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Il cancro e le lobby

22 luglio 2016 07:280 commenti
Il cancro e le lobby

di Paolo Maninchedda
Tutti abbiamo seguito la polemica scoppiata ieri sulle parole infelici del deputato Cinque Stelle Di Maio, il quale ha assimilato l’opportuno organizzarsi dei malati di tumore con l’attività di lobbing.
A me non interessa polemizzare con Di Maio. Richiamo l’accaduto solo perché mentre scoppiavano le polemiche, la memoria mi ha fatto rivedere tanti volti di persone che col tumore ci hanno combattuto e ci combattono. E tutte cercano aiuto, perché non si può reggere il confronto con questa malattia (e con altre) senza aiuti morali, psicologici e pratici. Può capitare di passare da un reparto di chirurgia efficiente, con personale educatissimo e sensibile, a un reparto di degenza in un altro ospedale, dove si va a a fare la terapia, dove si viene presi a pesci in faccia. L’educazione non è regolabile per legge.
Si può sperimentare l’errore seriale. Un mio caro amico è andato nell’ospedale di riferimento sardo per un banale neo maligno sulla cute del cranio. Viene operato, gli tolgono un po’ di pelle, ma dopo neanche due settimane risultava evidente che non gli avevavno tolto tutta la parte affetta dal tumore ed è dovuto andare a Pavia o a Milano a farsi rioperare.
L’ultimo caso è quello del signor Marcello, di Cagliari, ancora irrisolto.

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Incontrare una banca e avere la schiena dritta: nessuna elemosina, solo buoni affari

19 luglio 2016 07:310 commenti
Incontrare una banca e avere la schiena dritta: nessuna elemosina, solo buoni affari

di Paolo Maninchedda
Ieri una folta delegazione di dirigenti regionali ha incontrato alcuni top manager di Cassa Depositi e Prestiti, la banca dello Stato Italiano che gestisce i risparmi postali ed eroga crediti ai Comuni e alle Regioni.
Eravamo ospiti della Fondazione Sardegna (ex Banco di Sardegna). Abbiamo solo aperto una discussione con uno dei peggiori mostri burocratici della Repubblica italiana. Tuttavia a me è sembrato di averlo fatto con uno spirito nazionale sardo, cioè dimostrando di saper guardare a ciò che accade nel Mediterraneo, in Europa e nel mondo consapevoli di come e di quanto sia difficile produrre ricchezza sostenibile ma anche di quanto sia facile consumarla in un attimo. Abbiamo dimostrato di rappresentare una società che si pensa come uno Stato, che si muove prestando attenzione al contesto, ponderando i propri impegni, valutando le opzioni. Non abbiamo chiesto né aiuti né elemosine: solo proposto e ascoltato buoni affari.

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L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna sotto le 40.000 copie

16 luglio 2016 09:290 commenti
L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna sotto le 40.000 copie

di Paolo Maninchedda
I rilevamenti di maggio 2016 delle copie vendute dai due giornali sardi (scaricate la tabella cliccando sulla frase preccedente) dicono che entrambi sono sotto le 40.000 copie cartacee (tutti i dati in questo sito). L’Unione sta sotto l’asticella per un soffio, La Nuova in modo ben più strutturale, perché si attesta intorno alle 35.000.
Questi numeri pongono domande a diversi livelli, alcuni dei quali riguardano le proprietà, altri il pubblico, altri ancora il mondo della cultura e della politica.
Le proprietà si trovano di fronte al problema del valore delle società che si occupano di informazione.
Non è un problema solo sardo.
In questi giorni stiamo assistendo alla guerra tra Cairo e Bonomi per il controllo del Corriere, guerra vinta ormai da Cairo. Ciò che importa è che ormai sia il Corriere che Repubblica sono giornali da 200.000 copie. Ciò nonostante, la competizione per il controllo del Corriere ha mobilitato centinaia di milioni di euro e contrapposto Mediobanca (Bonomi) a Intesa (Cairo).
Come mai un valore di copie vendute così basso muove valori alti?
La risposta sta nell’incidenza dell’autorevolezza della testata sull’opinione pubblica.

