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Siamo indipendentisti, non sovranisti.
Diciamolo a Olbia, Cagliari, Carbonia, Sinnai, Sarroch, Silanus, Baunei, Siniscola ecc.

18 maggio 2016 06:320 commenti
Siamo indipendentisti, non sovranisti.  Diciamolo a Olbia, Cagliari, Carbonia, Sinnai, Sarroch, Silanus, Baunei, Siniscola ecc.

di Paolo Maninchedda
Oggi La Nuova Sardegna dà conto del merito che noi abbiamo riconosciuto a Pigliaru per l’avvenuto varo delle norme di attuzione sull’art. 8 (ma lo abbiamo riconosciuto anche a noi stessi, come ispiratori soprattutto dell’articolo 2). L’occhiello parla del partito dei sardi come partito sovranista. Per il Partito dei Sardi il sovranismo può essere una fase intermedia verso l’indipendenza, può essere una tappa intermedia fondante, per esempio, del Partito della Nazione Sarda (se ne sta parlando in modo sempre più insistente con i giovani consiglieri regionali del Pd che si fanno domande), ma non può essere evidentemente uno scopo finale. Noi contestiamo che nelle scuole si insegni che la Sardegna è ‘naturalmente’ italiana, anziché insegnare che la Sardegna è naturalmente, in quanto isola, indipendente, mediterranea e europea.
Noi contestiamo che si insegni a ‘chiedere’ a qualcuno il proprio compimento anziché insegnare a realizzare la propria esistenza.

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Fa più il passa parola in rete dei titoli dei giornali.
Allo stesso modo, liberi, prepariamo i nostri eventi

17 maggio 2016 06:370 commenti
Fa più il passa parola in rete dei titoli dei giornali.  Allo stesso modo, liberi, prepariamo i nostri eventi

di Paolo Maninchedda
Ieri, un attimo dopo l’avvenuta approvazione delle norme di attuazione dell’art.8 dello Statuto, tutti noi abbiamo rilanciato la notizia sui social, mettendo in evidenza il nostro ruolo in questa battaglia: l’inversione del gettito fiscale. I post su Fb hanno raggiunto decine di migliaia di persone, gratis, liberamente, senza chiedere il permesso o la semplice attenzione di nessuno.
Oggi i due quotidiani sardi hanno due comportamenti diversi: La Nuova dedica all’argomento l’apertura, L’Unione una mezza pagina interna. L’Unione dà conto della nostra posizione, La Nuova no, o meglio, parla dell’argomento (art.2) ma non fa riferimento al ruolo da noi svolto nella sua formulazione.
Se non lo diciamo noi, non lo dirà nessuno.
Non dobbiamo nascondere la grandezza dei nostri ideali. Non dobbiamo nascondere la tenerezza con cui accogliamo tutti purché vogliano lavorare per una Sardegna completamente diversa.
Noi chiediamo impegno, non perfezione, chiediamo fiducia nel futuro, non proteste. Noi siamo una grande alternativa all’antipolitica perché trasformiamo la rabbia per le cose che non vanno in energia per trasformarle. Noi non organizziamo la protesta; noi organizziamo l’alternativa.

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Vittoria! Incasseremo le nostre entrate. Questo lo abbiamo voluto noi

16 maggio 2016 19:140 commenti
Vittoria! Incasseremo le nostre entrate. Questo lo abbiamo voluto noi

di Paolo Maninchedda
Quella di oggi passerà alla storia come il più importante risultato politico della Giunta Pigliaru. Il Governo italiano ha approvato le norme di attuazione dell’art.8 dello Statuto, cioè le nostre tasse.
Fino ad oggi non c’era riuscito nessuno. Si può dire tutto della strategia ‘morbida’ di Pigliaru col Governo italiano, ma questo è un fatto che gli dà ragione.
Un pezzo importante di questa vittoria è nostro, del Partito dei Sardi.
È l’articolo 2, un pezzo della strategia di accompagnamento dell’Agenzia delle Entrate.
Esso riguarda l’inversione del gettito fiscale, con il riversamento diretto nelle casse regionali del gettito delle entrate erariali, attraverso un decreto del Ministero dell’Economia, d’intesa con la Regione. La politica serve a fare queste cose. Noi siamo la migliore alternativa all’antipolitica perché non protestiamo ma facciamo, non giudichiamo ma convinciamo, siamo pacifici ma determinati a cambiare il mondo, il nostro mondo, la Sardegna.

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Abbiamo bisogno di sentimenti

06:400 commenti
Abbiamo bisogno di sentimenti

di Paolo Maninchedda
Ma c’è anche un grande bisogno di sentimenti veri, civili – che ci riguardino tutti – e umani – da vivere silenziosamente nella propria coscienza.
C’è bisogno di compimento, di sentirsi dentro uno scopo.
Ma questo scopo non può essere fatto solo di cose da fare (i programmi); deve riguardarci in qualche modo, deve rispondere anche al nostro desiderio di stare nella storia in modo pieno, senza sentirci usati e travolti da un meccanismo che è indifferente ai nostri animi.
I nostri eventi politici devono essere anche un grande incontro tra il singolare della vita di ciascuno e il plurale della storia.
La storia siamo noi, nessuno si senta escluso, per l’appunto.

