fatica di crescere. Sui dati delle città, aspettiamo quelli definitivi: le sezioni spogliate sono ancora troppo poche, sebbene mi pare emerga un risultato significativo a Carbonia e nel Sulcis, dove abbiamo lavorato molto.
Nel mondo rurale, ci sono dati già stabili.

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Gli avvocati sulla P2-Qatar

3 giugno 2016 20:420 commenti
Gli avvocati sulla P2-Qatar

di Paolo Maninchedda
Mai avrei pensato di scatenare un putiferio simile.
Fatto è che la redazione di SardiniaPost, che ha ripreso il mio post e il mio intervento a Olbia sulla questione Qatar-P2, mi gira questa mail che riporto integralmente, invitando i lettori a leggere ciò che rispondo in calce e a leggere l’elenco e la fonte della foto a fianco:

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Piano Mancini: clamorosa bufera in un bicchier d’acqua (ma perché non mi attaccate corpore praesenti?)

2 giugno 2016 20:490 commenti
Piano Mancini: clamorosa bufera in un bicchier d’acqua (ma perché non mi attaccate corpore praesenti?)

di Paolo Maninchedda
Lunedì scorso si è già svolto l’incontro, proprio nei locali del mio assessorato dove si svolgono riunioni senza grancasse e alle quali non possono partecipare i pavoni con la coda aperta, tra il Sav, i dirigenti dell’Assessorato dei Lavori Pubblici e del Distretto Idrografico e il Comune, nel quale il Comune ha già comunicato che non intende ritirare il progetto e che consegnerà gli elaborati necessari per il prosieguo della procedura di Via.
Il progetto va avanti.
Ciò che sta accadendo è semplicemente questo: quando si passa dalla pianificazione alla progettazione si devono superare tutta una serie di verifiche che puntano alla qualità progettuale.
La procedura di Via e tutte le fasi di approvazione e di autorizzazione servono proprio a realizzare un buon progetto per realizzare una buona opera. E qui sta il bello. Prima si contesta la Regione perché avrebbe preso per oro colato il Piano Mancini; adesso la si contesta perché per realizzarlo procede, con il Comune, rispettando la severità delle procedure, ascoltando chi partecipa alle conferenze di servizio, correggendo ciò che c’è da correggere, integrando ciò che c’è da integrare, verificando carte, conti, numeri, previsioni.
Questi studi, questi numeri, queste prudenze, non erano certo nella testa di chi nel passato ha fatto costruire le case sui fiumi, negli acquitrini, sopra i canali. No, quella era l’Olbia da bere, l’Olbia del tutto facile, tutto comprabile, tutto vendibile, quella era l’Olbia senza regole. Bene quell’Olbia è finita sott’acqua

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Sulcis: occhi per piangere e per non vedere

29 maggio 2016 07:562 commenti
Sulcis: occhi per piangere e per non vedere

di Paolo Maninchedda
Avrei almeno un motivo al giorno per intervenire sulla stampa per smentire, correggere, polemizzare ecc. Troppe persone e troppi fatti vengono manipolati, non tanto dai giornalisti ma da tanti soggetti che si rivolgono alla stampa e trovano ascolto senza alcun filtro.
Non si fa lo sviluppo della Sardegna senza le imprese.
Tutti conoscono i fanghi rossi accumulati a Iglesias e a Portovesme. Un problema.
Pochi sanno che una società che sta in Sardegna da più di vent’anni, specializzata in risanamenti ambientali, ha un brevetto per estrarre dai fanghi quantità notevoli di metalli preziosi. Ci sarebbe lavoro per anni e la possibilità di far riprendere le produzioni tradizionali di quell’area, smaltendo quelle maledette e indegne discariche.

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Ieri primi vagiti di una politica nazionale sarda dell’energia

27 maggio 2016 06:570 commenti
Ieri primi vagiti di una politica nazionale sarda dell’energia

di Paolo Maninchedda
Chi sta leggendo i documenti della Regione dall’insediamento della Giunta Pigliaru in poi, sa perfettamente che sta prendendo corpo un disegno moderno intorno all’energia in Sardegna.
Il Piano energetico parla di isole energetiche, aree che producono e gestiscono l’energia di cui necessitano.
Gli atti di pianificazione e programmazione vanno in quella direzione. Ci siamo presi le dighe e le centrali; siamo di fronte ai tribunali, ma intanto costruiamo l’impianto di una produzione di energia autonoma e sostenibile.
Le cose importanti si fano così: con serietà, senza troppo baccano, ma solidamente.
Nei prossimi giorni arriveranno i bandi e i programmi europei per la realizzazione delel smart community. Le misure saranno tutte orientate a valorizzare gli edifici pubblici come pile energetiche e le reti come connessioni intelligenti. Si valorizzerà l’apporto di capitale privato: più metteranno le Esco più metterà il pubblico.

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La Maddalena: sperimentiamo l’indipendenza e non la questua

26 maggio 2016 06:490 commenti
La Maddalena: sperimentiamo l’indipendenza e non la questua

di Paolo Maninchedda
Sono convinto che il risultato politico del mettere a posto La Maddalena potrebbe essere una vera scintilla di indipendenza e potrebbe insegnare ai sardi che usando in modo eccellente la propria libertà possono fare moltissimo.
Che cosa farei, avendo il mandato di farlo?
Per esempio, farei una manifestazione di interesse sul compendio dell’Arsenale con canoni concessori molto bassi e periodo di concessione lungo, in cambio di interventi sugli edifici e sul porto. Ci sono importanti società di gestione dei porti europei che hanno un forte interesse ad acquisire basi in Sardegna e che non hanno difficoltà a farsi finanziare dai fondi di investimento. In sintesi lo schema sarebbe questo: noi Regione facciamo pianificazione seria, semplificazione e incentivazione amministrativa (in una parola, facciamo un grande Master Plan della Gallura), i capitali privati fanno di conto e investono.

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Tolleranza zero verso i furbetti della fogna

25 maggio 2016 06:582 commenti
Tolleranza zero verso i furbetti della fogna

di Paolo Maninchedda
Lo dico adesso, in piena campagna elettorale: noi siamo seriamente per la legalità.
Ebbene, per quanto possa sembrare strano, esiste una legalità della cacca. È semplice semplice: i reflui devono essere scaricati dove le norme dicono che devono essere scaricati.
Recentemente è stato beccato un autospurgo, per di più privo di qualsiasi autorizzazione, che svuotava i pozzi neri delle case di un importante comune e poi li buttava o in cunetta, vicino al mare, o in un tombino.
Non parliamo poi della mafia degli autospurgo: ad Abbanoa ne sono stati bruciati diversi, senza che, ovviamente, alcuno trovasse mai un colpevole, perché, per definizione, essendo la cacca un bisogno, è evidentemente incolpevole.
Un altro campionario dell’ipocrisia della cacca sono molti camperisti: il loro luogo di scarico privilegiato sono piazzole e cunette.

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