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Oggi è un giorno di esaurimento morale

15 luglio 2016 07:111 commento
Oggi è un giorno di esaurimento morale

di Paolo Maninchedda
Sono giorni un po’ difficili per me. Come è noto, penso che la Asl unica sia un grandissimo errore, tuttavia il mio partito ha preso l’impegno di onorare quella sorta di voto di fiducia che il Presidente ha posto su questa vicenda e io sono una persona disciplinata. Ma non sto benissimo in questa situazione.
Oggi poi i giornali riportano due vicende che dimostrano come da un lato la gente pensi che un assessore possa fare chissà che cosa e come, invece, dall’altro l’assessore in questione sperimenti di non contare un bel nulla.
Oggi La Nuova Sardegna, mi pare in splendida solitudine, dà conto del fine indagini sulla vicenda nota come “Affittopoli”, ossia i contratti di affitto stipulati dalla agenzia regionale Sardegna It con una società del gruppo Zuncheddu.

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I Sardi che sporcano la Sardegna. Nelle fogne scarti di macellazione, grassi animali, sangue e vino

14 luglio 2016 07:380 commenti
I Sardi che sporcano la Sardegna. Nelle fogne scarti di macellazione, grassi animali, sangue e vino

di Paolo Maninchedda
Ieri Goletta verde ha pubblicato i dati sulla qualità delle acque nelle spiagge e nelle foci dei fiumi. I risultati sono oggi sui quotidiani e sono utili per capire se e come funziona la depurazione in Sardegna.
Gli impianti di depurazione sono 344; gli addetti 400.
I casi di inquinamento registrati non sono addebitabili agli impianti di Abbanoa ma a scarichi abusivi.
Vediamoli nel dettaglio. Nel corso del 2015 e nei primi sei messi dell’anno Abbanoa ha dovuto far fronte a una vera emergenza: nei depuratori sono finiti addirittura scarti di macellazione. Nelle zone a più alta produzione di prodotti caseari (autorizzati all’esercizio e non) i danni maggiori sono stati causati dalle rimanenze liquide oleose del processo di trasformazione del latte. Notevoli sono anche i danni prodotti della lavorazione delle olive. Infine la vinificazione: dal Nord al Sud della Sardegna gli impianti Abbanoa sono stati letteralmente inondati da fiumi di residui della lavorazione delle uve.
Senza contare gli scarichi di oli minerali (oli di macchina) o gli idrocarburi liberamente rilasciati nelle fognature (relativi per esempio ai lavaggi delle cisterne dei condomini) oppure, ancora, i residui di vernici (carrozzerie)

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Le imprese illustri e i ritardi sulle strade in Gallura e in Ogliastra

6 luglio 2016 07:361 commento
Le imprese illustri e i ritardi sulle strade in Gallura e in Ogliastra

di Paolo Maninchedda
C’è la faccia degli assessori, dei consiglieri regionali e degli amministratori locali, e c’è la faccia delle imprese. Si pensa comunemente che la faccia più ‘tosta’ sia quella dei politici, invece spesso è l’altra.
Ieri è stata una giornata di contatti frenetici con l’Anas per i ritardi sui cronoprogrammi concordati su alcune opere.
L’Anas farà la sua parte, ma ciò che è importante notare è che mentre l’impresa tendenzialmente non paga dazio sui ritardi, perché assolutamente disinteressata al gradimento dell’opinione pubblica, lo Stato, cioè le istituzioni, pagano un prezzo altissimo.
E allora è giusto cominciare a fare e ripetere nomi e cognomi.

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Abbiamo vinto: Enel condannata al rilascio delle centrali di Tirso 1 e Tirso 2

30 giugno 2016 12:070 commenti
Abbiamo vinto: Enel condannata al rilascio delle centrali di Tirso 1 e Tirso 2

di Paolo Maninchedda
L’Avvocato dello Stato dottor Caput ha comunicato alla Regione l’avvenuto deposito della sentenza del Tribunale delle acque sulle centrali Tirso 1 e Tirso 2. Abbiamo vinto la nostra battaglia nazionale: le dighe sono della Regione. Adesso ci aspettiamo qualche schermaglia ulteriore per l’entrata in possesso, ma abbiamo vinto. Accenderemo subito la questione dei soldi che Enel ci deve. Tirso batte Tevere 5 a 0.