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Per noi le pietre sono amanti

14 maggio 2016 08:400 commenti
Per noi le pietre sono amanti

di Paolo Maninchedda
Che cosa ci ha insegnato Sciola?
Non so agli altri, ma a me ha insegnato la carnalità e la spiritualità delle pietre.
Pinuccio era molto un animista illuminista, un panteista, sentiva i principi vitali della natura e sapeva che carne e spirito, sesso e amore, femminile e maschile, erano, sono e saranno per sempre inscindibilmente legati. Per lui la materia era una porta dello spirito, non un limite.

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Più siamo e meno ci vedono

30 aprile 2016 07:030 commenti
Più siamo e meno ci vedono

di Paolo Maninchedda
Guardate la foto e ditemi se un evento riuscito di questo tipo, che parlava di indipendenza della Sardegna e di amministrative di Cagliari meritava o no di essere seguito dai giornali.
Chiedo solo a chi c’era di raccontare che forse si è persa un’occasione per la stampa per illustrare come sia accaduto un evento dove pur parlando di politica si sono provate forti emozioni, quelle che muovono il mondo.

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Cagliari, T Hotel, ore 17:30: Indipendenza e sincerità
Dirò alcune cose che penso da tempo

29 aprile 2016 06:560 commenti
Cagliari, T Hotel, ore 17:30: Indipendenza e sincerità  Dirò alcune cose che penso da tempo

di Paolo Maninchedda
Stasera spiegheremo perché partecipiamo alle amministrative di Cagliari da indipendentisti, cioè spiegheremo perché stiamo dentro una coalizione in modo originale, con un’ambizione che va molto oltre le amministrative ma che accetta la dura disciplina del realizzare le grandi idee a piccoli passi.
Tuttavia, io penso ci sia un gran bisogno di parlare liberamente e io lo farò, senza calcoli, con garbo, ma anche con la serenità ferma di chi ha pensato bene a che cosa dire.
Una cosa è certa: noi abbiamo qualcosa da dire, non qualcosa da ripetere.

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Oggi si celebra il passato, domani celebriamo il futuro

28 aprile 2016 08:200 commenti
Oggi si celebra il passato, domani celebriamo il futuro

di Paolo Maninchedda
Forse non tutti sanno che nel settembre del 1993, quando il Consiglio Regionale scelse il 28 aprile come data per Sa Die, vi era stato chi aveva proposto di celebrare invece la data del varo dello Statuto di Autonomia, il 26 febbraio (1948).
Prevalse il 28 aprile per due ragioni: perché cade di primavera, l’altra data è invece invernale, e perché la cacciata dei piemontesi era un fatto di popolo, mentre lo Statuto di Autonomia è stato uno sforzo amministrativo a dir poco elitario.
Però, mentre la presa della Bastiglia segnò il definitivo successo della Rivoluzione e viene indicata come festa nazionale di fondazione della nuova Francia, Sa Die è l’esordio luminoso di un grande fallimento, dovuto al prevalere dei conservatori sardi sugli innovatori.
Il tema è sempre lo stesso: lo scontro tra innovatori e conservatori. Tutto qui.
Noi siamo tra gli innovatori.
I conservatori sardi hanno una caratteristica: la concezione del potere come rendita, l’ossessione dell’egemonia sulla ricchezza disponibile, l’indifferenza all’aumento della ricchezza sostenibile.

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Ma i giornalisti della Nuova Sardegna si conoscono tra loro?

24 aprile 2016 08:250 commenti
Ma i giornalisti della Nuova Sardegna si conoscono tra  loro?

di Paolo Maninchedda
Ieri mi telefona Alessandro Pirina della Nuova Sardegna e mi fa delle domande, cui rispondo con piacere (le trovate oggi nel taglio basso delle pagine 2 e 3).
Sopra queste mie risposte alle sue domande c’è un articolone di Luigi Soriga su un argomento su cui la Regione è in campo da mesi: la sicurezza degli spartitraffico installati nella Sassari-Olbia e, ahinoi, sulla SS 131.
Noi siamo molto informati sulla vicenda; abbiamo scritto, chiesto spiegazioni, controreplicato ecc. ecc.
La domanda è: ma ci voleva molto ad alzare il telefono e a chiedere che cosa ne sa la Regione di quella che si configura sempre più come una vicenda di riserva di esclusività su un prodotto datato, prodotta da cavilli burocratici del tutto italiani?
Tutto ciò premesso, non è vero che tutti gli appalti sono fermi. Sono fermi quelli comunali e provinciali e anche quelli dei consorzi di bonifica. Gli altri (Abbanoa, Anas, Enas, Area) stanno camminando. Io non capisco perché per stare bene ogni giorno, ormai, bisogna avere una cosa per cui indignarsi. Non è meglio avere una cosa al giorno su cui impegnarsi? Si vive meglio.

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Le buche nelle strade e le scelte. Il degrado del no

23 aprile 2016 06:450 commenti
Le buche nelle strade e le scelte. Il degrado del no

di Paolo Maninchedda
I Comuni della Sardegna non hanno soldi per le manutenzioni ordinarie.
Il Bilancio della Regione non ha previsto un euro per manutenzioni, per le opere di interesse locale e per cimiteri, semplicemente perché c’è una sanità che vale oltre tre miliardi, ci sono i costi degli enti regionale ecc. ecc.
Le manutenzioni ordinarie non si possono fare con i mutui, ma la loro mancata realizzazione poi costringe a indebitarsi per realizzare le manutenzioni straordinarie.
Tutti i lavori pubblici delle pubbliche amministrazioni che abbiamo finanziato sono bloccati o rallentati dalle leggi di stabilità dello Stato italiano, in primis le norme sul bilancio armonizzato, oppure sono bloccate dall’incertezza della fase di transizione dal vecchio regime provinciale al nuovo.
Nel frattempo lo Stato sta incassando il bollo auto della Sardegna: 80 milioni di euro circa che vengono trattenuti

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Di chi sono le nostre città? Con una postilla per i catastrofisti

15 aprile 2016 06:540 commenti
Di chi sono le nostre città? Con una postilla per i catastrofisti

di Paolo Maninchedda
Un modo per essere inclusivi è quello di essere adeguati, di far sentire la presenza di una visione non solo sui grandi progetti, ma sull’insieme delle piccole cose che cambiano la qualità della vita. Se l’ordinarietà funziona, la straordinarietà è più apprezzata. Il contrario non funziona. Anzi, spesso la realizzazione di grandi opere simboliche in aree disagiate è solo l’avviso di sfratto per i poveri, non certo l’avviso della soluzione dei loro problemi.

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Ieri: con il Governo italiano serve un rapporto competitivo

11 aprile 2016 06:500 commenti
Ieri: con il Governo italiano serve un rapporto competitivo

di Paolo Maninchedda
I tempi moderni hanno abitudini antiche. Se si fanno le cose di domenica, non si viene seguiti bene dai media. Però, i tempi moderni consentono anche di non dipendere da nessuno. Come ha scritto un mio amico: la libertà di stampa è di chi ha un organo di stampa, e ciascuno di noi ormai lo possiede.
Tutti i rappresentanti dei territori provinciali hanno partecipato all’evento. (nelle foto: il prima e il dopo).

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Domani Assemblea nazionale: documento e regole

9 aprile 2016 07:411 commento
Domani Assemblea nazionale: documento e regole

di Paolo Maninchedda
Domani si svolgerà al centro servizi Losa, all’altezza del bivio per Abbasanta-Ghilarza, alle ore 10, l’assemblea nazionale del Partito dei Sardi.
Giustamente la segreteria ha predisposto il documento politico che guiderà la discussione. Non parleremo di tutto lo scibile umano, ma delle tesi inserite nel documento e della relazione del Segretario.
Il documento è sul sito del Partito. Come potrete leggere, si tratta di un documento denso, impegnativo e che non nasconde la complessità del momento politico che stiamo vivendo, non ultimo il tema dei rapporti col Governo italiano.

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L’Unione Sarda e me: per non far ripartire l’incendio

8 aprile 2016 07:480 commenti
L’Unione Sarda e me: per non far ripartire l’incendio

di Paolo Maninchedda
Nella foto trovate l’aereo che il Partito dei Sardi ha regalato al Presidente Pigliaru (domenica ad Abbasanta ci cantiamo No potho reposare a squarciagola).
Mi dispiace. Ecco, volevo dire solo questo: mi dispiace. Lo schizzetto di fango gratuito di oggi è fuori contesto, privo di fondamento, lontano dalla verità delle cose e stridente rispetto al fair play che l’Unione sta mantenendo da un po’ di tempo. Consideriamolo un incidente e chiudiamola qui, ma chiedo che si tenga conto che nessuno di noi è fatto di ferro.

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Non è tutto sporco

7 aprile 2016 07:322 commenti
Non è tutto sporco

di Paolo Maninchedda
Mia figlia ieri, dopo il tg: «Pà, che ci fai tu lì. È tutto sporco».
Le braccia per terra.
Non è tutto sporco.
Il mondo e la Regione non sono “tutti pieni” di corrotti e corruttori.
Non è vero. Gli onesti sono molti di più dei disonesti, purtroppo sono stati resi invisibili.
C’è tanta gente che lavora molto più del tempo per cui è pagata.
C’è gente che si dedica al suo mestiere e alla Sardegna con forte senso del dovere e dell’onestà.

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