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Abbanoa: i ricchi non pagano l’acqua e i giornali li proteggono

08:160 commenti
Abbanoa: i ricchi non pagano l’acqua e i giornali li proteggono

di Paolo Maninchedda
Ieri Abbanoa ha scoperto a Cagliari un nuovo condominio esclusivo nella zona di viale Merello allacciato abusivamente alla vecchia utenza dell’ex casa di cura Villa Elena. Adesso leggete i giornali. Ieri il condominio dei furbi è finito in cronaca, a pagina 17 dell’Unione (La Nuova non ne ha parlato manco di striscio). Invece nella prima pagina di ieri vi era il richiamo per l’inizio della class action promossa dall’on. Pili ( e qui c’è un paradosso simpatico: Pili è il vero padre dei conguagli che oggi contesta). Viceversa oggi in prima pagina viene valorizzata una sentenza di un giudice di pace sui conguagli. Lo stesso trattamento, cioè la Prima pagina, non è stato riservato l’8 o il 9 giugno quando la seconda sezione civile del Tribunale di Cagliari aveva cassato la class action intentata contro Abbanoa da cinque consiglieri comunali. In quella occasione la notizia uscì sull’Unione a pagina 39, come il condominio ieri. I giornali non sembrano amare, dunque, ciò che è solo la punta di diamante di una situazione molto diffusa in Sardegna: molti ricchi non vogliono pagare l’acqua, come invece la paga il ceto medio.

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Esistere a dispetto di tv e giornali

29 giugno 2016 07:270 commenti
Esistere a dispetto di tv e giornali

Paolo Maninchedda
Ieri a Oristano abbiamo fatto la nostra prima assemblea sulla riforma sanitaria della Asl unica. È stato un incontro molto partecipato e, ovviamente, disertato da giornali e tv. Presenti medici, pazienti, 5 consiglieri regionali, dirigenti sanitari e molta gente (nella foto, metà sala).
Quanto la sanità vada bene o male in Sardegna non lo decidono i partiti, ma la soddisfazione dei pazienti rispetto ai bisogni di salute. Su questo se ne sono sentite delle belle.
Noi siamo un partito che cresce con trasparenza, in pubblico, ma se non con l’ostilità, certamente nell’indifferenza dei media tradizionali. Ci è successo durante le campagne elettorali di Olbia, Cagliari e Carbonia e prima ci era accaduto durante le regionali. Nonostante ciò cresciamo. Perché? Perché comunichiamo a prescindere, come stanno facendo tutte le persone libere del mondo.

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C’è qualcosa da fare a Roma

27 giugno 2016 07:001 commento
C’è qualcosa da fare a Roma

di Paolo Maninchedda
La delicata fase attuale della politica regionale ha un aspetto ingiusto. Sembra che i fattori di crisi siano tutti interni alla maggioranza e alla Giunta, come se il Governo Renzi sia immune da responsabilità e da urgenze non risolte.
Viceversa, la stragrande maggioranza dei temi aperti sono aperti a Roma e non a Cagliari. Ne cito solo alcuni per non essere noioso.
Sul Patto per la Sardegna, attuativo del Programma regionale di Sviluppo approvato dal Consiglio Regionale, il testo validato dalla Regione è sul tavolo ministeriale ormai da tempo.
Sull’insularità la Giunta ha fatto la sua parte e il dossier, mai parametrato prima, è sul tavolo del premier da un anno.
Sulla continuità territoriale gli accordi politici sono conclusi da un pezzo, mancano le coperture finanziarie triennali da parte del Governo.
Sulle tasse aeroportuali il dossier Sardegna è concluso da tempo, manca la decisione in capo al Governo.
Sulle vertenze Glencore, Alcoa, Chimica Verde tutto è fermo sul tavolo della Presidenza del Consiglio.
Sulla vertenza Ottana, tutto sta tra Terna e Autorità per l’energia.
Sulla vertenza entrate ancora non è stato predisposto il DPCM conclusivo.
Vogliamo parlare dei tribunali e delle carceri chiuse? Vogliamo parlare dei comportamenti di Poste italiane, di Eni, della fuga di tutti gli apparati pubblici – dai Carabinieri ai Vigili del Fuoco, dai nostri paesi?
Esiste dunque un’urgenza indilazionabile: il Governo Renzi deve battere un colpo con la Sardegna. Forse c’è da fare per i parlamentari. Non è questione solo di spirito competitivo della Regione; è questione di lotta politica a Roma e con Roma.

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L’insostenibile pesantezza dell’esserci

16 giugno 2016 07:451 commento
L’insostenibile pesantezza dell’esserci

di Paolo Maninchedda
Risponde assolutamente a verità che ieri io e il sindaco di Sassari abbiamo avuto una discussione virile. Pazienza. Capita. Nessuno strascico. Gli organi di stampa, con colori retorici diversi (c’è chi ha immaginato chissà quali sviluppi, mentre per me le cose iniziano e finiscono nel momento in cui accadono), in fin dei conti hanno dato ben conto dello scontro, purtroppo non altrettanto della vera natura del confronto di ieri, che era sui conguagli.
I conguagli. È stato ben chiarito ieri che i conguagli non hanno niente a che vedere con i consumi degli anni 2005-2011. Ho cercato di spiegare ciò che tendenzialmente viene nascosto alla gente.

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Noi contro l’ignoranza al potere

14 giugno 2016 07:370 commenti
Noi contro l’ignoranza al potere

di Paolo Maninchedda
Il problema più rilevante in Sardegna è la mistificazione: persone ignoranti in modo imbarazzante oggi svolgono ruoli di grande responsabilità; bugiardi professionali vanno in tv senza che alcuno faccia loro una mezza domanda dotata di un minimo senso critico; perdigiorno senza arte né parte vivono esclusivamente di incarichi e di ruoli pubblici; pifferai della povera gente campano sotto gli occhi di tutti fregando la povera gente; imbrogli di Regione e di Stato moltiplicano i loro effetti in questi anni e nessuno racconta la arcinota verità del saccheggio autonomista durato fino ad avantieri; alte autorità pubbliche cercano l’indulgenza della massa perseguitando chi fa e ignorando i tanti che non sanno e non fanno fare; persone che non hanno mai aperto un libro in vita loro siedono in importanti Consigli di Amminsitrazione, e invece chi ha studiato e si è rotto la schiena in giro per il mondo deve sempre dimostrare che la sua competenza è autentica.
È una Sardegna irrimediabile? Secondo alcuni sì. È la Sardegna che produce le rendite in base alle conoscenze, ai legami, agli intrighi.
Questa Sardegna ci fa schifo e la combattiamo e la combatteremo tutti i giorni che Dio manda in terra.

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Controinformazione: dire che va tutto male non fa vendere. La Rai dei “seddanta”

13 giugno 2016 08:180 commenti
Controinformazione: dire che va tutto male non fa vendere. La Rai dei “seddanta”

di Paolo Maninchedda

Il resoconto della battaglia quotidiana per l’informazione. Sebbene nessuno sia depositario della verità, tanto meno noi, noi dobbiamo lottare più degli altri per farla emergere.
Tre esempi di divergenza da L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna e la Rai.

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Perché le elezioni americane riguardano la Sardegna?

12 giugno 2016 08:260 commenti
Perché le elezioni americane riguardano la Sardegna?

di Paolo Maninchedda
Questo è il prezzo di libertà che si paga ad avere una politica della difesa da sempre concentrata sulle truffette delle forniture militari, ad avere un debito pubblico così ampio da inibire ogni razionalizzazione efficiente delle spese militari, ad avere missioni all’estero da potenza mondiale finanziate a debito e assolutamente inutili rispetto alla difesa del Paese. L’Italia è più difesa dalla buona intelligence che ancora ha che da un sistema militare che fa acqua e retorica da tutte le parti. Noi sardi stiamo dentro questo disordine, ma siamo più esposti all’Africa di quanto non lo siano gli italiani.
Se fossimo uno Stato avremmo un potere di programmazione della nostra difesa all’interno della Nato molto più serio e molto più efficiente.
Scrivo questo post nella speranza di indurre qualche giovane a leggere ogni giorno i siti americani e a pensare alla politica estera della Sardegna in forma originale e non derivata da quella pomposa e grigia della Repubblica italiana.

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E intanto mettiamo a posto Platamona e Macomer

11 giugno 2016 07:230 commenti
E intanto mettiamo a posto Platamona e Macomer

di Paolo Maninchedda
Ieri in Giunta abbiamo stanziato 300.000 euro per la rotonda di Platamona e 300.000 euro per il rischio frana che ha portato alla chiusura della SP 129 all’ingresso di Macomer. I soggetti attuatori saranno il Comune di Sassari e il Comune di Macomer.
Cercate la notizia sui giornali e la troverete senza infamia e senza lode.
Se però cercate nei giornali dei giorni scorsi quanto spazio hanno occupato prima il crollo della rotonda e poi il rischio della frana, trovate pagine e pagine.
È un caso emblematico del perché il Partito dei Sardi deve necessariamente investire in tecnologia, in app, in portali.
Dobbiamo comunicare meglio e più velocemente. E lo faremo.
Oggi alle 11 sarò a Sennori per inaugurare la ricostruzione di un tratto di strada il cui crollo aveva tagliato in due il paese. La realtà è trasformabile e l’incompleto e l’abbandonato sardo deve diventare un ricordo.

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